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mercoledì 11 maggio 2016

DIRITTI LGBT : APPROVATE LE UNIONI CIVILI



DIRITTI LGBT : APPROVATE LE UNIONI CIVILI 

Ore 15:46 dell’11 maggio 2016, con 369 sì e 193 no è stata votata la fiducia al Governo sulle unioni 
civili. È una data storica, l’Italia non è più fanalino di coda in Europa in materia di diritti LGBT. Da oggi anche noi abbiamo una legge che riconosce le unioni tra persone dello stesso sesso.

Certo è una legge monca. Dopo lo stralcio della stepchild adoption, a febbraio nel passaggio al Senato, e ancor prima con la modifica in “formazioni sociali specifiche” (a settembre dello scorso anno in Commissione giustizia), sono stati cancellati tutti i riferimenti alla famiglia.

Del resto, questa legge è stata approvata grazie al voto dell”NCD di Alfano. Lo stesso che il giorno 
dell’approvazione in Senato del maxemendamento Marcucci disse: «Abbiamo impedito una rivoluzione antropologica contro natura».


Stessi concetti sono stati ribaditi in aula alla Camera dal deputato NCD Calabrò, che si è detto 
soddisfatto per le modifiche che il suo partito ha apportato al disegno di legge: «Il ddl Cirinnà avrebbe introdotto l’adozione per le coppie gay e la stepchild adoption 
che avrebbe portato l’utero in affitto in Italia».
Sappiamo benissimo che sono mistificazioni, costruzioni mediatiche realizzate ad hoc per negare 
l’uguaglianza a tutti i cittadini: la stepchild adoption non ha niente a che fare con l’adozione esterna e ancor meno con la gestazione per altri.

Forse le parole giuste le ha usate Nicola Fratoianni di SEL nell’annunciare il voto contrario alla fiducia di Governo: «La verità è che questa legge, pur dentro un quadro di avanzamento, costruisce in questo paese un’insopportabile discriminazione».
Per questo oggi festeggeremo, ma con l’amaro in bocca. Intanto, il primo passo è stato fatto.


Unioni civili, la legge punto per punto: stralciata la stepchild adoption per le coppie gay

Dal pronunciamento dei giudici sull'adozione all'assenza di obbligo di fedeltà fino alla regolamentazione dei rapporti patrimoniali:
 tutto quello che c'è da sapere sulle norme approvate al Senato

Con l'approvazione dell'aula del senato alla fiducia chiesta dal governo sul maxiemendamento, frutto dell'accordo Pd-Ncd, le unioni civili in italia cominciano a diventare realtà. Rispetto al ddl Cirinnà è stato stralciato l'articolo 5 sulla stepchild adoption, ossia l'adozione del figlio del partner all'interno delle coppie omossessuali. Sono stati eliminati anche alcuni rimandi al codice civile sul matrimonio come l'obbligo di fedeltà. Via anche i riferimenti agli articoli 29-30-31 della Costituzione. Richiamati invece gli articoli 2 e 3 della carta sulle 'formazioni sociali' e sull'uguaglianza tra tutti i cittadini.

La legge reca il titolo 'regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze'. C'è infatti una parte dedicata alle coppie di fatto etero che protranno stipulare i contratti di convivenza, in forma scritta, davanti a un notaio. Ecco le novità, in una scheda dell'agenzia Dire.

Unione civile 'formazione sociale'. E' istituita quale 'specifica formazione sociale' tra due persone maggiorenni dello stesso sesso mediante dichiarazione di fronte all'ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni. Gli atti dell'unione, indicanti i dati anagrafici, il regime patrimoniale e la residenza vengono registrati nell'archivio dello stato civile. Le parti possono stabilire, per la durata dell'unione, un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi, anche anteponendo o posponendo il proprio cognome se diverso.

Vita familiare, no obbligo di fedeltà. Non è stato inserito l'obbligo di fedeltà per le coppie gay come per i coniugi nel matrimonio. Resta però il riferimento alla vita familiare. Con la costituzione dell'unione civile le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri; hanno l'obbligo reciproco all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni. Le parti concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare fissando la residenza comune.

Diritti successori e reversibilità. Si applica il codice civile sul regime patrimoniale della famiglia e la comunione dei beni. Si regolano i diritti successori e le norme sulla reversibilità.

