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sabato 4 settembre 2010

L'Incertezza politica incide sulla crisi, Loretta Napoleoni



Loretta Napoleoni
Esperta di economia internazionale e terrorismo.
Ha pubblicato vari libri; l'ultimo uscito è 'Maonomics'.


La fine delle vacanze vede l'America ancora una volta nell'occhio del ciclone recessivo. Questa settimana una raffica di dati negativi ha confermato l'inesistenza della ripresa economica: crollo delle vendite immobiliari e delle costruzioni di nuove case, flessione dell'occupazione nel settore privato e calo della spesa di capitale. Naturalmente tutte queste brutte notizie erano perfettamente prevedibili dal momento che all'inizio dell'estate terminava la moratoria fiscale per gli acquirenti immobiliari e si esaurivano gran parte degli stimoli fiscali introdotti nel 2008 dopo il crollo della Lehman Brothers. Già a luglio, quando il governo aveva esteso per altri 18 mesi i sussidi per la disoccupazione, ci si era resi conto che rimosso il sostegno dello stato la ripresa economica era solo un miraggio.
Senza incentivi statali, dunque, l'economia non si riprende, ma il governo americano, come gran parte di quelli occidentali, sono ormai a corto di soldi. Il debito pubblico quale percentuale del Pil è ormai a livelli altissimi in tutta Eurolandia. Ancora questa settimana, la decisione delle agenzie di certificazione di ridurre il rating dell'Irlanda, ad esempio, è legata alla certezza che i necessari salvataggi economici per stimolare una ripresa che non decolla porteranno il debito pubblico oltre il 100% del Pil, al momento solo l'Italia e la Grecia (115%) hanno rotto questa barriera.
Ormai molti economisti ammettono che non ci troviamo di fronte ad una probabile crisi con due picchi e due valli ma nel bel mezzo di una recessione prolungata. I dati negativi di questa settimana hanno infatti spinto gli economisti ad una revisione drastica verso il basso degli indicatori economici per gli Usa e per il resto dell'Europa, fatta eccezione naturalmente della Germania.
Nel 2010, anno in cui si terranno le mid-term elections, l'America crescerà di un modesto 1,5%. Un dato particolarmente preoccupante poiché i tassi di interesse sono praticamente a 0. Per stimolare l'economia la Federal Reserve sarà costretta a prolungare il quantitive easing, e cioè continuerà a stampare moneta, con inevitabili conseguenze negative sul valore del dollaro che continuerà a scendere.
Ma anche la politica giocherà un grosso ruolo nel futuro dell'economia occidentale. In tutti i paesi dove non esiste una chiara maggioranza ed un governo solido che possiede un grosso consenso alle spalle, l'incertezza politica farà precipitare la crisi economica.
Se Obama perderà consensi alle elezioni di Novembre, se l'Australia non riuscirà a produrre un governo di coalizione nel breve periodo e se in Italia si andrà alle elezioni anticipate sarà sempre più difficile per queste nazioni approvvigionarsi sui mercati dei capitali. Si intravedono ancora tempi duri sull'orizzonte economico.


DI : Loretta Napoleoni

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2 commenti:

  1. Leggerò molto volentieri il libro Maomonix, grazie ciaoooo

    RispondiElimina
  2. ok , ciaooooooooooooo
    fammi sapere ,,,

    RispondiElimina

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