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venerdì 30 marzo 2012

si è dato fuoco davanti alla Agenzia delle Entrate




NON FATE FINTA DI NON VEDERE 
QUESTA E LA DURA E CRUDA REALTA'

Poche ore fà un uomo oberato dai debiti si è dato fuoco davanti alla Agenzia delle Entrate di Bologna, sono notizie ormai quotidiane di lavoratori licenziati che terrorizzati si tolgono la vita di piccoli imprenditori che si vedono chiudere i rubinetti del credito dalle banche e strozzati dai debiti si uccidono accade al nord come al centro o al sud , fate una ricerca in rete e vedrete sarà impressionante la casistica, spesso i media mainstream non ne parlano o gli dedicano poche righe.

Mai che una trasmissione di approfondimento se ne occupi magari andando ad indagare cosa cìè dietro un gesto disperato, no ci propinano sempre le solite FACCE  politici o direttori di media che saltano da un canale all'altro.

Stiamo diventando un paese disperato abitato da disperati terrorizzati di non farcela...se sei giovane magari puoi ancora contare sul così detto welfare familiare, ma quando superi i 40 se fallisci come piccolo imprenditore o se vieni licenziato le probabilità che tu ti reinserisca nel mondo del lavoro sono pressochè nulle .

Parlo per esperineza diretta a 50 ANNI sono da due anni che mi arrangio con piccoli lavorettio in nero, ambulante abusivo e quant'altro al limite della LORO legalità...mi stò consumando i risparmi di una vita e quando li avrò finiti non sò che fare...

Scendo in piazza protesto e mi incazzo con i collaborazionisti che non vogliono salga la tensione sociale...vorrei esplodesse la tensione ..vorrei esplodesse il paese perchè solo così potremmo liberarci da una classe dirigente marcia...

A quelli che se fai casino in piazza dicono ; scansafatiche vai a lavorare li prenderei a calci nel culo...centinaia di domande fatte per professionalità adeguate alla mia preparazione , nessuna risposta o colloqui dove vieni guardato con commiserazione da chi ti esamina e pensa ;" ma che perdi tempo a fare quà hai 50 anni ....non hai accosti politici nè ecclesiastici..sei UN MORTO SOCIALE UN VIVO SOLO NELLA CARNE ", ed ecco che subetra la disperazione...ma NON E' IL CASO DI DARSI FUOCO meglio sarebbe dare fuoco a questi politici  che ci vogliono fare credere che ampliando la possibilità di licenziare si creano posti di lavoro...e qualche IMBECILLE ci crede pure visto che continua a votarli.

Caro mio concittadino che hai fatto questo gesto sconsiderato spero tu sopravviva questo paese NON merita il tuo sacrificio...non sò chi tu sia ma so solo che hai più dignità tu di tutta questa classe dirigente di mangia pane a tradimento...spero la tua famiglia abbia la forza di rendere pubblica tutta la tua vicenda ,spesso per pudore e vergogna invece le famiglie si chiudono a riccio davanti a questi drammi invece bisognerebbe trovare la forza di gridare e arrabbiarsi perchè altri sono i soggetti che si devono vergognare.



 leggi anke:

Equitalia, la multa è illegale. Gli interessi del 10 per cento applicati sulle contravvenzioni rendono nulle le cartelle in cui viene chiesto di pagare le vecchie contravvenzioni. Lo stabilisce una sentenza della Cassazione.

Che Equitalia applichi tassi da usura sulle cartelle esattoriali non è più solo un sospetto, ma, una certezza. Un artigiano della provincia di Varese, titolare di un'impresa individuale con 7 dipendenti, ha presentato una querela ...


Sono stati 2.986 i suicidi in Italia nel 2009, con un aumento del 5,6% rispetto all'anno precedente (2.828 i casi nel 2008), invertendo la dinamica decrescente dell'ultimo biennio. L'incremento, secondo l'istituto di ricerca Eures ...

E' accaduto anche ad Atene: il numero di suicidi è vertiginosamente aumentato quando il paese ha affrontato lo choc della realtà: il buco nero del debito e i tagli selvaggi imposti alla spesa sociale. Fino a poco prima, ...






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GIORNATA DELLA TERRA A BETLEMME

 


 

 GIORNATA DELLA TERRA 

 BETLEMME

Il 30 Marzo si celebra la Giornata della Terra in Palestina. La Marcia Globale verso Gerusalemme esplode in Cisgiordania e altrove. Resoconto fotografico sulla manifestazione di Betlemme.


Beit Sahour, 30 Marzo 2012, Nena News – Hassan Bregya, membro del Comitato Popolare di Al Ma’sara, tiene un breve comizio di fronte ai partecipanti alla Marcia Globale verso Gerusalemme a pochi metri dal checkpoint 300 di Betlemme. Ricordando le azioni illegali e ripetute compiute dal potere occupante israeliano, inneggia i presenti ad agire.

Poliziotti palestinesi fanno barriera ad una cinquantina di metri dal checkpoint 300 e impediscono ai dimostranti di raggiungere la piattaforma prestabilita giorni addietro. Il cordone si scioglie di lì ad un’ora.

Parte dei dimostranti si raccoglie per la preghiera del venerdì. Bregya è il capofila.

Donne e uomini manifestano fianco a fianco. Si contano all’incirca 400 partecipanti alla dimostrazione tenutasi stamani a Betlemme.
Varcato il cordone di poliziotti, i manifestanti prendono posizione di fronte al checkpoint 300. Oltre ai numerosi massi, i giovani scagliano qualche molotov.

La targa ‘Welcome to Jerusalem’ affissa all’entrata del checkpoint per Gerusalemme viene scardinata e gettata al suolo da alcuni manifestanti.

Alcuni giovani dimostranti lanciano pietre e sassi contro la torretta di controllo israeliana che sovrasta il piazzale antistante il checkpoint 300 di Betlemme. Nena News
 ELENA VIOLA
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OGGI 

 GIORNO DELLA TERRA 

 MARCIA SU GERUSALEMME

Israele ha schierato migliaia di uomini nella Citta' Santa, in Galilea e ai valichi. Chiusa la Cisgiordania. Un milione di persone, tra i territori palestinesi, il mondo arabo e diversi paesi commemorera' le vittime del 30 marzo 1976 con una marcia verso Gerusalemme.



Gerusalemme,
 30 marzo 2012, Nena News

 – «Per la prima volta il popolo palestinese non sarà solo in occasione della celebrazione del 30 marzo, la Giornata della Terra. Quest’anno c’è stata una trasformazione qualitativa del livello di solidarietà ed un’internazionalizzazione dell’evento con il sostegno di oltre 60 paesi del mondo». Adnan Ramadan, direttore esecutivo dell’OPGAI (Occupied Palestinian and Golan Hights Advocacy Initiative) è speranzoso – da mesi associazioni palestinesi ed internazionali stanno preparando la Marcia Globale su Gerusalemme. Ed ora, finalmente, tutto è pronto, le attività possono cominciare».
Gli eventi avranno inizio oggi verso mezzogiorno. In totale gli organizzatori prevedono un milione di persone per le strade. Nelle piazze delle principali città del mondo ci saranno manifestazioni e proteste davanti alle ambasciate israeliane, mentre in Medio Oriente quattro diverse marce, dalla Giordania, dall’Egitto, dalla Siria e dal Libano, si dirigeranno contemporaneamente verso i confini israeliani. In Israele, i cittadini palestinesi saranno gli unici ai quali sarà permesso raggiungere la Città Santa. In Cisgiordania centinaia le attività previste. “Nell’area di Betlemme l’evento principale è una manifestazione davanti al posto di blocco che separa Gerusalemme da Betlemme (il check-point 300)” ha spiegato Ramadan– ma ci sono moltissime altre piccole iniziative: ad esempio nei villaggi di al-Khader e di al-Walaje attivisti palestinesi ed internazionali pianteranno alberi di olivo su terre a rischio di confisca come segno di lotta e di resistenza”. Un’altra grande manifestazione è prevista presso il check-point di Qalandya.
“Saranno dimostrazioni pacifiche, non ci sarà nessun tentativo diretto di sfidare le autorità israeliane, cercheremo di evitare ogni tipo di violenza” annunciano gli organizzatori. Ma Israele si prepara: secondo una dichiarazione ufficiale dell’IDF, l’esercito israeliano «è pronto a qualsiasi eventualità e farà tutto il necessario per difendere i confini ed i cittadini di Israele». Migliaia di poliziotti e agenti di polizia sono sttai dispiegati a Gerusalemme, in Galilea e ai valichi con la Cisgiordania, “chiusa” su ordine delle autorità militari. Tuttavia, come ha spiegato Adnan «a differenza delle manifestazioni che hanno avuto luogo l’anno scorso in occasione della Nakba che hanno colto di sorpresa l’esercito israeliano con risultati catastrofici [12 palestinesi uccisi e centinaia feriti], si cercherà davvero di evitare ogni scontro diretto tra le de parti».
A Gerusalemme sono già iniziate alcune attività: attivisti palestinesi ed internazionali ieri hanno piantato ulivi e svolgendo azioni di solidarietà. Oggi in molte aree di Gerusalemme Est ci saranno manifestazioni e proteste «per sottolineare l’importanza e la centralità della città nella questione palestinese» – ha spiegato il direttore di OPGAI.
«Quello che sta avvenendo nella città santa è un processo di giudaizzazione e di espulsione della popolazione palestinese” ha affermato Sergio Yahni dell’Alternative Information Center – più del 65% della famiglie palestinesi vivono sotto la soglia di povertà e la situazione peggiora giorno dopo giorno».
Gerusalemme è stata inizialmente dichiarata territorio internazionale secondo il piano di spartizione ONU del 1947 e tale status è stato rinforzato con la risoluzione ONU 194 del 1948. In seguito, nel 1967 Israele ha annesso dal punto di vista amministrativo le aree appartenenti a Gerusalemme Est per poi annetterle ufficialmente nel 1980. Tuttavia, secondo il diritto internazionale, Gerusalemme Est è territorio occupato. «Gli abitanti palestinesi, non cittadinai ma semplice residenti s- sono trattai alla streua di immigrati, a cui lo Stato può ritirare a suo piacimento “il favore” di aver diritto alla residenza” – chiarische Yahni. Dal 1967, sono 8 269 i permessi di residenza ritirati ai Palestinesi di Gerusalemme. Oggi la popolazione totale della città è pari a 773.800 abitanti (dati del 2009), di cui il 65% sono cittadini israeliani ed il rimanente 35% sono palestinesi. Tuttavia non bisogna dimenticare che ci sono più di 100.000 residenti che sono stati isolati da Gerusalemme Est dopo la costruzione del muro di annessione. Sono i quartieri di Kufr Aqab, al-Izzariyeh, Abu Dis, tagliati fuori non solo dalla città santa ma anche dalle statistiche ufficiali. Ed è proprio in queste località che domani ci saranno manifestazioni e proteste, per mettere l’accento sulla centralità di Gerusalemme nella questione palestinese. Nena News
 MARTA FORTUNATO

