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mercoledì 29 febbraio 2012

BLOG DI CIPIRI: Appello per la liberazione di Rossella

Appello per la liberazione di Rossella 

 

 

 

 


 DEDICHIAMO 

L' 8 MARZO A ROSSELLA

 

 



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BLOG DI CIPIRI: Appello per la liberazione di Rossella: . . LIBERATE ROSSELLA URRU - IL POPOLO DEL WEB SI MOBILITA!!!! DIFFONDERE!!! Appello per la liberazione di Rossella Nella not...

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martedì 28 febbraio 2012

NO TAV

 
 
 
"....Io abito da 10 anni in una borgata dell’alta valle Susa, nella casa dove nacque mio padre e dove hanno vissuto fino alla morte i miei nonni, sono coltivatore diretto da anni e vivo del reddito che mi fornisce la Terra tramite i suoi prodotti, faccio anche saltuari servizi di giardinaggio e il tempo che dedico (volentieri) alla lotta No Tav lo ritaglio tra il lavoro e le mille faccende della vita di campagna.

L’amore per la Terra e per questa valle mi spinge a difenderla fino in fondo dalle mani avide degli speculatori...."

Luca Abba'
 
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Un'intervista di Alessandro Sortino al leader del Movimento No tav Luca Abba', ricoverato in gravi condizioni al Cto di Torino dopo che e' precipitato da un traliccio dell'alta tensione su cui si era arrampicato http://www.piazzapulita.la7.it/ 

 

 Chi c'e' dietro alla TAV


A fianco del Movimento NO TAV e di Luca, iniziative in tutta Italia

A fianco del Movimento NO TAV e di Luca,...


Dopo i gravissimi fatti di stamattina, con il violento assalto alla baita Clarea che ha messo in serio...


I fatti:Giù dal traliccio leader no Tav: grave
L'audio: "Sono sul traliccio a dieci metri"(da Corriere.it)

PERKE' NO TAV
http://cipiri6.blogspot.com/2010/01/perche-sto-con-i-no-tav.html



 4 cm di Tav = 1 anno di pensione.
3 metri di Tav = 4 sezioni di scuola materna.
500 metri di Tav = 1 ospedale da 1200 posti letto, 226 ambulatori, 38 sale operatorie.
1 km di Tav = un anno di tasse universitarie per 250 mila studenti, oppure 55 nuovi treni pendolari.
NO TAV!!!

Luca Mercalli:

 “L’opera è inutile e

le violenze coprono questo fatto”




 “La linea tra Torino e Lione c’è già, trasporta il 20 percento delle merci, dunque non va  apieno carico, e oltretutto il traffico è in calo”. Luca Mercalli, climatologo, presidente della Società metereologica italiana, difende le ragioni dei No Tav e si schiera apertamente contro la nuova tratta tra Italia e Francia. La situazione in Val di Susa, per lui, nasce da “vent’anni di non ascolto, e il governo, tutti i governi in questi anni, non intendono ascoltare le ragioni scientifiche che portano a dire no al Tav. Anzi, adesso si cerca l’escalation per coprire l’inutilità dell’opera, che è pari a quella del ponte di Messina”.
Oggi l’attenzione è rivolta ai blocchi, alle proteste, alle cariche e agli scontri: “E’ solo schiuma -afferma convinto Mercalli -, il punto vero è che autorità e istituzioni centrali non vogliono dialogare ma fanno finta di farlo. Cancellieri dice che il dialogo c’è stato? Non è vero, loro hanno fatto parlare ma non hanno ascoltato affatto”.
“Eravamo in 75.000 a marciare – prosegue il climatologo -, io ero lì in giacca e papillon insieme ai miei colleghi universitari, non andavamo certo in giro con le pietre in tasca. Poi, in una vicenda come questa trovi sempre il facinoroso e il cretino: e servono solo per sviare l’attenzione dal problema vero: l’opera è inutile e si fa solo per motivi economici. Ma buttare venti miliardi ora è da pazzi”.
Come se ne esce? Mercalli sostiene che esista un solo modo “decente: fermare i giochi e convocare gli scienziati a palazzo Chigi. Monti ascolti le ragioni delle due parti, basate su dati non su emozioni o dogmi, e decisa solo dopo. Tanto la montagna è lì, non si muove: che fretta c’è?”.
Mercalli ne ha per tutti, anche sul fatto che in Francia non si sono registrate proteste No Tav: “Anche qui menzogne – spiega -, i francesi non hanno costruito niente finora: solo tre cunicoli esplorativi, ora tappati. E poi andate ad osservare i giornali francesi: non dicono una parola sulle proteste, se ci fossero davvero interessati e preoccupati gli articoli sarebbero decine. Se invece la Francia sentisse di subire un danno dallo stop ai lavori in Italia manderebbe la portaerei De Gaulle a bombardarci”.
Le ragioni scientifiche che dicono no al Treno Alta Velocità “sono state recentemente scritte in una lettera firmata da 360 tra scienziati e ricercatori, tra cui chi parla, e inviata a Monti. Poi, se si dimostra che la linea Tav è davvero utile e il gioco vale la candela, e non invece solo una nuova piramide di Cheope, io sarò il primo a riconoscerlo. E andrò anche all’inaugurazione”.

