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sabato 31 dicembre 2011

IMAGOMUNDI: LETTURA GRATUITA DELLE IMAGO









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#mundimago : PREVISIONI 2015

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venerdì 30 dicembre 2011

Enel Blogger Award 2012





Termini e condizioni della partecipazione

Art. 1. Obiettivo del concorso
Il concorso “Enel Blogger Award 2012” (di seguito il “Concorso”) è indetto da Enel S.p.A. ed ha la finalità di contribuire allo sviluppo della cultura e di promuovere la crescita professionale nel settore multimediale riconoscendo il merito personale attraverso l’attribuzione dei premi di cui al successivo art. 5 ai partecipanti che risulteranno vincitori.


Art. 2. Partecipanti
Il Concorso è aperto ai creatori di blog (di seguito “Partecipante” o “Blogger”), redatti in lingua italiana e che trattano argomenti appartenenti ad una delle seguenti categorie:
- ambiente
- finanza
- life style
- attualità
Ogni Partecipante può presentare una sola candidatura con riferimento a una delle suindicate categorie.


Art. 3. Requisiti per la partecipazione
I Partecipanti devono aver raggiunto la maggiore età e devono essere residenti in Italia.
I blog creati dai Partecipanti devono essere già attivi su Internet da almeno 6 (sei) mesi prima della data di iscrizione al Concorso. I Partecipanti devono pubblicare un minimo di 1 (uno) post a settimana a partire dalla data di iscrizione al Concorso. I contenuti inseriti dai Partecipanti all’interno dei blog devono essere originali, autentici, e non coperti da copyright. Non sono ammessi i blog multi-autore.

Con la partecipazione al Concorso i Blogger dichiarano che la partecipazione medesima non costituisce violazione di alcun obbligo, contratto o impegno in essere avente ad oggetto il blog e tutti i suoi contenuti.
I Partecipanti dichiarano, sotto la propria responsabilità, che i contenuti presenti nei propri blog non violano la proprietà intellettuale, la privacy o qualunque altro diritto di terzi. Non sono ammessi al Concorso blog con contenuti pornografici, violenti, di discriminazione razziale e/o religiosa e, in ogni caso, illecito.


Art. 4. Modalità di iscrizione e termini per l’iscrizione
La partecipazione al concorso è libera e gratuita.
Il Partecipante dovrà compilare la scheda d’iscrizione presente sul sito www.enelbloggeraward.com (di seguito il “Sito”), registrarsi e accettare le condizioni del Concorso. Il Partecipante dovrà scegliere un post contenuto all’interno del proprio blog che consideri qualitativamente migliore e/o più rappresentativo del proprio blog (di seguito il “Post Scelto”).
Il Partecipante al momento dell’iscrizione al Concorso dovrà indicare l’indirizzo internet del blog e l’indirizzo internet del Post Scelto. Ad avvenuta registrazione il Blogger potrà scaricare il “kit di promozione” consistente in banner che sponsorizzano la sua partecipazione con un collegamento diretto alla votazione.
Le iscrizioni potranno essere effettuate a partire dal 12 dicembre 2011 e fino al 17 gennaio 2012.

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giovedì 29 dicembre 2011

830 comuni italiani vietano i botti di capodanno






Finalmente un bagliore di civiltà: 830 comuni italiani vietano i botti di capodanno


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A babbei, ancora a spendere soldi con sti fuochi d'artificio? Compratevi lenticchie e cotechino che è meglio! .
830 comuni italiani vietano i botti di capodanno. Provocano ogni anno la morte di 5000 animali tra i quali oltre 500 cani ed altrettanti gatti oltre a uccelli ed animali del bosco che muoiono di crepacuore. Sarà colpa della crisi, sarà che una certa cultura che proibisce i botti di capodanno che arrecano disturbo ma anche danno alle persone anziane, ai cardiopatici e soprattutto agli animali sta iniziando a prendere piede. Sta di fatto che ad oggi 830 comuni italiani hanno emesso ordinanze in cui sono vietati totalmente o parzialmente i botti di Capodanno nella notte di San Silvestro, botti che vale la pena ricordare provocano ogni anno la morte di 5000 animali trai quali oltre 500 cani ed altrettanti gatti oltre a uccellini ed animali del bosco che muoiono di crepacuore. Anche tra gli umani la situazione non è migliore lo scorso anno infatti i botti (ed i proiettili vaganti) hanno provocato un morto ed oltre un centinaio di feriti. Entro la fine dell’anno dovrebbero essere oltre 1200 i comuni che si doteranno di ordinanze totali o parziali per proibire i botti nella notte di San Silvestro, la maggior parte dei comuni che ha adottato tale ordinanza si trova nel centro-nord Italia mentre la provincia più virtuosa al momento è quella di Bergamo dove sono moltissimi i comuni anti-botti. Come tutti gli anni anche quest’anno l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente mette a disposizione una serie di servizi gratuiti per aiutare a prevenire i problemi legati ai botti di capodanno per i nostri animali domestici (con l’aggiunta quest’anno anche dei cavalli). Dal 22 dicembre e fino all’Epifania rimane attivo tutti i giorni dalle 10 alle 20 telefono anti botti di capodanno di AIDAA, chiunque può rivolgersi all’associazione per avere informazioni e suggerimenti chiamando al 3478883546 oppure allo 02222228518. Inoltre da quest’anno è in distribuzione gratuita online Micio e Fido per affrontare ogni situazione che contiene le regole per evitare lo stress dei botti di capodanno ai nostri amici a quattro zampe, per richiederlo basta inviare una email all’indirizzo di posta elettronica @libero.it">direttivo.aidaa@libero.it. Inoltre è attiva la petizione per chiedere la messa al bando totale dei botti di capodanno che si può firmare online collegandosi all’indirizzo www.firmiamo.it/noaibottidicapodanno  ad oggi sono oltre 7000 gli italiani che hanno sottoscritto la petizione proposta da AIDAA e l’obiettivo è superare abbondantemente la quota di 10.000 firme entro la fine dell’Anno.