No stepchild adoption ma ok a pronunciamento dei giudici. Per tutelare l'effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall'unione civile le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e quelle con le parole 'coniuge' - 'coniugi' ovunque ricorrono nelle leggi si applicano anche alle unioni civili tranne che per quelle non espressamente richiamate dalla legge e nemmeno per quanto riguarda l'intera legge 4 maggio 1983, n.184 sulle adozioni escludendo così anche la stepchild adoption. Viene però inserito un comma che precisa che 'resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti' in modo da non impedire il pronunciamento dei giudici sui casi di adozioni per le coppie gay.

Scioglimento dell'unione civile. Basterà manifestare, anche disgiuntamente, la volontà di separarsi davanti all'ufficiale di stato civile.

Cambio di sesso. La sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso determina lo scioglimento dell'unione gay. Viene inoltre stabilito che in caso di cambio di genere all'interno di una coppia sposata, anche se i coniugi manifestano la volontà di non farne cessare gli effetti civili, il matrimonio viene sciolto automaticamente e trasformato in unione civile.

Impedimenti e nullità. Sono cause di impedimento per la costituzione di una unione civile o di nullità: l'esistenza di un vincolo matrimoniale o di un'unione civile già in essere; l'interdizione per infermità di mente; rapporti di affinità o parentela; condanna definitiva di un contraente per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l'altra parte; se sia stato disposto soltanto il rinvio a giudizio ovvero sentenza di condanna di primo o secondo grado ovvero una misura cautelare. La procedura per la costituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso è sospesa sino a quando non è pronunziata sentenza di proscioglimento. La sussistenza di una delle cause impeditive comporta la nullità dell'unione civile.  Tra le cause di nullità anche tutte quelle previste dal codice civile per il matrimonio.

Le coppie di fatto etero. Si intendono 'conviventi di fatto' due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un'unione civile.  I conviventi di fatto hanno gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall'ordinamento penitenziario, in caso di malattia o ricovero, in caso di morte (per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie).

Il diritto alla casa 'a tempo'. In caso di morte del proprietario della casa di comune residenza il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa casa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni. Il diritto alla casa viene meno nel caso in cui il convivente superstite cessi di abitarvi stabilmente o in caso di matrimonio, di unione civile o di nuova convivenza di fatto. Nei casi di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto di locazione della casa di comune residenza, il convivente di fatto ha facoltà di succedergli nel contratto.

Case popolari. Nel caso in cui l'appartenenza ad un nucleo familiare costituisca titolo o causa di preferenza nelle graduatorie per l'assegnazione di alloggi di edilizia popolare, di tale titolo o causa di preferenza possono godere, a parità di condizioni, i conviventi di fatto.

Diritti del convivente nell'attività di impresa. Al convivente di fatto che presti stabilmente la propria opera all'interno dell'impresa dell'altro convivente spetta una partecipazione agli utili dell'impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonchè agli incrementi dell'azienda, anche in ordine all'avviamento, commisurata al lavoro prestato. Il diritto di partecipazione non spetta qualora tra i conviventi esista un rapporto di società o di lavoro subordinato.

Il 'contratto di convivenza' e i rapporti patrimoniali. I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un 'contratto di convivenza', redatto in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato. Il contratto può contenere: l'indicazione della residenza; le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo; il regime patrimoniale della comunione dei beni come da codice civile. Il regime patrimoniale scelto nel contratto di convivenza può essere modificato in qualunque momento. Il contratto di convivenza non può essere sottoposto a termine o condizione.

Separazione. Il contratto di convivenza si risolve per: accordo delle parti; recesso unilaterale; matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente ed altra persona; morte di uno dei contraenti. La risoluzione del contratto di convivenza determina lo scioglimento della comunione dei beni. Resta in ogni caso ferma la competenza del notaio per gli atti di trasferimento di diritti reali immobiliari comunque discendenti dal contratto di convivenza.  Nel caso in cui la casa familiare sia nella disponibilità esclusiva del recedente, la dichiarazione di recesso, a pena di nullità, deve contenere il termine, non inferiore a novanta giorni, concesso al convivente per lasciare l'abitazione.

Assegno di mantenimento. In caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall'altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento. Gli alimenti sono assegnati per un periodo proporzionale alla durata della convivenza. Ai fini della determinazione dell'ordine degli obbligati, l'obbligo alimentare del convivente è adempiuto con precedenza sui fratelli e sorelle.

