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venerdì 21 luglio 2017

Berlusconi NON può Essere ELETTO e Nemmeno Può Candidarsi



La Corte di Strasburgo gela Berlusconi: 
non sarà candidabile alle elezioni

Silvio Berlusconi non sarà candidabile sia che si vada a votare per le politiche in autunno, sia che ci si vada a naturale scadenza della legislatura a primavera 2018. La “gelata” è arrivata dalla stessa Corte di Strasburgo, presso la quale da anni il leader di Forza Italia ha presentato ricorso perchè la legge Severino sia cancellata e con essa la sua incandidabilità in quanto condannato per la vicenda Mediaset.

L'EX Cav e il suo avvocato Niccolò Ghedini avevano per i prossimi mesi, piani ben precisi, scrive La Repubblica: udienza davanti alla Corte entro luglio, poi 30-40 giorni di dibattimento e quindi la sentenza, che con ogni probabilità “premierà” Berlusconi. Forse, per eventuali elezioni in autunno, non ci sarebbero stati i tempi tecnici per imbastire la candidatura. 
Ma sicuramente, tutto sarebbe stato ok 
in vista di un voto a primavera 2018.
nvece no. Con ogni probabilità Berlusconi non ci sarà nè in autunno nè in primavera. E in Parlamento non ci entrerà mai più. E’ notizia di queste ore, infatti, che il presidente italiano della Corte di Strasburgo, Guido Raimondi, ha deciso di astenersi. Cosa che di per se appare corretta. Solo che i giudici della Gran Chambre, aula di fronte alla quale l’udienza vista l’importanza si terrà per evitare un successivo appello (procedura alla quale Berlusconi e Ghedini hanno dato il nullaosta) avranno bisogno di 4 o 5 mesi per prepararsi.


Quindi, l’udienza pubblica sul caso Berlusconi-Severino (che poi dura meno di una mattinata) non si terrà prima di ottobre-novembre. Per emettere le sentenze, poi, la Corte impiega tra i sei e i dieci mesi, per cui il verdetto su Berlusconi non arriverà prima di Aprile 2018, al più tardi dopo l’estate dello stesso anno. Per cui, il leader di Forza Italia sarebbe incandidabile pure con le elezioni a maggio 2018. 

Berlusconi: pena estinta, ma è incandidabile fino al 2019 Dichiarata estinta la condanna di Silvio Berlusconi per il caso Mediaset, ma per effetto della legge Severino il leader di Forza Italia resta incandidabile fino al 2019.


Dichiarata estinta la pena a quattro anni di carcere e l'interdizione a due anni dai pubblici uffici. Silvio Berlusconi è di nuovo uomo del tutto libero, la pena come si sa prevedeva tre anni condonati per indulto, mentre il rimanente è stato scontato con dieci mesi e mezzo di affidamento ai servizi sociali, regolarmente scontati. Grazie all'esito giudicato positivo di tale affidamento, è stata estinta anche la condanna all'interdizione dai pubblici uffici, ma per effetto della legge Severino Silvio Berlusconi non potrà candidarsi ad alcuna elezione fino al 2019, in quanto la legge prevede l'incandidabilità per sei anni almeno dall'estinzione dalla pena. 


Berlusconi Evade le Tasse 

ma paga il Pizzo alla Mafia


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mercoledì 12 luglio 2017

LETTERA dal VENEZUELA



LETTERA dal VENEZUELA  alle ITALIANE ed agli ITALIANI

Rilanciamo una lettera molto interessante di connazionali dal Venezuela
che merita di essere letta e diffusa.

***

Care italiane, cari italiani, cari connazionali,

leggendo nei siti on line di gran parte dei quotidiani italiani ed ascoltando i report radiofonici e televisivi emessi dalla Rai e da altre catene, abbiamo purtroppo registrato che rispetto ai fatti venezuelani, vige una informazione a senso unico che rilancia esclusivamente le posizioni e le interpretazioni di una delle parti che si confrontano.

Abbiamo anche letto e ascoltato spesso che l’attenzione prestata alla situazione venezuelana viene giustificata per la presenza in Venezuela di una “consistente comunità italiana o di origine italiana” in sofferenza e che sembrerebbe essere accomunata in modo unanime alle posizioni dell’opposizione.

Noi sottoscrittori di questa lettera, siamo membri di questa comunità. Ma interpretiamo in modo assai diverso l’origine e le cause della grave situazione che attraversa il paese dove viviamo da tanti anni e dove abbiamo costruito la nostra vita e formato le nostre famiglie. Siamo in questo paese perché vi siamo arrivati direttamente o perché siamo figli e nipoti di emigrati italiani che raggiunsero il Venezuela nel dopoguerra per emanciparsi dalla situazione di povertà o di mancanza di opportunità e di lavoro in Italia.

