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lunedì 31 dicembre 2018

Salute , Amore e Denaro nel 2019


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domenica 23 dicembre 2018

Le 28 misure del Governo Italano

Il 'saldo e stralcio', ovvero il nuovo condono per chi è in difficoltà economica, la nuova clausola con gli aumenti Iva, i tagli ai fondi del reddito di cittadinanza e di quota 100 per le pensioni, la web tax, i finanziamenti e l'esercito in campo per fronteggiare l'emergenza buche a Roma e la proroga di 15 anni delle concessioni balneari.


Il 'saldo e stralcio', ovvero il nuovo condono per chi è in difficoltà economica, la nuova clausola con gli aumenti Iva, i tagli ai fondi del reddito di cittadinanza e di quota 100 per le pensioni, la web tax, i finanziamenti e l'esercito in campo per fronteggiare l'emergenza buche a Roma e la proroga di 15 anni delle concessioni balneari.


Così cambia la manovra, corretta fino all'ultimo, dopo un percorso a ostacoli tra Roma e Bruxelles e un iter tortuoso in Parlamento.

Queste alcune delle principali misure entrate nel maxiemendamento su cui il governo, dopo vari slittamenti, ha posto la fiducia nell'Aula del Senato senza nemmeno un voto in Commissione:

1. TAGLI A REDDITO E QUOTA 100
100 Il fondo per il reddito di cittadinanza sarà ridotto di 1,9 miliardi nel 2019 scendendo a 7,1 miliardi. La dote per la misura bandiera dei Cinque Stelle scende di 945 milioni nel 2020 e di 683 milioni nel 2021. Sul fronte delle pensioni, ci sarà un taglio di 2,7 miliardi ai fondi per quota 100, che scendono cosi' da 6,7 a 4 miliardi. La dote per la misura fortemente voluta dalla Lega sale di 1,3 miliardi nel 2020 e di 1,7 miliardi nel 2021.

2. AUMENTI IVA PER 23 MLD NEL 2020 
Confermata la sterilizzazione totale degli aumenti Iva nel 2019 che vengono pero' innalzati nel 2020 per circa 23 miliardi e nel 2021 e 2022 per 28,8 miliardi. Previsti anche aumenti delle accise per 400 milioni l'anno dal 2020. Se non saranno disinnescate le clausole, l'Iva agevolata salirà dal 10 al 13% dal 2020 mentre quella ordinaria dal 22% al 25,2% nel 2020 e al 26,5% nel 2021

3. NUOVA CLAUSOLA DI SPESA
Arriva una nuova clausola di spesa. Alcune voci del bilancio dello Stato ( che riguardano i ministeri) saranno congelate per un ammontare di 2 miliardi di euro nel 2019. Sulla base del monitoraggio di luglio queste risorse potranno essere sbloccate, con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Economia, solo nel caso in cui l'andamento tendenziale dei conti pubblici risulti coerente con gli obiettivi fissati.

4. TAGLIO AL FONDO PER GLI INVESTIMENTI
Arriva la sforbiciata al fondo per gli investimenti. Si passa dai 9 miliardi in tre anni inizialmente previsti a 3,6 miliardi. Per il 2019 il fondo scende a 740 milioni di euro (contro i 2.750 precedenti), nel 2020 a 1.260 milioni (da 3.000 milioni) e nel 2021 a 1.600 (da 3.300). 

5. SALTA NORMA NCC, DECRETO AD HOC
Salta la stretta per gli Ncc che aveva innescato la protesta dei conducenti delle auto a noleggio. Il governo ha deciso di stralciare la norma dal maxiemendamento per problemi di copertura suscitando la protesta delle opposizioni. La disposizione prevedeva paletti al raggio d'azione per il servizio di autonoleggio con conducente pur ampliando la deroga per il rientro in rimessa, misura che accoglieva solo in parte le richieste del settore. L'esecutivo ha fatto marcia indietro e si appresta a varare un decreto ad hoc in attesa di una riforma più organica. 

6. PENSIONI D'ORO
Il taglio sulle pensioni d'oro (valido dal 2019 per 5 anni) sarà del 15% per i redditi compresi tra 100.000 e 130.000 euro lordi e arriverà al 40% per quelle superiori ai 500.000 euro. Previsto un taglio del 25% per gli assegni compresi tra 130.001 e 200.000 euro, del 30% per quelli compresi tra 200.001 e 350.000 euro e del 35% tra i 350.001 e i 500.000 euro. La misura garantirà 239 milioni nel triennio 2019-2021.

7. STRETTA SU RIVALUTAZIONI PENSIONI OLTRE 1.522 EURO
Le pensioni saranno rivalutate al 100% fino a 1.522 euro (tre volte il trattamento minimo) mentre per gli assegni superiori scatterà una stretta sulla rivalutazione all'inflazione. Sei fasce: l'indicizzazione sarà riconosciuta al 97% per quelle tra tre e quattro volte il minimo; al 77% per quelle tra quattro e cinque volte il minimo; al 52% per quelle tra cinque e sei volte il minimo; al 47% per quelle tra sei e otto volte il minimo; al 45% tra otto e nove volte il minimo, e, infine, al 40% sopra nove volte il minimo. La misura porterà un gettito di 2,26 miliardi nel triennio 2019-2021.

8. CAMBIA PROROGA ASSUNZIONI P.A
Sono stati espunti dal maxiemendamento i commi che prorogano al 31 dicembre 2019 le graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, comprese quelle dei comparti sicurezza, del soccorso e della difesa, della scuola e delle università in vigore al 31 dicembre 2018.

