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mercoledì 24 febbraio 2010

Vaccino anti cocaina



Vaccino anti cocaina
È di questi giorni la notizia di una nuova arma contro il grande problema legato al consumo sempre maggiore di cocaina, un nuovo vaccino anticocaina, che da alcuni anni è in via sperimentale al centro di numerosi studi e ricerche a livello europeo e americano.


La cocaina, un tempo era ad appannaggio dei ricchi, oggi a quanto pare è alla portata di tutti, senza più distinzioni di ceto, classe sociale e ambiente. La si usa tra i vip, così come all’interno di normalissime e comuni feste o peggio in uffici tra uomini abbigliati in giacca e cravatta, insospettabili fruitori della “polvere bianca”.


Il suo costo rispetto a qualche anno fa è molto più basso e la rende più accessibile anche tra i più giovani; un’ultima indagine avrebbe evidenziato un aumento considerevole soprattutto nelle megalopoli tra cui capeggiano Torino e Milano, città in cui alcuni soggetti spendono fino a 4.000 euro al mese per “andare al massimo” come cantava Vasco Rossi.

In via del tutto sperimentale si sta parlando quindi di questo nuovo vaccino anticocaina per contrastare il problema, per fronteggiarlo, una nuova speranza che, in qualche modo, potrebbe venire in aiuto a tutte quelle persone legate fortemente a questo problema.


La cocaina
La cocaina è una sostanza che si estrae da una particolare pianta di origine Sud Americana, è conosciuta dall’uomo da centinaia di anni, impiegata all’inizio per combattere la depressione, defiance di tipo psicologico, astenie, iniziò a prendere una sua forma specifica come vera e propria droga a partire dagli anni Sessanta.
Viene distribuita in due modalità o sotto forma di polvere (cloridrato) dal tipico sapore amaro o in forma di scaglie o di tavolette.


È possibile iniettarla nel sangue, oppure fumarla, o ancora inalarla, in qualsiasi caso essa venga assunta provoca problemi a carico del cuore e del cervello, trattandosi di una sostanza tossica, fino a portare in taluni casi anche alla morte.
Il suo impiego innesca nel soggetto una dipendenza, che spinge a un suo consumo sempre maggiore, con ricadute non solo fisiche e psichiche ma anche economiche.


Il vaccino

Sulla rivista “Archives of general Psychiatry” sono stati pubblicati i risultati di uno studio condotto presso la Yale University a New Haven su 115 cocainomani, relativamente all’applicazione del vaccino in oggetto. Tale vaccino è da anni che è in via di sperimentazione, e in questa come in altre ricerche avrebbe dato risultati incoraggianti, dimostrandosi efficace.
Il vaccino viene somministrato tramite iniezione e la sua azione comincia grazie alla presenza di anticorpi specifici contro la cocaina che andrebbero ad agire direttamente sul sistema nervoso bloccando le risposte positive e gratificanti che normalmente scattano a seguito dell’uso della cocaina. Conseguentemente il soggetto avrebbe sempre meno necessità di cercare la cocaina, andando a diminuire gradualmente la dose.
Il cervello in sintesi è come se ergesse una sorta di barriera protettiva che non permetterebbe il passaggio della cocaina.
Ogni vaccino come si sa può avere degli effetti indesiderati, in questo caso almeno per ora non si conoscono quelli a lungo termine, ecco perché c’è ancora molto da scoprire attraverso gli studi e le ricerche in corso.



La situazione in Europa?

In Europa il vaccino si sta sperimentando da circa cinque anni, e ha raggiunto il secondo livello dei quattro predisposti.
Allo stato attuale si sta testando su cocainomani e la durata della sperimentazione varia da sei a nove mesi, poiché è questa la durata massima per ora raggiunta dal vaccino.


Che cosa succede al termine del vaccino?

Allo scadere del tempo massimo di sperimentazione (quindi nove mesi) la persona torna ad essere nuovamente sensibile nei confronti della cocaina, con un’altissima possibilità di ricaduta.
A questo proposito la maggior parte degli esperti italiani e non solo, è concorde nell’affermare che il vaccino da solo non può essere per il momento risolutivo, ma è necessaria una buona azione di sostegno a livello psicologico per capire profondamente quali siano le cause che spingono un uomo a cercare questa sostanza e a farne uso a volte in modo davvero smodato.

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