In tanti abbiamo condiviso e accompagnato il progetto di socialismo bolivariano proposto da Chavez e proseguito da Maduro, sia come militanti o elettori, sia partecipando direttamente il progetto di un Venezuela più giusto e solidale.

Ciò che era ed è per noi inaccettabile è che in un paese così bello e ricco di risorse e di potenzialità, decine di milioni di persone vivessero da oltre un secolo in una situazione di oggettiva apartheid, al di fuori da ogni opportunità di emancipazione sociale e quindi senza i diritti essenziali che sono quelli di una vita dignitosa, cioè quello delle reali condizioni di vita, di lavoro, di educazione, di servizi sanitari pubblici, di pensioni per tutti.

Questa situazione è durata in Venezuela per oltre 100 anni e bisogna chiedersi perché, soltanto all’inizio di questo secolo, con Hugo Chavez, per la prima volta nella storia di questo paese, questi problemi sono stati affrontati in modo deciso. E come mai, prima, questo non era accaduto. Chi oggi manifesta nelle strade dei quartieri ricchi delle città del nostro paese, gridando “libertà!” dove stava, cosa faceva, di cosa si occupava, prima che Chavez fosse eletto in libere elezioni democratiche ?

In questi anni, diverse agenzie dell’Onu e l’Onu stessa, hanno certificato che il Venezuela è stato tra i primi paesi al mondo nella lotta alla povertà, all’analfabetismo, alla mortalità infantile, raggiungendo risultati che non hanno confronti per la loro entità, rapidità e qualità.

Si citano la mancanza di prodotti di primo consumo e di farmaci, ma nessuno dice che è in atto una azione coordinata di accaparramento e di speculazione che ha fatto lievitare i prezzi e fatto crescere in modo esponenziale l’inflazione. Chi ha in mano il settore dell’importazione di questi prodotti ? Alcune grandi e medie imprese private per giunta sovvenzionate dallo Stato. La penuria di questi prodotti è in realtà l’effetto dell’inefficienza di questi gruppi privati nel migliore dei casi, o piuttosto dell’uso politico che essi stanno operando, analogamente a quanto avvenne in Cile, nel 1973 per abbattere il governo democratico di Allende.

E’ evidente che l’obiettivo principale di questa specie di rivolta dei ricchi (perché dovete sapere che le rivolte sono situate solo nei quartieri ricchi delle nostre città) sia rimettere in discussione tutte le conquiste sociali raggiunte in questi anni, svendere la nostra impresa petrolifera e le altre imprese nascenti che operano in settori strategici, come il gas, l’oro, il coltan, il torio scoperti recentemente e in grandi quantità nel bacino del cosiddetto arco minero: l’obiettivo di questi settori sociali è tornare al loro mitico passato, un passato feudale in cui una piccola elite godeva di tanti privilegi e comandava sul paese, mentre decine di milioni languivano nell’indigenza.

Noi non abbiamo una verità da trasmettervi; abbiamo però tante cose che possiamo raccontare e far conoscere agli italiani in Italia. Che possiamo dire ai vostri giornalisti e ai vostri media. A partire dal fatto che la comunità italiana non è, come oggi si vuol dare ad intendere, schierata con i violenti e con i vandali che distruggono le infrastrutture del paese o con i criminali che hanno progettato e che guidano le cosiddette proteste che non hanno proprio nulla di pacifico.

La comunità italiana in Venezuela è composta di circa 150 mila cittadini di passaporto e oltre 2 milioni di oriundi. Questi cittadini, che grazie alla Costituzione venezuelana approvata sotto il primo governo di Hugo Chavez possono avere o riacquisire la doppia cittadinanza, hanno vissuto e vivono insieme agli altri venezuelani i successi e le difficoltà di questi anni. Gran parte di loro hanno sostenuto e sostengono il processo di modernizzazione e democratizzazione del Venezuela. Molti di loro sono stati e sono sindaci, dirigenti sociali e politici, parlamentari della sinistra, imprenditori aderenti a “Clase media en positivo”, ad organizzazioni cristiane come Ecuvives ed hanno sostenuto e sostengono il processo bolivariano. Diversi di loro hanno partecipato alla stesura della Costituzione, che molto ha preso dalla Costituzione italiana. In gran parte hanno sostenuto Hugo Chavez e sostengono Maduro, opponendosi alle manifestazioni violente e vandaliche organizzate dai settori dell’ultra destra venezuelana.