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L’articolo 18 non si tocca venerdì 30 marzo il “Sì 18-Day”

Sì 18-Day : venerdì 30 marzo

L’articolo 18 non si tocca

venerdì 30 marzo il

 “Sì 18-Day”


L'articolo 18 non si tocca. venerdì 30 marzo il. “Sì 18-Day”. La prossima settimana, il governo porterà in Parlamento le modifiche che daranno il colpo di grazia ai diritti dei lavoratori a partire dalla demolizione dell'articolo 18.

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mercoledì 28 marzo 2012

FREE - WEB: Ford Hemp Car : l'auto ecologica esisteva già 70 a...

Ford Hemp Car : l'auto ecologica esisteva già 70 anni fa


Ford Hemp Car

l'auto ecologica esisteva già 70 anni fa



FREE - WEB: Ford Hemp Car : l'auto ecologica esisteva già 70 a...: Ford Hemp Car l'auto ecologica esisteva già 70 anni fa   Quasi tutti sanno che nel 1903 Henry Ford fondò una delle case automobi...

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martedì 27 marzo 2012

Shell in Tribunale


La Shell in Tribunale

 ha distrutto la popolazione 

Nigeriana


L'accusa è grave: con due perdite di greggio nel 2008, ha sversato nelle acque nigeriane 500.000 barili di greggio.
 La multinazionale ne riconosce però solo 4.000.
 
LONDRA - E' stata depositata a Londra una causa contro la Shell dai legali di circa 11.000 pescatori nigeriani che hanno visto la loro vita e la loro salute trasformarsi da quel tragico 2008. Nel silenzio della stampa internazionale la Shell, a causa di un guasto, ha versato nel mare ben 500 mila barili di greggio ma ne riconosce solo 4 mila.
Sono stati i legali rappresentanti di oltre 11.000 pescatori nigeriani ad avviare a Londra una procedura legale contro il colosso petrolifero Shell. La scelta durissima è scaturita dal fatto che nella stessa Nigeria sono falliti i negoziati per il risarcimento alle famiglie dovuto alla fuoriuscita del greggio.
La multinazionale del petrolio non sembra infatti granché interessata a pagare quanto richiesto dalle oltre 49 mila persone appartenti alla comunità BODO dislocata in ben 35 villaggi africani. Il maxi danno ambientale è avvenuto nel Delta del Niger ed ha visto lo sdegn di uno dei legali della comunità Nigeriana:  Martyn Day ha infatti dichiarato: "Siamo profondamente delusi dal fallimento dei negoziati per arrivare a un accordo per tutte le persone colpite. Avevamo pensato che l'invito a sedersi attorno a un tavolo significasse che Shell aveva preso in serie considerazione l'impatto delle due fuoriuscite. Ora l'unica opzione a nostra disposizione è portare la causa davanti alla corte per avere giustizia per il popolo di Bodo".

Pubblicato da Maria Melania Baron

 http://www.you-ng.it/index.php?option=com_easyblog&view=entry&id=736&Itemid=89

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Occupyamo Piazza Affari! Milano 31 Marzo

SABATO 31 MARZO MILANO ORE 14. MANIFESTAZIONE NAZIONALE da Piazza Medaglie d'Oro (Metro gialla Porta Romana) verso PIAZZA AFFARI I loro affari non devono più decidere sulle nostre vite. Contro le politiche ...

23 Mar 2012
L'articolo 18 non si tocca. venerdì 30 marzo il. “Sì 18-Day”. La prossima settimana, il governo porterà in Parlamento le modifiche che daranno il colpo di grazia ai diritti dei lavoratori a partire dalla demolizione dell'articolo 18.
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lunedì 26 marzo 2012

EQUITALIA, la multa è illegale


Equitalia, la multa è illegale


Gli interessi del 10 per cento applicati sulle contravvenzioni rendono nulle le cartelle in cui viene chiesto di pagare le vecchie contravvenzioni. Lo stabilisce una sentenza della Cassazione. Che fino a oggi è stata bellamente ignorata


 C'è una sentenza, datata febbraio 2007, che potrebbe annullare le sanzioni di migliaia di cartelle di Equitalia. Una sentenza della Corte di Cassazione per anni introvabile anche nei database giuridici più forniti. Una pronuncia che, almeno sulla carta, segna un piccolo gol a favore dei debitori del fisco, dichiarando "illegittime" le sanzioni che la società di riscossione applica sulle multe e sulle ammende amministrative. A partire dalle infrazioni del codice della strada.

Per cinque anni, da quando cioè la Cassazione s'è pronunciata, nessuno ne ha mai sentito parlare. Fino a quando un avvocato di Bari, Vito Franco, ha deciso di andare in fondo alla vicenda. Abbonato a una delle più prestigiose banche dati giuridiche private d'Italia si mette a dare la caccia alla sentenza fantasma. Eppure anche negli archivi telematici per i professionisti non trova alcun riscontro.

Quel pronunciamento fantasma sembra non esistere. La ricerca si trasferisce online, fra siti, blog giuridici, forum di discussione fra fiscalisti. Anche qui niente. L'unica soluzione è andare a Roma e spulciare negli archivi cartacei della Suprema Corte. E così, si mette a scartabellare fra mucchi di carte alti come armadi. E alla fine ecco che spunta la sentenza annulla-sanzioni. E' stata depositata in Cassazione il 16 luglio 2007. Porta il numero di protocollo 3701. E parla chiaro: gli interessi del 10 per cento semestrale applicati da Equitalia sono illegittimi.

Una pretesa del fisco, insomma, che i giudici contestano, spiegando che non è diritto dello Stato incassare quella specie di tassa sulle multe. Eppure, anche di fronte a una decisione del genere, dal 2007 a oggi Equitalia ha continuato ad applicare il rincaro: "Non è cambiato nulla. Le maggiorazioni continuano a essere presenti in tutte le cartelle relative alle sanzioni amministrative", spiega l'avvocato Franco. Proprio come risulta da centinaia di cartelle esattoriali. Gli esempi possono essere molti. Una, ad esempio, chiede la riscossione di 13.561 euro per un cumulo di multe non pagate.

 Ecco che nel conto di Equitalia ben 3.292 euro di maggiorazioni, secondo la sentenza della Cassazione, sarebbero "illegittime". Un caso molto diffuso, visto che gli automobilisti in debito con il fisco sono una percentuale piuttosto alta dei "clienti" di Equitalia: "A occhio e croce potrebbero rappresentare il 30 per cento delle cartelle emesse", spiega il legale, che fa da consulente anche a un'associazione di tutela dei consumatori, l'Assdac di Bari, che negli ultimi anni ha presentato oltre 3.500 ricorsi.

A fare due conti le sanzioni "irregolari" creano maggiorazioni di milioni di euro, soldi che non sarebbero dovuti, secondo la Cassazione. Che sul "no" alla sovrattassa del 10 per cento parla chiaro: in caso di ritardo nel pagamento della sanzione, va applicata "l'iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10 per cento. Aumenti, pertanto, correttamente ritenuti non applicabili".

 di Peter D'Angelo
 http://espresso.repubblica.it/dettaglio/equitalia-la-multa-e-illegale/2175063



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 Equitalia è di nuovo sotto i riflettori. Un articolo apparso sull'Espresso ha infatti riportato alla luce una sentenza della Corte di Cassazione risalente al 2007 ma che non è mai stata resa pubblica e in cui le multe applicate dalla società di riscossione dei tributi venivano dichiarate illegali. Ma a diffondere la notizia ci ha pensato il web.

