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giovedì 6 dicembre 2012

Julian Assange


Una serie di provvedimenti vessatori e illiberali ha colpito negli ultimi tempi l’Europa
 ed in particolare il nostro Paese. ( ITALIA )

Parole come pace, democrazia e libertà, ripetute di continuo, suonano a sproposito in un mondo sempre meno libero e condizionato da oscuri e sempre piu’ sofisticati sistemi di vessazione. Secondo alcuni la sconfitta dei regimi dittatoriali del XX secolo doveva rappresentare la nascita di una nuova era di libertà e di progresso sociale; in realtà, dopo il crollo dell’illusione comunista e la decomposizione in atto del sistema capitalista, una società depauperata intellettualmente ed economicamente fa presagire l’irrompere di tristi scenari.
E’ impensabile che questa situazione di instabilità possa reggere a lungo e allora, per controllare e reprimere un’inevitabile ribellione di interi popoli ridotti in schiavitù, le lobbies finanziarie che governano il mondo attraverso il monopolio della ricchezza stanno provvedendo a delegare i governi da loro nominati a controllare la situazione anche emanando provvedimenti restrittivi delle fondamentali libertà.
Sono le stesse lobbies che da tempo impongono ai governi amici l’adesione alle loro aggressioni ai Paesi non allineati al fine di carpire loro beni e risorse che non sono riusciti a rapinare attraverso minacce ed accordi capestro (Libia, ex Jugoslavia, Siria sono solo gli ultimi esempi). La chiamano “democrazia export”: teoricamente aiuti ai paesi in difficoltà, in pratica stupri politici e rapine economiche.
E’ però altrettanto evidente che un tale agire provocherà la reazione di masse sempre piu’ numerose defraudate del diritto alla sopravvivenza e allora ecco entrare in vigore una serie di norme atte a bloccare ogni tentativo di rivolta. Tra le piu’ infami di queste leggi è il “Mandato d’arresto europeo”, approvato anche dal nostro Parlamento quasi all’unanimità nel 2002, che prevede il “delitto d’opinione”, cioè la punizione carceraria di chi esprima tesi o concetti ritenuti non graditi e difformi dal “pensiero unico”.
Uno degli aspetti più aberranti di questa legge è che un cittadino può attualmente essere estradato dal suo Paese su richiesta dell’autorità giudiziaria di uno qualsiasi degli Stati membri anche per fatti commessi nel territorio dello Stato di cui è cittadino e anche se la legge considerata illegale per lo Stato che richiede l’estradizione è ritenuta lecita per lo Stato del quale l’estradato è cittadino.