Un’altra parte, limitata, come è limitata l’elite venezuelana, è sulle posizioni dell’opposizione. Grazie a sostegni finanziari esterni svolgono una continua campagna di diffamazione del Venezuela bolivariano in molti paesi, compresa l’Italia.

L’Ambasciata italiana censisce una ventina di associazioni italiane in Venezuela. Si tratta di associazioni costituite sulla base della provenienza regionale dei nostri emigrati, veneti, campani, pugliesi, abruzzesi, siciliane, ecc. che aggregano circa 7.000 soci e che intrattengono relazioni stabili con l’Italia e le proprie regioni. Solo alcune di queste associazioni, insieme a qualche giornale sovvenzionato con fondi pubblici italiani, hanno svolto in questi anni, in piena libertà, una campagna di informazione contro l’esperienza bolivariana; esse hanno costituito talvolta le uniche “fonti di informazione” privilegiate e accreditate da diversi organi di stampa italiani.

Ma questa non è “la comunità italiana” in Venezuela. Ne è solo una parte limitata, le cui opinioni vengono amplificate da alcuni organi di informazione. Il resto della comunità italiana e il resto del mondo degli oriundi italo-venezuelani si organizza e si mobilità in questo paese nello stesso modo in cui si mobilita e si organizza il resto del paese. Vi è chi è contro e chi è a favore del processo bolivariano.

Da questo punto di vista, non vi è alcun pericolo per la collettività italiana in Venezuela. Come in ogni paese latino americano, e come dovunque, si parteggia e si lotta con visioni politiche e sociali differenti.

Strumentalizzare la presenza italiana in Venezuela è un gioco sbagliato, pericoloso e che non ha alcun fondamento se non l’obiettivo di alimentare lo scontro e la menzogna.

Caracas, Venezuela, 23 giugno 2017

                                                           

*. Colectivo de Italovenezolanos Bolivarianos

* V.O.I. – Venezolanos de Origen Italiana

* CEIC – Colectivo Estudiantes de Origen Italiana

Fonte: Cambiailmondo.org

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domenica 9 luglio 2017

IO Italiana Povera



"Io, italiana povera, non penso che i migranti mi stiano togliendo il pane".

Ha solo 22 anni, Francesca Iacono, ed è una ragazza come ce ne sono tante. Anche la sua storia,

raccontata in un lungo sfogo su Facebook, non è poi così inusuale. Per questo, forse, il suo post ha

ricevuto oltre 24 mila like ed è stato condiviso da oltre 9mila persone. Perché Francesca racconta

della sua vita "da povera", ma di una "povertà gestibile", come la chiama lei.

Racconta la trafila della richiesta di sussidi, di quella per un posto in una casa popolare, racconta del

lavoro cercato e non travato, dell'adeguarsi a certe condizioni per poter avere di cosa vivere. E poi

ancora della macchina di "quinta mano" e dei "libri in comodato d'uso". Eppure, assicura Francesca,

nonostante questo, mai che le sia venuto in mente di credere che i migranti le "stanno togliendo il

pane di bocca, le popolazioni rom e sinti non hanno più diritti di me".

"Non sono arrabbiata con i rifugiati né penso che le difficoltà della mia famiglia siano lontanamente

paragonabili alle loro. Siete voi che siete razzisti, credete ad ogni minchiata sparata dal primo Salvini

di turno, siete di un'ignoranza e di una cecità crassa e

per favore smettete di usare la povertà altrui per 

spargere odio mentre progettate le vostre vacanze, 

STRONZI".


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Posizioni del Kama Sutra 2



Altre 10 Posizioni del Kama Sutra


VENTILATORE



MISSIONARIO



POSIZIONE ODALISCA



NON TE NE ANDARE



POSIZIONE ALLA FRANCESE



SEMPLICEMENTE



CARRIOLA 2



SEDIA DELL' AMORE



CROCE NORVEGESE




CAMPANA





da n. 50 a n. 60 POSIZIONI






da n.30 a n.40 POSIZIONI






dalla 20 alla 30 Posizioni




dalla 10 alla 20 





ALTRE POSIZIONI

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giovedì 6 luglio 2017

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sabato 1 luglio 2017

Venezuela: Granate da un elicottero contro la Corte suprema



 Maduro: attacco terroristico

Forze armate dislocate nel centro di Caracas, militari penetrano nel Parlamento e si scontrano con deputati e senatori. Il Tribunale supremo di giustizia respinge il ricorso contro la proposta di Assemblea Costituente promossa dal presidente venezuelano e affida le funzioni finora in mano alla procuratrice generale Luisa Ortega Diaz all'ombudsman nazionale Tarek William Saab,
 un fedele chavista