di Ezio Alessio Gensini
Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente

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mercoledì 28 dicembre 2011

FREQUENZE TV LIBERE AGLI AVVOCATI DI MEDIASET




MARIO MONTI AFFIDA LA GESTIONE DELLE FREQUENZE TV LIBERE AGLI AVVOCATI DI MEDIASET. ECCO TUTTI I DATI, I DETTAGLI, I NOMI E I COGNOMI. Non facciamoci ingannare. Quelle frequenze valgono 16 miliardi, sono un bene pubblico, e vogliono regalarle, VERGOGNA !! > “....Alle ore 19 del 23 dicembre 2011, Mario Monti ha firmato l’apposita delega al cosiddetto gruppo di esperti per definire le modalità della gara d’appalto. Chi c’è dentro? SORPRESA! Ci sono uomini e avvocati di Berlusconi, delegati dell’ opus dei, e una ex funzionaria del pds –longa manus personale di Massimo D’Alema- che alla fine degli anni ’90 gestì per conto di Prodi-Violante-Cardinale l’accordo di ferro tra Berlusconi e i DS (da cui l’accordo mediaset-rai) che consentì il totale controllo del sistema di telecomunicazioni in Italia da parte di Berlusconi da una parte e D’Alema-Veltroni dall’altra, con la bocciatura definitiva del varo di una legge sul conflitto d’interessi. Tale organizzazione (“Fondazione Bordoni”) è dipendente dal Ministero dello Sviluppo Economico, e risponde direttamente a Corrado Passera. Il principale socio investitore della fondazione, neanche a dirlo, è la Fininvest, nella persona di Marina Berlusconi..

ALLUCINANTE QUESTA NOTIZIA LA FININVEST 
E' UN VIRUS
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leggi anche 
NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://www.mundimago.org/carte.html


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Cortina: paga la sorella di Alemanno con soldi pubblici




Tutti ospiti a Cortina: paga la sorella di Alemanno...con soldi pubblici


Altro che lacrime e sangue. Qui si parla di cene di lusso a Cortina e spese pazze ai limiti dell'assurdo. Purtroppo, però, non stiamo parlando della trama dell'ultimo cinepanettone, ma della gestione di Gabriella Alemanno da quando è alla guida dell'Agenzia del Territorio.
Secondo quanto denunciato dal Fatto Quotidiano, infatti, la sorella del sindaco di Roma, promossa al vertice dell'ente dal governo Berlusconi nel 2008, dal suo arrivo avrebbe apportato un cambio di rotta sulle spese, schizzate letteralmente alle stelle: i fondi destinati a "rappresentanza e comunicazione istituzionale" sono passati da 80 mila euro all'anno, nel periodo antecedente al suo insediamento, ad un milione nel 2010 e addirittura a un milione e mezzo negli ultimi dodici mesi.
Un fiume di soldi pubblici utilizzati nei modi più disparati, tra eventi, vernissage, cene di gala e regali vagamente trash. Nel rendiconto annuale, destano molti dubbi le decine di migliaia di euro versati a società terze per organizzare eventi e mostre, per non parlare delle trente uova di struzzo decorate, pagate più di 3 mila euro, poi donate a rappresentanti di Stati esteri. Ma è sui pasti di "rappresentanza" che la sorella di Alemanno si è avvalsa più spesso dei soldi (pubblici) dell'Agenzia: dai tanti pranzi presso un ben noto ristorante in zona Montecitorio agli eccessi fatti registrare nell'estate del 2010 a Cortina. Dopo aver sponsorizzato la manifestazioni "Cortinaincontra", per un totale di 42 mila euro, l'ente ha infatti tirato fuori altri 780 euro per pagare la cena a ben undici persone nella lussuosa "Villa Oretta". Tra i commensali, questa volta, anche il fratello Gianni. Insomma, mentre il premier Mario Monti predica l'austerità e aumenta tasse e benzina, c'è chi – all'interno della Casta – preferisce invece continuare a vivere in un mondo parallelo. Particolare non secondario: a Gabriella Alemanno, considerando il suo stipendio da 300 mila euro lordi all'anno, i soldi per una cena Cortina non mancano di certo.
 di Andrea Paparella

http://www.nuovasocieta.it/attualita/item/30952-tutti-ospiti-a-cortina-paga-la-sorella-di-alemannocon-soldi-pubblici.html

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Le bufale sulla rivoluzione islandese