 DA : http://www.eilmensile.it/2012/03/01/tav-mercalli-lopera-e-inutile-le-violenze-coprono-questo-fatto/




ECOLOGIA: Chi c'e' dietro alla TAV: A fianco del Movimento NO TAV e di Lu...

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lunedì 27 febbraio 2012

I BANCHIERI INGRASSANO E I LAVORATORI SI SUICIDANO





I BANCHIERI INGRASSANO 

E I LAVORATORI SI SUICIDANO 





  La crisi economica continua a mietere vittime, così  mentre i nostri governanti non trovano di meglio che assicurare soldi per le banche private, i lavoratori decidono di farla finita per disperazione.  Ieri a Sanremo, un elettricista di 47 anni, si è suicidato  sparandosi al capo con una pistola. L'uomo potrebbe essersi ucciso a causa della depressione in cui era caduto dopo il licenziamento. Alessandro F. era stato infatti licenziato qualche settimana fa dalla ditta nella quale lavorava da molti anni. Ieri sera ha cenato con la sua compagna, poi è sceso in cantina e si è  tolto la vita. L'uomo non ha lasciato lettere ma ai carabinieri i familiari hanno riferito della profonda depressione in cui l'elettricista era caduto dopo aver perso il lavoro. In Toscana invece  a scegliere come soluzione il gesto estremo è stato invece un imprenditore. Sessantaquattrenne, residente in un comune vicino a Firenze, si è impiccato all'interno del capannone della sua azienda.  Alcuni giorni fa invece un altro imprenditore, in Sicilia, a Paternò, ha posto fine alle sue ansie con il suicidio: si è impiccato, in un deposito di proprietà della ditta della quale era titolare, in preda alla disperazione a causa dei debiti contratti dalla sua azienda. L'uomo, 57 anni, una decina di operai alle sue dipendenze, era sposato e padre di due figli

http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/2/26/20044-mentre-i-banchieri-ingrassano-i-lavoratori-si-suicidano/

Il problema del suicidio

Temete che qualcuno voglia commettere un suicidio? Ecco alcuni segnali da non trascurare...
Temete che qualcuno possa coltivare tendenza al suicidio ma non sapete come affrontare il problema? Eccovi dei consigli che potrebbero aiutarvi.

segnali amico suicidio

Il mio amico è a rischio suicidio?
> Come faccio a sapere se il mio amico è a rischio suicidio?
È complicato distinguere fra persone in depressione e persone che potrebbero tentare un suicidio. Questi fattori possono costituire segnale di maggior rischio:
preoccupazione per amico a rischio suicidio
  • Il vostro amico ha recentemente subito la perdita di qualcuno (o qualcosa) di prezioso (una persona cara, un animale, il posto di lavoro)?
  • Il vostro amico ha avuto un grosso insuccesso (è stato bocciato ad un esame, non ha ricevuto la promozione che si attendeva sul lavoro, ecc.)?
  • Il vostro amico ha dovuto affrontare un cambiamento sostanziale delle sue condizioni di vita (pensionamento, cassa integrazione, abbandono della casa da parte dei figli)?
  • Il vostro amico ha dovuto affrontare una malattia fisica o mentale?
  • Il vostro amico ha già tentato il suicidio?
  • Il vostro amico ha avuto episodi di suicidio nella storia della propria famiglia?
  • Il vostro amico sta facendo testamento o ha intenzione di sottoscrivere un'assicurazione sulla vita?
Suicidio - Indizi da osservare
il vostro amico appare spesso:
  • Isolato?
  • Privo di energie?
  • In difficoltà nelle relazioni con gli altri?
  • Trascurato?
  • Diverso dal solito, ad esempio insolitamente gentile?
  • Incline alle lacrime, che cerca di trattenere a fatica?
  • Più irritabile?
  • Poco concentrato?
  • Molto stanco e provato?
  • Inappetente (o con più appetito) del solito?
Inoltre, il vostro amico dice spesso di:
  • Sentire il desiderio di commettere un suicidio? (Non è vero che chi parla di suicidio poi non lo commette).
  • Non avere speranza per il futuro, o scopo nella vita?
  • Sentirsi senza valore, o un fallito?
  • Sentirsi molto solo e isolato?
  • Dormire male e, in particolare, di svegliarsi presto?
Suicidio - Gli indizi
approccio suicidio
Parlare di sensazioni può fare tutta la differenza nello scegliere se vivere o commettere un suicidio. Se state cercando di aiutare qualcuno che medita il suicidio, ricordatevi anzitutto di prendere delle precauzioni per voi stessi.
approccio suicidio
  • Chiedete alla persona come si senta e ascoltate la sua risposta.
  • Incoraggiate il vostro amico a chiedere aiuto a persone di cui si fidi.
  • Ricordate che è difficile essere d'aiuto da soli a chi ha intenzione di commettere un suicidio. Incoraggiate il vostro amico a cercare supporto emotivo e a parlare dei propri problemi con qualcuno di cui si fida (amici, familiari, servizi medici o gli stessi Samaritans).
  • Contattateci voi stessi. Entreremo noi in contato con la persona che temete voglia tentare il suicidio