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha affermato oggi che un elicottero di "terroristi" ha attaccato, con lancio di granate, la Corte suprema. Secondo il leader venezuelano, gli autori dell'attacco sarebbero stati identificati dalle forze speciali e la loro cattura "imminente" porterà alla conferma che si trattava proprio di un'azione terroristica. In alcuni video diffusi dai media si vede l'elicottero sorvolare il centro di Caracas, fermarsi su un tetto e si sentono distintamente due esplosioni. Si tratta di un elicottero della Polizia scientifica venezuelana che ha sorvolato il centro di Caracas e dal velivolo sarebbero state lanciate granate sulla sede del Tribunale supremo di giustizia. Il ministro dell'Interno ha poi rivelato che sono stati sparati almeno 15 colpi di arma da fuoco contro il suo dicastero "mentre era in corso una visita di 80 persone" e che la Corte suprema è stata fatta oggetto del lancio di ben 4 granate.

Il governo venezuelano ha denunciato che l'attacco lanciato da un elicottero contro due sedi istituzionali a Caracas è stato un "atto terrorista" che fa parte di una "offensiva insurrezionale della destra estremista", con l'appoggio di governi stranieri. In una breve dichiarazione trasmessa a reti unificate, il ministro per la Comunicazione, Ernesto Villegas, ha detto che un elicottero della polizia, rubato dal pilota Oscar Perez, ha sorvolato il ministero degli Interni e il Tribunale Supremo di Giustizia, e dal velivolo sono stati sparati colpi di arma da fuoco e lanciate quattro granate, senza che vi siano stati feriti. Perez, ha aggiunto Villegas, è attivamente ricercato dalle forze di sicurezza, nonché sotto inchiesta per i suoi rapporti con la Cia e l'ambasciata americana a Caracas. Il ministro ha anche implicato nel caso, senza nominarlo, al generale Miguel Rodriguez Torres, ex ministro degli Interni e della Giustizia di Maduro, indicando che
 "ha ammesso pubblicamente che è in contatto con la Cia"

Maduro ha mobilitato le forze militari dichiarando così di voler proteggere la democrazia venezuelana. In serata sono stati visti diversi carri armati percorrere le strade principali di Caracas, mentre gruppi di militari sono entrati nel Parlamento venezuelano, scontrandosi con deputati e senatori. E nella notte c'è stato un forte spiegamento militare di sicurezza  nel centro di Caracas, dopo l'allarme provocato dall'elicottero della polizia che ha sorvolato la capitale venezuelana e attaccato la sede del Tribunale supremo di giustizia. Intorno a Palacio Miraflores, sede della presidenza, carri armati leggeri e posti di blocco militari impediscono il traffico.

Secondo Maduro, l'elicottero era pilotato dall'autista del suo ex-ministro degli Interni e della Giustizia, Miguel Rodriguez Torres, un generale in pensione che ha preso le distanze dal governo. Il presidente ha accusato il generale di essere legato ai preparativi di un presunto colpo di stato contro di lui. "Hanno sparato contro il Tribunale supremo: è il tipo di attacco che sto denunciando da tempo", ha aggiunto il presidente venezuelano, che ha assicurato che "cattureremo i colpevoli". Molti residenti nel centro di Caracas hanno visto e fotografato l'elicottero, che esibiva su uno dei lati una bandiera con lo slogan "Libertà 350", in allusione a un articolo della Costituzione venezuelana che autorizza la rivolta contro autorità antidemocratiche. Maduro ha detto che il responsabile dell'attacco è un agente della Brigata di azioni speciali (Bae) della Polizia scientifica, che è collegato - come detto - con Miguel Rodriguez Torres, ex ministro degli Interni e della Giustizia di Hugo Chavez,
 "che - secondo il presidente venezuelano - è in contatto con la Cia".


Sul social network sono circolate foto che mostrano un elicottero che sorvola Caracas e la visualizzazione di uno striscione con la scritta "350 Libertad". Nelle foto, ci sono due piloti in elicottero, uno col volto coperto da un cappuccio e l'altro a viso aperto.