Le bufale sulla rivoluzione islandese

nascono in Italia





Sembra incredibile, ma anche nel 2011 con la piena disponibilità di potentissimi canali per chiunque voglia informarsi, c’è ancora gente che capisce poco o niente di quello che accade e immediatamente sale in cattedra per istruire chi sia messo anche peggio.
Così da tempo circola una ricostruzione di fantasia che vuole che l’Islanda abbia rinnegato il suo debito, rifiutandosi di rimborsarlo. Circola diffusamente e fa danni come tutte le bufale che portano l’opinione pubblica a costruirsi false credenze e a vivere in realtà di fantasia, non meno di quanto accada, ad esempio, ai sedotti dalle sirene del berlusconismo.
L’Islanda invece i suoi debiti li pagherà, a cominciare proprio da quello con Fondo Monetario Internazionale. I cittadini islandesi in realtà si sono opposti “solo” al rimborso dei debiti della banca (privata) Icesave nei confronti dei clienti esteri, principalmente olandesi e britannici. Il ragionamento sottostante a questo rifiuto è che quegli investitori sapevano di rischiare, visto che erano loro offerti interessi stellari, e che se proprio qualcuno li deve rimborsare tocca ai rispettivi governi. Che in effetti hanno rimborsato i propri cittadini e ora vorrebbero rivalersi sull’Islanda, che però non ha mai garantito il debito delle sue banche private e che quindi sarebbe (forse) tenuta solo moralmente a rifondere i due stati. Tutto qui il rifiuto di pagare il debito degli islandesi, che hanno onorato e onorano invece al 100% il debito sovrano.
Tutto il resto del debito lo pagheranno eccome. Dire che “ Gli islandesi… evitarono di svendere il loro paese e di metterlo sotto tutela del Fmi“, oltre ad essere ridicolo è platealmente falso, com’è falso scrivere che “Venne allora indetto un referendum che bloccò la nazionalizzazione (delle banche)”, visto che le banche islandesi sono state nazionalizzate senza colpo ferire e che il referendum aveva come oggetto solo il rimborso del debito estero cumulato da Icesave. Eppure si si mettono le parole “islanda+debito+FMI” su un motore di ricerca escono migliaia di voci in italiano che riportano questa bufalaccia, che da noi è particolarmente diffusa, mentre con  ”iceland+debt+IMF” escono articoli e studi aderenti alla realtà, che è quella per la quale proprio il prestito del Fondo Monetario Internazionale è stato uno dei pilastri dell’azione islandese in risposta al fallimento delle proprie banche.
Quello che è successo in Islanda è poi molto più rilevante del (presunto) rifiuto di onorare i debiti, visto che in Islanda i moti popolari hanno determinato prima la cacciata del governo, poi pesanti processi per i banchieri più spericolati e infine una riscrittura della costituzione volta ad evitare che si ripeta lo stesso tipo di crack e che gli operatori finanziari possano tornare a operare senza limiti e senza responsabilità. Se succedesse lo stesso in Europa e nel mondo, molti agglomerati finanziari non potrebbero più operare come fanno ora e come continuerebbero a fare dopo un “semplice” default del debito sovrano. Decisamente più rivoluzionario di un default che lascia tutto come prima e che fa comunque pagare la crisi solo a chi non ne è responsabile.
Tutte cose facilmente verificabili con qualche click, eppure non passa giorno senza che si leggano fantasie come quella per la quale l’Islanda ha deciso di non pagare il suo debito. Ci sarà certamente un buona percentuale di semplici cretini che alimenta la diffusione di queste sciocchezze, ma in tutta evidenza c’è una serie di personaggi che campa sull’ignoranza e la credulità del suo pubblico di riferimento, esattamente come da anni lo rinfaccia a Berlusconi.
E non è un caso che chi mescola disinvoltamente la crisi islandese con le scie chimiche” (!!!) abbia letto quest’anno la partenza dei funzionari del Fondo Monetario Internazionale come una loro cacciata dal paese, nonostante la stessa fonte che cita spieghi chiaramente che il FMI ha “compiuto la sua missione” e che nell’occasione:
Il Ministro dell’Economia e del Commercio Arni Pall Arnason ha parlato in maniera più personale, dicendo che molte persone erano preoccupate della cooperazione tra FMI e Islanda, che il loro welfare state – altro elemento di vanto e di efficienza – sarebbe stato tagliato duramente e che sarebbero state prese misure drastiche, basate sui diktat classici utilizzati dal Fondo Monetario nei suoi interventi in Estremo Oriente e in Sudamerica. Army crede che la ragione per la quale tutto questo non si è verificato in Islanda è perché i prestiti forniti dall’FMI al governo Islandese hanno permesso a quest’ultimo di prendere più tempo per fissare budget e obiettivi.
Baggianate ripetute dall’estrema destra sempre in cerca di utili tarocchi, come da altri  che s’atteggiano a sinistra. No, l’Islanda non è quella che ” Qualcuno invece ha il coraggio di dire no. Si tratta dell’Islanda, che da due giorni è fuori dal Fondo Monetario Internazionale“.
L’Islanda ha accettato i prestiti del FMI, che le sono serviti eccome, e ha semplicemente trattato con il FMI condizioni molto differenti da quelle che lo stesso imponeva o provava a imporre ai paesi sudamericani e africani negli anni ’90.  L’Islanda ha detto sì al FMI, che ora se ne va perché non serve più, perché le sue stesse analisi hanno dimostrato l’avvenuta stabilizzazione dell’economia islandese. E se ne va con i ringraziamenti degli islandesi, non certo inseguito da vichinghi furiosi armati di torce e forconi.
Che poi personaggi del genere si spaccino per paladini del popolo e grandi disvelatori d’inganni è la logica conseguenza di tanto darsi maldestramente da fare, da sempre i populisti campano sugli ignoranti costruendo versioni semplificate e farlocche della realtà, che puntano opportunamente il dito là dove non duole ai poteri e nemmeno questo caso non fa eccezione. Meglio cianciare di debito e blandire il popolo con queste fantasie, che annoiarlo con analisi complesse o mettersi davvero in conflitto con certi poteri, can che abbaia non morde. Non per niente il mainstream si guarda bene dallo smentire con forza queste fantasie, che continuano a circolare copiosamente nonostante la loro natura fantastica sia facilmente verificabile.