Queste norme, ha spiegato il governo in commissione Bilancio, "non sono compatibili" con altre previste dal testo che prorogano le vecchie graduatorie, quelle dal 2010 al 2013, ma con dei paletti come la partecipazione obbligatoria a corsi di formazione, il superamento di un apposito esame per verificare le idoneità. Le stesse disposizioni prorogano la validità delle graduatorie approvate dal 2014 al 2019.

9. STOP ASSUNZIONI PER MINISTERI E UNIVERSITA'
La Presidenza del Consiglio, i ministeri, gli enti pubblici non economici, le agenzie fiscali e le università non possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato fino al 15 novembre 2019. Per le università il blocco è posticipato al primo dicembre, con l'eccezione dei ricercatori a contratto che potranno essere assunti come professori nel corso del 2019. 

10. WEB TAX
Arriva l'imposta al 3% sui servizi digitali per le imprese che vendono online, forniscono pubblicità e trasmissione di dati. Il prelievo si applica alle aziende con ricavi "ovunque realizzati" non inferiori a 750 milioni euro e ricavi derivanti da servizi digitali, realizzati nel territorio dello Stato, non inferiori a 5,5 milioni.

11. ESERCITO IN CAMPO PER 'EMERGENZA' BUCHE A ROMA
Per fronteggiare "l'emergenza" delle buche nel manto stradale di Roma arriveranno 75 milioni di euro nel triennio e sarà possibile impiegare l'esercito. La norma, proposta dai cinque Stelle e dichiarata inammissibile dalla Commissione Bilancio del Senato, rientra nel 'maxi' nella versione riformulata. Autorizzata anche la spesa di 5 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per l'acquisto di mezzi strumentali al ripristino delle piattaforme stradali.

12. SCONTI ACQUISTI SEGGIOLINI ANCHE NEL 2020
Saranno estesi anche al 2020 gli sconti per l'acquisto dei seggiolini dotati di dispositivo antiabbandono. Lo stanziamento previsto è di un milione di euro per il 2019 e un milione per il 2020.

13. NO BOLKESTEIN BALNEARI, PROROGA CONCESSIONI PER 15 ANNI
Proroga per i prossimi 15 anni delle concessioni demaniali marittime in atto e in scadenza il 31 dicembre 2020. Si evita cosi' la messa la bando nel 2020 degli stabilimenti come previsto dalla direttiva Bolkestein. La norma presentata dalla Lega apre la strada a una possibile procedura di infrazione da parte della Commissione europea. Prevista l'emanazione di un decreto del presidente del Consiglio dei ministri per fissare principi e criteri dell'assegnazione delle concessioni sulle aree demaniali marittime. 

14. RIMBORSO PER I RISPARMIATORI TRUFFATI
I risparmiatori truffati coinvolti nelle liquidazioni bancarie degli ultimi anni potranno rivolgersi direttamente al ministero dell'economia per ottenere il rimborso: agli azionisti fino al 30%, agli obbligazionisti subordinati fino al 95%. Il Fondo di indennizzo risparmiatori ha una dote di 525 milioni l'anno nel triennio. A valutare le domanda sarà una commissione di nove tecnici, senza il passaggio dall'arbitro finanziario per verificare l'eventuale misselling, 
ovvero la vendita fraudolenta dei titoli. 

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15. ECOTASSA, SALVE LE UTILITARIE
L'ecotassa non si pagherà sulle utilitarie ma solo sulle auto di grossa cilindrata. L'imposta sarà di 1.100 euro per l'acquisto di una nuova auto con emissione comprese tra 161 e 175 CO2 g/Km. Si passa a 1.600 euro per la fascia 176-200, a 2.000 euro tra 201 e 250 e a 2.500 euro oltre 250.

16. ECO-INCENTIVI SCATTERANNO FINO A 50MILA EURO
Sale da 45.000 a 50.000 euro il limite al di sotto del quale scatteranno gli eco-incentivi per l'acquisto di automobili poco inquinanti, ibride o elettriche. In via sperimentale, a chi acquista un veicolo, anche in locazione finanziaria, e immatricola in Italia, dal 1 marzo 2019 al 31 dicembre 2021, è riconosciuto un bonus. Per l'elettrico il contributo è di 6 mila euro (emissioni tra 0 e 20 CO2 g/km) se si rottama contemporaneamente un veicolo euro 0, 1, 2, 3, 4 e di 4 mila euro senza rottamazione. Per l'ibrido, emissioni tra 21 e 70, gli incentivi passano a 4 mila euro (con rottamazione) e 1.500 (senza). 

17. ECOBONUS PER SCOOTER ELETTRICI, FINO 3.000 EURO SE ROTTAMI
Fino a 3.000 euro di contributo per l'acquisto di motorini elettrici o ibridi. A coloro che acquistano un veicolo elettrico o ibrido nuovo di cilindrata inferiore o superiore ai 50 cc e che rottamano un veicolo di cui sono proprietari da almeno 12 mesi è riconosciuto un contributo pari al 30% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 3.000 euro nel caso in cui il veicolo consegnato per la rottamazione sia della categoria euro 0,1,2.

18. CONDONO PER CHI È IN DIFFICOLTA'
Entra il saldo e stralcio delle cartelle tra il 2000 e il 2017 per chi è in grave difficoltà economica. I debiti potranno essere estinti pagando il 16% con Isee non superiore a 8.500 euro, il 20% con Isee da 8.500 fino a 12.500 euro e 35% con Isee oltre i 12.500 euro e fino a un massimo di 20.000 euro. La misura riguarda anche i debiti per i contributi dovuti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps.

19. TAGLI SU PREMI INAIL
Previsto uno sgravo sui contributi Inail a carico delle imprese che partirà da 410 milioni di euro per l'anno 2019, 525 milioni per il 2020 e 600 milioni per il 2021.

