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giovedì 3 ottobre 2013

Scontro politico al Senato Italiano ; Chi ha vinto e chi ha perso


the winner is… la Troika

InGlass-Steagall su 3 ottobre 2013 a 7:44 AM
Draghi-e-NapolitanoChi ha vinto e chi ha perso nello scontro politico al Senato? 
Che cosa rappresenta l’ennesimo strappo in Parlamento? 
Il contesto nel quale collocare questo scontro è lo stesso che provocò la caduta del Governo Berlusconi nel 2011, si constata che la morsa della Troika non accenna a allentare la presa sull’Italia.
Andiamo con ordine, nei giorni scorsi il Fatto Quotidiano ha riportato la notizia che il presidente del Consiglio Enrico Letta, il governatore della Banca centrale europea MarioDraghi, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si sono dati appuntamento a casa di Eugenio Scalfari, che la domenica seguente, nell’editoriale “Napolitano-Letta-Draghi: lo scudo Italia-Europa” si è lasciato andare ad un bel po’ di indicazioni.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-eccola-vera-p4-eu-genio-scalfari-attovaglia-napolitano-mario-draghi-ed-enrico-letta-63536.htm
Scalfari ha dettato così le regole di ingaggio al Governo Letta: deve durare, i Ministri Pdl devono prendere le distanze dalle indicazioni del ‘padrone’ del Pdl, rivelando le preoccupazioni dell’establishment europeo per le influenze del Cavaliere:
“Ma ora è emerso, con la condanna a lui inflitta dalla magistratura sua nemica, che quel governo necessario è diventato impossibile. A meno che non faccia atto di sottomissione ai suoi voleri, collabori alla sua difesa e al suo riscatto e soprattutto capovolga la sua politica e adotti quella da lui perseguita. Quella politica ci porterebbe fuori dall’euro? Pazienza. Fuori dall’Europa? Ancora pazienza. Forse sarebbe addirittura un vantaggio, potremmo tornare padroni della nostra moneta, padroni di stamparla, di svalutarne il cambio per incentivare le esportazioni, riguadagnando così una maggiore competitività. E dopo tre o quattro anni di questa cura, rientrare in Europa e nella moneta europea a bandiere spiegate.
Questo è l’obiettivo di fondo, ma non è detto che non si possa realizzare “senza spargimento di sangue”. Perciò, per ora, il governo Letta resti pure in vita ma ad una condizione: adotti quella politica. I cinque ministri del Pdl restino pure ai loro posti ma impongano al riluttante presidente del Consiglio il programma prescritto dal loro padrone. Se non lo faranno saranno sconfessati come traditori; se tenteranno di fare quanto possono ma senza risultati, allora il governo cadrà e si andrà a votare.“
http://www.repubblica.it/politica/2013/09/22/news/napolitano_letta_draghi_lo_scudo_italia-europa_di_eugenio_scalfari-67005465/
lettera-e-firma-enrico-lettaQuanto accaduto al Senato il 2 ottobre 2013 ricorda molto da vicino il 12 novembre 2011 quando alle 21:42 Silvio Berlusconi si dimise da presidente del Consiglio.
Scrivemmo del Governo dei Banchieri, della intromissione della Troika nella politica interna (ricorderete la lettera di agosto a firma di Trichet e Draghi), ma chi ne parlava era bollato come cospirazionista.
Senonchè l’ex membro della BCE Lorenzo Bini Smaghi se ne è uscito con dichiarazioni sorprendenti nel libro pubblicato nell’aprile 2013 ma evidentemente ancora poco letto, “Morire di austerità. Democrazie europee con le spalle al muro“. Lo ha segnalato il 12 settembre in un articolo Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph: nel 2011 Silvio Berlusconi minacciò di uscire dall’Euro, e subito dopo venne “assassinato politicamente”.
http://vocidallestero.blogspot.it/2013/09/telegraph-litalia-aveva-formulato-dei.html
Ci troviamo tuttora in quel contesto: il Governo Letta si muove in continuità con il bocconiano Mario Monti, lo certifica Gustavo Piga sul Sole24Orequesto Governo è più austero di quello Monti.
http://www.gustavopiga.it/2013/fatto-questo-governo-e-piu-austero-di-quello-monti/
Del resto, di che stupirsi? Enrico Letta inviò all’insediamento di Mario Monti il foglietto: “Mario, quando vuoi indicami forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno sia ufficialmente, sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo, ed allora i miracoli esistono! Enrico
In buona sostanza, il governo italiano è sotto la cura dell’Austerità, chi tenta di allontanarsene viene estromesso, è quanto avvenuto anche in Grecia. Siamocommissariati.
Poniamoci qualche riflessione:
1) Se lo domanda KrugmanMa dove sono gli economisti pro-austerity?
Cioè perfino i cattivi maestri sono spariti di scena, non tentano più di giustificare la scelta; ma i governi continuano a seguire ricette sbagliate.
enrico-letta2) Troppo comodo offrire al popolino la chiave di lettura di uno scontro tra pro e contro Berlusconi e così ecco servito l’assist per disinformare: ci hanno fatti fessi e contenti. Quanta strada avremo da compiere prima di tornare a un’Italia da miracolo economico? Prima di allora, abbiamo 2 opzioni: o con umiltà diffondiamo le analisi dei più seri economisti (anzichè affidarci alle decisioni prese a cena nella casa di Scalfari con Draghi Napolitano e Letta) oppure ancora una volta verremo catturati nel rito collettivo di accendere dei ceri per placare l’ira delle divinità dello spread e farci il miracolo.
3) Lor Signori, portatori delle direttive della Troika, stanno facendo la loro carriera. Godono di protezioni e sponde importanti, difendono l’Euro e l’ideologia ‘più mercato, meno stato‘. E quando Telecom è finita com’è finita non hanno mosso un dito, guardavano altrove, d’altronde è la mano invisibile dei mercati che risolve ‘casualmente’ le faccende.
Avanti quindi con lo smantellamento dell’apparato industriale, via le perle di stato, ciao ciao a Eni, Enel, Finmeccanica. 
Per certo le sofferenza delle banche italiane determinano l’impegno di nuove importanti risorse per la ricapitalizzazione e quindi prevedibilmente parti del sistema bancario finiranno per essere preda di qualche fondo estero: così si riduce il lavoro, i contributi allo stato sociale, per forza di cose il gettito fiscale sarà minore, e giocoforza si dovrà intervenire a operare tagli alla spesa pubblica.
Questo programma ha un nome in codice: Riforme Strutturali.
E così Mario Draghi rilancia: l’Italia: “Faccia le riforme (strutturali, ndr), per il suo bene”
A voi le parole di Enrico Letta, sembra che il video risalga al 2011, viene da commentare che fanno carriera perché sanno bene ciò che fanno.
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