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domenica 10 ottobre 2010

colossale spreco per le missioni inutili



Turisti per spot , senza controllo. Sono i politici delle inutili e costosissime missioni. Uno spreco da 100 milioni all’anno con la fattucchiera Roberto Formigoni primatista tra i giramondo che dal 1995 ha guidato ben 49 delegazioni all’estero, da Calcutta ad Hanoi fino all’incontro con Fidel Castro. L’ultima missione, quella dell’expo di Shanghai ha coinvolto 600 politici tra assessori regionali, sindaci e consiglieri. Per uno di loro, l’assessore calabrese Antonio Caridi è stata “una vetrina imperdibile per il nostro artigianato artistico“.

Nel fitto reticolo di viaggi e delegazioni si trovano le imprese valdostane spola tra Torino e Dubai fin dal 2006 per promuovere inutilmente le bellezze della loro terra, esattamente come hanno fatto in Bielorussia e Giappone.
Governatori, assessori,consiglieri regionali comuni, province e università sono eternamente impegnate a girare il mondo senza sapere per quale utilità. La giunta piemontese, nel 2009 ha speso 267mila euro di trasferte e viaggi. I lombardi 440 mila, di cui 200 mila solo per Formigoni. Calcolando le missioni in regione i rimborsi salgono a 3,6 milioni.
In Liguria tra il 2006 e il 2007 sono stati spesi 2,8 milioni per missioni (comprese quelle dei dipendenti) i viaggi degli assessori (in Cina, Canada, Uruguay, Brasile e Russia) sono costati 400 mila euro. La ricca provincia autonoma di Trento nel 2005 ha speso 226 mila euro, 332 mila nel 2006 di cui 193 mila per acquistare 750 biglietti aerei ai dipendenti.

Campania, Lazio e Sicilia nel solo 2009 hanno speso 450 mila euro. Primatista tra i piccioni viaggiagori il deputato regionale Giuseppe Gennuso dell’Mpa, che ha trascorso 122 giorni fuori dalla Sicilia per 45 missioni istituzionali.
Mete preferite: Usa, Australia, Marocco, Miami Beach per Nino Strano, New York per il cuffariano Francesco Scoma nel 2006, (ex assessore nella sua giunta al Columbus day) per un progetto di inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.
La provincia di Siracusa intrattiene rapporti con l’Uzbekistan senza che dal paese asiatico la provincia siciliana abbia registrato l’arrivo di un solo visitatore. Nel 2007 la regione Sicilia ha speso 1,6 miliardi nonostante nell’isola i visitatori stranieri siano scesi dell’1,7% nel 2008 e addiritturea del 7% nel 2009.

Un mare di soldi spesi per assessori eternamente con le valigie e mai obbligati a esporre un bilancio delle loro spedizioni. Meno male che talvota ci pensano i magistrati a mettere il naso sulle spese a pie’ di lista. Gianluca Rinaldin, ras del Pdl a Como (rieletto a furor di popolo) è a processo per corruzione e truffa anche per viaggi in Brasile, Lapponia e New Jersey. Viaggiava molto l’ex assessore Piergianni Prosperini che ha patteggiato 3 anni e 5 mesi per corruzione: amava andare in Russia e in Eritrea, dove secondo i pm gestiva anche un traffico d’armi.
A Potenza è imputato l’ex presidente della commissione Lucani all’estero, Rocco Curcio, un passato nel Pci-Pds, rimasto in Australia 10 giorni in più a spese della regione.

Memorabile anche la “missione istituzionale” del 2005 dell’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono a Città del Messico per un convegno assieme all’allora compagna Cinzia Cracchi, in un villaggio turistico dello Yucatan. Finse di aver perso il biglietto e si fece rimborsare 1.480 euro per “indennità di missione”.
Recordman di spese in Emilia Giuseppe Villani, del Pdl, che ha speso 25mila euro per andare dall’Argentina al Cile e il socialista Paolo Zanca, 33 mila euro per puntate a New York, Taiwan, Zwolle, in Olanda, Rotenburg e Santiago. Il Cile è la meta preferita degli amministratori emiliani, presenti in delegazione anche nei giorni del terremoto. La consulta degli emiliani nel mondo, presieduta da Silvia Bartolini, negli ultimi 3 anni è costata quasi 3 milioni di euro.
L’affollata delegazione al Columbus Day di New York del 2004 per attrarre turisti ai Mondiali di Sci della Valtellina non ha portato visitatori dagli States. L’edizione 2008 dedicata a Cristoforo Colombo è costata ai contribuenti lombardi 170 mila euro.

Nichi Vendola è stato in Montenegro, Albania, Istria, Egitto, Macedonia, Bosnia esattamente come il governatore delle Marche Mario Spacca per il “rilancio adriatico”. Il molisano Michele Iorio adora gli Usa dove va l’annuale incontro di preghiera a Washington promosso da un’associazione conservatrice evangelica.
Margherita Cogo, assessore alla Cultura della provincia di Trento è stata a Parigi, Praga, San Pietroburgo e Pechino per promuovere museo di arte contemporanea di Rovereto.
L’assessore campano all’emigrazione Alfonsina De Felice è stata a Johannesburg e a New York per creare legami culturali. I

l gemellaggio tra gli ospedali di Tunisi e Vimercate benedetto da Antonella Maiolo, o il seminario alla “Scuola di studi politici di Mosca“, andato in scena nel giugno 2009 a Bari e a Matera alla presenza dei consiglieri lombardi del Pdl Enzo Lucchini e Giampiero Borghini, corona un andazzo per cui non esistono tetti di spesa e limiti al numero dei partecipanti.
A una missione in Catalogna della provincia di Trento hanno partecipato, nel 2007, 7 consiglieri che hanno speso 18 mila euro.

Potrei continuare ma mi fermo giusto per riflettere sull’inutilità di questi viaggi dei politici a carico dei contribuenti italiani senza coordinamento e senza logica, senza settorializzazione con Paesi potenzialmente rilevanti come partner economici.
In Italia tutti si muovono in ordine sparso, diversamente dai politici tedeschi. perché qui tutto fa “missione istituzionale”.

La Corte dei conti non sempre entra nelle valutazioni sull’utilità dei viaggi, tuttavia una sentenza del febbraio scorso condanna Lucio Multari, potente ex dirigente regionale campano che nel 2003 organizzò un viaggio al solito Columbus Day, facendo lievitare la spesa iniziale da 35 mila a 70 mila euro con ben 13 partecipanti, tra i quali anche il presidente del consiglio, Bruno Casamassa, dell’Udeur.
Nel 2008, la Corte dei conti ha condannato in appello 10 ex amministratori e funzionari del comune di Meda, assolti in primo grado: «Le attività di carattere internazionale, già intuitivamente richiedono una unitarietà di intenti e una visione strategica d’insieme, incompatibili con il livello comunale», motivano i giudici contabili, aggiungendo che «le stesse regioni devono passare per il necessario coordinamento statale». Dove erano andati gli assessori? Guarda caso, proprio a Shanghai.

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