20. FLAT TAX 7% PER PENSIONATI STRANIERI CHE VIVONO AL SUD
Una flat tax al 7% per i pensionati residenti all'estero da almeno 5 anni che scelgono il Sud. L'imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria con aliquota del 7%, si applica per cinque periodi d'imposta ed è rivolta a coloro che scelgano di trasferire la loro residenza, in Italia, nei comuni con popolazione non superiore ai 20.000 abitanti delle Regioni del Sud: Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia. 

21. PIANO DISMISSIONI ENTRO 30 APRILE
Un piano di dismissioni immobiliari che dovrà essere pronto entro il 30 aprile e ricomprenderà anche gli immobili in uso al ministero della Difesa, "diverso dall'abitativo". Il governo punta a inacssare 950 milioni per il 2019 e 150 milioni per ciascuno degli anni 2020, e 2021, al netto delle quote non destinate al Fondo ammortamento titoli di Stato o alla riduzione del debito degli enti.

22. NORMA 'SFASCIA CENTRI STORICI'
Per la valorizzazione degli immobili pubblici da dismettere sarà possibile cambiarne la destinazione d'uso e procedere con interventi edilizi. Saranno ammissibili interventi edilizi "in via diretta". La norma aveva suscitato diverse polemiche ed era stata ribattezzata dai Verdi "norma sfascia centri storici".

23. TAGLI DEI CONTRIBUTI ALL'EDITORIA
Resta la norma proposta dai 5 Stelle che prevede una riduzione progressiva dei contributi diretti all'editoria dal prossimo anno fino all'azzeramento dei finanziamenti nel 2022. Nel dettaglio, nel 2019 il taglio alle imprese editrici riunite come cooperative dei giornalisti sarà del 20% nella parte eccedente il contributo di 500.000 euro, percentuale che sale al 50% nel 2020, al 75% nel 2021 fino al 100% nel 2022.

24. STOP AGEVOLAZIONI IRES PER ENTI NO PROFIT
Confermata l'abrogazione delle agevolazioni Ires per gli enti non commerciali, misura che penalizza anche le associazioni no profit e per questo ha scatenato le critiche della Cei.

25. SALE ALL'1,40% L'AUMENTO DEL PREU SUI GIOCHI
Sale all'1,40% (dall'1,25%) l'aumento del Preu, il prelievo erariale unico, sugli apparecchi per il gioco. La percentuale destinata alle vincite (pay-out) passa dal 69 al 68% e dall'84,5 all'84%. Confermato l'aumento dell'imposta unica dovuta sui giochi a distanza (che dal 20% passa al 25% del margine), sulle scommesse a quota fissa su rete fisica (che dal 18% passa al 20% del margine) e a distanza (dal 22% al 24%) e sulle scommesse simulate (dal 20% al 22%).

26. STOP TOTOCALCIO, ARRIVA CONCORSO UNICO
Addio al Totocalcio e al Totogol. Saranno sostituiti da un nuovo gioco, un unico prodotto, gestito dai Monopoli, ma pubblicizzato e promosso dalla nuova 'Sport e Salute' che sostituirà la Coni servizi. Il prodotto potrà essere pubblicizzato, in deroga ai divieti del decreto dignità sulla pubblicità del gioco d'azzardo. Arriva anche una norma contro la trasmissione illegale di eventi sportivi, a partire dalle partite di calcio. 

27. SALE INCENTIVO PER CAMBIO DECODER-TV
Sale a 151 milioni il contributo per chi, dal prossimo anno e fino al 2022, cambierà tv e decoder per adeguarsi ai nuovi standard DVB-T2 in vista dello switch off del digitale terrestre. Previste anche nuove regole per la ripartizione delle frequenze. 

28. MENO FONDI A ORFANI FEMMICIDIO
Più che dimezzato il rifinanziamento del fondo per gli orfani di femminicidio. In arrivo 5 milioni anziché i 12 ipotizzati.




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martedì 18 dicembre 2018

Salvini stringe mano a chi vende droga

Salvini stringe mano a chi vende droga

Fiano e Pini annunciano un'interrogazione Parlamentare. Boldrini: "Messaggio pericoloso". E Fratoianni: "Al mattino dice che chi spaccia deve marcire in galera, 
al pomeriggio abbraccia chi la vende"
Salvini a festa ultrà stringe la mano a chi ha patteggiato per droga, se poliziotto fa la stessa cosa subisce una sanzione disciplinare.

Salvini stringe mano a chi vende droga

La stretta di mano con chi ha patteggiato un anno e mezzo per droga non è un bel segnale da parte del ministro, soprattutto per chi è Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza.
In un caso del genere un poliziotto sarebbe già stato sanzionato discilpinarmente. 

Salvini stringe mano a chi vende droga


Se un poliziotto ‘comune’, di quelli che ogni giorno “rischiano la vita in strada per difenderci”, come direbbe Matteo Salvini, avesse salutato e stretto la mano a un capo ultrà che ha patteggiato per un anno e mezzo per droga “sarebbe già stato sanzionato”.

Il giorno dopo la partecipazione del ministro dell’Interno alla festa per i 50 anni della Curva Sud del Milan con il saluto a Luca Lucci, figura carismatica del tifo organizzato rossonero che a settembre ha patteggiato 18 mesi per la vendita di droga, laSilp Cgil non ci sta. “Non si lancia un bel segnale – dice  il segretario del sindacato di polizia, Daniele Tissone – soprattutto per chi è Autorità nazionale di pubblica sicurezza”. Tissone spiega che, tecnicamente, se al posto di Salvini ci fosse stato un poliziotto “sarebbe già stato sanzionato disciplinarmente”.

