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domenica 3 giugno 2012

I soldi donati tramite sms


I soldi donati tramite sms per l’alluvione di Genova sono spariti

Ricordate la devastante alluvione che colpì la Liguria nel 2011? Si aprì anche una gara di solidarietà, e in queste cose noi italiani riusciamo ancora a dare un buon esempio. Vennero raccolti, infatti, ben sei milioni di euro attraverso il sistema degli “sms”. Ecco, che fine hanno fatto quei fondi? E’ un mistero.
Di sicuro non sono mai arrivati ai Comuni colpiti dalla alluvione. Ma si è aperto un autentico giallo. Perchè le amministrazioni danno la colpa ai gestori telefonici, che non avrebbero ancora girato le donazioni. Ma i gestori telefonici si difendono assicurando di avere già da tempo accreditato la somma alla Tesoreria dello Stato. E quindi? Non si sa. Alcuni giornali hanno giustamente sollevato la questione, ma c’è in atto un vero e proprio scaricabarile tra i soggetti interessati. Ed è un vero peccato, perchè queste notizie finiscono per screditare, agli occhi degli italiani, questo utile strumento di assoluta generosità.
Una cosa è certa: quei soldi, donati dagli italiani, sono ancora bloccati da qualche pratica burocratica. Almeno si spera…

SOLIDARIETA’

«I FONDI raccolti con gli sms solidali destinati ai Comuni alluvionati non sono spariti ma si concretizzeranno nel momento in cui verranno trasferiti dagli operatori di telefonia alla Protezione civile nazionale». A dirlo è l’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile Renata Briano che ha contattato la Protezione civile nazionale dopo alcune polemiche sulla presunta la sparizione dei soldi raccolti tramite sms. «Non c’è nessun giallo – spiega la Briano – il 23 marzo c’è stata la riunione tra i promotori dell’iniziativa, alla presenza del presidente del comitato dei garanti, per definire le procedure di finanziamento. Da questa riunione è emerso che in tutto le donazioni ammontano a 6.043.140 euro di cui 3.521.965 sono stati destinati alla Liguria e 2.521.175 alla Toscana. Per la nostra regione – ha continuato la Briano – sono stati individuati due progetti: il primo si concentrerà a Cassana, una frazione di Borghetto Vara, per la messa in sicurezza della frana e il ripristino delle fognature, attraverso 2 milioni di euro. Il secondo riguarderà Genova e prevede la messa in sicurezza del rio Fereggiano in corrispondenza con la scuola Giovanni XXIII attraverso lo stanziamento di 1.5 milioni di euro. Dispiace – ha concluso Briano – che notizie senza fondamento possano minare la fiducia dei cittadini che in occasione dell’alluvione in Liguria e in Toscana hanno dato prova di grande solidarietà, utilizzando un mezzo come gli sms che si è rivelato prezioso e che un domani potrà essere utilizzato anche per altri eventi».

L'Aquila nel 2009.

Si può fare riferimento al caso più recente, quello del terremoto che colpì L'Aquila nel 2009. In quel caso vennero raccolti 5 milioni di euro, una cifra impressionante che dà l'idea di quanti italiani rimasero colpiti dal devastante sisma che ha distrutto la città abruzzese.

Come sono stati impiegati? La sorpresa è che per quanto chi dona immagina di fornire un aiuto immediato (l'idea è connaturata alla "modalità" di donazione, immediata) la realtà dei fatti è un'altra. Il denaro raccolto nel 2009 è stato affidato dalla Protezione Civile ad Etimos, un consorzio finanziario internazionale che si occupa di microcredito in molte realtà in giro per il mondo. Per farci cosa? Concedere prestiti a "tassi agevolati" a persone ed imprese coinvolte nel sisma.

Nessun "regalo", quello che la gran parte dei donatori avrebbe immaginato, e per quanto siano "a condizioni vantaggiosissime" si tratta per sempre di un prestito da rimborsare. Fra l'altro dei 5 milioni di raccolti 470 mila euro sono stati utilizzati "per oneri riferibili alla gestione del progetto", costi che (giurano i responsabili) sono "largamente insufficienti". Si tratta ovviamente di un'iniziativa meritoria e gestita con la massima trasparenza, ma è certamente da sottolineare che quando gli italiani inviavano SMS subito dopo il 6 aprile mai avrebbero immaginato che i loro soldi sarebbero stati utilizzati (soltanto nel 2011) come fondi per concedere prestiti.

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