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giovedì 1 marzo 2012

Palermo è allo sfascio morale e materiale



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Non ci sono solo anni di di amministrazione Cammarata che hanno ridotto all'osso questa città ma una crisi economica che nel nostro territorio si traduce in migliaia di nuovi disoccupati.
Il lavoro a Palermo è stato da sempre un grave problema ma adesso anche chi ha un posto che un tempo poteva sembrare “sicuro” ha poco da stare tranquillo: i negozi storici che chiudono sono solo l'esempio del cambio epocale che stiamo tutti vivendo.



Anni di amministrazione Cammarata hanno portato questa città oltre ogni limite, il biglietto dell'autobus a 1,30 €, un costo che non esiste da nessuna parte in Italia e che è pari solo al (dis)-servizio reso che non ha ugualmente pari in nessuna grande città in Italia. Una città che avrebbe un potenziale di turismo immenso ma stracolma di rifiuti e con la TARSU alle stelle e le municipalizzate completamente in perdita. Per non parlare poi degli scandali di questi anni.

Diego Cammarata – il sindaco che non abbiamo avuto – si è dimesso qualche mese prima della scadenza del suo mandato e ha lasciato il comune in gravissimi problemi finanziari.
Tanto che si parla sempre più insistentemente dissesto/bancarotta del comune di Palermo.
Ma la legge parla chiaro ed è il decreto 267/2000 che ci dice:
“nel caso si dichiari dissesto finanziario in un comune, sindaco e CONSIGLIERI COMUNALI non possono ricandidarsi perché ritenuti RESPONSABILI
Tutto questo è inaccettabile e come libero elettore vorrei saperlo prima delle elezioni di Maggio e non saperlo dopo come accaduto con i brogli elettorali accertati dalla magistratura per le ultime elezioni.

Ma fortunatamente vivo in una città che non è solo questo...

Vivo in una città bellissima che nonostante i rifiuti nelle strade, nonostante gli allagamenti per una piccola pioggia, nonostante le periferie nel completo abbandono, sa regolare emozioni che sono uniche al mondo.
Non è solo il suo immenso patrimonio artistico e culturale che attraversa secoli e secoli di storia, non è solo il suo mare e il suo promontorio “il più bello del mondo” come lo definì Goethe, Palermo è anche la storia di uomini straordinari che per questa città e per questa terra hanno dato anche la vita. Uomini e donne spesso sconosciuti ai più.

Queste vite spezzate, questo sangue versato ha costruito un muro invisibile , un muro che non è tra destra e sinistra ma tra chi ama questa città e lotta per la sua rinascita e chi la usa per abitudine per i suoi sporchi affari e le sue sporche clientele.
A Palermo lo diciamo tutti: c'è bisogno di una rivoluzione.




 E Rita Borsellino si è messa a disposizione di questa rivoluzione.
Qualcuno dice: ma che c'entra Rita Borsellino con la sinistra ? Ma Paolo Borsellino non era di destra ? Si, Paolo Borsellino era di destra, come Falcone o Caponnetto erano di sinistra.
Questi uomini del pool antimafia, di diverse culture politiche, capirono che per cambiare Palermo bisognava lavorare insieme e che non ha importanza che tu sia di destra o di sinistra. E anche altri prima di loro. e dopo di loro altri lo capirono, capirono che qui a Palermo esiste un muro tutto nostro e che tu devi scegliere da che parte stare.
Sbaglia chi crede che Rita Borsellino si sia messa a disposizione di una parte politica: Rita si è messa a disposizione diun'intera città.
Sbaglia chi crede maliziosamente che Rita Borsellino ha avuto “la fortuna di avere un fratello ammazzato dalla mafia” perché chi crede davvero questo innanzi tutto non conosce la storia personale di Rita Borsellino e poi – ancora peggio - non ha compreso veramente il sacrificio di Paolo Borsellino per questa terra.
La storia di un uomo che insieme ad altri uomini si mise al servizio di questa terra, e neanche allora - i ben pensanti di cui è piena Palermo - si risparmiarono di accusare questi uomini di volere fare carriera perché neanche allora si risparmiarono i veleni.

Perché l'amore per questa terra, l'amore per questa città, non è di destra e neanche di sinistra.

Si sbaglia chi accusa Rita Borsellino di essere il candidato delle "segreterie dei partiti ", niente di più falso, io ad esempio non faccio parte di nessun partito, non mi devo candidare alle elezioni e soprattutto nessuno mi ha promesso un posto di lavoro che sarebbe di altri.
Chi mette in giro queste voci a Palermo ? E perché ? Quali interessi ci sono veramente dietro ?

Voglio chiedere a tutti i palermitani e le palermitane di fare almeno una volta uno sforzo: credere in un sogno comune insieme a me e tanti, tantissimi altri ragazzi.
Una grande donna si è messa a disposizione di questa città nonostante la grave situazione del comune e tutte le responsabilità e le polemiche che ciò comporta.
Mi appello a tutti i palermitani e le palermitane dalla coscienza pulita e anche a quelli che la coscienza proprio pulita non hanno : da quale parte del muro oggi volete stare ? volete ancora questa città ridotta cosi ? Quale futuro volete avere per i vostri figli, i vostri i nipoti, i figli dei vostri amici ?
Il palermitano pecorone dice sempre le stesse frasi: “le cose non cambieranno mai...” e poi è sempre pronto a svendersi al primo politico di turno....ma se non lo vogliamo noi, tutti insieme, giorno dopo giorno allora si che le cose non cambieranno mai.
Rita Borsellino è una libera cittadina che crede che questa città si possa cambiare e potrebbe innescare una scintilla,un'inversione di tendenza.
Il ruolo di primo cittadino è oltre che pratico anche simbolico per il buon funzionalmento di una comunità territorile che ha bisogno di ritrovare una dimensione perduta: il bene comune.
Sostenere Rita Borsellino in questa battaglia non può che essere un inizio. Un grande inizio di rinnovamento.
Quest'anno ironia della sorte ricorrono proprio i 20 anni dalle feroci stragi di mafia dei nostri giudici, facciamone un occasione per una nuova primavera,
una nuova primavera di questa città....

Simone Cappellani


SCANDALI  SICILIANI

 855 FORESTALI

 DI CUI 841 UFFICIALI

 E NIENTE FORESTE


Sembra uno scherzo, ma non lo è:

i forestali in Sicilia nel 2011 mostrano tutto il paradosso delle amministrazioni pubbliche e dell’utilizzo del posto fisso per fini occupazionali. Se la sproporzione tra guardie forestali tra regioni del nord e regioni del sud fa sempre notizia ora dobbiamo parlare di un altro aspetto della situazione, il fatto che in regioni come la Sicilia ci siano molti più comandanti che comandati. La regione siciliana, infatti, può contare si 841 commissari e ispettori, cioè agenti di polizia forestale di grado elevato, ma soltanto su 14 agenti. Come un esercito dove ci sono il 95% di generali e colonnelli e soltanto il 5% di soldati che devono combattere. Per fare un confronto in tutto il resto d’Italia i commissari e ispettori sono 428 e la forza totale degli agenti è di 7111.

Molti di questi graduati chiaramente svolgono compiti inferiori e l’organico in Sicilia è comunque molto più alto di regioni con grande estensione di verde come Friuli o Valle d’Aosta che hanno soltanto 298 agenti la prima e 157 la seconda.

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