Il giorno dopo la partecipazione del ministro dell’Interno alla festa per i 50 anni della Curva Sud del Milan con il saluto a Luca Lucci, figura carismatica del tifo organizzato rossonero che a settembre ha patteggiato 18 mesi per la vendita di droga, la Silp Cgil non ci sta. “Non si lancia un bel segnale – dice a Ilfattoquotidiano.it il segretario del sindacato di polizia, Daniele Tissone – soprattutto per chi è Autorità nazionale di pubblica sicurezza”. Tissone spiega che, tecnicamente, se al posto di Salvini ci fosse stato un poliziotto “sarebbe già stato sanzionato disciplinarmente”.

La stretta di mano – caso sollevato dal Fatto.it dopo la pubblicazione delle foto da parte dell’Ansa – ha invece finora provocato una timida reazione da parte di alcuni esponenti politici. Dopo il “cinque” a Lucci, che in passato ha anche subito 3 Daspo e una condanna per aver aggredito un tifoso dell’Inter che perse un occhio, Salvini ha detto di essere “un indagato tra gli indagati”. Parole e gesti che hanno spinto i deputati del Pd, Emanuele Fiano e Giuditta Pini, ad annunciare un’interrogazione parlamentare.

“Non si ricorda nessun precedente del genere in nessuna democrazia liberale conosciuta – dice Fiano – Il ministro Salvini, il ministro della legalità, gode in questo Paese di una pericolosa e grave immunità che mette a tacere tutti i grandi poteri e i grandi commentatori di questo Paese, qualsiasi cosa faccia, qualsiasi regola calpesti, qualsiasi asticella superi”. Pini, invece, sottolinea che “a chi gli chiedeva se conoscesse l’uomo con cui si faceva fotografare, Salvini ha risposto che lui era semplicemente: “Un indagato tra indagati”. E invece no. Perché è il ministro dell’Interno. E dopo che ha pubblicato il video mai rimosso del prestanome della ‘ndrangheta sul tuo profilo, anche questo è troppo”.

In giornata era intervenuta anche l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini: “Qual è il messaggio che arriva a chi vede tutto questo? Se Salvini sdogana in questo modo crimini che vengono commessi e che sono stati accertati, vuol dire che si può fare”, commenta a Radio Capital. “Il messaggio è pericolosissimo – aggiunge l’esponente di LeU – Chi svolge ruoli come quello di Salvini ha una responsabilità aggiuntiva, ho avuto modo di dirglielo. E se non conosce i reati del capo ultras milanista, è doppiamente grave”.

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, evidenzia invece come “al mattino” il ministro dica che “chi vende droga deve marcire in galera per anni” e poi, “al pomeriggio con pacche sulle spalle e abbracci saluta il capo ultrà che ha patteggiato 1 anno e mezzo per spaccio di droga con le bande albanesi, e che risulta anche condannato per aggressione”. Se “fosse un privato cittadino o anche solo il capo della Lega potrebbe abbracciare chi gli pare – conclude Fratoianni – ma visto che fa il ministro dell’Interno la questione cambia, e di molto” perché “getta discredito sulle istituzioni e insulta chi ogni giorno rischia la vita nella lotta alla criminalità”.


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lunedì 10 dicembre 2018

Riciclaggio 49 milioni, perquisizioni in casa Lega

La Lega restituirà i 49 milioni in ‘rate’ da 600mila euro l’anno


Blitz della finanza a Bergamo nella sede dei commercialisti 
del partito dove è registrata l’associazione Più voci finanziata
 dal costruttore Luca Parnasi.
DI GIOVANNI TIZIAN E STEFANO VERGINE

Non c'è pace per la Lega di Matteo Salvini. Dopo la notizia dell'indagine sul finanziamento illecito in corso a Bergamo pubblicata dalla Stampa, c'è un'altra tegola che potrebbe provocare molta preoccupazione al ministro dell'Interno. Secondo quanto risulta all'Espresso, infatti, sono in corso una serie di perquisizioni a Bergamo presso lo studio di due commercialisti di fiducia del partito. La richiesta è partita dalla procura di Genova, che ha il fascicolo più scottante, quello sull'ipotesi di riciclaggio di parte dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali. Quasi 50 milioni oggetto di sequestro dopo la condanna in appello di Umberto Bossi e Francesco Belsito, l'ex tesoriere del Carroccio, colpevoli di truffa ai danni dello Stato. L'operazione in corso coordinata dai pm liguri è stata condivisa con la procura di Bergamo, che invece indaga sul finanziamento illecito all'associazione culturale leghista. Usata, è l'ipotesi, come schermo per incamerare donazioni senza farle passare dai conti del partito, finiti nel radar dei giudici per il sequestro milionario.

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Le perquisizioni di oggi si inseriscono proprio nello sviluppo di ques'ultima inchiesta coordinata dai magistrati e dalla guarda di finanza di Genova. Questa mattina gli investigatori hanno così suonato al civico 24 di via Angelo Maj, a Bergamo, per sequestrare i documenti della Dea Consulting, lo studio dei commercialisti Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni. Si tratta di due professionisti di fiducia del partito, con incarichi in società della Lega e ruoli di controllo nei gruppi parlamentari del Carroccio. Insieme all'attuale tesoriere Centemero, Di Rubba e Manzoni hanno fondato nel 2015 l'associazione Più Voci, proprio quella al centro dell'ipotesi di finanziamento illecito secondo due procure, Bergamo e Roma. Nella Capitale il tesoriere è indagato per i soldi ricevuti dalla Più Voci tra il 2015 e il 2016 dal costruttore Luca Parnasi (250 mila euro) e da Esselunga (40 mila euro).