GRAZIE A :

http://mazzetta.wordpress.com/2011/12/27/le-bufale-sulla-rivoluzione-islandese-nascono-in-italia/

Islanda, dove i banchieri della crisi vengono arrestati


 REYKJAVIK – La scorsa settimana in Islanda sono state arrestate nove persone considerate responsabili del crack finanziario che ha coinvolto lo stato islandese nel 2008, portandolo sull’orlo della bancarotta. La rivoluzione pacifica che sta avvenendo in Islanda, e di cui nessuno parla, nasce proprio nel 2008, quando il governo allora in carica decide di nazionalizzare le tre maggiori banche del paese, i cui creditori erano per la maggior parte britannici e nord americani....CONTINUA
http://cipiri.blogspot.com/2011/12/islanda-dove-i-banchieri-della-crisi.html



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martedì 27 dicembre 2011

Giorgio Bocca





S’è chiusa quella Bocca

«Tutti quelli che fanno il giornalismo lo fanno sperando di dire la verità: anche se è difficile, li esorto e li incoraggio a continuare su questa strada». Un testamento ideale quello che Giorgio Bocca, firma storica del giornalismo italiano, scomparso  all'età di 91 anni, affidò alle nuove generazioni nell'aprile 2008, ricevendo nella stessa casa di Milano dove  si è spento dopo una breve malattia, il premio Ilaria Alpi alla carriera. Un testamento anche il titolo del libro che uscirà l'11 gennaio per Feltrinelli, «Grazie no. 7 idee che non dobbiamo più accettare». Insomma Bocca rimane l'Antitaliano, come si chiamava la sua celebre rubrica sull'Espresso, fino all'ultimo giorno. La ricerca della verità, accompagnata dal rigore analitico, dalla passione civile, da uno stile fatto di sintesi e chiarezza e fortemente segnata dal suo carattere, un mix di disciplina sabauda, curiosità severa e vis polemica: questi i valori che hanno ispirato la carriera più che cinquantennale di Bocca. Valori che il giornalista e scrittore, medaglia d'argento al valor militare, aveva vissuto fino in fondo soprattutto nei primi anni di attività, quelli della guerra e della militanza partigiana: «I giornalisti della mia generazione - sottolineò in una delle sue ultime apparizioni in tv, ospite a Le invasioni barbariche su La7 nel novembre 2008 - erano mossi da un motivo etico: ci eravamo messi tragedie alle spalle, perciò il nostro era un giornalismo abbastanza serio. Oggi la verità non interessa più a nessuno» e «l'editoria è sempre più al servizio della pubblicità». Nato a Cuneo da una famiglia della piccola borghesia piemontese nel 1920, iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, appassionato di sci agonistico - e perciò noto nell'ambiente del Guf (la gioventù universitaria fascista) cuneese - Bocca iniziò a scrivere già a metà degli anni 30, su periodici locali e poi sul settimanale cuneese La Provincia Grande. Durante la guerra si arruolò come allievo ufficiale di complemento fra gli alpini e dopo l'armistizio fu tra i fondatori delle formazioni partigiane di Giustizia e Libertà: «L'ho fatto per pagarmi il biglietto di ritorno alla democrazia», spiegava. Riprese allora l'attività giornalistica, scrivendo per il quotidiano di GL, poi per la Gazzetta del Popolo, per l'Europeo e per Il Giorno e segnalandosi per le inchieste. Nel 1976 fu tra i fondatori, con Eugenio Scalfari, del quotidiano la Repubblica, con cui aveva continuato a collaborare fino alle ultime forze. Al suo attivo anche numerosi libri, che spaziano dall'attualità politica e dall'analisi socioeconomica all'approfondimento storico e storiografico, dalla questione meridionale alle interviste ai protagonisti del terrorismo, senza mai dimenticare la sua esperienza partigiana, in nome della quale aveva anche polemizzato di recente con alcuni tentativi di revisione critica della Resistenza e in particolare con Giampaolo Pansa. Tra i titoli più noti di Bocca, Storia dell'Italia partigiana (1966); Storia dell'Italia nella guerra fascista (1969); Palmiro Togliatti (1973); La Repubblica di Mussolini (1977); Il terrorismo italiano 1970-78 (1978); Storia della Repubblica italiana - Dalla caduta del fascismo a oggi (1982); l'autobiografia Il provinciale. Settant'anni di vita italiana (1992); L'inferno. Profondo sud, male oscuro (1993); Metropolis (1994); Italiani strana gente (1997); Il secolo sbagliato (1999); Pandemonio (2000); Il dio denaro (2001); Piccolo Cesare (2002, dedicato al fenomeno Berlusconi, libro che segnò il passaggio di Bocca da Mondadori, suo editore da oltre dieci anni, a Feltrinelli); Napoli siamo noi (2006); Le mie montagne (2006); È la stampa, bellezza (2008). Annus Horribilis, Milano, Feltrinelli (2010). Fratelli Coltelli (1948-2010 L'Italia che ho Conosciuto), Milano, Feltrinelli (2010). Nella vita di Bocca c'è stato spazio anche per una breve esperienza televisiva su Canale 5, alla fine degli anni '80, con la rubrica I protagonisti. «Quando andai a lavorare a Canale 5 - raccontò in un'intervista - Scalfari disse 'Giorgio si è innamorato di Berlusconì. E in effetti mi piaceva la sua capacità di fare la tv sul piano tecnico e organizzativo. Ma quando si mise a far politica, cambiai idea». Con l'abituale lucidità, così sintetizzava la sua biografia politica: «Sono uscito dal fascismo, sono entrato nella Resistenza a capo di una divisione partigiana di Giustizia e libertà e poi, pur essendo stato vicino al Psi non mi sono più iscritto ad alcun partito: non ho più voluto avere uno che decidesse sulla mia testa». Alle elezioni del 2008 non aveva neanche votato: «Mi ha stufato la politica com'è in Italia».
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Montanelli e Bocca 1978