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tutela privacy
I Samaritans ti offrono discrezione e riservatezza assolute: nessuno saprà mai della tua chiamata, nè delle cose che vorrai raccontarci; nessuno conoscerà la tua identità; non useremo nessuna tecnologia per identificare il tuo numero telefonico.
Non ti chiederemo nemmeno il nome, se non vorrai dircelo tu: potrai parlare con noi usando un nome di fantasia.
I Samaritans ti ascolteranno nella più totale riservatezza e ti accetteranno per quello che sei, senza pregiudizi.
telefona ai samaritans
numero verde gratuito samaritans
numero verde samaritans
servizi oattivo numero verde samaritans


http://www.samaritansonlus.org/needhelp.php

LEGGI ANCHE
http://cipiri.blogspot.com/2012/01/suicidi-colpa-della-crisi.html

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domenica 26 febbraio 2012

LIBRI: Venerdì 9 marzo 2012 SCIOPERO GENERALE DEI METALM...

Venerdì 9 marzo 2012 SCIOPERO GENERALE DEI METALMECCANICI





DEMOCRAZIA AL LAVORO LA LIBERTÀ OPERAIA E LE LIBERTÀ DI TUTTI!

CAMPAGNA NAZIONALE E INTERNAZIONALE PER I DIRITTI E LE LIBERTA' SINDACALI IN FIAT: FIRMA ANCHE TU!
vai direttamente sul sito: www.fiom.cgil.it


LIBRI: Venerdì 9 marzo 2012 SCIOPERO GENERALE DEI METALM...: Venerdì 9 marzo 2012 SCIOPERO GENERALE DEI METALMECCANICI CON MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA . DEMOCRAZIA AL LAVORO LA L...

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venerdì 24 febbraio 2012

il manifesto siamo noi


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 il manifesto siamo noi
- 24.02.2012
Una coscienza civile e democratica, quale che sia la sua collocazione politica, non dovrebbe tollerare che una voce autenticamente libera di minoranza come è quella del manifesto venga spenta o anche solo attutita.
Il giornale comunista ha dato espressione a un pensiero indipendente, non condizionato da schieramenti pregiudiziali e ispirato caparbiamente alle idealità della cultura di sinistra che non sono tramontate con il crollo delle ideologie. Ma è il segno non conformista della visione sociale e politica del manifesto che è il suo aspetto migliore e oggi il più necessario. Il dilagare incontrastato del pensiero unico neoliberista, avvolto nella melassa di un liberalismo posticcio, l'allinearsi pavido di molta sinistra riformista «soi disant» con la retorica mercatista e con gli slogan omologati della liberalizzazione e della privatizzazione sono stati denunciati con lucidità e originalità dalle penne del manifesto senza cedere al canto delle sirene che annunciano il nuovo che avanza, falso nuovo che ripristina le forme più fradice del più vieto capitalismo sfruttatore.
E un ruolo imprescindibile per smascherare le logiche della propaganda e delle verità di comodo il manifesto ha svolto nel denunciare le violenze e le politiche di sopraffazione negli scacchieri più incandescenti dello scenario internazionale come quello mediorientale. Il manifesto in questo momento ha bisogno di tutti noi, ma più ancora noi tutti abbiamo vitale bisogno di una fonte di informazione come il manifesto.


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Cinque anni per un sasso


 Cinque anni per un sasso


Ci sarà ancora in questo Paese qualcuno non ancora del tutto inebetito, tanto lucido da rendersi conto dell’enormità della sentenza comminata con rito abbreviato dal gup Anna Maria Fattori a carico di Giuseppe Ciurleo e Lorenzo Fattori, due ragazzi arrestati il 15 ottobre scorso durante gli scontri di piazza San Giovanni a Roma?
Ciurleo, che ha 21 anni, è stato condannato a 5 anni di prigione. Fattori, che ne ha 20, dovrà scontarne 4. Il reato così severamente punito non è di quelli che fanno tremare le vene ai polsi. È la “resistenza aggravata a pubblico ufficiale”: un classico reato minore, di quelli per i quali anche una condanna ben più lieve apparirebbe esagerata.
Oltretutto si tratta di quei due giovani manifestanti a proposito dei quali le persone che avevano assistito dalle finestre di casa agli incidenti urlavano, rivolte alla polizia: “Non sono loro. Non hanno fatto niente. Non li arrestate”. Quelle invocazioni accorate e inutili sono debitamente registrate in un video che hanno visto tutti in rete. Tranne, evidentemente, la magistratura. E sì che di fronte ai video i togati ci passano ore e ore, anzi giorni, settimane e a volte mesi, come ha fatto Gian Carlo Caselli prima di emettere mandati d’arresto con una flagranza differita di 7 mesi.
Una sentenza così è un insulto non solo alla democrazia ma anche alla giustizia sostanziale checché ne dicano il codice penale e la legalità formale, esattamente come lo erano gli arresti disposti da Caselli per gli scontri della Val di Susa. Ma forse ancora più desolante è pensare che in questa sentenza quasi nessuno troverà niente di riprovevole, e i pochi che lo faranno si limiteranno a sussurrare una educatissima critica.
I compagni di Sel e gli amici dell’Idv sbagliano quando si raccontano che l’Italia di Mario Monti ed Elsa Fornero è comunque un po’ meglio di quella di Silvio Berlusconi. Non è vero. È l’Italia in cui presidente del consiglio e ministra del lavoro possono dire che loro dei sindacati se ne fregano con un’arroganza che Brunetta e Sacconi se la sognavano, e tutti applaudono. È il Paese dove se critichi la Fiat devi pagare, grazie alla sentenza emessa da uno di quei giudici di cui la sinistra è tanto innamorata, milioni di euro, e vediamo chi s’azzarda la prossima volta. È il Paese dove per aver tirato (forse) qualche sasso, due ragazzi di vent’anni si beccano anni di galera nemmeno fossero pericolosi brigatisti.