La sentenza

In base alla pronuncia della Suprema Corte, datata febbraio 2007, le multe di Equitalia sarebbero illegali. Cioè gli interessi del 10 per cento applicati dalla società di riscossione dei tributi renderebbero nulle le cartelle in cui viene chiesto di pagare le vecchie contravvenzioni. A cominciare dalle infrazioni del codice della strada. L'aspetto strano della faccenda è che in tutti questi anni, da quando la sentenza è stata emessa, nessuno ne ha mai sentito parlare. A smuovere le acque è stato un avvocato di Bari, Vito Franco, che fa da consulente anche a un'associazione di tutela dei consumatori, l'Assdac, che si è messo alla ricerca della sentenza fantasma cercando nelle più prestigiose banche dati giuridiche private d'Italia. Ma dagli archivi telematici per i professionisti non è emerso nulla e l'unica soluzione è apparsa quella di andare a cercare direttamente a Roma negli archivi cartacei della Suprema Corte dove in effetti la sentenza è finalmente apparsa. È stata depositata in Cassazione il 16 luglio 2007, porta il numero di protocollo 3701 e dichiara che gli interessi del 10 per cento semestrale applicati da Equitalia sono illegittimi.

Multe applicate irregolarmente

Nonostante però i giudici abbiano dichiarato che le multe attuate dalla società di riscossione sono illegali, in tutti questi anni il rincaro ha continuato ad essere applicato, come risulta da centinaia di cartelle esattoriali. Le sanzioni irregolari creano maggiorazioni di milioni di euro, che però secondo la Cassazione non sarebbero dovuti. La Suprema Corte infatti è molto chiara e afferma che in caso di ritardo nel pagamento della sanzione, va applicata "l'iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10 per cento. Aumenti, pertanto, correttamente ritenuti non applicabili".

Il ruolo dei social media

Ma come mai una notizia del genere è stata ignorata per tutto questo periodo di tempo? E soprattutto perché non è stata intrapresa alcuna azione concreta per permetterne la diffusione?

Dopo la pubblicazione dell'articolo sull'Espresso, i social network hanno giocato un ruolo fondamentale facendo fare alla notizia il giro del web. Cosa che mi porta a sottolineare l'importanza sempre più rilevante giocata da Internet nella diffusione delle notizie e per apprendere di questioni di cui altrimenti non si sarebbe mai venuti a conoscenza. Facebook, Twitter, blog e affini riflettono inoltre anche le esigenze dei lettori contemporanei, che hanno ormai abbandonato il ruolo passivo a vantaggio di un maggior coinvolgimento. In un'era in cui il computer è diventato ormai una necessità per restare "collegati" con il mondo, infatti, Internet e i social media vengono visti come il canale privilegiato di informazione per accedere alle notizie ma anche per permetterne la diffusione condividendo idee e opinioni. 


Attilio Befera, Amministratore Delegato di "Agenzia delle Entrate Equitalia" - 456.733 Euro di stipendio annuo (fonte Agenzia delle Entrate) - QUANTO SPENDE LO STATO PER PAGARE I DIRIGENTI DELL'AGENZIA CHE ROVINA FAMIGLIE E AZIENDE??? QUANTE NE DEVONO ROVINARE PER PAGARE STIPENDI COME QUESTO AI DIRIGENTI???



. SENTENZA STORICA.UN GIUDICE HA DICHIARATO NULLE TUTTE LE MULTE INVIATE DA EQUITALIA VIA RACCOMANDATA.RISULTATO:TUTTE LE NOTIFICHE SONO NULLE E NON DOVETE PAGARE NULLA!FINALMENTE LA MAGISTRATURA VIENE INCONTRO AI CITTADINI E LI DIFENDE DALLO STROZZINAGGIO DI STATO! DIFFONDETE LA NOTIZIA, AFFINCHE' TUTTI CONOSCANO LA VERITA'. Iniziare la giornata con una notizia così penso sia il sogno di ogni cittadino vessato da Equitalia. Andiamo al punto veloce veloce. Non dovete pagare assolutamente le multe che Equitalia vi ha inviato via raccomandata perchè un giudice le ha dichiarate nulla.Mi pare giusto che almeno la notifica la debbano fare di persona,giusto per rendersi conto del male che stanno facendo o che stanno per fare.. Ora di conseguenza le multe non le dovete pagare..Già magari neanche avevate i soldi per farlo,ma non è questo il punto.Perchè molti cittadini vessati da Equitalia,come quel povero malato di Alzheimer di 63 anni,hanno perso casa e dignità per queste multe via raccomandata non pagate. E allora mi aspetto giustizia.Perchè se nulla era la notifica,nulle sono anche le conseguenze derivate da un mancato pagamento. E' logica spiccia,ma sere quanto basta a capire l'importanza della sentenza che tu cittadino vessato da Equitalia devi usare per bloccare quest'infame strozzinaggio di stato.Almeno fino a quando non si riuscirà attraverso un referendum ad abolire Equitalia.Cosa che accadrà grazie alla raccolta firme promossa dal Senatore Pedica dell' Idv ( Italia Dei Valori Sicilia )e sponsorizzata anche da un gruppo Facebook a cui vi invito per un'ampia diffusione dell'iniziativa. .

 E' stato un avvocato di Bari a scoprire la decisione del 2007 della Suprema Corte. Che ora potrebbe avere effetti deflagranti

Equitalia, la multa è illegale

di Peter D'Angelo
Gli interessi del 10 per cento applicati sulle contravvenzioni rendono nulle le cartelle in cui viene chiesto di pagare le vecchie contravvenzioni. Lo stabilisce una sentenza della Cassazione. Che fino a oggi è stata bellamente ignorata
(27 febbraio 2012) C'è una sentenza, datata febbraio 2007, che potrebbe annullare le sanzioni di migliaia di cartelle di Equitalia. Una sentenza della Corte di Cassazione per anni introvabile anche nei database giuridici più forniti. Una pronuncia che, almeno sulla carta, segna un piccolo gol a favore dei debitori del fisco, dichiarando "illegittime" le sanzioni che la società di riscossione applica sulle multe e sulle ammende amministrative. A partire dalle infrazioni del codice della strada.

Per cinque anni, da quando cioè la Cassazione s'è pronunciata, nessuno ne ha mai sentito parlare. Fino a quando un avvocato di Bari, Vito Franco, ha deciso di andare in fondo alla vicenda. Abbonato a una delle più prestigiose banche dati giuridiche private d'Italia si mette a dare la caccia alla sentenza fantasma. Eppure anche negli archivi telematici per i professionisti non trova alcun riscontro.

Quel pronunciamento fantasma sembra non esistere. La ricerca si trasferisce online, fra siti, blog giuridici, forum di discussione fra fiscalisti. Anche qui niente. L'unica soluzione è andare a Roma e spulciare negli archivi cartacei della Suprema Corte. E così, si mette a scartabellare fra mucchi di carte alti come armadi. E alla fine ecco che spunta la sentenza annulla-sanzioni. E' stata depositata in Cassazione il 16 luglio 2007. Porta il numero di protocollo 3701. E parla chiaro: gli interessi del 10 per cento semestrale applicati da Equitalia sono illegittimi.

Una pretesa del fisco, insomma, che i giudici contestano, spiegando che non è diritto dello Stato incassare quella specie di tassa sulle multe. Eppure, anche di fronte a una decisione del genere, dal 2007 a oggi Equitalia ha continuato ad applicare il rincaro: "Non è cambiato nulla. Le maggiorazioni continuano a essere presenti in tutte le cartelle relative alle sanzioni amministrative", spiega l'avvocato Franco. Proprio come risulta da centinaia di cartelle esattoriali. Gli esempi possono essere molti. Una, ad esempio, chiede la riscossione di 13.561 euro per un cumulo di multe non pagate.

Ecco che nel conto di Equitalia ben 3.292 euro di maggiorazioni, secondo la sentenza della Cassazione, sarebbero "illegittime". Un caso molto diffuso, visto che gli automobilisti in debito con il fisco sono una percentuale piuttosto alta dei "clienti" di Equitalia: "A occhio e croce potrebbero rappresentare il 30 per cento delle cartelle emesse", spiega il legale, che fa da consulente anche a un'associazione di tutela dei consumatori, l'Assdac di Bari, che negli ultimi anni ha presentato oltre 3.500 ricorsi.

