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martedì 18 ottobre 2011

Wall Street, manifestanti tolgono i soldi dal conto

A Wall Street, i manifestanti, hanno capito che la loro forza è questa, cioè togliere i soldi dal conto e mettere in serie difficoltà il sistema
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http://youtu.be/c9_vk2Hsyf4

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Poliziotti chiudono nella filiale i clienti della banca che volevano chiudere il loro conto: è quello che è successo in una filiale di Citibank a New York.
I clienti sono entrati in massa e hanno chiesto la chiusura del conto, nel frattempo entra la polizia e li chiude in filiale.
Cosa può significare?
Forse a Wall Street, i manifestanti, hanno capito che la loro forza è questa, cioè togliere i soldi dal conto e mettere in serie difficoltà il sistema?

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SEGUI LA DIRETTA VIDEO
 http://www.livestream.com/globalrevolution

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http://cipiri.blogspot.com/2011/10/gli-indignati-occupano-wall-street.html


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LE BANCHE DI PROPRIETÀ PUBBLICA COME STRUMENTO PER LO SVILUPPO ECONOMICO



IL MODELLO TEDESCO
- DI ELLEN BROWN - Global Research -
Le banche di proprietà pubblica sono state fondamentali per il finanziamento del “miracolo economico” della Germania dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. Sebbene le banche pubbliche tedesche siano state prese di mira negli ultimi dieci anni dai loro concorrenti privati per ottenerne la distruzione, il modello rimane una valida alternativa all’affarismo privato ora oggetto di contestazione a Wall Street.