Il “delitto d’opinione” varato dai padroni della “nuova inquisizione” è ben noto ai ricercatori storici che esprimono concetti difformi dall’unica vulgata accettata e che vengono etichettati come “revisionisti”. Sono recenti i casi dell’ editore Pedro Varela, incarcerato in Spagna per aver dato alle stampe libri non graditi e quello dell’avvocato Sylvia Stolz, incarcerata in Germania per aver difeso lo storico canadese Ernest Zundel, estradato e condannato in Germania, che nel suo Paese era invece stato assolto per lo stesso reato di contestazione alla vulgata dell’ olocausto. L’avvocato Stolz, liberata di recente, ha trascorso in carcere 3 anni e 3 mesi di prigione.
Naturalmente non vi sono solo i revisionisti nel mirino degli inquisitori, ma tutti coloro che si permettono di disturbare e infastidire l’azione della grossa finanza mondialista. E’ di questi giorni il timore di un’assalto all’ambasciata ecuadoriana di Londra al fine di catturare Julian Assange, Mr. Wikileaks, perseguitato dagli Stati Uniti per aver diffuso documenti degli archivi del dipartimento di Stato USA contenenti i retroscena di oscuri progetti politici, crimini di guerra, torture, uccisioni colpi di stato programmati nello scacchiere mondiale. Da precisare che Assange è finito in manette a Londra per un fantomatico “stupro” di due donne svedesi, ragione per la quale l’Interpol vuole estradarlo in Svezia dove la legge punisce qualsiasi forma di scorrettezza relativa ad atti sessuali anche consensuali (vedasi Mandato d’arresto europeo citato).
Al reato sessuale si fa spesso ricorso in politica per l’eliminazione degli avversari. Se ne fece uso anche nei confronti di Strauss-Kahn, numero uno del fondo Monetario Internazionale, arrestato a New York per “presunto stupro” e che vide così saltare la sua candidatura alle elezioni presidenziali francesi.
Ma questi sono fatti noti ormai a tutti anche se la stampa democratica non ha dato ad essi eccessiva pubblicità. Quello che più spaventa è il progressivo estendersi a macchia d’olio in Europa e soprattutto nel nostro Paese di episodi di micro e macro repressione delle libertà fondamentali dei cittadini. Ne elenchiamo solo qualcuno, ma la lista è lunghissima.
Qualche mese fa, a Preganziol, un paese della provincia di Treviso è stato presentato il libro Neurolandia – Aspettando la fine dell’euro di Eugenio Benetazzo e Gianluca Versace. Ad attendere i due una folla enorme ma anche un enorme spiegamento di forze di polizia inviate dal questore Carmine Damiano che ha ritenuto di rafforzare la “sorveglianza” sull’evento considerato “ad alto rischio per l’ordine pubblico”. Sarà anche vero che i nazisti bruciavano i libri i cui contenuti con condividevano, ma i paladini di questa pseudo democrazia o non li fanno pubblicare o, se riesci a stamparli, ti mettono i bastoni tra le ruote al momento della diffusione o, come in Spagna, arrivano ad incarcerare gli editori. Sarebbe interessante sapere se l’ iniziativa del questore di Treviso sia partita dalla sua mente feconda o sia stata suggerita da qualche tirapiedi del “governo nominato”.
Treviso detiene anche un altro record: quello di due paesini della sua provincia, Spresiano e Villorba, che – primi al mondo, roba da Guinness dei primati- hanno emanato un’ordinanza che vieta a tutti i cittadini , alla faccia della Costituzione e col benestare della Prefettura, di parlare con una persona che “espleta meretricio, anche solo per chiedere un’informazione stradale”. Avvistato da zelanti servitori dello Stato in divisa, o il malcapitato paga 500 euro di multa pro-Comune o il suo nome viene pubblicato sulla stampa.
Insomma, i cittadini di questo democratico Stato sono tutti dei sorvegliati speciali.Tutte o quasi le manifestazioni pubbliche sono riprese dalla polizia di stato; non esiste un luogo pubblico che non sia controllato da telecamere; il cellulare che usi permette di intercettarti e rintracciarti in ogni momento; autovelox filmano i numeri di tutte le targhe; l’uso delle carte di credito permette di sapere dove ti trovavi in una determinata ora del giorno o della notte; il computer con google-maps riesce a raggiungerti nella terrazza di casa individuando anche la marca della sigaretta che stai fumando; poi c’è internet, facebook e il disco rigido del computer che registra ogni tua mossa . Che tutto ciò risponda ad esigenze di ordine pubblico è messo in dubbio dal fatto che stranamente gli stessi strumenti non vengono adoperati per la repressione delle frodi fiscali.
D’altronde come si fa in questo paese votato ormai al ridicolo riconoscere ancora le cose normali da quelle anormali. E’ normale che un imprenditore evada perché non ce la fa a pagare le tasse? E’ normale che il 50% dei giovani disoccupati italiani sia costretto, per sopravvivere, a scegliere tra il rubare o il vivere con i soldi della pensione del padre? E’ normale che qualcuno preveda degli incentivi per i vigili incaricati di multare gli automobilisti? E’ normale che Equitalia sia inflessibile nel pretendere dai cittadini il pagamento dei tributi alla scadenza e che lo Stato rimborsi i privati quando vuole costringendoli al fallimento della loro azienda? Perché è vietato drogarsi, ma non è vietato fumare? Il fumo non porta al cancro e alla morte, come sta scritto per legge in ogni pacchetto di sigarette?Forse perché i proventi della vendita delle sigarette vengono introitati dallo Stato?
Tutto ciò fa parte di una catena di ricatti scatenati in modo scientifico dalla cupola mondialista alla quale tutti sono costretti ad adeguarsi. Se i governanti non ci stanno o derogano dalle regole finiscono come Berlusconi o Gheddafi; se i sottoposti (questori, prefetti, carabinieri) non eseguono ne va della loro carriera. E così ognuno si arrangia come può. I comuni non hanno più soldi nelle casse? Si arrangino procurandoseli come possono, emettendo ordinanze fasulle e anticostituzionali o spennando gli automobilisti con salatissime multe.
Su uno degli ultimi numeri di “Sette”, supplemento al Corriere della Sera, un certo Cesare Fiumi si scandalizza perché in tutta Italia vendono bottiglie di vino con su le facce di Hitler e Mussolini. Negli stessi giorni, a Roma, uno sparuto gruppetto di ebrei ha protestato perché il novantanovenne (99) Erich Priebke (l’ex ufficiale tedesco assolto dal Tribunale Militare per la rappresaglia delle Ardeatine e subito dopo riarrestato in aula dopo i tumulti scatenati dalla comunità ebraica) è stato visto passeggiare per Roma ed entrare in un bar.
I giornali hanno dato alle due vicende ampio risalto, perché queste, assieme al campionato di calcio e al festival di Sanremo, sono le cose che contano davvero per un popolo ipnotizzato dai media; non il malcostume, la crisi dei valori, la degenerazione morale, la delinquenza politica, la gente che si impicca per i debiti e i giovani senza lavoro e speranza.

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