A fare due conti le sanzioni "irregolari" creano maggiorazioni di milioni di euro, soldi che non sarebbero dovuti, secondo la Cassazione. Che sul "no" alla sovrattassa del 10 per cento parla chiaro: in caso di ritardo nel pagamento della sanzione, va applicata "l'iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10 per cento. Aumenti, pertanto, correttamente ritenuti non applicabili".
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"Liberati da Equitalia: Mettici la firma!"

petition logo
  • Autore: Federcontribuenti Feder
  • Registrata il: 04/01/2012
  • 17:15:03
  • La petizione "Liberati da Equitalia: Mettici la firma!"
  • è stata creata e scritta da
  • Federcontribuenti Feder.


http://www.firmiamo.it/liberati-da-equitalia--mettici-la-firma--

http://www.federcontribuenti.it/

Obiettivo firme: 20912/500000
Domenica 15 gennaio alle ore 10, davanti a Palazzo Chigi, il Senatore dell'IdV, Stefano Pedica, e il Presidente della Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, accompagnati da una importante delegazione in rappresentanza del popolo italiano, depositeranno, simbolicamente, una corona di fiori in memoria e in onore dei tanti imprenditori che si son tolti la vita a causa di questa grave crisi economica e oppressione fiscale. Un gesto che vuole svegliare le coscienze politiche, che vuole fissare un punto da non superare.  «Esistono delle priorità, - dicono all'unisono Pedica e Finocchiaro -, e oggi la priorità sta nel difendere questa stremata classe fatta di piccoli e medi imprenditori». È stato pubblicato, sul sito della Federcontribuenti un documento che raccoglie la macabra cronologia degli imprenditori in difficoltà che si son tolti la vita. Dopo la commemorazione la delegazione si sposterà al Teatro – Sala Umberto – in via Mercede 50, ( zona Barberini ). Verrà illustrata ai presenti la Legge Delega per lo scioglimento di Equitalia e la riforma del sistema della riscossione che si vuole ridare all'Agenzia delle Entrate per sgravare, le cartelle esattoriali, dagli aggi che servono al sostentamento di Equitalia ma che incombono sulle spalle dei cittadini. Per accelerare l'iter legislativo e affrettare governo e camera al suo varo, si darà il via ad una raccolta firme in tutta Italia. Si discuterà anche dell'appena varata norma che ha di fatto vietato, senza nessun tipo di informazione alla cittadinanza, la conversionelire\euro prima della sua naturale scadenza fissata al 28 febbraio 2012. Questo stop ha interessato tantissimi cittadini che, per un motivo o un altro, attendevano tutti l'ultimo momento per recarsi in Banca Italia. Parliamo di risparmi, di soldi sottratti senza nessun motivo o avviso e destinati all'Erario. Come un ladro che ti entra in casa, fruga nel tuo armadio o sotto al tuo materasso e ti ruba i risparmi. I temi sono tutti caldi ed importanti e riguardano tutti i cittadini. L'ingresso è libero e la partecipazione anche.-

LEGGI ANKE

http://cipiri.blogspot.it/2012/04/federcontribuenti-denuncia-equitalia.html

http://cipiri.blogspot.it/2012/02/equitalia-pratica-tassi-usurari.html

http://cipiri.blogspot.it/2011/10/fisco-equitalia-due-mesi-per-pagare.html

http://cipiri.blogspot.it/2012/01/giuridicamente-inesistente-una-multa.html


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Articolo 18, "Occupy Piazza Affari il 31 marzo"



Articolo 18

"Occupy Piazza Affari il 31 marzo"



Pubblichiamo il contributo di Giorgio Cremaschi (presidente del Comitato Centrale Fiom CGIL)

Il direttivo nazionale della Cgil non si è concluso all'unanimità e questo non certo sulla scelta di decidere 16 ore di sciopero e di costruire il massimo della mobilitazione per fermare Monti e il suo disastro, non solo sull'articolo 18. Su questo, almeno da parte nostra, non ci sono dissensi e incertezze.
Il punto vero su cui si è a lungo discusso riguarda la posizione concreta che la Cgil assume sull'articolo 18 e un po' su tutto il resto. Nel corso della discussione, e ancor più nelle conclusioni del segretario generale è emersa con chiarezza la seguente posizione. Oramai il danno è terribile, questo governo va avanti come un treno con i consensi, anche istituzionali che ha. Il governo Monti è sostanzialmente contro di noi, ma per combatterlo dobbiamo costruire alleanze e proposte tali da metterlo in difficoltà. Per questo sull'articolo 18 non si può mantenere la posizione sinora assunta dagli organismi - quell'articolo non si tocca -, ma bisogna essere disponibili a delle mediazioni che salvino la sostanza.
Per queste ragioni il direttivo ha respinto a maggioranza, 73 contro 30, un emendamento al documento finale presentato da Nicola Nicolosi e Maurizio Landini e votato anche dai segretari generali della conoscenza e della funzione pubblica che, in maniera semplice e chiara chiedeva di confermare la posizione sull'intangibilità dell'articolo 18. Il fatto che questo emendamento sia stato respinto a favore di un testo apparentemente simile, ma in realtà aperto a diverse interpretazioni, chiarisce che la segreteria della confederazione vuole un mandato per limitare i danni. Questa posizione non poteva essere condivisa da chi ritiene che la battaglia sull'articolo 18 sia una battaglia di principio di fondo e non un elemento contrattualizzabile.
Per queste ragioni nel voto finale ai 95 sì, compresi Nicolosi e Pantaleo, si sono contrapposte 13 astensioni, tra cui quelle di Landini e Rinaldini, e con 2 voti contrari, il mio e quello di Fabrizio Burattini.
Quella del direttivo è stata dunque una discussione vera, che riguarda un'organizzazione che rischia moltissimo in questo momento, come rischiano drammaticamente e ancor di più i lavoratori. Non credo che il governo sia disponibile a mediazioni sull'articolo 18. Quello che ha deciso di fare è scritto nella lettera del 5 agosto della Banca centrale europea, ed è per questo che appaiono un po' ridicoli scandali e improvvise sorprese. Lo scalpo dell'articolo 18 va portato sull'altare delle banche, delle finanze, dello spread. Poco importa se questo ha o non ha un senso dal punto di vista economico.
Tante cose fatte in Grecia, in Spagna o in Portogallo non lo hanno nella loro ferocia, eppure sono state fatte lo stesso, perché il governo finanziario dell'Europa non capisce e non è in grado di produrre un'altra politica economica. Per questo la politica della riduzione del danno, ancora una volta praticata dal gruppo dirigente della Cgil, rischia di essere non solo sbagliata nei contenuti - alla fine si accettano danni comunque irreparabili -, ma anche inefficace. Il governo ha scelto una linea di rottura da destra della concertazione.
Non è sperando che essa torni che si risolvono i problemi e si affrontano gli avversari, ma ricostruendo un vero conflitto con piattaforme dai contenuti in grado di incidere realmente sugli interessi in campo. Quindi la lotta deve essere per il diritto al lavoro e ai diritti del lavoro, per il reddito, contro le banche e le grandi ricchezze, per un cambiamento profondo del modello economico e sociale. La lotta deve essere su obiettivi incompatibili con le scelte dell'attuale governo, obiettivi che a questo punto appaiono sempre di più gli unici realistici, visto che gli altri, quelli pragmatici e riformisti, sono umiliati e sbeffeggiati.
Questo è l'errore della maggioranza della Cgil. Aver perseguito una politica di compromesso e accordo con il governo, con le forze politiche, con Cisl e Uil, non aver ottenuto alcun risultato, eppure continuare a perseguirla come se nulla fosse avvenuto. Alla fine sull'articolo 18 si sta profilando lo stesso disastro delle pensioni.
Per questo il nostro no è tanto netto quanto siamo convinti che le lotte siano necessarie e che dovranno servire per affermare una posizione diversa. Cioè un'alternativa profonda alle politiche economiche e alle scelte antisociali di questo governo. Per questo la manifestazione del 31 marzo a Milano (vedi il documento Occupyamo Piazza Affari), prima vera manifestazione nazionale dichiaratamente contro Monti, può incidere profondamente nel percorso di tutte le lotte e dei loro obiettivi.
di Giorgio Cremaschi


  Comunicato Stampa ex lavoratori ThyssenKrupp_L'Italia è una Repubblica (af)fondata sul lavoro 
Sull'Art. 18 e i morti sul lavoro, l'unico settore che non conosce crisi.


Il Governo Monti, incarnazione di uno dei governi “tecnici” più autoritari e antipopolari visto negli ultimi anni, esecutore delle misure “lacrime e sangue” imposte da gruppi finanziari, banche e speculatori, continua con la linea dura lanciando l’ennesima offensiva contro i lavoratori con il tentativo di introdurre, tra le misure contenute nelle riforme del mercato del lavoro, il cosiddetto “licenziamento economico”, che di fatto cancella le tutele garantite dall’Art.18.
Facendo così il paio con le misure già introdotte dal piano Marchionne, che fa carta straccia dei diritti dei lavoratori, del CCNL e del principio di rappresentanza sindacale all’interno delle fabbriche. Misure imposte con il pretesto di uscire dalla crisi in cui sono coinvolti ormai (quasi) tutti i settori dell’economia.

L’unico settore che non sembra conoscere crisi è rappresentato dai morti sul lavoro: in media 4 al giorno con un inquietante aumento di suicidi tra lavoratori e imprenditori strangolati dai debiti (anche qui lo zampino delle banche). Mentre le misure repressive colpiscono sempre più pesantemente chi si batte per vigilare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: emblematico il caso di R. Antonini, licenziato da FS per aver prestato opera di consulenza in favore dei familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio e al quale va tutta la nostra stima e solidarietà. E sono già in preparazione nuove misure legislative (decreto legge 5/2012 art. 14) che smantellano i già inesistenti controlli nei luoghi di lavoro, sostituiti da semplici autocertificazioni rilasciate da enti esterni.

Per fortuna la risposta dei lavoratori a questi scempi non si è fatta attendere: assemblee, presidi, scioperi selvaggi e blocchi stradali hanno imposto un ripensamento al Governo che, dalla decretazione d’autorità, ripiega sulla discussione in Parlamento (disegno di legge).
Al di là del risultato che la discussione politica raggiungerà importante è rilevare il fatto che la mobilitazione dei lavoratori per la salvaguardia dei propri diritti (sanciti dalla Costituzione) è la giusta strada su cui occorre proseguire per contrastare tutte quelle misure antipopolari che il governo Monti ha approvato e per tutte quelle che tenterà di attuare in seguito per scaricare sui lavoratori tutto il peso della crisi.

