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venerdì 6 novembre 2009

5 dicembre: la piazza chiama


5 dicembre: la piazza chiama


La crisi economica sta determinando una sofferenza sociale sempre maggiore.
L’aumento della precarietà, la perdita di posti di lavoro, salari e pensioni con cui si fatica ad arrivare a fine mese sono il panorama comune a tutto il Paese.

Il Governo, invece di intervenire per risolvere questa situazione, la aggrava con tagli alla spesa sociale e all’istruzione, con la compressione di salari e pensioni, di cui l’attacco al contratto nazionale di lavoro è solo l’ultimo atto. Inoltre, questo Esecutivo si adopera a fomentare la guerra tra i poveri con provvedimenti razzisti e xenofobi sull’immigrazione.

Come se non bastasse, il Governo ha varato provvedimenti come lo scudo fiscale che legalizzano l’evasione fiscale e il malaffare, ha stanziato una quantità enorme di denaro per le banche, per l’acquisto di cacciabombardieri e per grandi opere inutili come il ponte sullo stretto di Messina.

Il Governo contribuisce, quindi, ad aggravare la crisi, difende i poteri forti e parallelamente si adopera per demolire la democrazia italiana portando a compimento la realizzazione del piano della P2 di Licio Gelli. Le proposte di manomissione della Carta Costituzionale si accompagnano ad una quotidiana azione di scardinamento della Costituzione materiale, al tentativo di mettere il bavaglio alla libera informazione, di limitare l’autonomia della Magistratura, di snaturare il ruolo del sindacato e di ridurre al silenzio i lavoratori.

Per contrastare quest’operazione che è allo stesso tempo antidemocratica, fascistoide e socialmente iniqua, riteniamo necessario costruire una risposta politica generale, forte e unitaria. Siamo impegnati a costruire un’opposizione di massa per ripristinare la democrazia nel Paese e nei luoghi di lavoro e che obblighi il Governo a cambiare la politica economica e sociale.

Ecco perché chiediamo le dimissioni di Berlusconi anche alla luce della sua manifesta indegnità morale a ricoprire l’incarico di Presidente del Consiglio. E proponiamo a tutte le forze di opposizione di convocare per il prossimo 5 dicembre una manifestazione unitaria contro la politica del Governo e per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio.

Antonio Di Pietro
Paolo Ferrero

MESSAGGIO DI CHIARIMENTO

Cari amici,
nessuno si vuole appropriare di nulla: la manifestazione è di tutti i cittadini e la promozione è vostra.
Noi dell’Italia dei Valori parteciperemo e, per questo, ho già dato disposizioni.
La nostra vuole essere una partecipazione attiva ma ribadisco che la promozione della manifestazione è e resta della rete.
Scusate per l’equivoco.

.

1 commento:

  1. La realtà descritta nella lettera dei due politici è inopinabile.
    Andasse a casa questo Governo, purtroppo non penso che le classi politiche che verranno non si faranno coinvolgere in complotti elitari e lobbistici a discapito del popolo (sempre meno) sovrano.
    A meno di una rivoluzione popolare e dell'instaurazione di un nuovo regime a beneficio di tutti.
    Ma non penso esista un mondo così perfetto!

    RispondiElimina

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