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sabato 5 maggio 2012

Equitalia: condannata dal Giudice di Pace di Roma

FEDERCONTRIBUENTI DENUNCIA EQUITALIA PER ISTIGAZIONE AL SUICIDIO


FEDERCONTRIBUENTI

 DENUNCIA EQUITALIA 

PER ISTIGAZIONE

 AL SUICIDIO

 http://cipiri.blogspot.it/2012/04/federcontribuenti-denuncia-equitalia.html

 

La rivolta delle vittime di Equitalia


Nasce lo sportello di legali contro le cartelle pazze

"Troppi errori e abusi". Case pignorate e pensioni trattenute, la protesta per alcuni provvedimenti dell'Agenzia



 Uno sportello per i cittadini vittime degli errori di Equitalia. Per i piccoli imprenditori strozzati dai debiti e per le famiglie in difficoltà che in più devono pagare cifre consistenti all'improvviso. In un contesto economico e sociale già messo a dura prova dalla crisi, per i romani c'è anche l'incubo di vedersi recapitare una cartella esattoriale con cifre da capogiro.

Multe non pagate o debiti da poche migliaia di euro, come quello contratto dall'imprenditore di Bergamo che l'altroieri ha tenuto in ostaggio per sei ore clienti e dipendenti dell'Agenzia delle Entrate, che possono trasformarsi in un veri e propri colpi di grazia. Ed è proprio per "arginare la crescente pressione di Equitalia" che Codici, associazione nazionale per la difesa dei consumatori, ha creato lo sportello "Sos debiti: difenditi da Equitalia", uno staff legale a disposizione di tutti coloro che hanno bisogno di aiuto.

Lo sportello Codici, lanciato solo ieri, ha in realtà all'attivo già un anno di lavoro. E ha diffuso dati allarmanti: in dodici mesi le richieste di aiuto da parte dei cittadini sono aumentate del 53,8 per cento. Se tra gennaio e aprile dello scorso anno le segnalazioni erano state 332, nello stesso periodo del 2012 sono salite a 350. "Abbiamo una media di seisette chiamate l'ora  -  spiega il segretario nazionale di Codici, Ivano Giacomelli  -  Il problema è che molto spesso Equitalia non agisce per il recupero dell'evasione ma commette veri e propri abusi
sui cittadini, accanendosi ingiustamente".

L'esempio più eclatante è quello di un pensionato romano, malato di cuore, che ogni mese si vede portare via l'intera pensione di mille euro. "È una vera e propria barbarie. Per una cartella esattoriale di circa 320mila euro Equitalia pignora al signore l'intera pensione direttamente dal suo conto corrente  -  racconta Giacomelli  -  lasciandolo completamente senza mezzi di sostentamento. Non solo, non avendo a disposizione liquidità, il nostro assistito non potrebbe neanche fare ricorso: prendendo una pensione non ha diritto al patrocinio gratuito ma senza soldi come potrebbe pagarsi un avvocato? Per questo abbiamo deciso di anticipare noi il denaro".

Ma la lista degli "erroriorrori" di Equitalia è lunga. Si va dalle cartelle "lumaca", che impiegano 34 anni ad essere recapitate al debitore, alle doppie riscossioni, come l'ipoteca sulla casa e il fermo amministrativo dell'automobile che si è visto recapitare un pensionato di 85 anni.

Codici ha anche stilato una sorta di vademecum per "sopravvivere a Equitalia" che contiene delle semplici regole per far orientare il cittadino. Per esempio: Equitalia non può iscrivere ipoteca per crediti inferiori a 8mila euro, deve indicare come calcola gli interessi i periodi, non può azionare più volte e con diversi strumenti lo stesso credito, deve agire con prudenza senza vessare il cittadino. "La nostra battaglia contro Equitalia non è un incitamento all'evasione  -  precisa Luigi Gabriele, responsabile rapporti istituzionali Codici  -  Crediamo però che l'attività di riscossione debba avere un'etica e chiediamo che Equitalia faccia distinzioni tra i diversi cittadini perché ormai, quello dei debiti, non è più un problema di pochi ma della collettività".

Lo sportello "Sos debiti: difenditi da Equitalia" è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.
 Telefono 055571996, email - ricorsiequitalia@codici. org.

 di GIULIA CERASI

 .
 .

Equitalia ipoteca immobili 

per debiti di 5.000 euro, 

condannata dal Giudice di Pace di Roma

«Un'illegittimità - commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - Quello che ci ha fatto agire contro Equitalia è che il debito del cittadino era di poco superiore ai 5.000 euro e quindi inferiore agli 8.000 euro previsti come limite»



 Non basta la crisi economica che si è abbattuta sull'Italia e su tutta l’Europa, che sta schiacciando i cittadini e che, soprattutto, non accenna a passare. A spaventare gli italiani c'è anche Equitalia, la cui attività, in un contesto già provato, diventa ancora più impietosa. I casi disperati sono tanti, al Sud come al Nord, ma c'è anche qualche buona notizia: una recente sentenza del Giudice di Pace di Roma ha accolto la richiesta di un cittadino contro il colosso di riscossione dei tributi.
Il caso, seguito dal Codici, ha visto Equitalia ipotecare i beni immobili di un cittadino a garanzia di un pagamento di crediti scaduti. Il debito, però, ammontava a poco più di 5.000 euro. «Un'illegittimità - commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - Quello che ci ha fatto agire contro Equitalia è che il debito del cittadino era di poco superiore ai 5.000 euro e quindi inferiore agli 8.000 euro previsti come limite per poter procedere con l'iscrizione ipotecaria sugli immobili. Equitalia non può, infatti, iscrivere ipoteca per debiti inferiori ad 8.000,00 euro in forza dell'art. 76 del DPR 602/73».
La sentenza ha dato ragione all'Associazione e il Giudice di Pace ha dichiarato l'opposizione fondata e nulla l'ipoteca sugli immobili, ordinando ad Equitalia di procedere alla cancellazione dell'iscrizione ipotecaria e condannando l'Agenzia al pagamento delle spese. «Quanti errori come questi si verificano? - prosegue Giacomelli - Non sempre i cittadini hanno la possibilità di rivolgersi ad un avvocato ed intentare una causa per opporsi ai comportamenti vessatori di Equitalia. In molti casi preferiscono pagare per evitare dissesti finanziari o vedere i propri immobili ipotecati». Purtroppo si tratta di errori che possono pregiudicare la vita dei cittadini.
Il Codici invita pertanto le vittime delle Agenzie di riscossione crediti a contattare l'Associazione per aiuti legali e consulenze. E' già attiva una e-mail ricorsiequitalia@codici.org, i cittadini possono fissare un appuntamento chiamando lo 065571996.


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