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lunedì 26 settembre 2011

Quale 11 settembre

Salvador Allende Gossens
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 Non lo ricordo, non potrei ricordarlo, quel terribile 11 settembre di 38 anni fa, avevo solo 9 anni…
Ricordo però un manifesto in bianco e nero alla Radio, l’immagine e la frase e di un uomo coraggioso: «Sono pronto a resistere con ogni mezzo, anche a costo della vita, in modo che ciò possa costituire una lezione nella storia ignominiosa di coloro che hanno la forza ma non la ragione…» - Salvador Allende.
1970 - La coalizione di sinistra Unidad Popular (che raggruppa Partito Socialista, Partito Radicale, Partito Comunista e Movimento de Acciòn Popular Unitario con l'appoggio esterno di tutti i sindacati) vince le elezioni in Cile.
Il candidato si chiama Salvador Allende Gossens, prende più voti di tutti e il Congresso Nazionale ratifica la sua elezione a presidente.
E' il primo candidato marxista ad essere eletto democraticamente in un paese del Sudamerica, un fatto incontrovertibile. Per il momento Nixon non può farci niente.
La posizione degli Stati Uniti in merito allo svolgersi della legislatura di Unidad Popular, viene ben espressa dal segretario di stato Henry Kissinger durante le elezioni: "L'irresponsabilità di un popolo scellerato che pone le basi per il socialismo, non deve essere tollerata. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati soli a decidere....".
E' solo questione di tempo, se Allende vuole modi ficare fattivamente la situazione del paese deve fare in fretta.  
Allende riesce in breve a farsi amare dal popolo e odiare da tutti quegli imprenditori, stranieri e cileni, i cui interessi vengono fortemente minati dalle sue politiche. Nazionalizza le miniere di rame, le principali industrie e dei latifondi di proprietà straniera, mette in atto la riforma agraria, sospende il pagamento del debito estero, tassa le plusvalenze e aumenta i salari di base.  
Il  1973 è l'anno della fine. Il prolungato sciopero dei camioneros, foraggiati dalla CIA e diversi tentativi di colpo  di stato mettono il governo in ginocchio. Il tentativo del presidente è di placare il malcontento dei militari con diversi rimpasti che li includano nel governo.
L' 11 se ttembre un golpe militare appoggiato da Stati Uniti, esponenti di ceti elevati, vertici della Chiesa cattolica cilena, rovesciò il governo legittimo di Allende. 
Il golpe, guidato da Augusto Pinochet, appena nominato generale dallo stesso Allende, pose fine alla via cilena per il socialismo e alla speranza che una rivoluzione potesse ancora darsi per mezzo delle istituzioni dello Stato.
Pinochet governò il Paese da dittatore dall'11 settembre 1973 fino all'11 marzo 1990; d urante la sua dittatura militare venne attuata una forte repressione dell'opposi zione, ritenuta un vero “democidio”. 
La tortura contro i dissidenti era pratica comune. I dissidenti assassinati per aver pubblicamente parlato contro la politica di Pinochet venivano definiti "desapparecidos” (scomparsi). Non si  sa  esattamente quanta gente sia stata uccisa dalle forze del governo e dei militari durante i diciassette anni che rimase al potere, ma la “Commissione Rettig”, voluta dal governo democratico succeduto alla dittatura, elencò ufficialmente 2.095 morti e 1.102 "scomparsi".
L'ultimo computo aggiornato, presentato nell'agosto 2011 da una commissione incaricata dal governo, porta il numero totale delle vittime a 40.018 di cui circa 3000 oppositori politici e 130.000 arrestati in maniera arbitraria. Tra le vittime, ucciso nello Estadio Nacional de Chile (*) insieme a molti altri, anche il regista e cantante Víctor Jara, (*) senza contare le decine di migliaia di cileni che lasciarono il Paese per sfuggire al regime.
Pinochet lasciò ufficialmente il potere solo nel 1990, rimanendo però capo delle forze armate fino al 1998. Divenne poi senatore a vita, godendo dell'immunità parlamentare.
I rapporti con il Vaticano
Papa Giovanni Paolo II visitò il Cile nell'aprile 1987 e incontrò Pinochet. A volere fortemente quel viaggio l'allora nunzio apostolico nel Paese sudamericano Angelo Sodano.
Polemiche in tutto il mondo ci furono per l'affacciarsi giulivo del Papa al balcone del Palazzo della Moneda con il generale sanguinario e la benedizione impartita, nel cortile interno dello stesso palazzo ai funzionari del suo governo.
Il 18 febbraio del 1993 giunsero a Pinochet due lettere di auguri da parte del papa Wojtyła e del Segretario di Stato Angelo Sodano in occasione della ricorrenza delle sue nozze d'oro.
Nell'ottobre del 1998, mentre si trovava a Londra, Pinochet fu arrestato su mandato del governo spagnolo, per crimini contro l'umanità, per la sparizione di cittadini iberici; la magistratura spagnola indagava sul ruolo di Pinochet nella Operazione Condor (*), il piano concordato negli anni settanta tra le dittature latinoamericane e gli Stati Uniti d'America per reprimere le "derive progressiste" del continente.
Pinochet non fu però mai condannato per motivi di salute: rientrò in Cile, dove riuscì ad evitare i processi e dove morì nel 2006.     [Benedetto Randazzo]

(*) link:
Video: “Ellas danzan solas” di Sting
Video: “Il giorno del Falco” di Pippo Pollina
Video: “Salvador” dei Nomadi


[di Benedetto Randazzo]

 http://www.radio100passi.net/radio/index.php?option=com_k2&view=item&id=140:quale-11-settembre

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