E KI EVADE LE TASSE PATTEGGIA E NE PAGA UN TERZO
FALSO IN BILANCIO  DEPENALIZZATO

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leggi anche 


NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://maucas.altervista.org/imago_carte.html

GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
LA FOTO


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giovedì 23 febbraio 2012

NO F-35 : FIRMA



Campagna:

 Taglia le ali alle armi! - NO F-35

Adesione come persona
COME CITTADINO HO DIRITTO ALL’ISTRUZIONE, AL LAVORO, ALLA PENSIONE ED ALLA SANITA' ...POSSO FARE A MENO DI 131 CACCIABOMBARDIERI F-35 JSF!

Mentre con le manovre di bilancio del 2011-2012, per pareggiare i conti dello Stato, si chiedono forti sacrifici agli italiani con tagli agli enti locali, alla sanità, alle pensioni, all’istruzione, il Governo mantiene l'intenzione di procedere all’acquisto di 131 cacciabombardieri d'attacco F35 "Joint Strike Fighter".

Il nuovo annuncio del Ministro Di Paola di riduzione a 90 esemplari non significa nulla: nessun contratto è ancora stato firmato e possiamo quindi fermare completamente questo acquisto (anche perchè la proposta rimodulazione della Difesa deve passare per una discussione parlamentare) Quello del caccia F-35 è un programma che ad oggi ci è costato già 2,7 miliardi di euro e ne costerà - in caso di acquisto di 131 aerei - almeno altri 15 solo per l’acquisto dei velivoli, che potrebbero scendere a 10 miliardi con una riduzione a 90 (il prezzo unitario si alzerà, secondo l'azienda produttrice Lockheed Martin). Complessivamente arriveremo arrivando ad un impatto tra i 15 e i 20 miliardi nei prossimi anni. Senza contare il mantenimento successivo di tali velivoli.

Le manovre approvate porteranno gravi conseguenze sui cittadini: si stimano proprio in 20 miliardi i tagli agli Enti Locali e alle Regioni (che si tradurranno in minori servizi sociali o in aumento delle tariffe), ed altri 20 miliardi saranno i tagli alle prestazioni sociali previsti dalla legge delega in materia fiscale ed assistenziale, senza contare il blocco dei contratti e degli aumenti ai dipendenti pubblici e l'aumento dell'IVA che colpirà indiscriminatemante tutti i consumatori.

Il tutto per partecipare ad un progetto di aereo militare "faraonico" (il più costosto della storia) di cui non si conoscono ancora i costi complessivi (cresciuti al momento almeno del 50% rispetto alle previsioni iniziali) e che ha già registrato forti critiche in altri paesi partner (Norvegia, Paesi Bassi, Australia, Canada) e addirittura ipotesi di cancellazione di acquisti da parte della Gran Bretagna. Senza dimenticare che, contemporaneamente, il nostro paese partecipa anche allo sviluppo e ai costosi acquisti dell'aereo europeo EuroFighter Typhoon.

Con i 15 miliardi che si potrebbero risparmiare cancellando l'acquisizione degli F-35 JSF si potrebbero fare molte cose: ad esempio costruire duemila nuovi asili nido pubblici, mettere in sicurezza le oltre diecimila scuole pubbliche che non rispettano la legge 626 e le normative antincendio, garantire un'indennità di disoccupazione di 700 euro per sei mesi ai lavoratori parasubordinati che perdono il posto di lavoro.

Siamo convinti che in un momento di crisi economica per prima cosa siano da salvaguardare i diritti fondamentali dei cittadini, investendo i fondi pubblici per creare presupposti ad una crescita reale del Paese senza gettare i soldi in un inutile e costoso aereo da guerra.

PER QUESTO CHIEDIAMO AL GOVERNO DI NON PROCEDERE ALL’ACQUISTO DEI 131 CACCIABOMBARDIERI F35 E DESTINARE I FONDI RISPARMIATI ALLA GARANZIA DEI DIRITTI DEI PIU’ DEBOLI ED ALLO SVILUPPO DEL PAESE investendo sulla società, l'ambiente, il lavoro e la solidarietà internazionale.

