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lunedì 15 novembre 2010

L'Aquila, Una legge di iniziativa popolare per la ricostruzione della città

L'Aquila. Una legge di iniziativa popolare per la ricostruzione della città

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E' stata presentata oggi, nello stesso giorno in cui Bertolaso va in pensione, in Piazza Duomo, a cura del Presidio permanente: è la legge di iniziativa popolare per la ricostruzione della città e la prevenzione dei disastri ambientali e sismici. Un articolo da Redattore sociale.it e il testo integrale della legge.
Colpisce la casualità [e solo di caso si tratta] per cui proprio nel giorno [11 novembre] in cui il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, lascerà la guida del Dipartimento, in Piazza Duomo, all’Aquila, alle 10 verrà presentata la Legge di iniziativa popolare per la ricostruzione della città e la prevenzione dei disastri ambientali e sismici.
A fronte della mancanza di soluzioni legislative, i cittadini hanno infatti provveduto da soli, a 19 mesi dal sisma, ad elaborare una Legge di iniziativa popolare sulla quale si è cercata la massima partecipazione, condividendola su piattaforma Wiki, implementata e migliorata con contributo e le osservazioni di molti. Come guida sono state prese le normative che hanno regolato la ricostruzione di altri centri italiani colpiti dal terremoto.
«È una legge – avvisano i cittadini promotori della Legge, riuniti nel Presidio permanente di Piazza Duomo – che serve all’Aquila, così come all’Italia, perché parla di ricostruzione, ma anche di prevenzione per tutti i disastri ambientali e sismici».
Sono due infatti le idee fondamenta della legge. «Il primo punto – spiegano – è che l’unica opera urgente nel nostro Paese è la messa in sicurezza del territorio perché non accadano tragedie come la nostra, o come quella di Giampillieri, come quella, attuale, del Veneto. Dove trovare i fondi? Poiché la tassazione delle rendite finanziarie [intorno al 12 per cento] in Italia è sotto la media europea, la nostra Legge propone un aumento di un punto, un punto e mezzo [restando comunque sotto le altre medie]: con queste entrate sarebbero trovati i fondi per la vera messa in sicurezza del nostro Paese».
Secondo punto della Legge è, naturalmente, la ricostruzione dell’Aquila: «Abbiamo bisogno – spiegano ancora i cittadini – di certezze sui tempi della ricostruzione e sui fondi disponibili. Noi abbiamo una responsabilità: ricostruire questa città, è una responsabilità non solo degli aquilani, ma di tutta la nazione».
«Tutti gli altri territori colpiti da terremoti – hanno scritto ancora i cittadini del Presidio permanente di Piazza Duomo – hanno avuto leggi per la ricostruzione. A L’Aquila e nel cratere si continua ad operare con procedure di emergenza che escludono i cittadini e derogano alle leggi, favorendo di fatto speculazioni e gruppi di potere clientelare. La gestione emergenziale sta determinando una confusione procedurale ormai ingestibile, a detta degli stessi amministratori, degli Ordini professionali e di tutti i cittadini».
Per presentare la Legge sono necessarie 50 mila firme. La raccolta verrà lanciata il 20 novembre, in occasione della manifestazione nazionale promossa a L’Aquila «Sos – L’Aquila chiama Italia».
Ecco il testo della Legge:



PREMESSA
I cittadini dei Comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, a 19 mesi dal sisma che ha causato 309 vittime e che ha stravolto le proprie vite, dopo aver sperimentato il sistema di Commissariamenti e di Ordinanze derogatorie imposto dal Governo per fronteggiare l’emergenza e la ricostruzione materiale e socio economica, dopo aver inutilmente atteso che venissero considerate numerose legittime richieste, dopo aver verificato che la ricostruzione del territorio è ancora ferma e che non c’è nessuna certezza della effettiva volontà e possibilità della ricostruzione, hanno individuato nello strumento della proposta di legge di iniziativa popolare l’unica possibilità di vedere ricostruito il territorio colpito, e l’unica possibilità di essere partecipi della ricostruzione.
In questa legge si sono voluti calare i principi fondamentali elaborati dalla riflessione sulle esperienze vissute dalle popolazioni del Cratere, che prevedano la soluzione alle esigenze del territorio, oggi intento a fronteggiare l’emergenza del dopo terremoto.
In particolare i cittadini dei Comuni del “cratere” del terremoto del 6 aprile 2009 hanno potuto constatare non solo l’inutilità ma la pericolosità della gestione commissariale e derogatoria che puntualmente si cala dopo ogni sciagura ambientale, sismica o idrogeologica in Italia.
Nel rivendicare, in ottemperanza alla Carta Costituzionale, il ritorno dei poteri ordinari agli Enti territoriali (eletti dai cittadini e competenti territorialmente), i Cittadini promotori vogliono scongiurare la inutile dispendiosità delle figure commissariali e la illegittimità della gestione in deroga di assunzioni, contratti e appalti, piani territoriali e viabilità, che portano (come abbiamo potuto sperimentare) allo stravolgimento del territorio, a decisioni che non sono condivise né condivisibili, a pericolose vicinanze con centrali di malaffare, alla totale esautorazione dalle decisioni di cittadini e amministratori locali, di aziende e associazioni che operano sul territorio.
I cittadini vogliono inoltre che nella normativa nazionale vengano recepiti i principi ispiratori della presente legge e i criteri in essa contenuti, in considerazione della ciclicità e frequenza con cui in Italia si ripetono eventi disastrosi e sismici, sia per la definizione degli ambiti di applicazione, sia per il regolamento della gestione del post emergenza di analoghi eventi.
In particolare i cittadini del territorio colpito dal terremoto del 6 aprile ritengono ineliminabili i seguenti principi:
- in seguito ad un evento disastroso di grave portata la popolazione deve essere immediatamente coinvolta e resa partecipe di tutte le scelte e decisioni necessarie al superamento dell’emergenza e al ripristino dello status ante;
- l’attività della Protezione Civile e di tutte le istituzioni collegate deve limitarsi al soccorso, all’esecuzione di quanto immediatamente necessario e all’aiuto alla popolazione, in funzione coordinata e non preminente rispetto agli enti territoriali competenti;
- prima di definire stanziamenti e scelte strategiche, si deve procedere nel tempo più breve possibile alla determinazione e quantificazione del danno, immediatamente stabilendo nel coordinamento con gli enti territoriali le priorità di spesa e di intervento, mai derogando alla normativa vigente, e senza esoneri da controllo degli organi competenti dello Stato;
- effettuata la quantificazione e la programmazione, il governo deve reperire quanto necessario alla ricostruzione socio economica dei luoghi colpiti, utilizzando le modalità suggerite dalla presente legge, che oltre ai fondi per il terremoto del 6 aprile 2009, stabilisce la creazione di un fondo permanente per le emergenze, da accantonare tutti gli anni, con risorse certe, per fronteggiare nuovi eventi disastrosi;
- lo Stato deve garantire il massimo controllo sui territori per prevenire ogni e possibile azione illegale e/o eticamente riprovevole a danno dei cittadini colpiti dall’evento
disastrosa, anche a tutela di quanti generosamente inviano denari a titolo di donazione;
- ogni e qualsiasi entrata e spesa relativa all’emergenza deve essere effettuata con la massima trasparenza e con la tempestiva e trasparente informazione dei cittadini, sotto il controllo degli organi competenti;
- l’azione politica sul territorio, in collegamento costante con l’azione amministrativa, deve essere informata al principio della “prevenzione” (alla quale devono essere dedicati energie e fondi almeno pari a quelli che sostengono la Protezione civile), che progressivamente si sostituisca nella cultura della politica e della amministrazione al principio dell"emergenza";
- nei territori colpiti da disastri gravi è indispensabile attivare azioni speciali di sostegno al reddito e di sostegno all’economia, che consentano ai cittadini di recuperare attraverso l’esenzione di tasse e contributi i fondi necessari ad innescare il volano della ripresa economica, utilizzando le proprie risorse;
- negli eventi disastrosi anche maggiori va sempre tenuto presente il diritto dei cittadini colpiti a mantenere, preservare e recuperare il proprio territorio, il proprio ambiente e la propria identità storico – artistica e culturale.
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

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