 Lezioni di giornalismo in ricordo di due grandi penne italiane
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 “Match”, Rai, fine anni settanta: coordina il dibattito Alberto Arbasino, ospiti Indro Montanelli e Giorgio Bocca. Arbasino vuole lo scontro, l’urto, la discussione accesa; ne va degli ascolti. Ma Montanelli e Bocca non litigano: parlano. Per l’italiano medio quello spettacolo è noioso, poiché non ne conosce lo stile. Colpi da biliardo e non di clava. Lavoro minuzioso con scalpello e martellino per solcare il muro al millimetro, criterio più elegante che si estranea dal contesto generale, in cui la ferramenta è composta da una palla d’acciaio attaccata a un gru. E che scompone con gran boato tutto quello che tocca; distruggendo e non creando. Il botta e risposta col fioretto, il fazzoletto al taschino e la buona educazione non piace alla gente. Arbasino lo sa: “scusate, ma ho l’impressione che il nostro civile incontro di stasera sia talmente civile che è di una pacatezza….”. lo interrompe Bocca: “guarda Arbasino che io non sono venuto qui per far finta di litigare con Montanelli. La televisione è bella e interessante, ma io non sono qua per far divertire la gente”. Se ne va portandosi nella tomba quel modo pacato di fare giornalismo. Ora –se si vuole escludere Scalfari- tutti i grandi narratori del’900 se ne sono andati: da Longanesi a Biagi, da Montanelli a Bocca, passando per Flaiano che, raccontando alla perfezione gl’italiani, ha compilato cent’anni di fatti, di notizie, di articoli giornalistici con la data in bianco. Attuali in qualunque momento. Piangere un uomo di novantun anni è roba da idioti; ma lo è ancora di più non cogliere questa occasione, l’ultima notizia che da Bocca ci giunge: è morto, e la sterminata sua opera è a disposizione. Libri, articoli, apparizioni tv, intuizioni celeberrime che, come additava ad Arbasino, non avevano come scopo il “far divertire la gente”. Bocca non raccontava i pregi degl’italiani. Che sono pochi. Ma i loro difetti: che sono molti. E, come un buon amico, fino all’ultimo, non ha perso tempo con stupide lodi; ma con costruttivi rimproveri. Se la prendeva con gl’italiani e coi loro difetti endemici: banalità, furbizia, ignoranza. È stato il più sincero di tutti. Né un finto amico né un finto nemico. Come lo raccontava Montanelli nei suoi diari.
16 novembre 1969; Mi riferiscono, di Bocca, questo giudizio su di me: “Sempre il più bravo di tutti. Bravissimo. Troppo bravo. Ma mettendo lo stesso impegno a scrivere gli articoli su Venezia e quello sull’arbitro Lo Bello, dimostra che in realtà non è impegnato in nulla”. È vero. Non sono impegnato in nulla. In nulla, meno che nel mio mestiere. Fiorentina-Bari 3-0. E Chiarugi capo-cannoniere.
25 novembre 1969; Solo ora mi mostrano l’articolo che Bocca mi ha dedicato sul Giorno. Gli avevo mandato la mia Italia del Seicento con una dedica affettuosa in cui lo chiamavo “ami-nemico”. Lui ne informa i lettori, ma mi risponde da nemico dichiarato, con una stroncatura sgarbata. Non vorrei cadere in peccato di presunzione. Ma credo che sia stato per differenziarsi da me, per non diventare una mia copia, che si è costruito un personaggio antitetico al mio: eternamente impegnato, intransigente, accigliato, e costretto a una perpetua polemica con tutto ciò che io rappresento. Ma anche lui ne capisce l’artificiosità ed evita il contatto con me perché teme che lo costringa a prenderne atto. Se potesse, mi sopprimerebbe. Eppure, sono io a sentirmi colpevole verso di lui che, senza di me, sarebbe diventato un grande, un grandissimo giornalista, e non soltanto un inquisitore, molto spesso sbagliato.
25 giugno 1970; Apro per caso la radio, e sento la voce di Bocca: “Io non sono un ipocrita come Montanelli, il quale va ripetendo che scrive per il lettore. Io il lettore non lo conosco, e non m’interessa. Scrivo solo per i pochi amici che stimo, fra i quali c’è anche lo studente Capanna (Mario Capanna, leader del movimento studentesco n.d.r.), sebbene non lo abbia mai incontrato. E scrivo solo quello che piace a me e a loro…”. Non si rende conto di quale omaggio mi rende cogliendo ogni pretesto per presentarsi come la mia antitesi, umana e professionale.
22 novembre 1977; Confronto fra me e Bocca a Match, la rubrica televisiva di Arbasino. Cerchiamo invano qualche motivo di litigio, e Arbasino si arrabbia. Bocca non trova altro da rimproverarmi che il solito articolo contro la Cederna.

