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venerdì 13 agosto 2010

Bce: Ripresa lenta e discontinua



ROMA – La ripresa è a rischio. Da almeno un anno, analisti come Nouriel Roubini sottolineavano l’eccessivo ottimismo di molti, che consideravano oramai passata la recessione e il mondo sviluppato oramai dentro un nuovo processo di crescita economica. I dati non erano – e non sono tali – da di mostrare questo assunto, che rimane invece una semplice speranza. Ora, dopo le dichiarazioni non certo ottimistiche del Presidente della Bce Trichet, arriva la conferma sul Bollettino della Banca centrale europea, secondo cui a lungo termine il board della Bce si aspetta «un ritmo di crescita moderato e ancora discontinuo nell'area euro, a fronte di incertezza». La crescita del pil dell'Eurozona in termini reali, secondo i previsori della Bce, è confermata all'1,1% per il 2010, mentre per il 2011 è stata rivista lievemente al ribasso all'1,4%, dall'1,5% della precedente indagine. Dopo «l'eccezionale deterioramento» degli ultimi due anni, è «urgente» risanare i conti pubblici da parte dei paesi dell'area euro, affermano gli analisti della Banca, che chiede altresì a «tutti i paesi» di «precisare misure di aggiustamento credibili incentrate sul lato della spesa, restando comunque pronti ad attuare eventuali misure aggiuntive nei prossimi anni». Nel medio periodo l'inflazione nell'area euro dovrebbe restare «moderata», mantenendo la stabilità dei prezzi e sostenendo il potere d'acquisto delle famiglie. Lo prevede la Banca centrale europea, spiegando che «le aspettative d'inflazione restano saldamente ancorate, in linea con l'obiettivo di mantenere i tassi d'inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine».

Le banche «devono dimostrarsi capaci di incrementare la disponibilità di credito al settore non finanziario quando aumenterà la domanda». Lo scrive la Bce nel Bollettino mensile di agosto, osservando che «dopo l'espansione registrata per qualche mese nella prima parte dell'anno, le dimensioni dei bilanci bancari complessivi non si sono ulteriormente accresciute». Ove necessario, raccomanda la Bce, per raccogliere la sfida futura del finanziamento alle imprese, le banche «dovrebbero trattenere gli utili, ricorrere al mercato per rafforzare ulteriormente la propria componente patrimoniale o sfruttare appieno le misure di sostegno pubblico a favore della ricapitalizzazione».

Inflazione in aumento in Italia

L'inflazione a luglio è salita all'1,7%, accelerando rispetto al +1,3% di giugno. Lo comunica l'Istat confermando le stime preliminari e sottolineando che si tratta del rialzo più alto dal dicembre del 2008. L'istituto precisa che su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,4%. La ripresa dell'inflazione risulta trascinata dai prezzi dei beni energetici (+5,3% su anno, +0,8% su mese). Il prezzo della benzina verde a luglio è salito del 8,9% annuo, accelerando rispetto al +6,9% segnato a giugno; mentre si è registrato un incremento dello 0,8% su base mensile. Quanto al gasolio per auto si evidenzia un rialzo tendenziale del 13,2% (+13,3% a giugno), invece il congiunturale è calato dello 0,3%.

L'inflazione continua a salire mentre i redditi dei lavoratori dipendenti scendono. È L'adiconsum a commentare cois' i dati Istat che hanno registrato un aumento del costo della vita a luglio dell'1,7%. «Aumenti tutti in netta contrapposizione con i redditi delle famiglie diminuiti del 2,6%. Ne è riprova la variazione negativa dei prodotti alimentari e ciò a conferma del fatto che le famiglie italiane stanno comprimendo gli acquisti soprattutto nel settore alimentare rispetto agli altri capitoli dove il taglio è più difficile», spiegano i consumatori «fortemente preoccupati» anche dagli aumenti a due cifre che rischiano di esserci nei settori dei servizi pubblici, acqua, rifiuti, trasporti, scuola «a seguito dei provvedimenti del Governo».

Associazioni dei consumatori: “Una stangata per le famiglie italiane”

L'impennata del tasso di inflazione si tradurrà in una stangata, tra costi diretti e indiretti, pari a 500 euro a famiglia». Lo sostiene, in una nota a commento dei dati Istat diffusi oggi, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Gli fanno eco Adusbef e Federconsumatori, sottolineando che la crescita dell'inflazione «è estremamente grave per la nostra economia e per il benessere delle famiglie» e suggerendo come misura di contrasto il blocco dei prezzi e delle tariffe. L'allarme inflazione è condiviso anche da Adiconsum, che legge il dato di oggi proiettandosi sui prossimi mesi, in riferimento ai quali «nutre una forte preoccupazione, soprattutto per le tariffe nei servizi pubblici. È su questi infatti - si legge nella nota di Adiconsum - che si faranno sentire i tagli decisi dal Governo nei confronti delle Regioni e degli enti locali e che verranno in parte trasferiti sui consumatori con un aumento del costo dei servizi».

di Cosimo Pierre

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