La crisi non si risolverà certo con le misure adottate finora dal governo: tagli ai servizi, privatizzazioni e liberalizzazioni sfrenate, rispetto dei patti di stabilità, realizzazione di opere pubbliche inutili e dannose come la TAV, risanamento del debito pubblico creato dai pescicani della finanza e non certo dai lavoratori, maggiore flessibilità del mercato del lavoro. Essa si risolverà nella misura in cui la mobilitazione popolare, a partire dalla difesa dell’Art.18 - e più in generale per quella dei diritti, della democrazia e delle libertà democratiche - porrà la questione del lavoro sicuro e dignitoso per tutti come unica misura per uscire dalla crisi e della cacciata del governo Monti.

Per riprendere in mano l’iniziativa e toglierla a Marchionne, Monti e la Fornero aderiamo e invitiamo ad aderire, partecipare e promuovere in tutte le forme possibili l’importante giornata di mobilitazione Occupy Piazza Affari del 31 marzo a Milano indetta dal Comitato No Debito.

Per questo abbiamo deciso di supportare tutte le iniziative di contrasto a questa scelta irresponsabile del governo. Lo faremo nelle piazze reali ma anche nel web. Per questo lanciamo per venerdì 30 marzo un blogging day che abbiamo chiamato Sì18Day. Durante il Sì18Day ogni blogger posterà il banner dell’iniziativa sul proprio blog e manderà la notizia a 5 nuovi blog, ogni account twitter dovrà scriverà un pensiero con l’hashtag #si18day, ogni utente Facebook dovrà postare un pensiero con il link alla pagina dell’iniziativa e ogni videomaker dovrà postare una sua raccomandazione video sull’articolo 18. Vi invitiamo a diffondere.
 leggi tutto qui
- LAVORO -: Sì 18-Day : venerdì 30 marzo: L’articolo 18 non si tocca venerdì 30 marzo il  “Sì 18-Day”   La prossima settimana, il governo porterà in Parlamento le modifich...
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Occupyamo Piazza Affari! Milano 31 Marzo

SABATO 31 MARZO MILANO ORE 14. MANIFESTAZIONE NAZIONALE da Piazza Medaglie d'Oro (Metro gialla Porta Romana) verso PIAZZA AFFARI I loro affari non devono più decidere sulle nostre vite. Contro le politiche ...

23 Mar 2012
L'articolo 18 non si tocca. venerdì 30 marzo il. “Sì 18-Day”. La prossima settimana, il governo porterà in Parlamento le modifiche che daranno il colpo di grazia ai diritti dei lavoratori a partire dalla demolizione dell'articolo 18.
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Antonio Tabucchi



 "Credo nelle muse.
 Ho un immenso affetto per i miei ospiti notturni.
 Li tratto come ospiti di riguardo."

  Antonio Tabucchi


Antonio Tabucchi (Pisa, 24 settembre 1943 – Lisbona, 25 marzo 2012) è stato uno scrittore italiano. Legato da un amore viscerale al Portogallo, è stato il maggior conoscitore, critico e traduttore dell'opera dello scrittore Fernando Pessoa dal quale ha attinto i concetti della saudade, della finzione e degli eteronimi. Tabucchi conosce l'opera di Pessoa negli anni sessanta, durante le sessioni che frequenta alla Sorbona, ne rimane talmente affascinato che, tornato in Italia frequenta un corso di lingua portoghese per comprendere meglio il poeta. I suoi libri e saggi sono stati tradotti in 18 paesi, compreso il Giappone. Con María José de Lancastre, sua moglie, ha tradotto in italiano molte delle opere di Fernando Pessoa, ha scritto un libro di saggi e una commedia teatrale su questo grande scrittore. Ha ottenuto il premio francese "Médicis étranger" per Notturno indiano e il premio Campiello per Sostiene Pereira.

Antonio Tabucchi nasce a Pisa il 24 settembre 1943, ma cresce nella casa dei nonni materni a Vecchiano, un borgo vicino a quella città. Durante gli anni dell'università intraprende numerosi viaggi in Europa, sulle tracce degli autori incontrati nella ricca biblioteca dello zio materno. Durante uno di questi viaggi a Parigi, trova su una bancarella nei pressi della Gare de Lyon, firmato con il nome di Álvaro de Campos, uno degli eteronimi del poeta portoghese Fernando Pessoa, il poema Tabacaria (Tabaccheria), nella traduzione francese di Pierre Hourcade. Dalle pagine di questo libriccino ricava l'intuizione di quello che sarà per più di vent'anni l'interesse principale della sua vita. Recatosi infatti a Lisbona, sviluppa per la città del fado e per il Portogallo una vera passione. Finisce così per laurearsi nel 1969 con una tesi sul Surrealismo in Portogallo. Si perfeziona alla Scuola Normale Superiore di Pisa negli anni Settanta e nel 1973 viene chiamato ad insegnare lingua e letteratura portoghese a Bologna. Nel 1973 scrive Piazza d'Italia (Bompiani 1975), «favola popolare in tre tempi, un epilogo e un'appendice» come recita il sottotitolo. Si tratta di un tentativo di scrivere la storia dalla prospettiva dei perdenti, in questo caso una famiglia di anarchici toscani, nella tradizione di grandi scrittori italiani di un passato più o meno prossimo, come Giovanni Verga, Federico De Roberto, Giuseppe Tomasi Di Lampedusa, Beppe Fenoglio, e contemporanei, come Vincenzo Consolo. Nel 1978, anno in cui viene chiamato a insegnare all'Università di Genova, pubblica Il piccolo naviglio (Mondadori), per lungo tempo fuori commercio e introvabile fino alla riedizione nel 2011 ad opera di Feltrinelli. Nel 1981 pubblica Il gioco del rovescio e altri racconti (Il Saggiatore), seguito da Donna di porto Pim (Sellerio 1983). Il 1984 è l'anno del suo primo romanzo di grande successo, Notturno indiano, da cui nel 1989 è stato tratto un film di Alain Corneau. Il protagonista è un uomo che cerca di rintracciare un amico scomparso in India, ma in realtà è in cerca della propria identità. Nel 1985 pubblica Piccoli equivoci senza importanza (Feltrinelli) e, nel 1986, Il filo dell'orizzonte. Anche in questo romanzo il protagonista, Spino, che cerca di dare un nome al cadavere di uno sconosciuto è il tipico personaggio sulle tracce di se stesso. Non si sa se questi personaggi riescano nel loro intento, ma nel corso della loro vita sono costretti ad affrontare l'immagine che gli altri restituiscono di loro. Anche da questo romanzo è stato tratto un film (1993) con la regia del portoghese Fernando Lopes. Dal 1985 al 1987 è direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Lisbona. Nel 1987, anno in cui pubblica I volatili del Beato Angelico (Sellerio) e Pessoana Mínima (Imprensa Nacional, Lisboa), riceve in Francia il Prix Médicis, per il miglior romanzo straniero con Notturno indiano. Nel 1988 scrive la commedia I dialoghi mancati (Feltrinelli). Nel 1989 il presidente della Repubblica portoghese gli conferisce l'Ordine Do Infante Dom Herique e nello stesso anno è nominato Chevalier des Arts et des Lettres dal Governo francese.[senza fonte] Nel 1990 pubblica Un baule pieno di gente. Scritti su Fernando Pessoa (Feltrinelli) e l'anno successivo L'angelo nero (Feltrinelli 1991). Nel 1992 scrive in portoghese Requiem, un romanzo che più tardi verrà tradotto in italiano (Feltrinelli, vincitore del Premio P.E.N. Club italiano) e pubblica Sogni di sogni (Sellerio). Il 1994 è un anno molto importante nella vita di Antonio Tabucchi. È l'anno de Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa (Sellerio), ma soprattutto del romanzo per il quale è diventato maggiormente conosciuto: Sostiene Pereira (Feltrinelli), vincitore del Premio Super Campiello, del Premio Scanno e del Premio Jean Monnet per la Letteratura Europea. Il protagonista di questo romanzo diventa il simbolo della difesa della libertà d'informazione per gli oppositori politici di tutti i regimi antidemocratici. In Italia, durante la campagna elettorale, intorno a questo libro si aggrega l'opposizione contro il controverso magnate della comunicazione Silvio Berlusconi. Il regista Roberto Faenza ne trae il film omonimo (1995) in cui affida a Marcello Mastroianni la parte di Pereira e a Daniel Auteuil la parte del dottor Cardoso. Nel 1997 scrive il romanzo La testa perduta di Damasceno Monteiro, basato sulla storia vera di un uomo, il cui corpo fu trovato in un parco. Si scoprì che l'uomo era stato assassinato in una stazione di polizia della Guardia Nazionale Repubblicana nei dintorni di Lisbona. Un fatto di cronaca che colpì la sensibilità e l'immaginazione dello scrittore. Per portare a termine questo romanzo, Tabucchi ha lavorato sui documenti raccolti dagli investigatori che, al Consiglio d'Europa, a Strasburgo, tengono sotto controllo il rispetto dei diritti umani e le condizioni di detenzione in Europa. In poche parole, controllano le relazioni che intercorrono tra i cittadini e gli agenti all'interno dei commissariati di polizia. Il romanzo si rivelò profetico quando l'assassino, il sergente José dos Santos, finalmente confessò il delitto, per il quale fu condannato.