Stefano Poma

http://www.luniversale.com/?p=451&fb_source=message


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domenica 25 dicembre 2011

Suicidi in aumento, l’Italia scivola






Suicidi in aumento

 l’Italia scivola verso la Grecia


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Mario Monti riuscirà a salvarci, come scrivono giornali e televisioni? No, purtroppo: sempre ammesso che l’obiettivo del governo tecnico sia il salvataggio del paese, e non invece la sua sostanziale svendita a prezzi di realizzo ai dominus della finanza mondiale, ansiosi di mettere le mani sui “gioielli di famiglia” come Eni e Finmeccanica, senza contare immobili prestigiosi, terreni agricoli, beni comuni come l’acqua. Loretta Napoleoni è pessimista: «Penso che stiamo scivolando verso la Grecia», dice, perché «quello che sta succedendo oggi in Italia l’abbiamo già visto in Grecia e lo vediamo quotidianamente». Come se non bastasse, c’è un nuovo campanello d’allarme: l’aumento dei suicidi. «E’ uno dei primi segnali di un Paese che scivola lungo la china del default e della bancarotta».
Chiaramente, aggiunge l’economista in un intervento pubblicato sul blog “Cado in piedi”, il baratro della crisi è anche un problema di percezione. E’ accaduto anche ad Atene: il numero di suicidi è vertiginosamente aumentato quando il paese ha affrontato lo choc della realtà: il buco nero del debito e i tagli selvaggi imposti alla spesa sociale. Fino a poco prima, la Grecia non aveva il minimo sospetto che la catastrofe fosse dietro l’angolo. E adesso, a quanto pare, tocca a noi: «Fino a poche settimane fa – scrive Loretta Napoleoni – gli italiani neanche sapevano di trovarsi in questa situazione, perché si continuava a dire che tutto andava bene», stando appunto alle surreali rassicurazioni del Cavaliere. Poi, di colpo, il precipizio. Fino alla “cura” Monti. Che, secondo la Napoleoni, peggiorerà solo le cose.
«Ci troviamo in una situazione in cui la politica di austerità imposta dall’Europa unita non funzionerà», dice l’economista. Il “rigore” «ci porterà a una spirale deflazionista e di depressione». Finale scontato: «Andremo verso il destino della Grecia, con 519 miliardi da pagare nel 2012 e da rastrellare sul mercato per pagare gli interessi sul debito». Prima o poi dovremo chiedere aiuto: soccorso finanziario che «sicuramente non ci verrà dato». Il rischio? «Si porrà il problema del default incontrollato», la bancarotta improvvisa e selvaggia, il panico. «Noi dovremmo avere un “piano B” per un default controllato, una rinegoziazione del debito e una potenziale uscita dall’Euro o la costituzione di un Euro a due velocità», insiste Loretta Napoleoni: «Dovremo fare un po’ più di quello che fa Cameron e un po’ meno di quello che fa Papademos e che ha fatto fino a oggi Papandreou».





Grecia senza cibo e medicine, i bambini muoiono di fame



Duecento casi di bambini in pericolo, denutriti, «perchè i loro genitori non sono in grado di alimentarli come si deve». Non è il medioevo, è la Grecia del 2011. «Quando ho letto questa notizia – confessa Debora Billi – pensavo fosse l’esagerazione di qualche blog catastrofista, tanto mi sembrava incredibile». Invece è l’Ansa, che cita il sito “Newsit”. E’ la maggiore agenzia di stampa italiana a confermare la storia: quei 200 piccoli europei sono davvero alle prese con la fame, e i loro insegnanti «fanno la fila per prendere un piatto di cibo per i loro alunni che non hanno da mangiare». Questa non è più crisi, è catastrofe umanitaria: «Il ministero della pubblica istruzione, che in un primo momento aveva definito la denuncia come “propaganda”, si è visto costretto a riconoscere la gravità del problema».
Come hanno riferito alcuni insegnanti al quotidiano “To Vima”, il problema della denutrizione ormai esiste e, in Grecia, viene individuato più facilmente nelle scuole a tempo pieno: «Molti ragazzi vengono in classe senza il pranzo e dicono di averlo dimenticato a casa perché si vergognano di dire la verità». E non mancano nemmeno i casi di pazienti che, dopo essere guariti, non vogliono lasciare l’ospedale perché non hanno dove andare a dormire, continua la cronaca greca, ripresa dal blog “Crisis.Blogosfere”. «Stanno uccidendo i greci, e non solo con la fame», osserva Debora Billi: l’altra emergenza, ormai drammatica, riguarda l’assistenza sanitaria: la Grecia sembra stia scivolando verso una disperazione sociale da terzo mondo.
«I ricoveri nelle strutture private sono crollati del 30% tra il 2009 e il 2010», scrive “L’Unità” in un recente servizio da Atene, «mentre quelli negli ospedali pubblici sono aumentati del 24%». Contemporaneamente, i centri sanitari statali hanno subito tagli per il 40% del loro budget: il personale è gravemente carente, perché molti lavoratori sono stati licenziati per effetto dei tagli al sistema di protezione sociale imposto dalla terapia d’urto voluta dall’Europa. Risultato, la disperazione ormai diffusa, che incoraggia la peggiore forma di corruzione: «Le code per una visita o per un ricovero sono diventate lunghissime, tanto da scoraggiare i pazienti e da alimentare il sistema delle bustarelle elargite a medici e infermieri».
Inoltre, aggiunge “L’Unità”, cominciano a scarseggiare alcuni medicinali: molte ditte farmaceutiche hanno infatti deciso di sospendere l’approvvigionamento di farmaci agli ospedali greci perché le fatture non venivano pagate da anni. Un esponente della Roche ha dichiarato al “Wall Street Journal” che il gruppo svizzero ha interrotto la fornitura di alcuni farmaci anti-cancro, mentre Novo Nordisk ha smesso di rifornire gli ospedali greci di insulina e Leo Pharma ha cessato di spedire ad Atene due medicinali importanti, un anticoagulante e un farmaco contro la psoriasi.
Già nel 2008, cioè tre anni fa, sapevamo che i greci sarebbero stati “i primi”, scrive Debora Billi, segnalando che il suo blog ha avviato dal 2010 un monitoraggio ravvicinato delle sofferenze sociali provocate in Grecia dal “rigore” imposto dalla Bce dopo lo scoppio della crisi finanziaria, lasciata marcire dai bilanci statali “truccati” dai consulenti della Goldman Sachs. Debora Billi è “sul pezzo” da anni: «Malgrado ciò – scrive ora – sono stupita dalla rapidità con cui la situazione si sta deteriorando. Non possiamo fare altro che assistere inorriditi alla tragedia che si consuma a poche ore di navigazione dalle nostre coste, con la sempre più ineluttabile consapevolezza che i prossimi saremo noi».

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http://www.libreidee.org/2011/12/schiavi-delleuro-la-bce-lucra-sul-denaro-che-ci-spetta/

Schiavi dell’euro: la Bce lucra sul denaro che ci spetta



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Re Magi, se ce la fate a scavalcare il muro



Vittorio ARRIGONI aveva scritto nel dicembre 2007 una "Lettera aperta ai Re Magi (segregati dal muro dell'apartheid israeliano)".
"Cari Re Magi, se ce la fate a scavalcare il muro..."