Una delle richieste avanzate dai manifestanti del modello Occupy Wall Street è la “public option” [Ndt: Per “public option” si intende l’ingresso dello Stato nel mercato privato] nel settore bancario. Che cosa ciò significhi è stato spiegato dal dottor Michael Hudson, docente di Economia presso l’Università del Missouri a Kansas City, in un’intervista a firma di Paul Jay del Real News Network del 6 ottobre:
[L]a richiesta non è semplicemente quella di creare una banca pubblica, ma di trattare le banche in genere come un servizio pubblico, proprio come le società elettriche vengono considerate di pubblica utilità.[…] Così come ci sono state pressioni per un ingresso dello Stato nel settore sanitario, ci dovrebbe essere l’ingresso dello Stato nel settore bancario. Ci dovrebbe essere una banca controllata dal governo che offra carte di credito con tassi di interesse non punitivi come quelli attualmente praticati pari al 30%, senza sanzioni, senza aumentare il tasso di interesse se non si paga la bolletta elettrica. Quello che ha reso l’America forte nel 19° secolo e nell’inizio del 20° secolo è stato l’avere infrastrutture essenzialmente pubbliche, proprio come se si hanno strade e ponti pubblici. […] L’idea alla base delle infrastrutture pubbliche consisteva nella volontà di pervenire alla riduzione del costo della vita e dei costi di impresa.
Negli Stati Uniti non si sente parlare molto dell’ingresso dello Stato nel settore bancario, ma alcuni paesi hanno già un forte settore bancario pubblico. A maggio 2010 un articolo comparso su The Economist sottolineava che la presenza di banche forti e stabili di proprietà pubblica in India, Cina e Brasile ha aiutato questi paesi a superare la crisi bancaria che negli ultimi anni sta affliggendo la maggior parte del mondo.
Negli Stati Uniti, il North Dakota è l’unico Stato a possedere una propria banca. È anche l’unico stato che ha potuto mostrare un avanzo di bilancio ogni anno dalla crisi del credito del 2008. Ha il più basso tasso di disoccupazione nel paese e il più basso tasso di inadempienze sui prestiti. Possiede giacimenti di petrolio, ma come altri stati che non stanno facendo altrettanto bene. Eppure, i media tendono ad attribuire il successo del Nord Dakota alle risorse petrolifere.
Tuttavia, ci sono altri modelli bancari pubblici occidentali che hanno avuto successo senza boom economici connessi al petrolio. L’Europa ha un forte settore bancario pubblico, in cui il paese leader è la Germania, dove vi sono undici banche regionali pubbliche e migliaia di casse di risparmio municipalizzate. La Germania nei primi anni dopo la Seconda Guerra Mondiale era un paese con un’economia disastrata, degenerata in baratto. Oggi è l’economia più grande e più robusta della zona euro. La produzione in Germania contribuisce al 25% del PIL, più del doppio rispetto a quanto fa il Regno Unito. Nonostante la recessione, il tasso di disoccupazione della Germania è al 6,8%, il valore più basso negli ultimi venti anni. Alla base della sua forza economica c’è il suo Mittelstand, un sistema di imprese, dalle piccole alle medie dimensioni, supportato da un forte sistema bancario regionale che è disposto a concedere prestiti per finanziare la ricerca e lo sviluppo.
Nel 1999 le banche pubbliche controllavano il credito interno tedesco e le banche private rappresentavano meno del 20% del mercato, rispetto a oltre il 40% in Francia, in Spagna, nei paesi nordici e nel Benelux. Da allora, in Germania le banche pubbliche sono state oggetto di attacchi; ma gli osservatori locali dicono che ciò è da imputare alla rivalità dei concorrenti privati, piuttosto che a una reale debolezza del settore.
Come precedente per la presenza dello Stato nel settore bancario, quindi, il modello tedesco merita uno sguardo più attento.
Dalle ceneri della sconfitta al diventare leader mondiale nella produzioneLa Germania si rigenerò come una fenice dalle disastrose sconfitte delle due guerre mondiali per diventare la potenza economica d’Europa nella seconda metà del XX secolo. Nel 1947 la produzione industriale tedesca era pari solo a un terzo del suo livello del 1938 e una notevole percentuale dei suoi uomini in età lavorativa erano morti. Meno di dieci anni dopo la guerra, già si parlava di miracolo economico tedesco e venti anni dopo la sua economia era oggetto di invidia di gran parte del mondo. Nel 2003 un paese delle dimensioni pari alla metà del Texas era diventato il principale esportatore mondiale, con una produzione di automobili di alta qualità, di macchinari, apparecchiature elettriche e prodotti chimici. Solo nel 2009 la Germania è stata superata per i volumi di prodotti esportati dalla Cina, che ha una popolazione di oltre 1,3 miliardi di persone rispetto agli 82 milioni della Germania. Nel 2010, mentre gran parte del mondo si stava ancora riprendendo dal crollo finanziario del 2008, la Germania ha fatto registrare una crescita economica del 3,6%.
Il miracolo economico del paese è stato attribuito a una varietà di fattori, tra cui la cancellazione del debito da parte degli Alleati, la riforma monetaria, l’eliminazione del controllo dei prezzi e la riduzione delle aliquote fiscali. Ma anche se questi fattori hanno liberato l’economia dai suoi ceppi, non bastano a spiegare la fenomenale ascesa della Germania da un devastato campo di battaglia a leader mondiale nella produzione e nel commercio.
