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mercoledì 1 settembre 2010

ACCADEMICI e ATTORI CONTRO COLONIE a Gerusalemme




Il governo Netanyahu e i media condannano gli attori e gli autori che rifiutano attivita' culturali nelle colonie nei Territori occupati. Ma alla protesta si sono uniti anche 150 docenti universitari.

Gerusalemme, 31 agosto 2010 (nella foto dal sito www.imemc.org la colonia di Ariel), Nena News – Si allarga la protesta in Israele contro le attivita’ culturali nelle colonie ebraiche costruite nei Territori palestinesi occupati nel 1967,  partita la scorsa settimana da un gruppo di alcune decine di attori e di autori teatrali che si sono opposti alla collaborazione con il Palazzo della Cultura che a novembre verra’ inaugurato ad Ariel, il secondo per grandezza degli insediamenti israeliani in Cisgiordania.  A coloro che si oppongono a vedere, come vorrebbero il governo e buona parte dei media, nel Palazzo della Cultura di Ariel «un teatro come gli altri», si sono uniti nelle scorse ore anche 150 accademici. Nei prossimi giorni e’ attesa inoltre una lettera aperta  di alcuni scrittori – fra cui Yehoshua, Oz,  Grossman – che affermano che non parteciperanno ad  attività culturali in Cisgiordania fino al termine dell’ occupazione militare israeliana. Nei giorni scorsi stampa e governo avevano rivolto accuse durissime contro gli attori, attrici, autori e registi (una quarantina), che rifiutano di esibirsi nel «Palazzo della Cultura» di Ariel. Secondo la maggioranza degli editorialisti «gli ebrei non possono boicottare altri ebrei» anche se sono coloni che occupano le terre palestinesi.
Alla condanna degli artisti refusenik giunta dalla maggior parte dei mezzi d’informazione, si è unita domenica quella del premier Netanyahu che ha usato parole di fuoco contro chi all’interno del paese vorrebbe boicottare non solo le colonie ma, a suo avviso, l’intero Stato di Israele. La ministra per l’istruzione Limor Livnat ha rivolto un appello alle compagnie teatrali affinchè non si lascino coinvolgere nella protesta. «I firmatari della lettera di boicottaggio (del Palazzo della Cultura di Ariel,ndr) hanno deciso di lacerare la società israeliana …Si tratta di una iniziativa molto pericolosa che discrimina fra pubblici diversi sulla base delle convinzioni politiche dei firmatari», ha scritto Livnat sorvolando sul «particolare» che Ariel è stata costruita nella terra appartenente ad un altro popolo, in violazione delle leggi e convenzioni internazionali.  Diversi deputati di destra invocano il licenziamento degli attori non allineati al pensiero dominante.
Il Palazzo della Cultura di Ariel è costato dieci milioni di dollari e ha già ottenuto la collaborazione delle più importanti compagnie teatrali di Israele. I coloni potranno assistere nella stagione 2010-2011 a rappresentazioni di opere di autori celebri, da Bertold Brecht a Moliere. La rivolta è partita da Shmuel Hasfari, un attore ed autore schierato contro l’occupazione, e ieri si è materializzata in una lettera aperta firmata da quarantina di attori, registi ed autori di teatro che escludono di poter mettere la loro arte al servizio di israeliani che occupano terre palestinesi. Fra i firmatari della lettera aperta vi sono alcuni nomi importanti del teatro israeliano: come quello dell’attrice Einat Weizman, dei registi Rina Yerushalmi e Moti Lerner e degli autori Yehoshua Sobol e Savion Lebrecht.(red) Nena News
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