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martedì 18 novembre 2014

BUFALA : 40 euro al giorno agli immigrati




La bufala dei "40 euro al giorno agli immigrati". 

A Tor Sapienza e non solo
I soldi erogati dal ministero per l’accoglienza vanno a coprire i costi di gestione, ai migranti meno di 3 euro per le spese quotidiane. Più consistenti i contributi per i minori: quelli non accompagnati arrivati quest'anno sono 11 mila.
 "Per loro obbligo di tutela fino alla maggiore età, anche se non sono richiedenti asilo”


– “Gli italiani non hanno lavoro e ai rifugiati diamo 40 euro al giorno”. “Noi se stiamo senza lavoro non riceviamo un euro, a loro invece li manteniamo senza far niente”. Frasi ripetute spesso, come un mantra, in questi giorni di scontri nella periferia romana, per spiegare il clima di insofferenza dei cittadini nei confronti dei migranti ospitati nei centri di accoglienza. Ma quanto ricevono davvero i migranti, richiedenti asilo e rifugiati? E chi sono i minori non accompagnati, finiti al centro delle polemiche dopo le rivolte scoppiate nella periferia est della capitale?
40 euro date in media alle cooperative, meno di tre euro ai migranti. Il costo medio per l’accoglienza di un richiedente asilo o rifugiato è di 35 euro al giorno. Un importo non definito per decreto, ma da una valutazione sui costi di gestione dei centri. Gli enti locali che decidono di partecipare al bando Sprar (Sistema di protezione e accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo), come l’ultimo del 2014/2016, hanno l’obbligo infatti di presentare un piano finanziario che deve essere approvato dalla commissione formata da rappresentati di enti locali (comuni, province e regioni), del ministero dell’Interno e dell’Unhcr. Le spese di gestione per migrante, valutate in media intorno ai 35 euro pro capite pro die, possono subire dunque delle variazioni da regione a regione, secondo il costo della vita locale e dell’affitto delle strutture. Questi soldi però, dai 35 ai 40 euro al giorno, non finiscono in tasca agli ospiti dei centri ma vengono erogati alle cooperative, di cui i comuni si avvalgono per la gestione dell’accoglienza. E servono a coprire le spese per il vitto, l’alloggio, la pulizia dello stabile e la manutenzione. Una piccola quota copre anche i progetti di inserimento lavorativo.  Della somma complessiva solo 2,5 euro in media, il cosiddetto pocket money, è la cifra che viene data ai migranti per le piccole spese quotidiane (dalle ricariche telefoniche per chiamare i parenti lontani, alle sigarette, alle piccole necessità come comprarsi una bottiglia d’acqua o un caffè).

I soldi per l’accoglienza vengono presi dal fondo ordinario che il ministero dell’Interno ha a disposizione per l’immigrazione e l’asilo. “L’accoglienza dei richiedenti asilo è una risposta alla convenzione dei Diritti dell’uomo e alla nostra Costituzione – spiega Daniela Di Capua, direttrice del servizio centrale Sprar -. In questi giorni sono state dette molte cose errate che vanno chiarite. Innanzitutto i 40 euro al giorno non vengono dati in nessuno modo ai richiedenti asilo e ai rifugiati. Sono soldi erogati per la gestione dei centri, che vanno a chi si prende la responsabilità di gestirli. Servono dunque a pagare gli operatori, l’affitto ai privati degli immobili, i fornitori di beni di consumo. Una piccola quota va per gli interventi di riqualificazione professionale, come i tirocini, orientati a permettere ai migranti di vivere in autonomia una volta usciti dal sistema di accoglienza. E solo una quota residua viene data direttamente a loro. Si tratta del pocket money, pochi euro per le piccole spese quotidiane. Queste risorse fanno parte di un fondo ordinario del ministero. Non sono spese straordinarie – spiega - solo nel caso dell’Emergenza nord Africa ci fu un aumento delle accise per far fronte all'accoglienza. Cosa che non sta accadendo oggi”.

Per quanto riguarda i minori non accompagnati, il discorso è diverso e il costo pro capite varia a seconda delle rette delle singole comunità di accoglienza.  “Questo dipende – spiega ancora Di Capua – dal fatto che per i minori non accompagnati si fa riferimento a una normativa diversa, rispetto agli adulti, originariamente indirizzata ai minori allontanati dalle famiglie in Italia. Gli standard in questo caso sono più elevati, così come i costi – aggiunge - La competenza è dei Comuni che si avvalgono per la gestione delle comunità di accoglienza. Queste devono assicurare anche un servizio sociale e di tutela, che comporta una spesa maggiore. Le rette possono dunque superare anche i 140 euro, ma per quelli che rientrano nello Sprar, indipendentemente dalla rette della comunità, noi eroghiamo 80 euro al massimo. Il ministero sta comunque lavorando per abbattere i costi di queste rette, pensando a una differenziazione anche per fasce d’età”.
In tutto sono 11 mila i minori non accompagnati arrivati quest’anno in Italia. Si tratta di ragazzi, di età media tra i 12 e i 17 anni, che arrivano da soli sul territorio italiano. La maggior parte sono maschi e provengono dall’Afganistan, dal Nord Africa e dalla Siria. “Alcuni di loro sono stati aiutati a fuggire da zone di guerra o di conflitto dai genitori – conclude Di Capua – e hanno diritto a fare richiesta d’asilo. Altri vengono per lavorare o sono vittime dei trafficanti. In ogni caso per tutti, anche per i non richiedenti asilo, c’è un obbligo di tutela fino alla maggiore età”.