Un trascurato punto di forza del dinamismo economico del Paese è il suo forte sistema bancario pubblico, il quale finalizza i suoi sforzi per il perseguimento dell’interesse generale, piuttosto che per la massimizzazione del profitto privato. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, sono state le Landesbanken di proprietà pubblica a dare sostegno alle aziende provinciali a conduzione familiare perché potessero entrare nel mercato mondiale. Ecco come Peter Dorman descrive le Landesbanken in un blog nel Luglio 2011:
Sono soggetti di proprietà pubblica che stanno sulla cima di una piramide fatta da migliaia di casse di risparmio di proprietà comunale. Se si considerano anche gli istituti di credito immobiliare di proprietà pubblica, circa la metà del totale del sistema bancario attivo tedesco appartiene al settore pubblico. (Un altro pezzo sostanziale è costituito dalle casse di risparmio cooperative.) Queste banche sono strumenti fondamentali della politica industriale tedesca, essendo specializzate nei prestiti al Mittelstand, cioè al sistema di imprese di piccole e medie dimensioni che sono il motore delle esportazioni del paese. Grazie alle Landesbanken, le piccole imprese in Germania hanno lo stesso accesso al capitale delle imprese di grandi dimensioni; non ci sono economie di scala nella finanza. Questo significa anche che i lavoratori nel settore delle piccole imprese guadagnano lo stesso salario di quelli impiegati nelle grandi multinazionali, hanno le stesse competenze e la stessa formazione e sono altrettanto produttivi.
Le Landesbanken svolgono una funzione di “banche universali” che operano in tutti i settori del mercato dei servizi finanziari. Sono tutte controllate da governi statali e operano come amministratori centrali di casse di risparmio di proprietà municipale, chiamate in Germania “Sparkassen”.
Le Casse di Risparmio sono stati istituite in Germania nel tardo 18° secolo come organizzazioni senza scopo di lucro per aiutare i poveri. L’intento era quello di aiutare le persone con basso reddito a risparmiare piccole somme di denaro e di svolgere una funzione di sostegno per coloro che volessero dare inizio ad attività imprenditoriali. La prima cassa di risparmio è stata costituita da accademici e mercanti con una mentalità filantropica ad Amburgo nel 1778 e la prima banca di risparmio che avesse come garante un governo locale è stato fondata nel 1801 a Gottinga. Le banche di risparmio comunale erano così efficaci e popolari che si diffusero rapidamente, aumentando da 630 nel 1850 a 2.834 nel 1903. Oggi le casse di risparmio operano con una rete di oltre 15.600 filiali e uffici, impiegano oltre 250.000 persone e si caratterizzano per la notevole capacità di investire con saggezza nelle imprese locali.
Prese di mira per la privatizzazioneLa reputazione e la posizione delle banche pubbliche tedesche sono state, tuttavia, poste in discussione quando sono hanno assunto una posizione di concorrenza sui mercati internazionali. Peter Dorman scrive:
Alla UE non piacciono le Landesbanken. Essa ha denunciato come la proprietà statale comporti sovvenzioni pubbliche esplicite e implicite che violano le regole della politica di concorrenza. Per oltre un decennio, la UE ha combattuto perché il sistema fosse privatizzato. Alla fine, la controversia è semplicemente ideologica: se si pensa che la proprietà pubblica debba essere un’eccezione, accuratamente creata per affrontare fallimenti di uno specifico mercato, allora le Landesbanken devono essere messe in blocco all’asta. Se si pensa che l’economia debba essere organizzata in modo da soddisfare esigenze socialmente definite e che dovrebbero essere degli input pubblici a decidere come allocare la maggior parte del capitale, si deve lottare per mantenere le Landesbanken come sono. (C’è un movimento in corso negli Stati Uniti per promuovere le banche pubbliche.)
Le vicende del sistema bancario tedesco negli ultimi dieci anni sono state ricostruite in un articolo dal titolo “L’obiettivo sporco della Commissione: far divorare WESTLB da banche private” (La WESTLB AG è una banca commerciale parzialmente posseduta dallo stato tedesco della Renania Settentrionale-Vestfalia) del luglio 2011, scritto da Ralph Niemeyer, redattore capo di EUchronicle. Egli osserva che, dopo il 1999, le più importanti banche private hanno abbandonato la strada della sostenibilità perseguita dal sistema bancario tradizionale per giocare sui CDO [Collateralized Debt Obligation: sono letteralmente obbligazioni che hanno come garanzia (collaterale) un debito], sui credit default swap [CDS: è un accordo tra un acquirente e un venditore per mezzo del quale il compratore paga un premio periodico a fronte di un pagamento da parte del venditore in occasione di un evento relativo ad un credito (come ad esempio il fallimento del debitore) cui il contratto è riferito] e sui derivati. Le banche private tedesche hanno accumulato circa 600 miliardi di euro di asset tossici attraverso le loro filiali bancarie di investimento e i contribuenti tedeschi stanno fornendo garanzie per le tensioni ad essi associate. La Deutsche Bank AG ha fatto registrare profitti record che sono stati ripartiti esclusivamente nella sua divisione di investimento bancario, che ha fatto una fortuna commerciale grazie ai credit default swaps sulle obbligazioni dello stato greco. Quando questo investimento si è guastato, il governo tedesco ha dovuto salvare l’istituto finanziario in cui la Deutsche Bank AG aveva scaricato questi asset tossici.