 Di seguito le parole di Vittorio scritte in una Vigilia ormai lontana.

Lettera aperta ai Re Magi (segregati dal muro dell'apartheid israeliano)
20/12/2007
"Cari Re Magi, se ce la fate a scavalcare il muro sarete sorpresi di non trovare né erba, né pecore, né pastori, né contadini: tutti costoro sono ...ormai separati dalle loro terre da questo muro dichiarato illegale dal tribunale dell'Aja, ma ancora in piedi. Vi sorprenderà il paesaggio cambiato: insediamenti illegali ricoprono quelle che un tempo erano colline verdeggianti di olivi secolari.
Se nel viaggio di ritorno da Betlemme, passerete per Gaza, portatevi borracce d'acqua potabile e torce elettriche perchè il governo israeliano l'ha privata dei beni fondamentali. Vi raccomandiamo di non ammalarvi perchè l'ospedale di Gaza è privo di energia elettrica e di rifornimeni di base e fornitevi di lasciapassare o resterete imprigionati lì come i palestinesi. Buona fortuna e Buon Natale!
ps.
Secondo l'ONU Betlemme è circondata da 78 ostacoli fisici, fra cui 10 checkpoint militari e 55 blocchi stradali." Vik, Guerrilla Radio



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sabato 24 dicembre 2011

Corruzione: subito le convenzioni





Appello a Governo e Parlamento

Corruzione: subito le convenzioni


Appello di Libertà e Giustizia a Governo e Parlamento Corruzione: subito le convenzioni!



Libertà e Giustizia lancia un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento affinché si impegnino a ratificare le convenzioni internazionali firmate dall’Italia in materia di corruzione, dotando così il nostro Paese di adeguati strumenti per la lotta contro questo fenomeno.
Al riguardo, Transparency International ha recentemente pubblicato il suo Report annuale circa i livelli di corruzione percepita nei diversi Paesi del mondo: nel 2011 l’Italia retrocede di due posizioni rispetto al 2010 e si pone al 69esimo posto, a pari merito con Ghana, Macedonia e Samoa.
Si tratta di un giudizio severo e tuttavia prevedibile: già nel 2009 sulla drammatica situazione del nostro Paese si era concentrata l’attenzione del GRECO (Group of States against Corruption), l’organizzazione istituita dal Consiglio d’Europa che si occupa di monitorare il fenomeno della corruzione nei diversi Paesi del continente. In tale occasione vennero sottolineate le peculiarità che rendono il quadro italiano particolarmente allarmante: pericoloso intreccio fra criminalità organizzata e corruzione, assenza di efficaci misure preventive, scarsa trasparenza delle pubbliche amministrazioni e – soprattutto – mancanza di un’adeguata legislazione in materia.
Si rende necessario un deciso intervento di riforma da parte del nostro legislatore, in modo da armonizzare il nostro ordinamento agli altri sistemi giuridici europei. Proprio a tal scopo, in seno al Consiglio d’Europa sono state firmate nel 1999 due Convenzioni contro la corruzione, una in ambito penale, l’altra in ambito civile: la prima punta ad uniformare le fattispecie penali previste dalle differenti legislazioni europee e a favorire una più efficace cooperazione tra autorità di diversi Paesi; la seconda mira a assicurare un effettivo risarcimento alle vittime della corruzione in ogni parte del continente. Nonostante le due Convenzioni siano già state ratificate in diversi Paesi europei (entrando perciò ufficialmente in vigore rispettivamente nel 2002 e nel 2003), l’Italia non ha ancora raccolto la sfida: i disegni di legge di ratifica giacciono nei due rami del Parlamento, ignorati dalla nostra classe politica.

Facciamo dunque appello al nostro Parlamento e al Governo affinché si adoperino per facilitare il percorso parlamentare delle leggi di ratifica delle due Convenzioni del Consiglio d’Europa: oltre ad essere eticamente inaccettabili, i costi della corruzione rappresentano anche una grave emorragia di risorse economiche che il nostro Paese, specie in un momento come questo, non può più permettersi di ignorare.
(A cura di Fabio Chiovini e Matteo M. Winkler per LeG)

 http://www.libertaegiustizia.it/2011/12/19/corruzione-subit-le-convenzioni/

 commento :

Come possono oggi i nominati seduti sugli scranni del parlamento italiano recepire gli accordi e le norme internazionali dirette a debellare la corruzione se essi sono in maggioranza condizionati da chi li ha nominati, tra i quali qualche pezzo da novanta il quale, con la sua nota faccia di bronzo, mentre era al governo rimestava per impossessarsi, gratuitamente, delle frequenze televisive lasciate libere con l’avvento del digitale e ora lancia avvertimenti mafiosi sia al governo che gli è succeduto, se si permetterà di indire l’asta pubblica per l’aggiudicazione di dette frequenze sia a coloro che,imprudenti,vorranno osare parteciparvi per una libera e lecita concorrenza con il suo monopolio televisivo (e dell’informazione … !) privato !?.