Una vicenda giudiziaria nata dalla nostra inchiesta giornalistica dell'aprile 2018. L'associazione ha sede in via Angelo Maj, registrata presso lo studio Dea Consulting oggi intestato interamente a Di Rubba (poco dopo la nostra inchiesta Manzoni gli ha ceduto tutte le quote). È qui che i finanzieri sono giunti per acquisire materiale che possa aiutarli nel prosieguo dell'indagine sul riciclaggio.

Dallo stesso studio si dipana il reticolo societario che porta in Lussemburgo via Svizzera: sette aziende italiane controllate da una holding del Granducato, la Ivad Sarl, che fa capo a una fiduciaria. Insomma, impossibile conoscere il proprietario delle sette aziende italiane domiciliate presso lo studio dei commercialisti della lega. E forse la guardia di finanza con il blitz di oggi sta cercando di capire proprio questo.

L'attenzione degli investigatori genovesi, da quanto trapela, si sta concentrando oltreché su via Angelo Maj anche su Angelo Lazzari, il manager bergamasco di stanza in Lussemburgo. Proprio l'uomo che anni fa ha fondato la Ivad, la cui quota di controllo è stata in seguito trasferita alla Prima fiduciaria Spa e dunque schermata. Tutte notizie che L'Espresso aveva pubblicato in due servizi di copertina usciti tra aprile e giugno 2018. Fatti che evidentemente hanno attirato l'attenzione dei magistrati di Roma, Bergamo e Genova.
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La Lega restituirà i 49 milioni 
in ‘rate’ da 600mila euro l’anno



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Lega di Salvini distribuisce lo spray al peperoncino

lo spray al peperoncino: lo distribuisce la Lega di Salvini


In coda per lo spray al peperoncino: lo distribuisce la Lega di Salvini
Al gazebo di piazza del Comune tante donne di diversa età, giovani e anziane, hanno accettato il regalo del Carroccio

PRATO. Le prime cinquanta sono andate a ruba nel giro di mezz’ora. Del resto, la Lega Nord ne aveva ordinato un centinaio. Prima ancora che venisse montato il gazebo contro la violenza di genere, alle 10 di sabato 15 settembre, s’era formata in piazza del Comune una fila per accaparrarsi le prime bombolette antiaggressione al peperoncino mentre Enrico Zucchi, responsabile sicurezza del partito, dava loro istruzioni per l’utilizzo degli spray. Donne di tutte le età, con la carta d’identità in mano per la registrazione, hanno potuto mettere nella borsetta 
la bomboletta rosa per proteggersi dalle aggressioni.

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Soddisfatta la segretaria del Carroccio Patrizia Ovattoni: “Abbiamo ricevuto diverse critiche per l’iniziativa organizzata ma la verità è che il tema della violenza di genere è sempre stato appannaggio della sinistra, forse è per questo che ha dato tanto fastidio”. La distribuzione andrà avanti anche nel pomeriggio a partire dalle 16.

Grazie ad una legge voluta dalla lega lo spray al peperoncino è legale ... legittima difesa , dicono, però poi arrivano i cretini ad usarlo.
Pensate con la vendita libera delle ARMI dove andremo a finire???

Discoteca Ancona: sette indagati tra proprietari e gestori oltre al minore. Altri due fermi per droga, spunta la pista della banda di rapinatori
Indagato anche il minore che avrebbe spruzzato lo spray nel locale di Corinaldo. L’ipotesi di una gang di rapinatori coetanei. Fermata una coppia, nel mirino dei pm anche i bodyguard. Salvini: «Arrestare chi abusa dello spray anche se minore»

Sfera Ebbasta non è arrivato a salire sul palco della ‘Lanterna Azzurra


«Sfera Ebbasta non è arrivato a salire sul palco della ‘Lanterna Azzurra’ – confermano dallo staff del rapper – Dopo aver suonato a Rimini, era diretto in macchina verso Ancona». Nei momenti della tragedia, Gionata Boschetti, il ‘re del trap’, come lui stesso si definisce, era in autostrada. Ieri, con un post sui social, il rapper ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime, stigmatizzando l’uso «pericoloso e stupido» dello spray al peperoncino in una discoteca. Ha annunciato, «per rispetto alle famiglie delle vittime e a quelle dei feriti», la cancellazione di tutti gli impegni dei prossimi giorni.
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Un Governo che prende in giro i Poveri e i Disperati

Un Governo che prende in giro i Poveri e i Disperati

Con il dl sicurezza di Salvini, 
agli oltre un milione di vagabondi italiani viene tolta persino
 la possibilità di umiliarsi chiedendo l'elemosina

“Stasera, davanti a una chiesa, mi ha fermato un mendicante che mi ha chiesto qualche spicciolo, avevo un euro e gliel’ho dato. Lui, nel ringraziarmi, mi ha detto, in siciliano stretto: "sa dottore (si mi ha chiamato dottore, chissà perché), io prego perché questo governo cada a gennaio, io ho votato 5 stelle, ma questo governo sta prendendo in giro i poveri e questo non è giusto, se prendevano in giro i ricchi va bene, ma i poveri no, non si prendono in giro i poveri! E io prego il Signore perché li faccia cadere il primo gennaio! Non si prendono in giro i poveri!"


Ho scelto di condividere questo messaggio, inviatomi da mio padre ieri sera, e che mi ha dato la conferma di un pensiero, terrificante, che mi ronza in testa dall’approvazione del decreto sicurezza.


Ora, che questo dl sia una legge infame e razzista è facilmente intuibile: levare qualsiasi possibilità di guadagno onesto e integrazione agli immigrati costringerà centinaia di irregolari a riversarsi nelle strade d’Italia. Persone, famiglie, esseri umani che come tali hanno bisogno di ripararsi dal freddo e di mangiare. E davanti alle porte chiuse in faccia da questo governo, questi disperati faranno ciò che ognuno di noi farebbe nella stessa situazione: cominceranno a rubare e a delinquere, portando acqua al mulino di Salvini che potrà dire che aveva ragione lui, gli immigrati sono tutti criminali. Un tipo di narrazione illogica cui però gli italiani boccaloni credono ciecamente essendo incapaci, come vediamo drammaticamente in questi mesi, di ragionare lucidamente.