Al termine mobilitazione porteremo al Governo tutte le firme raccolte a sostegno di questo appello

Promotori: Campagna Sbilanciamoci! - Rete Italiana per il Disarmo - Tavola della Pace

Rilanciano e sostengono: GrilloNEWS - Unimondo - Science for Peace


 FIRMA QUI


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CONTRO LE DIMISSIONI IN BIANCO , FIRMA



188 FIRME PER LA LEGGE 188

CONTRO LE DIMISSIONI IN BIANCO

Siamo 188 donne autorevoli e determinate a difendere la dignità e l'autonomia femminile. Stiamo infatti chiedendo alla Ministra del Lavoro e delle Pari Opportunità Elsa Fornero di ripristinare la legge 188 del 2007 che impediva la pratica delle finte dimissioni volontarie, le dimissioni “in bianco”, fatte firmare al momento dell'assunzione per essere utilizzate quando quel lavoratore avrà una lunga malattia, quella lavoratrice si sposerà o all'inizio di una gravidanza. È una pratica che colpisce soprattutto le giovani donne e che si può considerare, in termini generali, un abuso contro lo Stato di diritto.
Ci teniamo a ricordare tre cose: 1) la legge non rappresenta un onere economico per la collettività e può essere applicata, utilizzando le tecnologie informatiche, con procedure semplicissime; 2) la legge fu approvata da un arco ampio di forze politiche ma subito abrogata dal governo Berlusconi nel maggio 2008; 3) proseguire nell'assenza di una norma può spingere i datori di lavoro più spregiudicati a perseverare nell'ingiustizia.

Le 14 donne promotrici:

Roberta Agostini
Ritanna Armeni
Giovanna Casadio
Titti Di Salvo
Mariella Gramaglia
Raffaella Lamberti
Maria Pia Mannino
Marisa Nicchi
Liliana Ocmin
Anna Rea
Serena Sorrentino
Soana Tortora
Sara Ventroni

Le prime 188 adesioni:

Addis Elisabetta
Amici Sesa
Agnese Maria Luisa
Annunziata Lucia
Allegrini Roberta
Allegro Donatella
Azzaro Angela
Avallone Silvia
Avvisati Monica
Bandettini Anna
Bandoli Fulvia
Baronti Mara
Benini Annalena
Berlinguer Bianca
Bernardini Anna Maria De Pace
Bettio Francesca
Bianchi Stella
Biasini Cristina
Bindi Rosi
Baronti Mara
Bocchetti Alessandra
Boccia Maria Luisa
Bompiani Ginevra
Bongiorno Giulia
Brancaccio Stefania
Bresci marcella
Buffo Gloria
Calipari Rosa
Campari Maria Grazia
Canta Donata
Carlini Roberta
Cantarella Eva
Cantone Carla
Carabetta Anna
Cavani Liliana
Cerutti Monica
Cherubini Elena
Codrignani Giancarla
Comencini Cristina
Comencini Francesca
Conti Claudia
Corsi Marcella
Costa Lella
Costa Silvia
Costantino Celeste
Cremonesi Chiara
Crispino Anna Maria
Crogi Stefania
Della Valle Valeria
Dell’Oste Grazia
De Petris Loredana
De Rossi Orsetta
De Sio Teresa
Deiana Elettra
De Felice Alfonsina
Dettori Rossana
D'Elia Cecilia
Dentico Nicoletta
Degl'Innocenti Silvia
Del Rio Cinzia
Diemoz Marcella
Donattini Caterina
Ducrot Isabella
Fadel Sabina
Faralli Carla
Fattorini Emma
Fedeli Valeria
Felice Angela
Ferrarese Laura
Finocchiaro Anna
Fiorentini Lea
Fossati Franca
Francescato Grazia
Furlan Anna Maria
Garofalo Nora
Galeotto Giulia
Ghisani Lia
Giorgio Santina
Giuliani Fabrizia
Guerra Elda
Guido Cinzia
Guelfa Vera
Izzo Francesca
Koch Francesca
Kusterman Alessandra
La Monica Vera
Lazzarini Clara
La Torre Cathy
Leone Betti
Lepetit Laura
Lubich Annalisa
Lucci Carmela
Maddalena Crippa
Maggio Mariella
Mancina Claudia
Mancuso Alessandra
Mancuso Mascia
Mandracchia Manuela
Marchini Simona
Marini Katiuscia
Martini Carla
Melandri Giovanna
Melandri Lea
Miccolis Lucia
Minielli Erminia
Minuz Fernanda
Modugno Ludovica
Molfino Francesca
Morelli Fiorella
Mulas Maria
Murgia Michela
Musi Mascia
Napoli Angela
Napolitano Pasqualina
Nuzzo Pina
Occhio Luciana
Palmieri Laura
Palombelli Barbara
Panarello Melissa
Parente Annamaria
Pericoli Maria Delia
Perina Flavia
Persichetti Donatina
Petraglia Alessia
Piccinini Morena
Piccolotti Betta
Pizzolante Maria Pia
Petrignani Sanra
Perricone Rosa Maria
Poggi Daniela
Pollastrini Barbara
Ponticelli Maria Pia
Porto Franca
Presbitero Fiorenza
Presbitero Patrizia
Puglisi Francesca
Ragonese Isabella
Ranghelli Agnese
Rampello Lilli
Rangeri Norma
Raso Rosetta
Ravera Lidia
Ricci Elena Sofia
Rinaldi Corinna
Rinaldi Rosi
Riuscito Rosanna
Ripa di Meana Gabriella
Rizzitelli Luisa
Rocca Stefania
Rodano Giulia
Romano Anna Maria
Romualdi Vaccari Marina
Rosanna Rosi
Rosselli Annalisa
Sabatini Linda Laura
Saraceno Chiara
Sampietro Tiziana
Sapegno Serena
Sapegno Annalisa
Sarasini Bia
Sarchi Alessandra
Savino Lunetta
Scaraffia Lucetta
Scarponi Stefania
Sereni Marina
Simonazzi Anna Maria
Simonelli Viviana
Simonutti Luisa
Sabatino Sofia
Sentinelli Patrizia
Sestito Marisa
Siniscalchi Sabina
Sofri Stella
Sorrentino Serena
Susani Carola
Taddei Loredana
Tartaglione Rosa Tea
Tavaglini Anna Maria
Terragni Marina
Tialicos Nicoletta
Todros Tullia
Tola Vittoria
Toppetta Diana
Torrani Benedetta
Trizio Mena
Trovo' Anna
Turci Paola
Turco Livia
Vaccari Marzia
Valentini Chiara
Valvo Anna Lucia
Ventura Giovanna
Veronesi Paola
Villa Paola
Zamboni Silvia
Zanotti Katia
Zanotti Vania
Zappa Mulas Patrizia