Deleghe al governo. Il governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi in materia di unione civile fra persone dello stesso sesso nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: adeguamento alle previsioni della legge delle disposizioni dell'ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni;  modifica e riordino delle norme in materia di diritto internazionale privato, prevedendo l'applicazione della disciplina dell'unione civile tra persone dello stesso sesso regolata dalle leggi italiane alle coppie formate da persone dello stesso sesso che abbiano contratto all'estero matrimonio, unione civile o altro istituto analogo; modificazioni ed integrazioni normative per il necessario coordinamento con la presente legge delle disposizioni contenute nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti e nei decreti. Con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'interno, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le disposizioni transitorie necessarie per la tenuta dei registri nell'archivio dello stato civile nelle more dell'entrata in vigore dei decreti legislativi.

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lunedì 10 novembre 2014

Persone che Scelgono il Cellulare al Sesso



Vi lascereste mai sedurre dal vostro cellulare?
 Certe donne si, tanto da lasciarsi allontanare dal letto 
e dal proprio uomo che attende desideroso.

Sono molte infatti le donne nel mondo che sceglierebbero il proprio smartphone al proprio partner e al rapporto passionale con esso, ma sono soprattutto quelle cinesi che non riescono a resistere davanti ad una notifica, un messaggio o uno squillo proprio durante i momenti intimi di coppia.

Dai dati emersi da una ricerca condotta da una società di consulenza e trasmessi dall'ANSA, il 45% delle donne cinesi sarebbe disposta infatti a rinunciare al rapporto fisico con il proprio compagno pur di non distogliere l'attenzione dal proprio cellulare o di doversene separare per un breve periodo. Queste stesse donne orientali scelgono di stare lontano dal proprio partner, ma non al loro smartphone.

Lo studio ha dimostrato che al secondo posto si sono posizionate le donne americane che con il 39% battono solo per un punto le colleghe britanniche. Per giungere a questi dati, sono state intervistate circa 3600 rappresentanti del popolo femminile di età compresa tra i 18 e i 64 anni provenienti dal Brasile, dalla Cina, dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna, tutte più propense a possedere un apparecchio cellulare con la quale entrare in contatto con tutto il mondo, piuttosto che possedere un compagno.

Ciò è confermato dalle dichiarazioni delle donne cinesi che hanno affermato di utilizzare i social media per restare aggiornate in tempo reale su tutto ciò che accade in giro. Il 44% di questo gruppo ha poi confessato di usare il proprio smartphone per cercare l'anima gemella o per fare nuove amicizie in Rete. Sono molte le intervistate single che hanno riferito la loro propensione verso il virtuale, preferito spesso al reale per comodità di tempi o per mancanza di sicurezza personale, senza rendersi conto della perdita di possibilità che in questo modo non vengono vissute .

LEGGI ANCHE
Lo smartphone Riduce il Desiderio di SESSO

http://cipiri8.blogspot.it/2016/09/lo-smartphone-riduce-il-desiderio.html

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venerdì 1 agosto 2014

Questo ANNO di Politica Italiana



Questo ANNO di Politica Italiana

1. Due partiti che a parole sono sempre stati avversari si sposano alla luce del sole. Dal PD e FI nasce il PU: il Partito Unico

2. Il M5S propone come Presidente della Repubblica Rodota'. Rodota' e' uomo di sinistra, non espressione del M5S. Era Presidente dei DS ma il PD decide di non votarlo nonostante il suo elettorato spingesse a farlo. Con Rodota' al Colle Berlusconi sarebbe morto!

3. Viene eletto per la seconda volta Presidente della Repubblica (fatto per molti incostituzionale) Giorgio Napolitano. Quel Napolitano che divenne deputato che Stalin era ancora vivo!

4. Il PD fa un governo incedente con Alfano agli interni, la De Girolamo (poi indagata per lo scandalo sanitario nel beneventano e dimissionaria) all'agricoltura e la Cancellieri alla giustizia.

5. Il PD (nonostante Renzi da fuori faccia il “grillino”) salva Alfano e la Cancellieri dalle mozioni di sfiducia presentate dal M5S. Il primo ha fatto deportare illegalmente una mamma e una bimba verso un paese guidato da un dittatore. La seconda, amica dei Ligresti, da Ministro della Giustizia ha provato a far "uscire" Giulia Ligresti dal carcere. “O li salvate o cade il governo” tuona il democratico Letta. Il PD obbedisce.