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Ma, come direbbe Salvini, pensiamo agli italiani: 
secondo l’Istat, nel 2017 si stimavano in povertà assoluta
 1 milione e 778 mila famiglie italiane.


Oltre un milione di concittadini cui il dl sicurezza toglie la possibilità di chiedere aiuto elemosinando: l’accattonaggio ‘molesto’ è infatti ora considerato reato. 
Per un motivo semplice: i poveri ci fanno schifo.


Fa schifo vederli ammassati davanti alle stazioni, immersi nel puzzo che impesta l’aria. Fa schifo trovarli davanti alle Chiese e ai supermercati. E fa schifo perché sono lì a dimostrare quanto siamo fortunati, quanto poco abbiamo il diritto di lamentarci finché abbiamo una casa cui tornare, un tetto sopra la testa e un pasto in tavola. Fanno schifo perché ci mettono di fronte, con la loro semplice esistenza, alla nostra ipocrisia, alla nostra cattiveria. Perché sarebbe bello uscire il sabato sera senza mendicanti e venditori di rose che ci interrompono mentre ci lamentiamo delle nostre lunghe giornate di lavoro, giusto? Sarebbe fantastico non dover assistere alla pietosa scena della bambina che ci chiede due spicci al semaforo, o del lavavetri che insiste per insaponarci il parabrezza. Quanto ci fanno schifo i poveri, e quanto in fretta ci abitueremo a non vederli più in giro. Perché, come si dice, ‘lontano dagli occhi, lontano dal cuore’. Se ne avessimo ancora uno, di cuore.


Eppure, questi poveri continueranno a esistere. E a pregare che chi li sta prendendo in giro la smetta di fare campagna elettorale sulle loro già misere vite. Quest’uomo era già povero prima di Di Maio e di Salvini, lo sarà anche quando il dl sicurezza sarà effettivamente entrato in vigore (cosa che accadrà presto, dato che Mattarella ha apposto la sua firma e il decreto è in Gazzetta Ufficiale). Non è colpa di Salvini se quest’uomo è costretto a chiedere l’elemosina. Ma è colpa sua, colpa dei cinque stelle, colpa di tutti coloro che plaudono a questo governo che sbatte in strada i disperati e ciancia di Gesù e di presepe, se a questo poveraccio gli verrà tolta anche l’umiliazione di essere un accattone. Non sia mai che rovini il decoro urbano mentre siamo impegnati a fare le spese di Natale.

di Giuseppe Cassarà


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Rinvio di Quota 100 e del Reddito di Cittadinanza

Rinvio di Quota 100 e del rReddito di Cittadinanza

Pensioni, l’UE ha convinto Conte:
 possibile rinvio di Quota 100 e del reddito di cittadinanza

Pensioni, oggi vertice del Governo sulla manovra:
 Salvini frena su tagli assegni d'oro.

Conte cerca la collaborazione di Di Maio e Salvini per salvare l’Italia dalla procedura d’infrazione: il Presidente del Consiglio chiede il rinvio di Quota 100 e del reddito di cittadinanza.

C’è molta attesa per il vertice della maggioranza che avrà luogo stasera a Palazzo Chigi, quando Conte, Salvini e Di Maio potrebbero discutere di riforma delle pensioni e di reddito di cittadinanza.

Il pressing dell’Unione Europea sul premier Conte sembra aver portato i suoi frutti, almeno secondo quanto riportato in esclusiva da Repubblica.

Sembra infatti che il premier abbia intenzione di chiedere ai due vicepremier Salvini e Di Maio di rivedere le due misure “simbolo” della Legge di Bilancio, il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni, così da rientrare nei parametri fissati dall’Unione Europea.

In questi giorni, infatti, Conte sta facendo una vera e propria corsa contro il tempo per salvare l’Italia dalla procedura d’infrazione che altrimenti comporterebbe delle sanzioni molto severe per il nostro Paese. Il prossimo incontro, probabilmente risolutivo, con il presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker avrà luogo martedì prossimo; prima di allora, quindi, Conte dovrà pensare a delle soluzioni concrete per ridurre il deficit e far sì che l’UE “approvi” la Legge di Bilancio.

Come riportato da Repubblica, il Presidente del Consiglio sembra aver attribuito al sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti la responsabilità di trovare una soluzione per risparmiare complessivamente circa 4 miliardi (rispetto agli oltre 16 miliardi preventivati) per entrambe le misure; convincere Matteo Salvini e Luigi Di Maio in merito alla possibilità di “tagliare” Quota 100 e reddito di cittadinanza, però, non sarà semplice.

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Riforma pensioni e reddito di cittadinanza: tensione tra Conte, Di Maio e Salvini?
L’incontro tra il Presidente del Consiglio e i suoi due vicepremier avrà luogo questa sera. E probabilmente non è un caso che di reddito di cittadinanza e soprattutto di riforma delle pensioni se ne discuterà solamente con il passaggio al Senato della Legge di Bilancio, visto che molto dipenderà proprio dall’esito dell’incontro di oggi.

Secondo le indiscrezioni il premier presenterà ai due leader di Lega e Movimento 5 Stelle alcune soluzioni per arrivare ad un risparmio di 4 miliardi, 2 miliardi di euro per Quota 100 e altrettanti per il reddito di cittadinanza.

