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martedì 21 giugno 2011

EGITTO , ESPULSO RIFORMISTA ABUEL FOTOUH


EGITTO , ESPULSO RIFORMISTA ABUEL FOTOUH

La massima espressione dell’anima riformista del movimento islamista egiziano, molto stimato dai giovani, ha pagato a caro prezzo la decisione di candidarsi alle presidenziali e di proclamarsi favorevole alle conversioni religiose

AZZURRA MERINGOLO

 Nena News – La temperatura inizia a salire, la primavera araba é entrata nella sua fase estiva e nei dintorni del Cairo l’arena politica inizia a surriscaldarsi. Mentre dalla sua pagina Facebook il Consiglio Supremo delle Forze Armate inizia a fare i primi sondaggi elettorali per cercare di individuare il volto di un possibile presidente, le istanze secolari cercano ancora di stabilire le regole del gioco, spingendo l’esercito a posticipare le elezioni parlamentari previste per il prossimo settembre. Particolarmente teso il clima in campo Fratellanza, dove la partita tra la corrente riformista e quella conservatrice ha portato all’espulsione dal Movimento di Abdel Moneim Abu El Fotouh, da anni rappresentante dell’anima più riformista.
A mostrare il cartellino rosso a quello che molti giovani del movimento considerano la loro guida è stato il consiglio della Shura, l’organo legislativo della Fratellanza, che non ha gradito la scelta di Abu el Fotouh di candidarsi alle presidenziali. Da quando Mubarak, nel febbraio scorso, è uscito di scena, gli Ikhwan, Fratelli Musulmani,  hanno fatto di tutto per rassicurare quanti temono che la Fratellanza voglia controllare tutte le istituzioni statali e, oltre a dichiarare che avrebbero corso solo per il 49% dei seggi, hanno anche annunciato che non avrebbero candidato nessuno dei suoi uomini alla presidenza. Considerando tale gesto un’assurdità, Abu el Fotouh, aveva quindi deciso di correre indipendentemente , presentandosi come un candidato per tutti gli egiziani.  La scorsa settimana aveva anche dichiarato che avrebbe sovvenzionato la sua campagna con denaro proveniente esclusivamente dalle mani di quanti, tra gli egiziani, volevano appoggiarlo.
A lungo capo dell’Unione araba dei medici, Abu el Fotouh era stato isolato dalla leadership della Fratellanza quando, nel 2010, Mohammed Badie era diventato  guida suprema del movimento. Badie, un personaggio decisamente più conservatore,  l’aveva addirittura tagliato fuori dal Comitato esecutivo, tramite elezioni che molti hanno descritto come irregolari.
Anche se non appartiene anagraficamente alla generazione dei ragazzi di Piazza Tahrir, la roccaforte dove si è svolta la rivoluzione scoppiata il 25 gennaio scorso,  Abou el Fotouh è riuscito a mantenere stretti i legami con l’ala giovanile del movimento che potrebbe ora appoggiarlo anche nella nuova avventura iniziata a fine Marzo quando ha annunciato che avrebbe creato un nuovo partito, Nadah al Masry, il partito del rinascimento dell’Egitto, con una tendenza islamista moderata.
A criticare la decisione dei vertici della Fratellanza, descrivendola come una scelta autoritaria e anacronistica,  sono stati in primis gli Shabab al-Ikhwan, la componente giovanile del movimento che   non è più pronta ad accettare automaticamente le decisioni prese dal vertice del movimento. “Non mi importa di quello che dicono i capi – scrive uno di questi sul suo account Facebook. Loro erano in panciolle mentre noi rischiavamo la vita in piazza. Non hanno alcun potere di parlare a nome nostro.” “Secondo me quella dell’espulsione è stata una pessima scelta – spiega al quotidiano Al-Masry al- Yaoum il portavoce poco più che trentenne di Abu el Fotouh. Questa mossa avrà un effetto negativo solo sulla Fratellanza, non su di noi. ” A condividere l’idea dei più giovani è anche uno storico analista secolare del centro di studi strategici e politici di Al-Ahram, Nabil Abdel Fattah, che spiega come questa mossa mostra che il gruppo non è in grado di accettare la divisione interna tra riformisti e estremisti conservatori.
Erano anni che era evidente all’interno del movimento islamista convivevano un’ ala conservatrice e una riformista, ma tale divisione – non solo generazionale, ma trasversale al movimento- si è trasformata in una spaccatura definitiva solo quando la lotta contro il nemico comune è arrivata a compimento. L’espulsione di Abu el Fotouh, che nelle scorse settimane aveva aperto anche alla corrente più estremista dei salafiti, rischia quindi di esacerbare questa divisione, rischiando di creare una frattura che con il tempo diventi insanabile.
Dopo aver annunciato che sarebbe favorevole ad approvare la conversione religiosa, Abu el Fotouh, che è stato espulso mentre era fuori dal paese, è tornato in patria descrivendosi come il candidato di tutti gli egiziani, siano essi salafiti, islamisti, moderati o copti. “E’ questa secondo me l’unica via di uscita che abbiamo – scrive una giovane ragazza appartenente all’ala riformista del movimento. Vogliamo un Egitto nuovo. Bisogna scardinare le vecchie strutture, anche quelle ideologiche. Serve una rivoluzione anche all’interno del nostro movimento di appartenenza.” Nena News


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