6. La Corte Costituzionale dichiara incostituzionale il “porcellum” per via del suo premio di maggioranza abnorme. Il Parlamento, figlio del premio di maggioranza truffaldino, dovrebbe fare una sola cosa: sistemare la legge elettorale uscita dalla Consulta. Poi il decoro imporrebbe nuove elezioni ma la maggioranza va avanti.

7. Per la prima volta nella storia della Repubblica il Presidente della Camera applica la ghigliottina e colpisce il M5S che si oppone al regalo di 7,5 miliardi di euro alle banche. Il M5S protesta animatamente ma sempre senza violenza. Al contrario e' il Questore Dambruoso che alza le mani. La vittima della sua viltà e' Loredana Lupo, deputata M5S e neo-mamma.

8. Nel frattempo gli scandali EXPO e MOSE ci mostrano quanto la corruzione sia bipartisan. Non a caso la Camera, grazie alla presenza del M5S vota favorevolmente all'arresto per il deputato PD Genovese e per Galan di FI. Nelle ultime legislature, prima dell'arrivo del M5S la Camera aveva votato 21 volte per l'arresto di un suo componente. 20 NO (salvato 2 volte Cosentino e 2 volte Dell'Utri) e una volta si'. Con il M5S in aula 2 arresti su 2!

9. Renzi, senza passare da elezioni politiche, diventa premier e cosa fa? Convoca Berlusconi al Nazareno e ci firma un patto che nessuno conosce nel dettaglio. Del patto si sa che riguarda una riforma costituzionale (nonostante il Parlamento sia delegittimato) e la riforma elettorale. B. diventa padre costituente nonostante sia stato cacciato dal Senato in quanto frodatore del fisco e partner per la legge elettorale nonostante non possa neppure votare.

10. Nel frattempo viene condannato e poi arrestato Dell'Utri il fondatore di FI. Dalla sentenza si evince che FI sia un partito nato con il beneplacito di “Cosa Nostra”. Evidentemente per il PD questo non e' un problema.

11. Il Paese e' in ginocchio ma il governo si dedica solo a drammatiche riforme costituzionali che trasformerebbero la Repubblica in una dittatura e che non risolvono il vero problema degli italiani: il lavoro!

12. Tutte le forze politiche si coalizzano per distruggere il M5S. Alle elezioni europee Scelta Civica si suicida e B. fa campagna elettorale contro il M5S. Non importa chi vinca, importa solo che il M5S venga fermato.

13. Il disegno legge Boschi sulle riforme costituzionale arriva al Senato. Il governo vuole creare un Senato di nominati e con l'Italicum una Camera di nominati. Gli italiani sono in vacanza (chi se lo può permettere) e la maggior parte dei media non spiega la gravita' della situazione.

14. L'ISTAT ci informa che 6 milioni di italiani vivono in povertà assoluta, che la disoccupazione supera il 14%, quella giovanile il 43% con picchi del 65% al sud.

15. Le proposte di legge del M5S sull'abolizione di Equitalia e sull'istituzione del reddito di cittadinanza non vengono nemmeno prese in considerazione.

16. Al Senato il Presidente Grasso sembra tenere la barra dritta e sembra garantire i diritti alle opposizioni ma, dopo essere stato convocato da Napolitano, cambia atteggiamento. Ghigliottine, “canguri” e scelte arbitrarie dimostrano la sua resa al Monarca Assoluto Napolitano.

17. Intanto si iniziano a intravedere i contenuti del patto del Nazareno. Salvataggio di MEDIASET e riforma della giustizia. Questi sono i temi segreti sui quali hanno discusso Renzi e Berlusconi.

18. Il M5S tenta di aprire un dialogo con Renzi e Napolitano per migliorare legge elettorale e riforme costituzionali. Renzi non risponde nemmeno alle domande sollevate dal M5S e Napolitano, per una lieve indisposizione, nemmeno riceve le opposizioni al Quirinale.

19. Il potere d'acquisto degli italiani crolla, il PIL non cresce, le fabbriche chiudono e gli imprenditori si suicidano.