Una cifra che però non vede d’accordo Salvini che non ha perso occasione per ribadire che secondo lui “4 miliardi sono troppi” e che non è disposto ad accettare “uno slittamento di Quota 100”.

Nonostante le ovvie resistenze di Salvini e Di Maio, i quali devono rispettivamente all’abolizione della Fornero e al reddito di cittadinanza buona parte dei loro successi elettorali, qualcosa andrà fatto. Secondo quanto stimato dai tecnici del MEF e dell’Inps, infatti, qualora l’accordo con l’Europa venisse raggiunto con un deficit al 2% bisognerebbe trovare dai 7 agli 8 miliardi di euro.

La metà di questi verrebbe recuperata tagliando Quota 100 e probabilmente rinviando il reddito di cittadinanza, mentre gli altri 3-4 mancanti da tagli o da nuove entrate.

Reddito di cittadinanza e Quota 100: cosa potrebbe accadere?
In questi giorni si è parlato di diverse soluzioni possibili per tagliare i costi di Quota 100 e del reddito di cittadinanza, tutte smentite da Salvini e Di Maio. Da parte del premier Conte, però, sembrano essere venute meno le resistenze in merito, tant’è che nell’incontro di questa sera il Presidente del Consiglio potrebbe far pressione anche su Salvini e Di Maio chiedendo loro un piccolo passo indietro.

Nel dettaglio, si parla di “penalizzazioni, anche consistenti” per chi andrà in pensione con Quota 100. Inoltre, il primo assegno previdenziale per chi maturerà i requisiti il 1° gennaio 2019 dovrebbe essere riconosciuto solamente a giugno 2019; ci sarebbe quindi una finestra di accesso non trimestrale, come si era ipotizzato in queste settimane, ma semestrale.

Anche per quanto riguarda il reddito di cittadinanza ci potrebbe essere il rinvio di qualche mese: da aprile a giugno 2019, con una conseguente riduzione dei costi per l’anno in corso rispetto a quanto preventivato.
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domenica 9 dicembre 2018

Che cosa vogliono i Gilets Jaunes

Che cosa vogliono i Gilets Jaunes


Abbiamo tradotto l’elenco delle rivendicazioni che il movimento francese dei Gilets Jaunes ha presentato, lo scorso 29 Novembre, ai media. Molto si è detto, in queste settimane, su questo movimento, anche a sinistra.

Se inizialmente la sola France Insoumise aveva sostenuto la protesta di piazza, successivamente anche sindacati come la CGT si sono ricreduti, ed oggi, 1 Dicembre, in molte parti della Francia sono scesi in piazza insieme, Gilets Jaunes et « rouges », nel rispetto della reciproca autonomia.

L’illuminazione sulla via di Damasco, tuttavia, non ha colto tutti : sono numerosi, infatti, i settori del movimento di sinistra francese che continuano a snobbare o avversare questo movimento, innanzitutto considerandolo come qualcosa di diverso dalle proteste che negli ultimi due anni hanno sconvolto la Francia ; ancora, enfatizzando gli ultramediatizzati episodi di intolleranza che, qua e là nei presidi, hanno fatto fare alla stampa mainstream l’equazione gilets jaunes=estrema destra.

L’elenco delle 41 rivendicazioni – che noi abbiamo rozzamente organizzato per temi per facilità di comprensione – mostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, un ritratto completamente diverso. Le istanze del movimento sono tipiche delle classi lavoratrici o della piccola borghesia impoverita e impaurita : un blocco sociale che, in assenza di direzione, può rivolgersi a destra come a sinistra, ma che in sé rappresenta oggettivamente esigenze di classe.

Quelle che attengono alle condizioni materiali di vita – lavoro, casa, welfare, tasse – sono indiscutibili, al di là della maggiore o minore « correttezza » formale, ed esprimono in alcuni casi una radicalità che stentiamo a ritrovare nelle teorie più accorsate di moda a sinistra
(nessuno, dalle nostre parti, osa più difendere, ad esempio,
 il sistema di calcolo retributivo delle pensioni, o la « scala mobile »).

Quelle riguardanti la politica esprimono una sfiducia che noi, in Italia, ben conosciamo, e che si concretizza però non solo in una generica rivendicazione di riduzione dei costi e dei benefici per i deputati, ma anche in una domanda di maggiore democrazia, diretta e dal basso (la Costituzione francese è, ad oggi, una delle meno democratiche dell’Europa occidentale).

I punti che riguardano le migrazioni sono il frutto di una paura e di un rimosso, esprimono un costrutto ideologico più che dei bisogni concreti, eppure, nonostante ciò e nonostante il rifiuto esplicito di caratterizzarsi, non trasudano il razzismo che invece dalle nostre parti è alimentato dalla totalità dei partiti dell’arco parlamentare.

Non aggiungeremo ulteriori commenti, perché riteniamo che l’accesso diretto a questo breve testo sia più chiarificante di mille parole. Consigliamo, a chi volesse farsi un’idea complessiva della vicenda, l’ottimo e ricco contributo di Aurélie Dianara, coordinatrice nazionale di Potere al Popolo !
, che vive e lavora a Parigi. Buona lettura !

