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martedì 20 marzo 2018



Fermato Sarkozy per i finanziamenti libici nella campagna 2007
L’ex presidente francese sentito nell’ambito dell’inchiesta sui possibili finanziamenti in arrivo dalla Libia per la sua campagna elettorale nelle presidenziali del 2007


È la prima volta che Sarkozy viene interrogato su questo tema dall'apertura di un'indagine giudiziaria, nell'aprile 2013. Lo stato di fermo può durare fino a un massimo di 48 ore. Sarkozy potrebbe essere costretto a presentarsi davanti ai magistrati, al termine dei due giorni di custodia, 
per essere incriminato.


L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è in stato di fermo a Nanterre, nella periferia di Parigi, nell’ambito dell’inchiesta sui possibili finanziamenti in arrivo dalla Libia per la sua campagna elettorale nelle presidenziali del 2007.

Il fermo
Il quotidiano francese Le Monde, che anticipa la notizia, sottolinea che lo stato di fermo potrebbe durare 48 ore e che l’ex presidente potrebbe doversi presentare ai magistrati al termine dei due giorni di custodia, per essere incriminato. E’ la prima volta che Sarkozy viene sentito da quando sono cominciate le indagini sui finanziamenti, nel 2013.

Le indagini
Indagini partite nel 2012 da un’inchiesta del sito francese Mediapart, che aveva pubblicato un documento in arrivo dalla Libia su un finanziamento deciso dall’ex presidente Gheddafi per la campagna elettorale di Sarkozy.

La storia della guerra in Libia e il fantasma di Gheddafi continuano a perseguitare Nicolas Sarkozy. L'ex Presidente è da stamattina in stato di fermo dai magistrati anti-corruzione di Nanterre nell'ambito dell'inchiesta sul presunto finanziamento della sua campagna elettorale del 2007 - la prima in cui era candidato all’Eliseo - da parte dell’allora potentissimo raìs libico.

Le prime accuse erano state rivelate dal sito Mediapart sei anni fa e documentate in un libro uscito qualche mese fa dal titolo “Avec les compliments du Guide” firmato da due cronisti del sito Fabrice Arfi e Karl Laske. I giornalisti avevano raccontato di borse piene di banconote passate da Tripoli e Parigi, bonifici sospetti, lettere con promesse di milioni di euro per favorire l’elezione dell’allora leader della destra francese, fino ai ricatti, le minacce e la guerra scatenata da Sarkozy. Nelle varie ricostruzioni si parla di finanziamenti di quasi 50 milioni di euro in diversi pagamenti cash. 

L'ex capo di Stato ha sempre smentito le accuse. Dall'autunno 2016 si è ritirato dalla vita politica dopo la sconfitta alle primarie del centrodestra. Sarkozy è già stato rinviato a giudizio per non aver rispettato le regole sul finanziamento della sua campagna elettorale del 2012, avendo speso circa 20 milioni in più rispetto al tetto dei 22,5 milioni consentiti per legge.

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