20. Intanto si continuano a comprare F35, a stare in Afghanistan e a condonare miliardi di euro a slot machine. La corruzione dilaga, la mafia e' dovunque, Parlamento incluso, BERLUSCONI torna ad essere una figura centrale della politica italiana grazie al PD.

DA - Alessandro Di Battista con Mary Martini e Felice Bussi

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Riformare la Giustizia 

facendo patti con Silvio Berlusconi


Giancarlo Caselli: 

"Difficile riformare la giustizia
 facendo patti con Silvio Berlusconi"


LEGGI ANCHE  http://cipiri.blogspot.it/2014/07/capire-il-processo-bunga-bunga.html

Capire il Processo Bunga Bunga

Dunque non era un reato, 
ma solo una gigantesca figura di CACCA. 

Giggin’ ‘a purpetta di Forza Italia


Questo e' il deputato Luigi Cesaro, “Giggin’ ‘a purpetta”, l'autista di Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra Organizzata. Cesaro e' accusato di concorso esterno in associazione di stampo camorristico e di sostegno (con la sua attività politica) al clan dei casalesi. ..

ITALIA : in Povertà 10 Milioni di Persone


in povertà di 10 milioni di persone 

I numeri sono quelli del Censis, ,,


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mercoledì 16 luglio 2014

ITALIA : in Povertà 10 Milioni di Persone


in povertà di 10 milioni di persone 

I numeri sono quelli del Censis, rielaborati da quel sociologo politico fitto di acume che è Marco Revelli. Quelli che secondo l’istituto di ricerca ci fanno “fragili, spaventati, dipendenti”. La povertà relativa riguarda 8 milioni e 272 mila persone, il 13,38 % degli italiani, per un totale di 2 milioni e 734 mila famiglie. Più dell’intera popolazione del Piemonte e a quasi quella della Lombardia. Che “povertà” però? Questa: una famiglia di due membri che spenda mensilmente meno di 992 euro, un singolo meno di 595, una famiglia di 4 tra genitori e figli meno di 1.617. È il dato più grave dell’Ue a 15 e anche in quella a 27 siamo messi male. Il 69% è al Sud, essendo il nostro Meridione in assoluto l’area più povera d’Europa, con un’incidenza sul totale del 27%, un cratere.

Un altro elemento che esula dalle cifre sulla povertà, ma traduce in numeri il concetto Istat di “deprivazione materiale”, è quello che deriva dalle risposte del campione alla domanda “È tollerabile nel vostro bilancio famigliare annuo una spesa straordinaria di 700 euro?”. Avete letto bene, proprio 700 euro in un anno, i danni di un incidente stradale o una malattia lieve, o una cartella di Equitalia… O la cifra che nelle spese delle giunte regionali è spicciolame, mancia… Il 29% degli intervistati risponde di no, che con 700 euro l’anno in meno andrebbero sotto, affogherebbero. Stiamo parlando del 29% delle famiglie italiane, cioè circa 18 milioni di persone. Altre voci analizzate e testimoniate da Revelli sono le “passività bancarie” e le relative sofferenze, cresciute da un anno all’altro del 55%. Pensate al Sud e basta? Sbagliate. In Lombardia tali “sofferenze” sono cresciute in quattro anni del 150%. Prego leggere con calma i dati, rileggerli e sistemarli in un orizzonte mentale (e se volete emotivo…) adeguato. E gli sfratti per morosità? Nell’ultimo triennio siamo passati da 34 mila azioni esecutive a oltre 56 mila.

Ogni anno – esemplifica Revelli – una città come Cuneo si svuota completamente… E ci sarebbero diversi altri numeri, quelli ancora peggiori che dalla “povertà relativa” ci trasferiscono polverizzando gli eufemismi nell’alveo della povertà senza aggettivi… Avete letto fin qui? Sì? Ebbene, lo confesso: vi ho “raggirato” sia pure con le migliori intenzioni. Sono dati e parole dal Censis 2010, avete letto bene, 2010, già analizzati su queste colonne. I dati dell’Istat di ier l’altro, 14 luglio 2014 in cui da noi non è stata presa alcuna Bastiglia né allora né (temo) mai, ci dicono invece di una soglia di povertà ancora cresciuta negli ultimi due anni e mezzo. Un dato su tutti: un italiano su 10 è in povertà assoluta, leggi tranquillamente “miseria”.

