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mercoledì 14 marzo 2018

Gina Haspel Nuovo Direttore della Cia


61 anni, è una veterana e una insider dell’Agenzia:
 subito dopo l’annuncio della sua promozione 
sono riemerse le voci sul suo ruolo nelle torture ai sospettati di terrorismo.

Trump caccia Tillerson e nomina Pompeo (Cia)
 nuovo segretario di Stato. Via anche l'assistente di Donald
Terremoto alla Casa Bianca. La decisione confermata dal presidente in un tweet: "Ho deciso da solo, non eravamo d'accordo su varie cose, come l'Iran". Al posto di Pompeo, alla Cia arriva Gina Haspel, prima donna a ricoprire la massima posizione nell'agenzia ma già implicata in alcuni casi di torture. Intanto, John McEntee, molto vicino al presidente, è stato allontanato dalla Casa Bianca perché sotto indagine per gravi reati finanziari.

Gina Haspel è una veterana e una insider della Cia. È stata sul campo, ha partecipato alla lotta brutale al terrorismo, ha guidato le operazioni coperte. Un tipo di lavoro dove ci si sporca. E parecchio. Infatti, non appena, è stata annunciata la sua promozione al vertice dell’agenzia è riapparso il suo passato controverso. Da agente segreto.

La funzionaria, 61 anni, è stata al centro di non poche polemiche in quanto ha diretto uno dei «black sites», le prigioni create dalla Cia all’estero dopo l’11 settembre, luoghi dove poter torturare elementi legati ad al Qaeda e in qualche caso anche degli innocenti. Haspel era tra le responsabili del centro noto come Cat’s Eye, in Thailandia, dove vennero sottoposti alla tecnica del waterboarding (la simulazione dell’annegamento) numerosi terroristi. Tra loro Abu Zubayda, considerato - forse esagerando - una figura centrale dell’organizzazione eversiva. Dopo una di queste sessioni, piuttosto dure, lo stato fisico dell’estremista era in condizioni pessime, al punto che pensavano fosse morto. Sempre la Haspel è stata poi coinvolta nella decisione di distruggere i video che documentavano il «trattamento» riservato ai prigionieri. Passo deciso dall’intelligence senza averne il permesso. Infatti nel 2013 la sua carriera ha subito uno stop proprio per quelle storie, ma in seguito è riemersa scalando le gerarchie fino arrivare alla nomina a numero due nel febbraio dello scorso anno.

La nuova direttrice, che ha trascorso anche un periodo a Londra e si è occupata del dossier russo, gode dell’appoggio dell'apparato. Viene dai ranghi dell’agenzia, conosce corridoi e persone, dettagli e profili, ma anche il «lato oscuro» di una macchina immensa. I suoi estimatori le riconoscono grande professionalità e determinazione, i suoi critici - anche al Congresso - non le perdonano la partecipazione alle rendition, un tipo di azione che ha coinvolto anche l'Italia con il caso di Abu Omar. Come per altre nomine di Trump, bisogna aspettarsi indiscrezioni, fughe di notizie, veleni. Sarà battaglia, in tutti i sensi.

Donald Trump ha rimosso dal suo incarico il Segretario di Stato (cioè il nostro "ministro degli Esteri") Rex Tillerson, e lo ha sostituito con l'attuale direttore della Cia, Mike Pompeo, innescando così un domino di nuove nomine. Una decisione confermata da Trump in un tweet, che ha poi aggiunto: "Ho deciso da solo, ora Tillerson sarà più felice. Con Rex Tillerson non ci trovavamo d'accordo su alcune cose. Sull'accordo iraniano non la pensiamo allo stesso modo". Difatti Tillerson ha sempre creduto che i negoziati sul nucleare con Teheran fossero meglio di una linea dura. Al posto di Pompeo, in ogni caso, arriva Gina Haspel, sua numero due e soprattutto prima donna a ricoprire la massima posizione nell'agenzia.