I firmatari

PER FIRMARE KLIKKA QUI'


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Celentano da Santoro a rischio censura


  CELENTANO MANTIENE LA PROMESSA: BONIFICI AD EMERGENCY E A 25 FAMIGLIE BISOGNOSE ITALIANE

Il protagonista assoluto di questa ultima edizione del Festival di Sanremo 2012 ha mantenuto la promessa. Parliamo ovviamente del grande Adriano Celentano. All’inizio del Festival ci furono numerose polemiche in merito al suo cachet di 700 mila euro. Il cantante e conduttore televisivo, così come aveva annunciato prima del Festival di Sanremo, ha dato i soldi in beneficenza.

I primi 200 mila sono andati agli ospedali di Emergency, il Centro Chirurgico e pediatrico di Goderich in Sierra Leone e all’Ospedale cardiochirurgia di Khartoum in Sudan.

Gli altri 500 mila euro, sono stati inviati alle 25 famiglie bisognose di sette città italiane. Cioè: famiglie di Roma, Milano, Napoli, Firenze, Verona, Bari, Cagliari.

Questo è stato possibile grazie ad un’accurata scelta da parte dei sindaci delle rispettive città: Alemanno, Pisapia, De Magistris, Renzi, Tosi, Elimiano, Zedda.

 

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Celentano: rifarei e ridirei tutto quello che ho fatto e che ho detto. Finché i partiti continueranno a spartirsi la Rai ci saranno sempre pressioni su tutti i dirigenti. Alcuni giornalisti di Repubblica hanno cercato di bloccare la mia partecipazione al festival, dicendo che sono un "cretino di talento". Ma a me piace questa definizione: è come dire "folle di talento". Loro, però, sono persone di "talento cretino". I soldi che la RAI mi dovrà dare non sono dei contribuenti, ma sono miei. Come i soldi che un falegname prenderebbe per costruire un tavolo. Non credo che la Pivetti avrebbe fatto il 70% di share con punte di 17 milioni di ascoltatori. Il successo è bello ma non quanto una semplice partita a bocce con gli amici.

web: http://www.serviziopubblico.it
facebook: http://www.facebook.com/servpubblico
twitter: http://twitter.com/serv_pubblico




Celentano da Santoro a rischio censura

Il network teme querele 

e minaccia di oscurare

 l'intervento di Adriano

I VIDEO QUI SOTTO


 Dopo le polemiche scatenate dalla sua partecipazione al Festival di Sanremo, ora Adriano Celentano torna di nuovo in televisione, questa volta come ospite da Michele Santoro a “Servizio Pubblico”, nella puntata 
che andrà in onda giovedì 23 febbraio.






L’intervento del molleggiato è infatti a rischio censura da parte di Mediapason, il polo di emittenti locali che trasmette il programma, che teme di incorrere in eventuali cause legali suscitate dalle parole di Adriano, che nel salotto di Santoro tra le altre cose dovrebbe affrontare l’argomento scottante dei suoi attacchi ad Avvenire e Famiglia Cristiana, lanciati dal palco dell’Ariston.
“Se non vedo il testo di Celentano, non lo mando in onda”, ha dichiarato all’Ansa Sandro Parenzo, patron del network. “Non possiamo rischiare risarcimenti milionari. Siamo al buio”, ha continuato. “Santoro non vuole dirci nulla di questa intervista. Ci mandino il testo, oppure ci diano una fidejussione, altrimenti l'intervento non andrà in onda. Manderemo in onda Servizio pubblico e quando ci sarà Celentano lo oscuriamo”.
Da parte sua, Santoro ha cercato di smorzare i toni. “Siamo onorati di ospitare una sorpresa di Adriano Celentano e abbiamo il massimo rispetto sia della sua libertà sia della sua grandezza di artista”.








Dove seguire la trasmissione in diretta


Ogni giovedì alle ore 21:00

Sul Satellite

Sky Canale 100 Sky Canale 500 Sky Canale e 504

Su queste TV Locali

cartina TV locali

Sulla Radio

Digitale Terrestre

  • Cielo canale 26

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DISCARICA DI CAPPELLA CANTONE





 ANCORA A PROPOSITO DELLA DISCARICA DI CAPPELLA CANTONE, “DELL'INVENZIONE” DEL TAVOLO SULL'AMIANTO, DELLA SOSTITUZIONE DEGLI ASSESSORI REGIONALI BUSCEMI E ROSSONI E ALTRO...ALTRO ANCORA...NO ALLE DISCARICHE 'PROVVISORIE'!!