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venerdì 23 dicembre 2011

Islanda, dove i banchieri della crisi vengono arrestati


 REYKJAVIK – La scorsa settimana in Islanda sono state arrestate nove persone considerate responsabili del crack finanziario che ha coinvolto lo stato islandese nel 2008, portandolo sull’orlo della bancarotta. La rivoluzione pacifica che sta avvenendo in Islanda, e di cui nessuno parla, nasce proprio nel 2008, quando il governo allora in carica decide di nazionalizzare le tre maggiori banche del paese, i cui creditori erano per la maggior parte britannici e nord americani.
E quando, per rifondere il debito contratto in questo modo dallo stato che se ne era fatto carico, intervenne il Fondo Monetario Internazionale, chiedendo come al solito tassi d’interesse altissimi e scaricando tutto il peso del debito sulla popolazione, che avrebbe dovuto pagare in 15 anni 3.500 milioni di euro al 5,5% d’interesse, lo stesso popolo islandese si espresse sulla questione con un referendum per cui si verificò una schiacciante vittoria (il 93%) di coloro che ritenevano di non dover pagare il debito. Come anche in Grecia oggi si dice, anche gli islandesi sostenevano che quel debito fosse “detestabile”, e dunque non esigibile. Per chiarire, un debito detestabile è un debito contratto dallo stato con le banche o altri istituti, che pero` non porta benefici alla popolazione, ma anzi la danneggia. Un debito simile non si può pretendere che venga pagato dallo stesso popolo che ne ha gia` subito le conseguenze in termini d’interessi sul debito pubblico. Dopo il referendum e` stata istituita nel 2010 una Commissione incaricata di stabilire le responsabilità legali della fatale crisi economica, che ha portato già all’arresto di parecchi banchieri e alti dirigenti strettamente collegati alle operazioni arrischiate. Intanto l’Islanda sta anche scrivendo una nuova costituzione, imparando dalle lezioni della storia recente, nella quale sarà inserito un regime di protezione inattaccabile per la libertà d’informazione e di espressione. Una costituzione, quella islandese, discussa dalla popolazione attraverso i forum in internet e i social network. Finalmente sembra che la gente possa decidere liberamente del proprio futuro, e che i banchieri e gli squali finanziari, per una volta, debbano restare alla finestra a guardare, se non sono già scappati.

Da NET1NEWS.ORG

Tratto da: http://www.informarexresistere.fr/2011/12/05/islanda-dove-i-banchieri-della-crisi-vengono-arrestati/#ixzz1hMlwKeAR


ISLANDA

sconfigge economia globale e NWO

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Cio' che è successo in Islanda è senza precedenti. L'abbattimento dell'idea che il debito è un'entità sovrana, in nome della quale è sacrificabile un'intera nazione. Percio' nessuno deve sapere il referendum islandese voluto dal Capo dello Stato Ólafur Ragnar Grímsson.

Ogni volta che ci dicono che per arginare il debito di un paese ci vogliono piu' tasse, che sono procedure essenziali,etc.etc. Non è vero,è una bugia.
Lo ha dimostrato il popolo islandese che ha sconfitto le lobby economiche e i loro ricatti. Non hanno varato la manovra economica a spese dei cittadini per le perdite delle banche(i profitti sono privati ma i debiti nazionalizzati. Quello che è successo in Islanda mette in imbarazzo politici ,che sono le pedine dei gruppi bancari, e fà paura all'economia globale. Censurare il referendum islandese e non farlo conoscere alla massa occidentale,è stato l'ordine numero uno delle grandi banche.

Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione,yramite una nuova Magna Charta Costituzionale,redatta via Internet e le sedute parlamentari, in diretta su Streaming on line

Lo sappiano i CITTADINI GRECI , cui è stato detto che la
svendita del settore pubblico era l'unica soluzione.
E lo tengano a mente anche quelli PORTOGHESI, SPAGNOLI ed ITALIANI

In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale:

è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale .


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FREE - WEB: Gino Strada

 

 


"......i lavoratori sono disperati mentre i governi del centro destra e del centro sinistra lasciano le spese militari invariate,
ovvero 2 miliardi di euro al mese.....
Si poteva dire: ragazzi, lasciamo perdere le spese militari, tanto la Svizzera non ci invaderà a colpi di toblerone...quei soldi potevano servire per il sociale e per esempio, per i treni, che fanno schifo.
Nel mondo poi, tre miliardi di persone vivono con un dollaro al giorno eppure spendiamo 1500 miliardi di dollari in spese militari..... ma questo argomento è un tabù...."

-Gino Strada-



FREE - WEB: Gino Strada: http://www.emergency.it/index.html "......i lavoratori sono disperati mentre i governi del centro destra e del cen tro sinist...

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mercoledì 21 dicembre 2011

SESSO E DINTORNI: Mussolini Alessandra , Dai Film Hard alla politica...





SESSO E DINTORNI: Mussolini Alessandra , Dai Film Hard alla politica...: . Mussolini Alessandra Dai Film Hard alla politica ecco le immagini . . Film con Alessandra ...

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leggi anche:  http://cipiri.blogspot.it/2014/08/le-buffonate-su-benito-mussolini.html

Le Buffonate su Benito Mussolini


Con questo articolo sfatiamo i grandi cavalli di battaglia usati da vecchi e nuovi fascistelli, nostalgici di 
Benito Mussolini

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LEGGI TUTTO SULLE STAGIONI
METEOROLOGICHE
ED 
ASTRONOMICHE

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SITO INTERNET
CHE SI PROPONE DI 
ESPANDERE
IL 
LAVORO CREATIVO


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LE
IMAGO
DICONO
LA 
VERITA'







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martedì 20 dicembre 2011

PC: Guerra tra Mediaset e Youtube

Guerra tra Mediaset e Youtube



Guerra tra Mediaset e Youtube

NON CARICATE VIDEO DA YOU TUBE DELLE TRASMISSIONI DEL BISCIONE , PERKE' COSI' FACENDO AIUTATE MEDIASET
A VINCERE LA CENSURA DI YOU TUBE



PC: Guerra tra Mediaset e Youtube: Guerra tra Mediaset e Youtube NON CARICATE VIDEO DA YOU TUBE DELLE TRASMISSIONI DEL BISCIONE , PERKE' COSI' FACENDO AIUTATE MEDIA...

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NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

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