Subito dopo l'annuncio, Mike Pompeo si è ripromesso di lavorare per garantire "che la nostra nazione sia per sempre sicura, forte ed orgogliosa e potente e libera": il direttore uscente della Cia scelto per sostituire Rex Tillerson si è detto "profondamente grato al presidente Trump: la sua leadership - ha dichiarato - ha reso l'America più sicura e non vedo l'ora di rappresentarla e di rappresentare il popolo americano davanti al resto del mondo per portare avanti la prosperità americana". Pompeo è considerato un "falco" in politica estera, soprattutto per quanto riguarda il dossier Corea del Nord.


Nonostante fosse inizialmente uno dei fedelissimi del presidente (e con solidi legami con la Russia), da tempo i rapporti tra Trump e Tillerson erano molto tesi, tanto che i giornali americani più volte avevano parlato di dimissioni imminenti a causa di numerose frizioni sulla strategia estera degli Stati Uniti Per esempio: Trump voleva una linea più dura sulla Corea a differenza di Tillerson, il quale era contro l'uscita dagli accordi di Parigi. Inoltre, la Nbc lo scorso dicembre aveva parlato di un insulto di Tillerson a Trump ("imbecille") che non sarebbe andato già al Presidente. Secondo il Washington Post, comunque, la decisione sarebbe arrivata già venerdì scorso, costringendo il segretario di Stato ad accorciare improvvisamente il suo viaggio in Africa.

Il presidente, da tempo in battaglia con Tillerson ritenuto "troppo parte dell'establishment", ritiene "il cambio importante ora che sono in corso i preparativi per l'incontro con il leader della Corea del Nord Kim Jong-un e mentre sono in corso le trattative per le modifiche" del Nafta, l'accordo di libero scambio fra Stati Uniti, Canada e Messico. Un assistente di Tillerson ha detto alla Associate Press: "Rex non sa perché è stato licenziato, non gli è stato comunicato".

Per quanto riguarda Gina Haspel, invece, nel 2002 sarebbe stata coinvolta in due casi di torture nei confronti di due prigionieri sospettati di terrorismo. Ciononostante, qualche settimana fa era stata nominata vice di Pompeo, ritrovandosi così in rampa di lancio per il grande salto di oggi. La sua promozione, secondo il quotidiano americano, è il segno di come l'amministrazione Trump tratti con più indulgenza i casi di tortura negli alti ranghi della Difesa e della Sicurezza americana.

Sessant'anni, una veterana dell'agenzia, Haspel diresse infatti uno dei primi "black site" aperti dagli Usa, un compound in Thailandia dal nome in codice "Cat's Eye", all'interno del quale i sospetti terroristi di Al Qaeda. Abu Zubaida e Abd al-Rahim al-Nashiri, furono sottoposti a waterboarding ed altre pratiche di tortura. La Haspel era inoltre capo dello staff di Jose Rodriguez, alla testa del Centro antiterrorismo, quando questi, successivamente, ordinò la distruzione di centinaia di video girati nel centro di detenzione in Thailandia. Nelle sue memorie Rodriguez scrisse che fu Haspel a impartire l'ordine della distruzione delle registrazioni nel 2005, in un momento in cui il programma era sempre più oggetto di attenzioni critiche. Nell'allora comunicato, il direttore dell'agenzia, Mike Pompeo, definì Haspel "una funzionaria esemplare e intelligente, una patriota con più di 30 anni di esperienza nell'agenzia". Donald Trump in passato ha spesso speso parole positive per la tortura, ma è sempre stato ripreso dal Segretario alla Difesa Mattis.

Intanto anche l'assistente personale del presidente Donald Trump, John McEntee, è stato allontanato dalla Casa Bianca perché sotto indagine del dipartimento di Sicurezza nazionale per gravi reati finanziari. Lo afferma la Cnn, citando una fonte vicina al caso. Le accuse, precisa l'emittente, non sono legate al presidente Donald Trump. McEntee era stato scortato fuori dalla Casa Bianca lunedì senza che venisse indicata chiaramente la ragione del suo allontanamento: fonti avevano riferito che non era riuscito a ottenere il nulla osta di sicurezza permanente, e la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders non aveva voluto commentare. A distanza di ventiquattro ore, però, la campagna di Trump per le elezioni del 2020 ha già annunciato che McEntee 
è entrato nello staff elettorale come consulente.


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