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A) E' un dato di fatto che la discarica di amianto di Cappella Cantone non si farà più. Ma non era così scontato che “ i politici” di ogni area e appartenenza si buttassero nuovamente su questa vicenda in modo strumentale, superficiale e scomposto, quasi volessero far dimenticare la loro “assenza” o “timidezza” su questa problematica che è presente sul territorio cremonese da quattro anni.

B) Succede così che, per coprire le gravi responsabilità politiche della Giunta regionale lombarda, di quella provinciale cremonese e dell'ARPA, venga istituito “un tavolo sull'amianto” ispirato dalla giunta di Formigoni. E' evidente che quest'ultima, attraverso “ il tavolo” che avrebbe il compito di individuare modi e luoghi per smaltire l'amianto in provincia di Cremona, vuol tentare di rifarsi una verginità con l'avallo irresponsabile e colpevole di alcune forze dell'opposizione, dopo gli scandali per corruzione, bancarotta ecc. in cui sono stati coinvolti esponenti del PDL politicamente vicini a Formigoni. Il PD, decidendo di partecipare a questo “tavolo”, ha offerto, di fatto, le sue stampelle ad una giunta screditata e incapace di governare, anziché mettere all'ordine del giorno dell'agenda politica le dimissioni di Formigoni e della sua giunta. Ma la cosa più incredibile e farsesca è che in questo organismo, più o meno inutile e incompetente, saranno presenti personaggi della politica che in questi anni non hanno mosso un dito contro la pericolosità della discarica di Cappella Cantone (Salini, Pinotti ecc...) o che, senza alcun senso d' ironia, proponevano di trattare per spostare la discarica di qualche centinaio di metri. A tutto ciò va aggiunto che a questo tavolo, forse come atto simbolico bypartisan, per sancire la corresponsabilità politica, venga anche invitato un deputato del PD che non ha più alcun ruolo istituzionale ufficiale né in Regione né in Provincia e che non è neppure un esperto ufficiale della materia. Quali sono i criteri che hanno ispirato la composizione di questo organismo? Perché un deputato ufficialmente estraneo a tutta la tematica ne farà parte e non si è chiamato, ad esempio, uno dei sindaci che si sono sempre schierati contro la discarica? Questo “tavolo istituzionale” cercherà in tutti i modi di gettare fumo negli occhi alla popolazione e di manipolare la realtà oggettiva, per far dimenticare le gravi responsabilità politiche che Pdl e Lega hanno avuto sulla mancata discarica di Cappella Cantone. Un organismo così formato non è legittimato ad indicare nessuna soluzione per lo smaltimento dell'amianto, in quanto composto prevalentemente da esponenti che, di fatto, sono emanazione di quella giunta regionale e provinciale che, se non fosse intervenuta la Magistratura, avrebbero tranquillamente accettato la discarica di Cappella Cantone. Ci pare sospetta la rapidità con cui si è istituito questo “tavolo tecnico” e le modalità con cui sono stati indicati i partecipanti. Ci sarebbero già, in realtà, tutti gli strumenti istituzionali, certamente più trasparenti, e che noi invochiamo da anni, per individuare siti e modalità per la pianificazione dello smaltimento dell'amianto a livello regionale. Perché si è scelto di non coinvolgere il consiglio regionale e le sue commissioni? Perché, se il futuro è l'inertizzazione, si continua ad ignorare la nostra richiesta di mettere in moratoria le discariche già progettate e al vaglio della Regione? Perché i neofiti e i convertiti alla bontà dell'inertizzazione non sostengono queste cose? Perché non si vuole dare la possibilità ai cittadini di esprimersi e di decidere a livello regionale su dove e come smaltire l'amianto e altre sostanze tossiche? Perché si scelgono ambiti, di fatto, extra istituzionali per prendere le future decisioni in materia? Sembra quasi che con la scelta affrettata di un tavolo tecnico si voglia realizzare una specie di “compensazione” rispetto alla non realizzazione forzata della discarica di Cappella Cantone. Fatto che ha lasciato evidentemente a bocca asciutta molti speculatori e affaristi politici corrotti e presi con le mani nella marmellata. Noi sappiamo che, in realtà, i neo-teorici e i neo-convertiti dell'ultima ora sulla bontà dell'inertizzazione stanno giocando una partita sporca, subdola, ambigua e poco chiara per poi arrivare a delle conclusioni sbrigative per cui, dato che gli impianti di inertizzazione hanno una tempistica non breve per la loro realizzazione, proporranno magari di optare per l'effettuazione di “discariche provvisorie”. Quest'ultima sarebbe la soluzione più criminale e pericolosa a cui si potrebbe arrivare. Noi sappiamo, però, che queste “soluzioni provvisorie” sono addirittura sostenute da “ambienti” e da settori di partiti che impropriamente si definiscono ambientalisti e che giocano da molto tempo un ruolo ambiguo e di complicità con settori economici ben individuabili (come ad esempio cooperative, COMPAGNIE varie...). Noi ci impegneremo a stoppare in partenza queste soluzioni nel caso in cui si prospettassero.
In sintesi, noi facciamo appello a tutti i cittadini affinché tengano d'occhio l'operato di questo monstre tecnico e soprattutto le sue conclusioni. Da un organismo politicamente controllato dalla giunta regionale e da quella provinciale di Cremona, oltre a qualche politicante, non ci si deve aspettare nessuna decisione positiva per la collettività. Quindi vigilanza! Anche perché l'inchiesta della Magistratura non è ancora finita e i controlli futuri sugli impianti, se non cambia la giunta Formigoni, saranno fatti nei prossimi tre anni dall'ARPA.
Noi mettiamo in discussione tutto il sistema di procedure autorizzative e controlli ambientali, perché la dirigenza dell'ARPA, checché ne dica Formigoni, non è stata estranea a quanto accaduto a Cappella Cantone e non solo. Non basta la rimozione di un dirigente per sanare tutte le irregolarità e omissioni avvenute e per garantire che non avvengano. Il problema non è solo quello di stabilire se la Locatelli portava in Regione dei dati falsati. Il problema è a monte: gli uffici regionali e l'ARPA hanno accettato, a iter già iniziato, di cambiare le regole del monitoraggio, accettando le proposte di Locatelli che “prometteva” di aggiungere metri 1,40 di materiale isolante (o simil isolante...!). C'é da mettersi le mani nei capelli alla luce di quanto trovato sotto i cantieri delle Brebemi.