Nel 1997 scrive anche Marconi, se ben mi ricordo (Eri). L'anno successivo, L'Automobile, la Nostalgie et l'Infini (Seuil, Parigi 1998). Il 1998 è l'anno in cui riceve dall'Accademia Leibniz il Premio Nossack. Nel 1999 scrive Gli Zingari e il Rinascimento (Sipiel) e Ena poukamiso gemato likedes (Una camicia piena di macchie. Conversazioni di A.T. con Anteos Chrysostomidis, Agra, Atene 1999). I dubbi sono come macchie su una camicia bianca, fresca di bucato. La missione di ogni intellettuale e di ogni scrittore è di instillare i dubbi per la perfezione, perché la perfezione genera ideologie, dittatori e idee totalitariste. La Democrazia non è uno stato di perfezione. Nel 2001 Tabucchi pubblica Si sta facendo sempre più tardi, un romanzo epistolare. Diciassette lettere che celebrano il trionfo della parola, che come «messaggi nella bottiglia», non hanno destinatario, sono missive che l'autore ha indirizzato «a un fermo posta sconosciuto». Per questo libro gli viene attribuito nel 2002 il premio France Culture (la radio culturale francese) per la letteratura straniera.

 Nel 2004 pubblica Tristano muore, lungo monologo di un ex partigiano in agonia: raccontando la propria vita ad uno scrittore da lui appositamente convocato, Tristano (il nome è un omaggio al personaggio leopardiano delle Operette morali) rievoca contraddizioni e lacerazioni di fronte alla guerra, alla politica, alla vita. Lisbona è la città in cui vive scrivendo per sei mesi all'anno, insieme alla moglie, che vi è nata, e ai due figli. Passa il resto dell'anno in Toscana, e insegna Letteratura all'Università di Siena. Tabucchi, infatti, si considera scrittore solo in un senso ontologico, perché dal punto di vista esistenziale è felice di potersi definire "professore universitario". La Letteratura per Tabucchi non è una professione, «ma qualcosa che coinvolge i desideri, i sogni e la fantasia». (Antonio Tabucchi, un dubitatore impegnato. Intervista di Asbel Lopez). Antonio Tabucchi contribuisce alle pagine culturali del Corriere della Sera e de El País, dove i suoi articoli appaiono regolarmente. Dal 21 marzo 2006, Tabucchi collaborò al blog del gruppo del Cantiere, insieme a Gianni Barbacetto, Oliviero Beha, Giulietto Chiesa, Udo Gümpel, Diego Novelli, Achille Occhetto, Marcelle Padovani, Lidia Ravera ed Elio Veltri; pubblicò occasionalmente anche dei pezzi per la rivista Latinoamerica. Il 1º luglio 2008 Tabucchi, in un'intervista a MicroMega, dichiara la propria adesione all'iniziativa di scendere in piazza l'8 luglio 2008 organizzata da Di Pietro contro le cosiddette "leggi-canaglia" varate dal governo Berlusconi IV. Lo scrittore parlando della situazione politica italiana la definisce "emergenza democratica". Il 23 settembre 2009, Tabucchi, insieme a Maurizio Chierici, Marco Travaglio, Oliviero Beha e altri, collabora alla scrittura del nuovo giornale Il Fatto Quotidiano. Muore il 25 marzo 2012 a Lisbona, dopo una lunga malattia.

 stasera su rai tre il film : Sostiene Pereira

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domenica 25 marzo 2012

Portogallo rinuncia alla Tav



 (ANSAmed) – MADRID, 22 MAR – Il governo portoghese ha annunciato oggi l’abbandono definitivo del progetto di Alta velocita’ per i collegamenti con la Spagna, sospeso nel giugno di un anno fa, all’indomani dell’insediamento dell’esecutivo conservatore presieduto da Pedro Passos Coelho. Dopo la sentenza emessa oggi dalla Corte dei Conti lusitana, contraria al contratto di costruzione della linea di alta velocita’, il ministero di economia, in un comunicato, considera che questa ”chiude la polemica sul progetto, che sara’ cosi’ definitivamente abbandonato”. Nella nota, citata dall’agenzia Lusa, il governo assicura che saranno valutate le conseguenze giuridiche ed economiche della sentenza, ”per agire in difesa dell’interesse pubblico”. La Corte dei Conti annulla il contratto per l’esecuzione della tratta principale del progetto di Alta velocita’ fra Lisbona e Madrid, di circa 150 km, che doveva collegate Poceirao con Caia, alla frontiera con la citta’ spagnola di Badajoz. Un appalto per 1,4 miliardi di euro, aggiudicato nel 2010 dal precedente esecutivo socialista presieduto da Jose’ Socrates al consorzio Elos, guidato da due grandi gruppi lusitani. Il ministero di Economia ha confermato, nella nota, la priorita’ data alla realizzazione di reti ferroviarie transeuropee per i trasporti merci dai porti di Dines e Aveiro, per stimolare la competitivita’ delle esportazioni portoghesi. (ANSAmed).

Intanto proprio in queste ore il governo di Lisbona ha annunciato oggi l'abbandono definitivo del progetto di Alta velocità per i collegamenti con la Spagna, già sospeso nel giugno di un anno fa. A dare il colpo di grazia alla costosissima infrastruttura è stata oggi la Corte dei Conti lusitana: la tratta tra Lisbona e Madrid è troppo costosa e in tempi di crisi nera il paese non se la può permettere. A dare il via al progetto era stato l’esecutivo socialista nel 2010, quando il premier Josè Socrates aveva affidato al consorzio Elos un appalto da ben 1,4 miliardi di euro per circa 150 km di linea ferrata ad alta velocità.
Oggi il ministero di Economia ha confermato invece la priorità da concedere alla realizzazione di reti ferroviarie transeuropee per i trasporti merci utilizzando le tratte marittime, a partire dai porti di Dines e Aveiro. 

La TAV è un lusso che il Portogallo non può permettersi. Niente linea Lisbona-Madrid, ci si penserà quando torneranno le vacche grasse.

Qualcuno doveva pur arrivarci, alla fine: l'hanno fatto i governanti portoghesi. Non so chi siano, anche se mi pare che si trovino al loro posto per volontà popolare e non per imposizione europea. Fatto sta che si sono fatti due conti, hanno visto il debito pubblico del loro Paese, appurata la situazione economica generale, e hanno concluso che il TAV è un lusso che il Portogallo non può permettersi. Niente linea Lisbona-Madrid, ci si penserà quando torneranno le vacche grasse.


La Tav in Portogallo è morta


Il Portogallo soffre una grave crisi economica, ma non è per questo che il governo ha definitivamente cassato il progetto.

MORTA - Un anno fa era stato sospeso, ieri è stato ucciso dalo stesso governo conservatore di Pedro Passo Coelho. “Il progetto sarà definitivamente abbandonato“, una dichiarazione che non lascia spazio ai dubbi. Si pagheranno le penali che ci sono da pagare, se ce ne sono,  e s’investirà su progetti diversi, considerati meno esosi e al contempo più utili del collegamento con la rete ad alta velocità spagnola nella città di Badajoz. Annullati anche gli appalti con i quali due grandi gruppi portoghesi si erano già aggiudicati l’esecuzione dell’opera.

UN BREVE TRATTO - La tratta prevista è di appena 150 chilometri, sui quali il governo portoghese avrebbe dovuto investire pesantemente  per conseguire un vantaggio relativamente modesto in termine di abbreviamento dei tempi. Che poi è una delle principali obiezioni dei comitati valsusini NO-TAV, ai quali nessuno ha ancora spiegato il senso di investire miliardi di euro per far guadagnare un quarto d’ora a merci e passeggeri che già oggi transitano sulla linea esistente in quantità sempre minori.
SI PUO’ DIRE NO - Incidentalmente la decisione del governo portoghese illumina anche la falsità di argomenti come “ce lo chiede l’Europa” o altri spropositi indimostrati sulla futura utilità dell’opera. Rinunciare ad alcuni tratti di TAV si può e anzi si deve, se e quando la sua realizzazione non sia supportata da dati affidabili che ne dimostrino la validità come investimento e come risposta a una reale domanda di servizi.
NO AGLI SPRECHI - Diversamente la TAV, come gli altri investimenti fondati su professioni di fede o su studi incerti, dev’essere cassata in quanto rappresenta un spreco di denaro pubblico. Resta da sperare che anche nel nostro paese i favorevoli al progetto abbandonino posizioni sostenute solo da una malintesa ideologia modernista, sposando al causa dell’interesse comune a discapito di quella dei pochi che guadagnerebbero da progetti tanto sbagliati.

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/economia/2012/03/22/visualizza_new.html_155049162.html


Fratelli di TAV



Fratelli di TAV
28 Feb 2012
Mercalli ne ha per tutti, anche sul fatto che in Francia non si sono registrate proteste No Tav: “Anche qui menzogne – spiega -, i francesi non hanno costruito niente finora: solo tre cunicoli esplorativi, ora tappati. E poi andate ...
02 Mar 2012
Questo video ricostruisce il susseguirsi degli eventi e svela gli artifizi della narrazione mediatica dei fatti. La Resistenza NoTav NON si Arresta! in certe occasioni compaiono sempre gli incappuncciati. VIDEO TAV NAZIONALE ...
04 Mar 2012
«Sì, ci proviamo. Abbiamo fatto anche delle barricate... Ma loro hanno lacrimogeni, manganelli, idranti... Non è così facile». Anonimo No Tav . VIDEO TAV NAZIONALE. http://cipiri12.blogspot.com/2012/03/fratelli-di-tav.html ...
 