 Tutto questo è avvenuto sotto i nostri occhi
Per 20 anni Abbiamo Parlato di Marachelle del Pregiudicato di Arcore , Donne Escort , Corna nelle Foto di Rito , Botte al G8 di Genova , Nessun Controllo al Passaggio Lira Euro , 
 L'Aquila e le Casette di Paglia.

Poi Monti con il suo loden “tedesco” dalle proteste si affacciava Grillo e poi un pesce in barile di nome Letta smaltava da nipote un cognome eccellente, e infine gemmava nel tripudio da 40,8 % l’uomo della Provvidenza, adesso accusato di autoritarismo e antidemocrazia.

P.S. L’unico che dal soglio che occupa pare si interessi davvero alla soglia di povertà è di sicuro Papa Francesco: ma almeno ridia il maltolto delle tasse graziate alle proprietà ecclesiastiche e faccia regredire quella soglia specifica, che è di ricchezza. 
E' questo che ci attendiamo da Sua Santità?



FONTE ISTAT
In Italia ci sono 10.048.000 di persone che vivono in condizioni di povertà relativa, pari al 16,6% della popolazione. Tra questi oltre 6 milioni (6.020.000) sono poveri assoluti, cioè non riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa (9,9%). È quanto ha rivelato l'Istat nel report sulla povertà in Italia.

Nel 2012 i poveri assoluti erano l'8% della popolazione (4.814.000). Nel 2013 tra le famiglie l'incidenza della povertà assoluta è aumentata dal 6,8% al 7,9%. In Italia sono coinvolte circa 303 mila famiglie e 1 milione 206 mila persone in più rispetto all'anno precedente.

AL SUD OLTRE 3 MLN DI PERSONE IN POVERTÀ ASSOLUTA. La situazione è peggiorata soprattutto per effetto dell'aumento di poveri assoluti registrato nel Mezzogiorno (dal 9,8% al 12,6%). Tra il 2012 e il 2013 l'incidenza di povertà relativa tra le famiglie è stabile (dal 12,7% al 12,6%), ma l'incidenza di povertà assoluta è aumentata, specie al Sud: sono poveri in maniera assoluta 725 mila persone in più tra quelle che vivono nel Mezzogiorno. Nel 2012 i poveri assoluti al Sud erano 2.347.000, nel 2013 3.072.000.

OLTRE 1,4 MLN DI POVERI UNDER 18. Rispetto ai dati del 2013 sono in aumento anche i minori che vivono in condizioni di povertà assoluta: sono il 13,8% del totale, pari a 1 milione 434 mila persone. Il dato è peggiorato rispetto al 2012 quando gli under 18 poverissimi erano 1 milione 58 mila (10,3% del totale). STANNO PEGGIO ANZAINI E FAMIGLIE NUMEROSE. Stanno peggio anche gli anziani (i poveri assoluti sono 888 mila, il 7% della popolazione di riferimento), soprattutto se vivono con un altro anziano. Nel 2012 l'incidenza si fermava a 5,8%. La povertà assoluta continua ad aumentare tra le famiglie con tre o più componenti e soprattutto tra quelle con figli, in particolare se minori (dall'8,9% al 12,2%).


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lunedì 3 dicembre 2012

Giornata dei diritti delle persone con disabilità


 

 Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità

Si celebra il 3 dicembre, istituita dall’Onu nel 1981, la giornata dedicata ai disabili. Un evento necessario per promuovere la diffusione dei temi legati alla disabilità e così sensibilizzare l’opinione pubblica.


Oggi si celebra la “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità”, evento stabilito dal “Programma di azione mondiale per le persone disabili” che nel 1981 è stato adottato dall’Assemblea generale dell’Onu. È una giornata dedicata non solo ai disabili ma anche alle loro famiglie, agli operatori, a quanti lavorano nel mondo del sociale e a quanti si interessano delle tematiche connesse al mondo della disabilità. Il tema di quest’anno è “Rimuovere le barriere per creare una società inclusiva e accessibile per tutti”: bisogna promuovere la diffusione di tutti i temi legati alla disabilità, di sensibilizzare in questo modo l’opinione pubblica accrescendo la consapevolezza dei benefici che possono derivare dall’integrazione dei disabili all’interno della vita sociale. È la giornata migliore per discutere delle misure concrete da adottare per ridurre le numerose barriere (materiali e culturali), dei comportamenti discriminatori nei confronti dei disabili.
“Misure di inclusione negate a causa del taglio dei fondi”.

