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lunedì 26 settembre 2011

Campagna per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera


Campagna per i diritti di cittadinanza

e il diritto di voto

per le persone di origine straniera



1° OTTOBRE GIORNATA NAZIONALE DI RACCOLTA FIRME NELLE PIAZZE D’ITALIA. 
Invitiamo tutte le realtà  a promuovere i comitati locali e ad attivare banchetti e iniziative nelle città.



Campagna per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera



Oggi nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera. Molti di loro sono bambini e ragazzi nati o cresciuti qui, che tuttavia solo al compimento del 18° anno di età si vedono riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza, iniziando nella maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico. Questo genera disuguaglianze e ingiustizie, limita la possibilità di una piena integrazione, disattende il dettato costituzionale (art. 3) che stabilisce l’uguaglianza tra le persone e impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento.


La campagna nazionale è promossa da 19 organizzazioni della società civile: Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Tavola della Pace e Coordinamento nazionale degli enti per la pace e i diritti umani, Terra del Fuoco, Ugl Sei e dall’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del Comitato promotore è il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio.

FIRMA QUI :

http://www.litaliasonoanchio.it/index.php?id=537



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'L'Italia sono anch'io' Spot



Prosegue, dunque, la Campagna, promossa dalla CGIL unitamente ad altre 18 associazioni, legata al rispetto dei diritti dei migranti. Ieri, ha preso il via la raccolte di firme per due leggi di iniziativa popolare relative a cittadinanza e diritto di voto, da riconoscere ai migranti regolari. Nelle intenzioni dei promotori, si spera di raggiungere, in 6 mesi, 50.000 firme per ciascuna delle due leggi di iniziativa popolare.
 “la lotta per i diritti dei migranti è una questione che riguarda tutta la società e il futuro del nostro Paese”. Questo è quanto affermato – secondo quanto riportato dal sito web dell CGIL – da Kurosh Danesh, componente dell'ufficio immigrazione della CGIL nazionale. Nella fattispecie la campagna “L'Italia sono anch'io” mira a portare in parlamento due proposte di legge di iniziativa popolare, “già presentate in cassazione”, dedicate l'una alla possibile riforma della cittadinanza, mentre l'altra al possibile riconoscimento ai migranti regolari del diritto di voto con specifico riferimento alle consultazioni elettorali locali.
 Ulteriormente, lo stesso Danesh ha affermato “ per il sindacato è anche una battaglia di civiltà e per la democrazia nel nostro Paese”. La raccolte di firme proseguirà per sei mesi nella speranza, da parte dei promotori, di poter raggiungere un numero di firme sufficienti per presentare le leggi di iniziativa popolare in parlamento. Non solo cittadini comuni ma anche diversi esponenti del mondo culturale, politico e dello spettacolo hanno aderito alla campagna lanciata dal cartello di associazioni. La campagna “L'Italia sono anch'io” pone all'attenzione dell'opinione pubblica italiana dei fatti meritevoli di attenzione e sulla cui , auspicabile, risoluzione qualche governo dovrà prima o poi intervenire.
 Più di quattro milioni di stranieri abitano in Italia, pagano le tasse, lavorano nel nostro paese, fanno crescere e mandano i loro figli a scuola, contribuiscono alla crescita del PIL dell'Italia, lavorano per delle imprese e ne creano loro stessi. Insomma, un fetta di popolazione di questo paese, che pur non di nazionalità italiana, contribuisce a rendere questo paese “multiculturale”, con un evidente arricchimento della comunità italiana, e non invece a detrimento, come sovente da più parti si vuole prospettare. Un patrimonio di vite, persone storie ed esperienze personali, che reclama un adeguato accesso all'esercizio dei diritti civili e politici, baluardi insopprimibili di ogni moderno stato di diritto e di ogni democrazia che sia realmente rappresentativa.
 Sovente, sempre più spesso, l'affannato ricorso a politiche emergenziali dettate dalla contingenza di risolvere il problema dei flussi migratori in entrata, hanno distolto l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica italiana, su delle questioni, quali per l'appunto cittadinanza ed elettorato passivo/attivo, che costituiscono l'in sé del moderno governo delle politiche di accoglienza, integrazione e corretta risoluzione dei rapporti che intercorrono tra comunità nazionale, migranti e lo stato. Questione questa che prima o poi dovrà essere appieno regolamentata, magari in senso più estensivo, rispetto a quanto punto previsto dall'attuale legislazione italiana in materia, nella consapevolezza che rimandare il problema nel tempo, oltre a rendere più difficile l'oggettiva risoluzione dello stesso, mortifica le speranze e le attese di coloro i quali, dopo tanti anni, vogliono finalmente addivenire ad una piena integrazione nello stato che ormai da anni costituisce la loro vera “patria”.

Di Vito Campo
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