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Brasile : guerra monetaria all’Europa e agli USA



Brasile 

dichiara guerra monetaria 

all’Europa e agli Stati Uniti

 
Raúl Zibechi
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La Jornada

Traduzione a cura del CeSPIn Puntocritico 
L’incontro tra Dilma Rousseff e Angela Merkel il passato 5 marzo in Germania è stato teso e poco cordiale. La presidente del Brasile si lamenta dello “tsunami monetario”, come giudica la politica monetaria espansionista dell’Europa e degli Stati Uniti, che pregiudica l’industria dei paesi emergenti. Si è scagliata contro la politica economica “speculativa” che spinge il cancelliere tedesco e ha avvertito che il Brasile è un’economia “sovrana” e pertanto adotterà “tutte le misure atte alla sua protezione” (O Globo, 5 marzo).
L’obiettivo di Rousseff è di dimostrare che i paesi centrali stanno prendendo misure protezioniste, che definisce una “forma artificiale di protezione del mercato”. Si è anche permessa di dare lezioni alla sua controparte tedesca: “E’ importante che i paesi sviluppati non facciano politiche monetarie espansionistiche, ma politiche di espansione degli investimenti, perchè questo migliora la domanda interna”

Nella sua apparizione davanti alla Commissione degli affari Economici del Senato, il Ministro Guido Mantega ha dichiarato che se il Brasile non avesse preso misure per evitare una rivalutazione del Real la quotazione del dollaro sarebbe caduta sino a 1,40 (oggi è di 1,80) e “tutta l’industria brasiliana sarebbe bruciata, non avrebbe possibilità di competere e non riuscirebbe ad esportare nulla” (Agenzia Brasile, 14 marzo 2012). Il Ministro ha ricordato che i paesi del nord hanno iniettato 9 bilioni di dollari nella loro economia, e che di fronte la svalutazione delle loro monete, che considera una “guerra monetaria”, “il Brasile non può svolgere il ruolo del tonto”.
Sino ad ora la principale misura, oltre l’acquisto in massa di dollari da parte della Banca Centrale, consiste nell’ampliazione delle imposte alle operazioni finanziarie. “Ciò che si vuole è spingere sui prestiti a oltre cinque anni, che sono più salutari essendo perlopiù su investimenti economici”, ha dichiarato Mantega, nell’annunciare che verranno approfondite le misure per spingere l’industria e le esportazioni.
Appena appresa la notizia, il Financial Times, portavoce del capitale finanziario internazionale, ha titolato che il Brasile ha dichiarato la “guerra delle divise” contro Stati Uniti ed Europa. L’articolo finisce mettendo in guardia su possibili “guerre commerciali di massa all’orizzonte” come risultato delle politiche in corso (Financial Times 1 marzo 2012).
Nello stesso momento in cui il governo brasiliano entrava nella guerra “delle divise”, la Casa Bianca sospendeva il contratto che aveva vinto l’impresa brasiliana Embraer su una commessa di aerei d’attacco Super Tucano per 355 milioni di dollari per la forza aerea degli Stati Uniti. Se Embraer otteneva di “entrare” nel selettivo gruppo di fornitori della principale forza aerea del mondo, si sarebbe consolidata come industria aeronautica militare. Embraer è la terza impresa al mondo nell’aeronautica civile, dietro solo alla Boeing e Airbus, però quest’anno è riuscita ad entrare nella lista delle prime 100 imprese militari al mondo occupando il 94° posto (O Estado de Sao Paulo, 27 febbraio 2012).
La cancelleria brasiliana, non ha nascosto il proprio disappunto, “specialmente per il momento e la forma”, poche settimane prima della visita ufficiale di Rousseff a Washington. Però il dato maggiore è un’altro: la cancelleria assicura che questa decisione “non contribuisce ad approfondire le relazioni tra i due paesi in materia di difesa” (Valor, 2 marzo 2012). Questo anno il Brasile deciderà l’acquisto di 36 cacciabombardieri di ultima generazione, e sceglierà tra il Rafale della francese Dassault e l’F-18 Super Hornet della statunitense Being. La preferenza è sempre stata indirizzata verso il Rafale, anche perchè la Francia assicura un completo trasferimento di tecnologia militare senza precedenti nella storia dell’industria militare.
 Nel settembre del 2009 il presidente Lula ha firmato un accordo di cooperazione militare per il quale il Brasile ha iniziato la costruzione di sottomarini convenzionali e nucleari e di elicotteri militari, posticipando per il momento l’acquisto dei caccia. L’accordo trasforma il Brasile in una potenza industriale-militare e nel selettivo gruppo di paesi capaci di fabbricare sottomarini nucleari e caccia di quinta generazione. Cosa che non è gradita a Washington.
Due nuovi fatti devono essere presi in considerazione. Nelle relazioni tra il Brasile e i paesi del nord ci sono toni nuovi. Il modo in cui Rousseff ha attaccato la Merkel parla da solo. I paesi sviluppati vogliono “cannibalizzare” quelli emergenti, ha detto la presidente, e noi “non lo consentiremo”. Sul terreno militare è uguale. Il capo di stato maggiore delle forze armate, il generale Josè Carlos de Nardo, ha parlato il 20 di marzo di fronte a 44 ufficiali al Ministero della Difesa: “Non ci sono luoghi per conflitti in america del Sud. Possiamo incontrare piccole crisi alle nostre frontiere, che risolveremmo con l’invio veloce di nostri effettivi” (Ministero della Difesa, 20 marzo 2012).
Ha aggiunto che il continente possiede in abbondanza idrocarburi, risorse idriche, produzione alimentare e biodiversità, e che il ruolo del Brasile “consiste nel contribuire nel processo di dissuasione continentale contro l’avidità di potenze straniere”. Più chiaro di così è impossibile. Quando un paese della grandezza del Brasile decide di entrare in “guerra” come quella monetaria, è perchè è preparato su tutti i terreni ad affrontarne le conseguenze.
Il secondo fatto è che la regione cammina a marce forzate verso una crescente convergenza politica, economica e finanziaria. La guerra monetaria in corso è solo l’inizio della divisione del mondo in blocchi commerciali, in un ambiente di contrazioni protezionistiche che inizierà a plasmarsi verso la fine di quest’anno (Geab N°57, settembre 2011). L’Unasur può iniziare a dibattere, in qualsiasi momento, su una moneta comune, per la necessità di difendersi in un mondo di crescente instabilità che sta cercando alternative al dollaro.

 http://www.puntocritico.net/2012/03/25/brasile-dichiara-guerra-monetaria-alleuropa-e-agli-stati-uniti/
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E’ morto Tonino Guerra



 E’ morto Tonino Guerra.
 Il poeta era nato a Santarcangelo di Romagna 
il 16 marzo del 1920.

 Guerra ha lavorato con i più grandi registi del nostro tempo, tra Vittorio De Sica, Federico Fellini, Andrej Tarkovskij, Michelangelo Antonioni.



Alcune delle più famose poesie di Tonino Guerra.
 

La farfalla
Contento, proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando
mi hanno liberato in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.

L'aria

L’aria l’e cla roba lizira
che sta dalonda la tu testa
e la dventa piò céra quand che t’roid
L’aria è quella cosa leggera,
che sta intorno alla tua testa
e diventa più chiara quando ridi.

Amarcord
Lo so, lo so, lo so
che un uomo, a 50 anni,
ha sempre le mani pulite
e io me le lavo due o tre volte al giorno
ma è quando mi vedo le mani sporche
che io mi ricordo di quando
ero ragazzo.


Maestro elementare, nel 1943, durante la seconda guerra mondiale viene deportato in Germania e internato in un campo di concentramento a Troisdorf. « Mi ritrovai con alcuni romagnoli che ogni sera mi chiedevano di recitare qualcosa nel nostro dialetto. Allora scrissi per loro tutta una serie di poesie in romagnolo. »

 Dopo la Liberazione si laurea in pedagogia presso l'Università di Urbino (1946), con una tesi orale sulla poesia dialettale. Fa leggere i suoi componimenti a Carlo Bo. Ottenuti riscontri positivi, decide di pubblicarli, a sue spese. La raccolta s'intitola I scarabocc (Gli scarabocchi); Bo ne firma la prefazione. Diventa membro di un gruppo di poeti, «E circal de giudeizi» (Il circolo della saggezza), di cui fanno parte anche Raffaello Baldini e Nino Pedretti. Al 1952 risale l'esordio come prosatore con un breve romanzo, La storia di Fortunato.

Nel 1953 si trasferisce a Roma, dove avvia una fortunata attività di sceneggiatore. Nella sua lunga carriera ha collaborato con alcuni fra i più importanti registi italiani del tempo (Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, i fratelli Taviani, ecc.). Dalla collaborazione con il regista ferrarese Antonioni, gli giungerà anche la nomination al premio Oscar nel 1967, per il film Blow-Up. Negli anni ottanta torna in Romagna. Dal 1989 vive e lavora a Pennabilli, centro del Montefeltro romagnolo, che gli ha conferito la cittadinanza onoraria in riconoscenza dell'amore dimostrato nei confronti di questo territorio.