 - L’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni che opera presso il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri), proprio in occasione della giornata dedicata alla disabilità, ha raccolto l’appello lanciato dall’Onu facendo riferimento anche al contesto di forte crisi economica del Paese e del rischio “che alcune misure di inclusione, prima garantite, anche dagli enti locali, ora vengano negate a causa del taglio dei fonti”. Per questi motivi si discute anche in Europa la portata del concetto di “soluzioni ragionevoli” finalizzate a garantire l’inclusione dei disabili, mantenendo sempre alta la soglia di allarme su questi problemi e per fare in modo che i diritti dei disabili siano considerati diritti umani inderogabili “e non diritti finanziariamente condizionati”. Tante le iniziative in diverse città, compresa quella del Ministero dei Beni culturali che, nell’ambito delle proprie competenze, promuove esperienze per mostrare quanto fatto per rendere più accessibili i luoghi d’arte in Italia. Il Ministero, attraverso lo slogan “Un giorno all’anno tutto l’anno”, dichiara il suo impegno continuativo per permettere alle persone con disabilità di godere pienamente di tutti i diritti umani e libertà fondamentali.


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lunedì 26 settembre 2011

Campagna per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera


Campagna per i diritti di cittadinanza

e il diritto di voto

per le persone di origine straniera



1° OTTOBRE GIORNATA NAZIONALE DI RACCOLTA FIRME NELLE PIAZZE D’ITALIA. 
Invitiamo tutte le realtà  a promuovere i comitati locali e ad attivare banchetti e iniziative nelle città.



Campagna per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera



Oggi nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera. Molti di loro sono bambini e ragazzi nati o cresciuti qui, che tuttavia solo al compimento del 18° anno di età si vedono riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza, iniziando nella maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico. Questo genera disuguaglianze e ingiustizie, limita la possibilità di una piena integrazione, disattende il dettato costituzionale (art. 3) che stabilisce l’uguaglianza tra le persone e impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento.


La campagna nazionale è promossa da 19 organizzazioni della società civile: Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Tavola della Pace e Coordinamento nazionale degli enti per la pace e i diritti umani, Terra del Fuoco, Ugl Sei e dall’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del Comitato promotore è il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio.

FIRMA QUI :

http://www.litaliasonoanchio.it/index.php?id=537



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'L'Italia sono anch'io' Spot



Prosegue, dunque, la Campagna, promossa dalla CGIL unitamente ad altre 18 associazioni, legata al rispetto dei diritti dei migranti. Ieri, ha preso il via la raccolte di firme per due leggi di iniziativa popolare relative a cittadinanza e diritto di voto, da riconoscere ai migranti regolari. Nelle intenzioni dei promotori, si spera di raggiungere, in 6 mesi, 50.000 firme per ciascuna delle due leggi di iniziativa popolare.
 “la lotta per i diritti dei migranti è una questione che riguarda tutta la società e il futuro del nostro Paese”. Questo è quanto affermato – secondo quanto riportato dal sito web dell CGIL – da Kurosh Danesh, componente dell'ufficio immigrazione della CGIL nazionale. Nella fattispecie la campagna “L'Italia sono anch'io” mira a portare in parlamento due proposte di legge di iniziativa popolare, “già presentate in cassazione”, dedicate l'una alla possibile riforma della cittadinanza, mentre l'altra al possibile riconoscimento ai migranti regolari del diritto di voto con specifico riferimento alle consultazioni elettorali locali.
 Ulteriormente, lo stesso Danesh ha affermato “ per il sindacato è anche una battaglia di civiltà e per la democrazia nel nostro Paese”. La raccolte di firme proseguirà per sei mesi nella speranza, da parte dei promotori, di poter raggiungere un numero di firme sufficienti per presentare le leggi di iniziativa popolare in parlamento. Non solo cittadini comuni ma anche diversi esponenti del mondo culturale, politico e dello spettacolo hanno aderito alla campagna lanciata dal cartello di associazioni. La campagna “L'Italia sono anch'io” pone all'attenzione dell'opinione pubblica italiana dei fatti meritevoli di attenzione e sulla cui , auspicabile, risoluzione qualche governo dovrà prima o poi intervenire.
 Più di quattro milioni di stranieri abitano in Italia, pagano le tasse, lavorano nel nostro paese, fanno crescere e mandano i loro figli a scuola, contribuiscono alla crescita del PIL dell'Italia, lavorano per delle imprese e ne creano loro stessi. Insomma, un fetta di popolazione di questo paese, che pur non di nazionalità italiana, contribuisce a rendere questo paese “multiculturale”, con un evidente arricchimento della comunità italiana, e non invece a detrimento, come sovente da più parti si vuole prospettare. Un patrimonio di vite, persone storie ed esperienze personali, che reclama un adeguato accesso all'esercizio dei diritti civili e politici, baluardi insopprimibili di ogni moderno stato di diritto e di ogni democrazia che sia realmente rappresentativa.
 Sovente, sempre più spesso, l'affannato ricorso a politiche emergenziali dettate dalla contingenza di risolvere il problema dei flussi migratori in entrata, hanno distolto l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica italiana, su delle questioni, quali per l'appunto cittadinanza ed elettorato passivo/attivo, che costituiscono l'in sé del moderno governo delle politiche di accoglienza, integrazione e corretta risoluzione dei rapporti che intercorrono tra comunità nazionale, migranti e lo stato. Questione questa che prima o poi dovrà essere appieno regolamentata, magari in senso più estensivo, rispetto a quanto punto previsto dall'attuale legislazione italiana in materia, nella consapevolezza che rimandare il problema nel tempo, oltre a rendere più difficile l'oggettiva risoluzione dello stesso, mortifica le speranze e le attese di coloro i quali, dopo tanti anni, vogliono finalmente addivenire ad una piena integrazione nello stato che ormai da anni costituisce la loro vera “patria”.