Mentre le grandi banche private stavano puntando sui casinò dei mercati finanziari, i prestiti alle imprese e all’economia “reale” sono state lasciate alle Sparkassen pubbliche, che sono state più efficienti nel servire il cittadino medio e le imprese locali perché non erano società di capitali che dovevano soddisfare la fame sempre più grande degli azionisti di dividendi. Oggi la quota di mercato delle banche private in Germania è solo del 28,4% e la Deutsche Bank AG domina il segmento. Ma con una quota di mercato del 7%, è ancora molto indietro rispetto alle banche pubbliche di proprietà delle municipalità e delle comunità.
Niemeyer dice che le banche private hanno voluto rompere il dominio sul mercato delle banche pubbliche per ottenere per sé stesse un pezzo più grande della torta e hanno usato la Commissione Europea per farlo. Le banche private tedesche, e la Deutsche Bank AG in particolare, hanno fatto pressioni sin dai primi anni ‘90 sulla Commissione Europea perché attaccasse il governo tedesco per la “rigidità” del settore bancario pubblico nel paese.
Il FMI, anche, aveva da tempo chiesto che qualsiasi monopolio pubblico nel mercato bancario tedesco fosse spezzato, elencando le loro “inefficienze”. Quando le Sparkassen pubbliche e le Landesbanken sono state riluttanti a rivolgersi a banche di investimento con profitti alle stelle, furono etichettate come burocratiche e poco appetibili. Quando furono poste sotto pressione per aumentare i rendimenti per i governi che le possedevano, le Landesbanken tedesche si sono aperte ai derivati ​​e ai CDO (fraudolentemente con rating tripla A). Ma mentre “hanno perso miliardi in Goldman Sachs, nella Deutsche Bank e nella Lehman Brothers“, dice Niemeyer il grado in cui erano coinvolte in operazioni altamente speculative era “ridicolo in confronto al danno fatto dalle banche private, per le quali sono ora i contribuenti a fornire garanzie.”
Sono state le banche e le casse di risparmio a fornire liquidità all’economia reale e a intervenire a favore delle banche private, quando queste smisero di scommettere nel casinò finanziario; ma è stato sugli errori delle Landesbanken e delle Sparkassen che i media hanno concentrato la loro attenzione. Il vero motivo, afferma Niemeyer, era che le grandi banche private volevano la quota di mercato delle banche pubbliche per sé stesse:
Al fine di riconquistare questa importante quota di mercato, è diventato una prerogativa distruggere completamente il sistema bancario pubblico in Germania. Questa mossa impopolare non potrebbe mai venire dal governo tedesco in sé, è per questo che la Commissione [europea] è stata impiegata per questo lavoro sporco.
Il prezzo del successo
Le banche pubbliche tedesche sono state fatte crollare sottraendo loro il sostegno pubblico. In precedenza, avevano goduto di garanzie statali che avevano permesso loro di acquisire ed erogare fondi a tassi sostanzialmente migliori rispetto a quelli delle banche private. Ma nel 2001 la Commissione Europea decise di privare le Landesbanken delle loro esplicite garanzie di credito statali, costringendole a competere alle stesse condizioni delle banche private. E oggi l’Autorità bancaria europea si rifiuta di considerare le garanzie statali implicite alle banche nei loro “stress test” quando valutano la solvibilità delle banche.
Il risultato è che le banche pubbliche tedesche sono state spogliate di ciò che le ha rese sinora stabili, sicure e in grado di prestare a tassi di interesse bassi: hanno avuto la piena fede e il credito del governo, nonché il consenso dell’opinione pubblica. Non avendo quale motivazione del loro agire il profitto, con particolare attenzione al perseguimento dell’interesse pubblico e facendo affidamento sulle garanzie del governo, le banche pubbliche tedesche sono state in grado di trasformare il credito bancario in quella sorta di pubblica utilità descritta dal Prof. Hudson.
L’esempio della Germania dimostra che anche il successo non basta quale garanzia di fronte a un implacabile attacco di propaganda da parte delle grandi banche di proprietà privata interessate solo a fare soldi per i loro amministratori delegati, i loro ricchi clienti e i loro azionisti. Ma sbirciando dietro la propaganda, il modello bancario pubblico che tanto ha contribuito al successo economico della Germania può essere un esempio da seguire per un sistema bancario negli Stati Uniti che sia al servizio di Main Street piuttosto che di Wall Street.
**********************************************Fonte: Publicly-owned Banks as an Instrument of Economic Development: The German Model
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