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venerdì 16 marzo 2012

ITALIA : benzina 2 euro al litro




 ITALIA : benzina  2 euro al litro

Ormai il prezzo della benzina si avvicina ai 2 euro. La gente si chiede perché; c’è qualche motivo reale dietro questo aumento?
La risposta, come per quasi tutti i salassi imposti alla popolazione negli ultimi anni, è un “No” deciso.
Il prezzo del barile è in aumento – anche se ancora lontano dai massimi del 2008 – ma ha quasi nulla a che fare con il costo di estrazione, i consumi del mercato ecc.

grafico realizzato da Prezzibenzina.it
Come ormai dovrebbero sapere tutti – è il risultato della speculazione finanziaria.
C’è chi parla di tensioni geopolitiche, chi di una “ripresa” economica, ma i fatti non si possono nascondere. La maggior parte delle compravendite di contratti sul petrolio sui mercati sono dovute agli speculatori finanziari, non agli utenti (secondo Robert Reich siamo al 64% http://www.huffingtonpost.com/robert-reich/obama-gas-prices_b_1350358.html).
Significa che, come con i mutui, le derrate alimentari o qualsiasi altro bene oggetto di contratti derivati, la bisca mondiale sta utilizzando il petrolio come strumento per fare profitti speculativi, sulla pelle della gente.
Perché può succedere?
Perché abbiamo un sistema finanziario che permette, anzi incoraggia questo tipo di attività non-produttiva, alla ricerca del guadagno a breve termine. Ha senso che chi difatti determina il prezzo del petrolio non c’entra poi niente con la produzione o il consumo dello stesso? Ha senso che chi determina il valore del debito pubblico di una nazione sia mosso soltanto dal profitto speculativo a breve termine?

L’economia mondiale è ormai sotto la gogna di un sistema in cui sono le bolle speculative gestite dalle grosse banche a determinare le azioni dei governi – e quindi sempre più tasse, altra componente dell’aumento dei prezzi, e meno servizi per la gente.
Dopo il tracollo iniziato nel 2007-2008 dovrebbe essere evidente che questo sistema va cambiato alla radice; purtroppo le istituzioni (e una buona parte della popolazione) hanno accettato di affidarsi ai “tecnici”gli stessi che hanno ideato le ricette liberiste responsabili del sistema di oggi.
Per fermare la volata del prezzo della benzina, e anche degli alimentari, dei mutui, del debito pubblico, occorre ri-regolamentare i mercati, vietando le transazioni puramente speculative.
Se compri i futures sul petrolio devi averne un motivo, e prendere consegna della merce, non girare il contratto a qualcun altro per un guadagno immediato.
I derivati sul debito pubblico (tipo i CDS) vanno vietati, in quanto vengono usati solo per manipolare i prezzi.
Significa proteggere le sorti dell’economia reale dalla bisca mondiale; separare le attività produttive da quelle speculative – Glass-Steagall - per salvare le famiglie e le imprese dagli squali della finanza.

Continua la campagna di raccolta firme per Glass-Steagall, vi invitiamo a diffonderla e socializzarla tra i vostri contatti: http://www.firmiamo.it/nobigbanks

Questi alcuni commenti dei firmatari:
La soluzione della crisi economico-finanziaria, innescata dalla speculazione spregiudicata della Finanza globale, non è la distruzione delle economie nazionali e delle nazioni tout court, attraverso la riduzione in schiavitù dei popoli, ma la riforma del sistema finanziario globale. Non sarà facile farlo capire ai pochi politici ancora illuminati. Adriana Z.

Firmiamo tutti, la finanza è una delle cause della rovina del mondo, e adesso siamo nelle mani delle banche vuote a causa dei loro giochi finanziari degli ultimi anni. Questo va impedito per il futuro. Paolo C.

Firmo, firmo molto volentieri per vedere se si possono abbattere i poteri forti che sono la causa del nostro malessere. Adriana C.

Firmo perché non voglio che una banca utilizzi i miei risparmi per i propri interessi privati, ribaltandomi indirettamente le loro perdite e tenendo per sé i profitti. Luigi O.

Non passa giorno che il prezzo dei carburanti segni nuovi record.

Il prezzo complessivo è composto da varie voci: dal costo del prodotto raffinato, il trasporto primario, il costo di stoccaggio, le varie spese di ufficio e punto vendita, fino al margine per il gestore. Sembrerebbero molte, ma tutte queste voci - che contemplano spese e guadagni per divesi soggetti - ammontano solo al 30% del costo del carburante.

La vera “vergogna” arriva dalle famose accise che pesano per il 52% sul costo totale.

L’ELENCO
1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935
14 lire per il finaziamento della crisi di Suez del 1956
10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963
10 lire per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966
10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968
99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976
75 lire per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980
205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983
22 lire per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996
39 lire per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.

Ma non finisce qui: perché come spesso accade in Italia – abbiamo una tassa sulla tassa. Su questi 25 centesimi di euro infatti, sommati alla vera e propria imposta di fabbricazione (definita per decreti ministeriali), viene aggiunta pure l’Iva del 20%.
Alla base di tali dati, credo che la rabbia degli automobilisti sia ampiamente giustificata.

Ma quanto guadagna lo Stato?: i conti sono facili, ogni centesimo di aumento sul carburante comporta un maggiore introito di circa 20 milioni di euro al mese per le casse dello Stato. Secondo i dati dell’Unione petrolifera nel 2007, le entrate fiscali alimentate dai prodotti petroliferi sono state superiori ai 35 miliardi (24,7 derivanti dalle accise e 10,5 dall’Iva).

Questa petizione vuol far si che queste tasse assurde vengano levate!!

firma la petizione


http://www.petizionionline.it/petizione/cancellazione-accise-benzina/6768

Cancellazione accise benzina
 
leggi anke 
http://cipiri1.blogspot.it/2012/04/faccio-il-pieno-con-lolio-fritto.html



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