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sabato 1 luglio 2017

Venezuela: Granate da un elicottero contro la Corte suprema



 Maduro: attacco terroristico

Forze armate dislocate nel centro di Caracas, militari penetrano nel Parlamento e si scontrano con deputati e senatori. Il Tribunale supremo di giustizia respinge il ricorso contro la proposta di Assemblea Costituente promossa dal presidente venezuelano e affida le funzioni finora in mano alla procuratrice generale Luisa Ortega Diaz all'ombudsman nazionale Tarek William Saab,
 un fedele chavista

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha affermato oggi che un elicottero di "terroristi" ha attaccato, con lancio di granate, la Corte suprema. Secondo il leader venezuelano, gli autori dell'attacco sarebbero stati identificati dalle forze speciali e la loro cattura "imminente" porterà alla conferma che si trattava proprio di un'azione terroristica. In alcuni video diffusi dai media si vede l'elicottero sorvolare il centro di Caracas, fermarsi su un tetto e si sentono distintamente due esplosioni. Si tratta di un elicottero della Polizia scientifica venezuelana che ha sorvolato il centro di Caracas e dal velivolo sarebbero state lanciate granate sulla sede del Tribunale supremo di giustizia. Il ministro dell'Interno ha poi rivelato che sono stati sparati almeno 15 colpi di arma da fuoco contro il suo dicastero "mentre era in corso una visita di 80 persone" e che la Corte suprema è stata fatta oggetto del lancio di ben 4 granate.

Il governo venezuelano ha denunciato che l'attacco lanciato da un elicottero contro due sedi istituzionali a Caracas è stato un "atto terrorista" che fa parte di una "offensiva insurrezionale della destra estremista", con l'appoggio di governi stranieri. In una breve dichiarazione trasmessa a reti unificate, il ministro per la Comunicazione, Ernesto Villegas, ha detto che un elicottero della polizia, rubato dal pilota Oscar Perez, ha sorvolato il ministero degli Interni e il Tribunale Supremo di Giustizia, e dal velivolo sono stati sparati colpi di arma da fuoco e lanciate quattro granate, senza che vi siano stati feriti. Perez, ha aggiunto Villegas, è attivamente ricercato dalle forze di sicurezza, nonché sotto inchiesta per i suoi rapporti con la Cia e l'ambasciata americana a Caracas. Il ministro ha anche implicato nel caso, senza nominarlo, al generale Miguel Rodriguez Torres, ex ministro degli Interni e della Giustizia di Maduro, indicando che
 "ha ammesso pubblicamente che è in contatto con la Cia"

Maduro ha mobilitato le forze militari dichiarando così di voler proteggere la democrazia venezuelana. In serata sono stati visti diversi carri armati percorrere le strade principali di Caracas, mentre gruppi di militari sono entrati nel Parlamento venezuelano, scontrandosi con deputati e senatori. E nella notte c'è stato un forte spiegamento militare di sicurezza  nel centro di Caracas, dopo l'allarme provocato dall'elicottero della polizia che ha sorvolato la capitale venezuelana e attaccato la sede del Tribunale supremo di giustizia. Intorno a Palacio Miraflores, sede della presidenza, carri armati leggeri e posti di blocco militari impediscono il traffico.

Secondo Maduro, l'elicottero era pilotato dall'autista del suo ex-ministro degli Interni e della Giustizia, Miguel Rodriguez Torres, un generale in pensione che ha preso le distanze dal governo. Il presidente ha accusato il generale di essere legato ai preparativi di un presunto colpo di stato contro di lui. "Hanno sparato contro il Tribunale supremo: è il tipo di attacco che sto denunciando da tempo", ha aggiunto il presidente venezuelano, che ha assicurato che "cattureremo i colpevoli". Molti residenti nel centro di Caracas hanno visto e fotografato l'elicottero, che esibiva su uno dei lati una bandiera con lo slogan "Libertà 350", in allusione a un articolo della Costituzione venezuelana che autorizza la rivolta contro autorità antidemocratiche. Maduro ha detto che il responsabile dell'attacco è un agente della Brigata di azioni speciali (Bae) della Polizia scientifica, che è collegato - come detto - con Miguel Rodriguez Torres, ex ministro degli Interni e della Giustizia di Hugo Chavez,
 "che - secondo il presidente venezuelano - è in contatto con la Cia".


Sul social network sono circolate foto che mostrano un elicottero che sorvola Caracas e la visualizzazione di uno striscione con la scritta "350 Libertad". Nelle foto, ci sono due piloti in elicottero, uno col volto coperto da un cappuccio e l'altro a viso aperto.

I media locali hanno pubblicato un video che mostra una persona in uniforme che si presenta come un investigatore della polizia scientifica e la stampa lo indica come uno degli uomini a bordo dell'elicottero. Egli afferma la necessità della lotta "contro la tirannia". "Vi chiediamo di accompagnarci in questa lotta e uscire in strada (...) La nostra missione è di far vivere libera e bene la popolazione venezuelana", ha detto ancora l'uomo nel video.
QUESTO È IL VERO VOLTO DELLA "OPPOSIZIONE DEMOCRATICA" SOSTENUTA DA USA E UE IN VENEZUELA: GOLPISTI TERRORISTI FASCISTI CHE VOGLIONO FARE COME PINOCHET
Questo è il "colonnello" golpista che lancia il suo messaggio prima di impadronirsi di un elicottero assieme ai terroristi mascherati dietro di lui. Con questo elicottero è andato in giro per Caracas a bombardare sedi istituzionali e chi c'era dentro. Non è un pazzo, è la punta di diamante di un tentativo di golpe fascista. Anche con Allende in Cile ci fu un primo tentativo di golpe fallito nel giugno 1973. Pochi carri armati tentarono l'assalto al palazzo presidenziale e furono fermati. Sembrò un fallimento del golpe, ma era solo una prova, a settembre il rovesciamento violento del presidente socialista ebbe un sanguinoso successo sotto la guida del macellaio Pinochet.
Questa è la realtà del Venezuela di oggi, da un lato un governo progressista, dall'altro forze fasciste e i ricchi che sfruttano la crisi economica per riprendersi il paese. E per cederlo alle multinazionali USA e UE che li sostengono. Come in tutto il mondo ormai, non c'è terza via in Venezuela, o si sta, anche criticandone gli errori, con Maduro e i chavisti, o si sta coi golpisti che vogliono fare lì quello che fece Pinochet in Cile. E ai "democratici" europei e nordamericani, e ai loro mass media che stanno coi golpisti, bisogna solo dire che tutto il sangue già versato e quello che ancora potrebbe scorrere è anche per loro miserabile colpa.
C'è oramai solo da puntare sul fatto che anni di rivoluzione bolivariana abbiano reso impossibile un uso golpista delle forze armate e che il potere popolare abbia la forza di difendersi. Anche sbattendo in galera subito tutti i golpisti e tutti i loro complici e sostenitori. E se le cancellerie occidentali protesteranno la risposta sarà: NO PASARAN

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COSA TI PORTA IL 2017 ?



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