C) La giunta Formigoni ed il suo rimpasto
Una decina di giorni fa Formigoni ha proceduto ad una sorta di rimpasto di giunta, per cercare di restituirle una facciata più presentabile dopo gli scandali dei corruzione che hanno visto coinvolti esponenti del Pdl in consiglio regionale ed ex assessori vicinissimi a Formigoni.
Vediamo chi sono i destituiti e coloro che sono stati indicati per altri incarichi.

Massimo Buscemi, del Pdl, fino al momento della sua destituzione aveva l'incarico di assessore alla Cultura. Era stato anche assessore alla partita per le discariche, compresa quella di Cappella Cantone, nella precedente legislatura. I “maligni” sostengono che sia stato estromesso dalla giunta perché in passato socio di Ponzoni (ex assessore ed ex vicepresidente del consiglio recentemente arrestato), e inoltre genero di Daccò, quest'ultimo pesantemente coinvolto nello scandalo dell'ospedale San Raffaele di Milano di don Verzè.
Buscemi quando ricopriva l'incarico di assessore alla partita per le discariche in una dichiarazione rilasciata alla stampa locale di Cremona invitava l'amministrazione provinciale ad individuare un sito diverso da Cappella Cantone a patto che il gestore della discarica rimanesse sempre la ditta Cavenord, allora di proprietà dei Fratelli Testa!

Gianni Rossoni, sempre del Pdl, eletto nel collegio di Cremona, ex vice presidente della giunta regionale, da assessore alla Formazione professionale è diventato, dopo il rimpasto, assessore al Lavoro. Ridimensionate oggettivamente le sue competenze. E' l'unico assessore in giunta eletto in provincia di Cremona. Nel corso dell'inchiesta della Magistratura su Locatelli e Nicoli Cristiani il suo nome appare indirettamente all'interno di una conversazione avente per oggetto la problematica dello smaltimento dell'amianto. Un paio di anni fa, in una dichiarazione alla stampa, aveva paventato il pagamento di penali nel caso in cui i Fratelli Testa (allora titolari della proprietà del terreno) non avessero potuto realizzare la discarica. Dove avesse individuato queste clausole non è stato mai reso noto...!

In sostanza, guarda caso, Formigoni ha coinvolto nel rimpasto proprio quei personaggi che, in tempi e modi diversi, sono stati interessati al percorso che portò alla concessione dell'autorizzazione della discarica di Cappella Cantone.

In conclusione, la partita che si giocherà d'ora in avanti può diventare ancora più complessa di quella che si è dipanata finora. Per fermare i disonesti, i furbi e quelli che fanno affari sulla nostra pelle occorrerà l'attenzione e la mobilitazione di tutti i cittadini lombardi per chiedere la moratoria in Regione di tutte le discariche di amianto in corso di approvazione o già approvate ed arrivare ad una pianificazione trasparente e realmente partecipativa per lo smaltimento dell'amianto.

Cittadini contro l'amianto

p.s.
Siamo stati gentilmente invitati a partecipare alla trasmissione Green Box di Telecolor di venerdì 24 febbraio 2012. Abbiamo posto come condizione alla nostra partecipazione che l'assessore Belotti, anche lui invitato, ritirasse preventivamente la sua denuncia contro esponenti del comitato. Il signor Belotti non ha accettato questa legittima richiesta giustificandola con il fatto che avrebbe fatto in diretta televisiva una dichiarazione in tal senso. Noi non abbiamo accettato questa mediazione e quindi abbiamo scelto di non partecipare. Noi non trattiamo né ci confrontiamo con chi ci denuncia alla Magistratura senza motivo.


22 febbraio 2012
Cittadini contro l'amianto
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