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mercoledì 21 settembre 2011

Grecia, chi paga la crisi

Grecia, chi paga la crisi
Il prezzo devastante della sesta tranche di aiuti ad Atene.
Il ministero delle finanze greco: 
'Per fortuna c'è la troika'








I soldi non si trovano proprio in Grecia. Le misure di austerità adottate dal marzo 2010 a oggi non sono servite a nulla per dare un soffio di vita al Paese. Con la recessione giunta al 7,7 per cento, la ricetta rimane sempre quella: tagli, licenziamenti, tasse.
Mentre la maggior parte di Greci si chiede come pagherà la sesta tassa straordinaria del 2011, quella sugli immobili, che sarà imposta attraverso le bollette della luce di ottobre e novembre, il Ministro delle Finanze, Evanghelos Venizelos, e i commissari della troika si sono incontrati, nel corso della teleconferenza di ieri sera, per definire quei ‘'dettagli'' che dovrebbero sbloccare la sospirata sesta tranche (di otto miliardi) del prestito contratto dalla Grecia con la Bce, il Fmi e l'Ue.
I dettagli altro non sono che nuove misure di austerità: 28,35 miliardi entro il 2014 invece che entro il 2015, come inizialmente previsto dal programma di medio termine, votato dal Parlamento ellenico alla fine di giugno.
In particolare:
  • Circa 58.000 lavoratori del settore pubblico, a tempo determinato, saranno licenziati.
  • Saranno posti in ‘'disponibilità'' dai venti ai trentamila dipendenti statali, regionali e comunali. Essere ‘'in disponibilità'', significherà percepire il 60 per cento dello stipendio per 12 mesi e poi essere licenziati.
  • Chi, sempre nel settore pubblico, non sarà licenziato, subirà la riduzione del 40 per cento dello stipendio.
  • Sarà imposto un tetto massimo a tutte le pensioni.
  • Si abbasserà la soglia dell'imponibile fiscale: questa era di 12.000 euro annui e, nel corso del 2010, è stata ridotta a 8.000 euro. Si prevede che ora scenda ulteriormente, per arrivare ai 6.000 euro; ciò significa che saranno tassati tutti coloro che percepiscono più di 501 euro al mese.
  • Sarà equiparata la tassa sul petrolio per riscaldamento a quella sul carburante, cosa che significherà che, dal 15 ottobre, il litro di petrolio per riscaldamento costerà il 55 per cento in più. D'altra parte, all'inizio di luglio la società del gas naturale di Atene, aveva annunciato l'aumento del 18 per cento sulle bollette.
  • Infine, subiranno ulteriori aumenti tutte le tasse sugli immobili. Intanto, nel rapporto autunnale del Fmi sull'economia mondiale dal titolo ‘'Slowing Growth, Rising Risks'', si prevede che, nel 2012, il debito greco arrivi al 189 per cento del Pil (oggi si attesta al 166 per cento), la disoccupazione al 18,5 per cento (oggi al 16,8 per cento) e lo sviluppo al meno 2 per cento. Previsioni molto peggiori di quelle che, a giugno, aveva fatto lo stesso Fmi.
  • Poche ore fa in Parlamento, il Ministro delle Finanze ha dichiarato che per la Grecia è una fortuna avere la troika. 
Da Atene,
Margherita Dean

     
 http://it.peacereporter.net/articolo/30577/Grecia%2C+chi+paga+la+crisi


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