I media locali hanno pubblicato un video che mostra una persona in uniforme che si presenta come un investigatore della polizia scientifica e la stampa lo indica come uno degli uomini a bordo dell'elicottero. Egli afferma la necessità della lotta "contro la tirannia". "Vi chiediamo di accompagnarci in questa lotta e uscire in strada (...) La nostra missione è di far vivere libera e bene la popolazione venezuelana", ha detto ancora l'uomo nel video.
QUESTO È IL VERO VOLTO DELLA "OPPOSIZIONE DEMOCRATICA" SOSTENUTA DA USA E UE IN VENEZUELA: GOLPISTI TERRORISTI FASCISTI CHE VOGLIONO FARE COME PINOCHET
Questo è il "colonnello" golpista che lancia il suo messaggio prima di impadronirsi di un elicottero assieme ai terroristi mascherati dietro di lui. Con questo elicottero è andato in giro per Caracas a bombardare sedi istituzionali e chi c'era dentro. Non è un pazzo, è la punta di diamante di un tentativo di golpe fascista. Anche con Allende in Cile ci fu un primo tentativo di golpe fallito nel giugno 1973. Pochi carri armati tentarono l'assalto al palazzo presidenziale e furono fermati. Sembrò un fallimento del golpe, ma era solo una prova, a settembre il rovesciamento violento del presidente socialista ebbe un sanguinoso successo sotto la guida del macellaio Pinochet.
Questa è la realtà del Venezuela di oggi, da un lato un governo progressista, dall'altro forze fasciste e i ricchi che sfruttano la crisi economica per riprendersi il paese. E per cederlo alle multinazionali USA e UE che li sostengono. Come in tutto il mondo ormai, non c'è terza via in Venezuela, o si sta, anche criticandone gli errori, con Maduro e i chavisti, o si sta coi golpisti che vogliono fare lì quello che fece Pinochet in Cile. E ai "democratici" europei e nordamericani, e ai loro mass media che stanno coi golpisti, bisogna solo dire che tutto il sangue già versato e quello che ancora potrebbe scorrere è anche per loro miserabile colpa.
C'è oramai solo da puntare sul fatto che anni di rivoluzione bolivariana abbiano reso impossibile un uso golpista delle forze armate e che il potere popolare abbia la forza di difendersi. Anche sbattendo in galera subito tutti i golpisti e tutti i loro complici e sostenitori. E se le cancellerie occidentali protesteranno la risposta sarà: NO PASARAN

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A VOI IPOCRITI OCCIDENTALI


VOI OCCIDENTALI, SI, DICO A VOI IPOCRITI OCCIDENTALI.
Se foste venuti in pace senza violentare la nostra terra, ora saremmo nella nostra terra. Se invece di deportarci (quando vi faceva comodo per i vostri sporchi profitti) aveste costruito da noi, ora saremmo vostri collaboratori (come li chiamate voi). Se invece di vendere armi ai vostri amici dittatori aveste venduto trattori e tecnologie per l'agricoltura, oggi saremmo esportatori di merci e non di esseri umani. Voi occidentali siete gente strana, pretendete che vi si chieda permesso nelle vostre terre ma non applicate lo stesso costume nel resto del mondo...VOI OPULENTI E FRUSTRATI OCCIDENTALI, vi domandate, oggi, come mai sfidiamo la morte per venire nelle vostre terre per un tozzo di pane. NON VENIAMO da voi per rubarvi un tozzo di pane, veniamo per riprendercelo, è una conseguenza delle vostre politiche economiche, la responsabilità è tutta vostra, e siamo consapevoli che nemmeno i vostri popoli se la passano tanto bene....(CI DISPIACE).


Veniano da una terra dove tutto il genere umano è nato ed è emigrato, siete i nostri figli.
Possediamo l'80% delle ricchezze del pianeta che fanno muovere le vostre automobili,
le vostre stufe, le vostre cucine etc etc...ma quelle risorse a noi non è concesso usarle;
AVETE PORTATO VIA TUTTO QUANTO VOI OCCIDENTALI...
e senza nemmeno chiedere il permesso.
NON CI BOMBARDATE IN NOME DELLA DEMOCRAZIA, della vostra democrazia, CI BOMBARDATE PER CIO' CHE ESISTE NEI NOSTRI SABBIOSI DESERTI.
 A noi dispiace molto se qualche fanatico delle nostre terre porta morte nelle vostre città (fanatici che voi stessi finanziate), vi invito a visitare le nostre città che voi stessi bombardate e non riuscite a capire perchè non le controllate: SEMPLICE, non conoscete la nostra cultura e pensate di risolvere tutto con le vostre micidiali armi che vendete ai nostri dittatori.
SIETE GENTE STRANA VOI OCCIDENTALI.
Fate tutto in nome della pace con migliaia di bombe
E PRETENDETE DI AVERE ANCHE RAGIONE.
Lasciarci morire in mare per un vostro calcolo geopolitico è da infami.
SIETE IL CANCRO DEL PIANETA.
Grazie di cuore

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