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Elenco delle rivendicazioni presentate dal movimento detto
dei Gilets jaunes a deputati e media

Lavoro e salario
1. Più progressività nell’imposta sui redditi, che significa più scaglioni
2. Salario Minimo a 1300 euro netti
3. Il sistema pensionistico deve restare solidale e quindi socializzato. No al sistema contributivo.
4. Nessuna pensione al di sotto di 1200 euro
5. I salari di tutti i francesi, le pensioni e i sussidi devono essere indicizzati all’inflazione
6. Proteggere l’industria francese : vietare le delocalizzazioni. Proteggere la nostra industria significa
Proteggere le nostre competenze e il nostro lavoro
7. Fine del lavoro distaccato. Non è normale che una persona che lavori sul territorio francese non benefici dello stesso salario e degli stessi diritti. Ogni persona autorizzata a lavorare sul territorio francese dev’essere sullo stesso piano di un cittadino francese e il suo datore di lavoro deve versare la stessa quantità di contributi di un datore di lavoro francese
8. Per un lavoro sicuro : limitare di più il numero dei contratti a termine per le grandi imprese. Noi vogliamo più contratti a tempo indeterminato.
9. Salario massimo fissato a 15000 euro.
10. Creare posti di lavoro per i disoccupati.
11. Pensione a 60 anni e per tutti coloro che hanno svolto lavori usuranti, diritto alla pensione a 55 anni.

Diritto alla casa
12. Zero Senza Fissa Dimora : URGENTE
13. Limitare il costo degli affitti. Più alloggi a prezzi calmierati, in particolare per studenti e precari.
14. Grande piano di isolamento termico delle abitazioni per praticare l’ecologia facendo fare dei risparmi alle famiglie Welfare, investimenti, infrastrutture, politiche pubbliche
15. Favorire i piccoli commerci dei paesi e dei centri urbani. Stop alla costruzione di grosse zone commerciali intorno alle grandi città che uccidono il piccolo commercio e più parcheggi gratuiti nei centri urbani
16. Aumentare i sussidi per i disabili
17. Dal momento che un bambino di sei anni non si sorveglia da solo, occorre continuare col sistema di aiuti PAJEMPLOI fino ai dieci anni.
18. Stesso sistema di welfare per tutti, compresi artigiani e lavoratori autonomi. Fine della cassa separata per gli autonomi
19. Stop immediato alla chiusura delle piccole linee di trasporto, degli uffici postali, delle scuole e dei reparti di maternità.
20. Benessere per le persone anziane, basta con i soldi guadagnati sugli anziani. L’oro grigio è finito, inizia l’era del benessere grigio.
21. Massimo 25 alunni per classe dalla materna alle superiori.
22. Strumenti adeguati per la psichiatria.
23. Divieto di vendere beni appartenenti alla Francia (dighe, aeroporti…)
24. La giustizia, la polizia, la gendarmeria e l’esercito devono avere strumenti adeguati. Le ore di straordinario devono essere pagate o recuperate.
25. Tutto il denaro ricavato dai pedaggi delle autostrade deve servire alla manutenzione di strade e autostrade e alla sicurezza stradale.
26. Il prezzo del gas e dell’elettricità sono aumentati da quando c’è stata la privatizzazione, noi vogliamo che ritornino nelle mani del pubblico e che i prezzi scendano di conseguenza.
27. Favorire il trasporto delle merci su ferro.

Fisco e politiche economiche
28. Tasse : che i grandi (MacDonald, Google, Amazon, Carrefour) paghino tanto e i piccoli (artigiani, piccole imprese) paghino poco
29. Fine dell’aumento delle tasse sui carburanti
30. Nessun prelievo di denaro a monte. 
(in Francia le tasse, anche per il lavoro dipendente, si pagano “a valle”)
31. Basta col credito d’imposta per le imprese. Usiamo questo denaro per il lancio di un’industria francese delle auto a idrogeno (che sono davvero ecologiche, al contrario di quelle elettriche.
32. Basta con l’austerity. Smettiamola di rimborsare gli interessi sul debito che sono dichiarati illegittimi e cominciamo a rimborsare il debito senza prendere i soldi dai poveri e dai meno poveri, ma cercandoli tra gli 80 miliardi di frode fiscale
33. Divieto di far pagare ai commercianti una tassa quando i loro clienti utilizzano una carta per gli acquisti. Tassare il carburante marittimo e il cherosene.

Democrazia e costi della politica

34. Ogni rappresentante eletto avrà diritto al salario mediano. Le sue spese di trasporto saranno controllate e rimborsate se sono giustificate. Diritto al ticket restaurant e allo cheque vacanze
35. Il referendum popolare deve entrare in Costituzione. Bisogna creare un sito leggibile ed efficace, gestito da un organismo indipendente di controllo, dove le persone possano fare una proposta di legge. Se questa proposta ottiene 700.000 firme dev’essere discussa, completata, emendata dall’Assemblea Nazionale che avrà l’obbligo (un anno dopo l’ottenimento delle 700.000 firme) di sottometterla al voto dell’insieme dei Francesi. 
(attualmente la Costituzione Francese non prevede un referendum)
36. Ritorno ad un mandato di 7 anni per il presidente della Repubblica. L’elezione dei deputati due anni dopo quella del presidente della Repubblica permette di mandare un segnale positivo o negativo a quest’ultimo, riguardo la sua politica. Ciò contribuirebbe dunque a far sentire la voce del popolo (al momento le elezioni parlamentari si svolgono un mese dopo le presidenziali,
proprio per garantire maggioranze “coerenti” col voto del Presidente della Repubblica)
37. Stop alle indennità presidenziali a vita

Integrazione e migrazioni
38. I richiedenti asilo devono essere accolti degnamente. Noi dobbiamo fornire loro alloggio, sicurezza, cibo ed educazione per i minori. Bisogna lavorare con l’ONU per far sì che dei centri di accoglienza siano aperti in numerosi paesi del mondo, nell’attesa del risultato della domanda di asilo.
39. Bisogna affrontare le cause che determinano le migrazioni forzate.
40. Coloro a cui è stato negato il diritto di asilo devono essere riportati ai loro paesi d’origine.
41. Una vera politica d’integrazione dev’essere messa in essere. Vivere in Francia significa diventare francese (corso di lingua francese, corso di storia della Francia e corso di educazione civica con un certificato a fine percorso).


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