 Qui ha dato vita a numerose installazioni artistiche. Si tratta di mostre permanenti che prendono il nome de I Luoghi dell'anima tra cui: L'Orto dei frutti dimenticati, Il Rifugio delle Madonne abbandonate, La Strada delle meridiane, Il Santuario dei pensieri, L'Angelo coi baffi, Il Giardino pietrificato. Una sua installazione artistica, "L'albero della memoria", è presente anche a Forlì, presso i Giardini Orselli. Guerra divenne famoso presso il grande pubblico nel 2001, come testimone della catena di negozi di elettronica UniEuro, creando il tormentone dell'ottimismo ("Gianni, l'ottimismo è il profumo della vita!"), ripreso tra gli altri dal suo compaesano, e pronipote, Fabio De Luigi in un suo personaggio comico, l'Ingegner Cane.

 Nel 2006 appare nel documentario Mattotti di Renato Chiocca, leggendo un estratto dalla sua raccolta di racconti Cenere illustrata da Lorenzo Mattotti. Nel 2010, in occasione dei suoi 90 anni, riceve il David di Donatello alla carriera. Il 10 novembre 2010 è stato insignito dall'Università di Bologna del Sigillum Magnum. È il padre del noto compositore di musiche per film e sceneggiati Andrea Guerra. Muore all'età di 92 anni nella sua amata Santarcangelo il 21 marzo 2012, in coincidenza con la celebrazione della Giornata Mondiale della Poesia istituita dall'Unesco.

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68° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine



68° anniversario

 dell’eccidio delle 

Fosse Ardeatine



24 marzo 1944: alle sette della sera la strage è finita. 
Non rimane che far saltare in aria la cava e murarne l’ingresso per coprire la terribile verità dei giustiziati. Circa 75 sono ebrei detenuti in base all’ordine generale di rastrellamento e in attesa di essere avviati a un campo di concentramento, molti sono prigionieri politici presi dalle celle di Regina Coeli, altri da via Tasso, altri ancora rastrellati per strada e numerosi sono detenuti per reati comuni, oltre a due ragazzi di 15 anni. «Per la dimensione della strage, le Fosse Ardeatine restano una ferita aperta nella memoria e nei sentimenti della città. Basta guardarsi intorno, grattare la superficie della memoria, e i racconti che ne sgorgano. Roma ne è piena. Furono trucidate trecentotrentacinque persone, che vogliono dire ormai tre generazioni di altrettante famiglie, parenti stretti, parenti lontani; per ognuno, vogliono dire amici, compagni di lavoro, di partito, di sindacato, di scuola, di chiesa, e vicini di casa, di quartiere: il racconto delle Fosse Ardeatine è un seguito di anelli concentrici che si espandono fino a pervadere lo spazio della città. Certo non è né l’unica né la peggiore delle stragi naziste. È, però, l’unica strage “metropolitana” avvenuta in Europa. E non solo perché è l’unica perpetrata entro uno spazio urbano, ma anche perché è l’unica che nell’eterogeneità delle vittime riassuma tutta la complessa stratificazione di una grande città».


L'eccidio delle Fosse Ardeatine è il massacro compiuto a Roma dalle truppe di occupazione della Germania nazista il 24 marzo 1944, ai danni di 335 civili e militari italiani, come atto di rappresaglia in seguito a un attacco partigiano contro le truppe germaniche avvenuto il giorno prima in via Rasella. Per la sua efferatezza, l'alto numero di vittime, e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, è diventato l'evento simbolo della rappresaglia nazista durante il periodo dell'occupazione. Le "Fosse Ardeatine", antiche cave di pozzolana situate nei pressi della via Ardeatina, scelte quali luogo dell'esecuzione e per occultare i cadaveri degli uccisi, sono diventate un monumento a ricordo dei fatti e sono oggi visitabili.
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sabato 24 marzo 2012

Alemanno, sindaco fallito


Alemanno, il sindaco fallito

Scandali. Degrado, Traffico. Criminalità. 
Assunzioni di amici e parenti. 
E trenta milioni di euro
 spesi per i collaboratori esterni. 
Storia e ritratto dell'uomo
 che in quattro anni di Campidoglio
 è riuscito a sbagliare tutto


 A Gianni Alemanno non gliene va dritta una, nemmeno per sbaglio. Sarà la sfiga, come la nevicata del secolo che ha paralizzato la città, l'incapacità sua e dei suoi uomini (dal Gran Premio di Formula Uno all'Eur alla candidatura alle Olimpiadi, non c'è mezza ciambella che gli riesca con il buco) o le inchieste dei magistrati (l'ultima è sulle mazzette intascate dai vigili urbani, ma ne sta arrivando un'altra sugli appalti dei Punti verde qualità), fatto sta che Giovanni detto Gianni, barese di nascita e capitolino d'adozione, dopo quattro anni in Campidoglio è già considerato uno dei peggiori sindaci della storia di Roma. Non solo dai denigratori e dai nemici della sinistra, ma pure nel Pdl girano ormai battute maligne. "A Roma dopo Alemanno non vinciamo nemmeno se candidiamo Gesù Cristo", è la più in voga al momento. Non c'è nulla da ridere, però. Perché la parabola di Alemanno coincide, tra il comico e il tragico, con il declino vertiginoso della città eterna.

Prendiamo un mese a caso, febbraio 2012. Le cronache danno l'idea plastica del fallimento dell'amministrazione nera che comanda la capitale dal 2008. Prima i 30 centimetri di neve gestiti alla Brancaleone, poi rapine, sparatorie e omicidi diventati un refrain quotidiano, poi il "no" di Monti alle Olimpiadi 2020 e l'accusa della Corte dei conti sui costi - raddoppiati - della metropolitana C.

Infine il fango sugli uomini del corpo di polizia municipale, novelli estortori paragonati ai criminali del clan dei Casamonica, e i nuovi, enormi problemi di bilancio, con la richiesta affannata di liquidità al governo. Ecco: l'elenco di febbraio non è l'eccezione, ma la norma. Perché tra Parentopoli nelle municipalizzate, blocchi del traffico per l'apertura di megastore, allagamenti per pioggia e l'occupazione delle poltrone da parte di ex fascisti e raccomandati, non c'è settimana che il sindaco e la sua squadra non finiscano in prima pagina.
Partiamo dall'inizio della fine.


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Il crepuscolo di Alemanno è cominciato con lo scandalo delle assunzioni facili all'Ama e all'Atac, le società comunali che tra il 2008 e il 2009 hanno fatto centinaia di contratti "anomali" (tra cui quelli alla figlia e al figlio del caposcorta di Alemanno) a decine di parenti e fidanzate di dirigenti del centrodestra, finiti poi al vaglio della procura. Gli uomini del nuovo Dux non sembrano aver perso il vizio, e l'ultimo assunto eccellente che ha scatenato nuove polemiche si chiama Paolo Zangrillo, fratello del medico personale di Silvio Berlusconi, da settembre direttore del personale in Acea con stipendio di 300 mila euro e casa di 200 metri quadri pagata. Alemanno non ha dimenticato il suo, di medico personale: Adolfo Panfili è infatti "delegato del sindaco per i rapporti con gli enti sanitari", mentre sua moglie Valeria Mangani - non si sa a che titolo - è stata nominata vicepresidente della spa comunale di moda Alta Roma.

Al di là delle aziende partecipate, nessun ente pubblico in Italia ha assunto tanta gente come il Campidoglio targato Pdl. "Si devono ridurre gli sprechi. Cancelleremo consulenze, nomine e integrazioni economiche dettate da logiche politiche", giurava Gianni in campagna elettorale. Non è andata così. "L'Espresso" ha spulciato tutte le delibere del Comune firmate finora dalla giunta e ha scoperto che tra staff del sindaco, assessorati, segretarie e uffici stampa in meno di quattro anni sono stati assunti ben 303 esterni, tra dirigenti, funzionari e co.co.co. Spesso amici degli amici (come quelli della lobby dell'Unire di Franco Panzironi), famigli di potenti o semplici simpatizzanti del centrodestra, spesso senza competenze specifiche. Un esercito costato alla collettività, tra stipendi e oneri previdenziali, la cifra monstre di oltre 30 milioni. Alla faccia del buco in bilancio.

Il recordman è Antonio Turicchi, ex direttore esecutivo scappato poi all'Alstom, che è riuscito a strappare un contrattino che pesava sui conti per quasi un milione di euro. Ma anche Umberto Broccoli, il sovrintendente ai musei noto per la sua passione radiofonica (qualche giorno fa ha letto su RadioUno brani di un romanzo su re Artù, mago Merlino e Fata Morgana, definita "la femmina più calda e lussuriosa di tutta la Gran Bretagna") si porta a casa una busta paga più che dignitosa (Broccoli costerà, fino a tutto luglio 2012, ben 667 mila euro). Stessa cifra per i direttori "tecnici" Francesco Coccia ed Errico Stravato, impegnato nel mega progetto di abbattere le 14 torri di Tor Bella Monaca.

 di Emiliano Fittipaldi
 http://espresso.repubblica.it/dettaglio/alemanno-il-sindaco-fallito/2176660



OLIMPIADI : in Grecia fu un disastro 

 ALEMANNO FERMATI ...

 questo e' alemanno
 ke cerca di sciogliere
 la neve a Roma



 leggi anke
http://cipiri.blogspot.it/2012/02/olimpiadi-in-grecia-fu-un-disastro.html


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