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/473347/La-bufala-dei-40-euro-al-giorno-agli-immigrati-A-Tor-Sapienza-e-non-solo

INTERCETTAZIONE TELEFONICA

Buzzi: “Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”

Uno dei settori in cui la "cupola" era più influente era quello delle politiche sociali: Luca Odevaine, membro del Tavolo di coordinamento nazionale sull'immigrazione, al telefono spiega: "Avendo questa relazione continua con il Ministero, sono in grado un po’ di orientare i flussi". Il braccio destro di Carminati: "Tu c'hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati?"
LEGGI TUTTO
http://cipiri.blogspot.it/2014/12/mafia-roma-o-sistema-italia.html
MA IL SIGNOR SALVINI EURODEPUTATO LEGA NORD
cavalca la protesta per recuperare voti persi dopo
la chiusura del giornale la padania con 100 LICENZIATI
e dopo lo scandalo dei DIAMANTI comprati coi soldi
dei RIMBORSI ELETTORALI
 E' SEMPRE IN TELEVISIONE
QUANTO LAVORA A BRUXELL ???
pagato dai cittadini
GUARDA IL VIDEO MENTRE GLI DANNO DEL 
FANNULLONE A STRASBURGO IN PARLAMENTO
http://cipiri.blogspot.it/2014/01/strasburgo-tarabella-salvini-fannullone.html

Strasburgo , Tarabella a Salvini: Fannullone

Privilegi agli stranieri, quante bufale
Ecco la verità e alcuni miti da sfatare
I quaranta euro al giorno per i migranti, le assegnazioni delle case popolari, il credito agevolato. Analizziamo una ad una le ragioni di conflitto tra italiani e stranieri. Spesso strumentalizzate

«Gli italiani non hanno lavoro e ai rifugiati diamo quaranta euro al giorno. Per non fare nulla». È questa una delle argomentazioni più frequenti nello scontro che vede opposti 
i ceti più bassi italiani agli immigrati. Ma è fondata? Vediamo.

Intanto, per i centri di accoglienza i fondi messi a disposizione vengono direttamente dall’Europa e girati al ministero dell’Interno e ai Comuni. Dopo la fase dell’emergenza per via delle guerre civili in Nord Africa del 2011, quando sono stati spesi più di un miliardo e 300 milioni di euro ospitando 60 mila persone per mesi in alberghi, baite e strutture inadeguate, il Viminale ha cambiato strategia.

Oggi c’è una quota di 35 euro al giorno di rimborso spese per ogni ospite che non viene data all’immigrato ma alle cooperative, alla Caritas e alle associazioni i cui piani sono approvati da una commissione formata da rappresentati di enti locali, ministero dell’Interno e agenzia Onu per i rifugiati. Con questi 35 euro a immigrato, le associazioni devono coprire i costi per vitto, alloggio, pulizia e manutenzione dello stabile, mediazione culturale, assistenza legale, visite mediche e, in alcuni casi, per l’iter burocratico per diventare rifugiati. Per gli immigrati in quanto tali invece c’è il “pocket money”, cioè 
un buono per le spese quotidiane da due euro e cinquanta al giorno.

Tutt’altra questione riguarda altri tipi di “privilegi” veri o presunti degli immigrati, che vengono lamentati in questi giorni. Ad esempio, gli stranieri residenti e con permesso 
di soggiorno hanno spesso redditi più bassi e nuclei familiari più numerosi, che quindi consentono loro di avvantaggiarsi nelle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari. Altro problema ancora è quello derivato dalla liberalizzazione degli orari dei negozi, che 
ha consentito a comunità molto organizzate al loro interno (soprattutto asiatiche) di tenere i loro negozi sempre aperti, sottraendo clientela alle botteghe di italiani.


Infine c’è la questione del credito: spesso nelle comunità straniere (cinesi in testa) esistono sistemi di finanziamento interni e informali che permettono ai piccoli imprenditori di questi gruppi etnici di non doversi rivolgere alle banche, mentre in questa fase di 
stretta creditizia gli italiani vengono respinti quando chiedono qualche migliaio di euro 
agli sportelli. Non è un “privilegio” stabilito da nessuno, tanto meno da una legge: 
è una diversa usanza dovuta a culture più fortemente claniche. Ma diventa un’oggettiva condizione di disparità che crea tensione tra italiani e stranieri.


Gli europei invece trassero dal commercio e dalla colonizzazione del mondo grandi vantaggi economici e l'errata convinzione di essere superiori ad ogni altra razza, soprattutto a quella nera. 

LEGGI ANCHE : http://cipiri.blogspot.it/2014/10/in-africa-abbiamo-solo-depredato-per.html

In Africa Abbiamo solo Depredato per Secoli


400 anni di schiavitu'
200 anni di colonizzazzione
se l' Europa , il continente
senza risorse naturali oggi sta bene
e' grazie a cio' che tuo nonno 
ha preso ( o rubato )
dall' Africa.

Se gli africani vengono qui
è perché avete rubato
le loro risorse
LEGGI ANCHE : http://cipiri.blogspot.it/2014/11/la-tratta-degli-schiavi.html

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#mundimago : PREVISIONI 2015

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