Di Vito Campo
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martedì 5 ottobre 2010

WHD I GOVERNI NON POSSONO IGNORARE UN MILIARDO DI PERSONE




WORLD HABITAT DAY: I GOVERNI NON POSSONO IGNORARE UN MILIARDO DI PERSONE


Amnesty International ha affermato oggi che i governi non possono celebrare il World Habitat Day delle Nazioni Unite e allo stesso tempo ignorare un miliardo di persone che vivono negli insediamenti abitativi precari.

‘Due settimane fa a New York, i governi hanno promesso di aiutare 100 milioni di persone che vivono negli insediamenti abitativi precari. Il problema e’ che li’ ci vive piu’ di un miliardo di persone, senza acqua, scuole, servizi igienico-sanitari e cure mediche’ – ha detto Widney Brown di Amnesty International.

Gli sgomberi forzati di persone che vivono negli insediamenti abitativi precari hanno luogo in varie parti del mondo: le comunita’ rom vengono sgomberate da una parte all’altra d’Europa, gli abitanti degli insediamenti abitativi precari di Delhi, la capitale dell’India, sono sgomberati con la forza per fare spazio ai giochi del Commonwealth e lo stesso rischio corrono piu’ di 200.000 persone a Port Harcourt, in Nigeria.

L’ultimo Summit sugli Obiettivi di sviluppo del millennio non e’ stato in grado di chiedere ai governi di porre fine agli sgomberi forzati, malgrado sia evidente che questi sgomberi trascinino ancora di piu’ le persone nella poverta’ e compromettano tutti gli Obiettivi di sviluppo del millennio. La dichiarazione finale del Summit ha invece chiesto ai governi di ‘ridurre la popolazione degli insediamenti abitativi precari’, un’espressione che Amnesty International teme possa favorire ulteriori sgomberi forzati.

‘Dalla Francia allo Zimbabwe fino alla Cambogia, abbiamo documentato come i governi stiano abbattendo le abitazioni delle persone tra le piu’ povere dei loro paesi. Queste persone finiscono per essere dimenticate dalla legge, non ricevono un risarcimento e non hanno un posto dove andare a vivere’ – ha detto Brown.

‘E’ giunto il tempo per i leader mondiali di andare oltre la retorica che abbiamo ascoltato a New York e prendere immediatamente provvedimenti per proteggere i diritti delle persone che vivono negli insediamenti abitativi precari’.

Amnesty International si occupa degli Obiettivi di sviluppo del millennio e degli insediamenti abitativi precari nell’ambito della sua campagna ‘Io pretendo dignita’’, che intende denunciare e combattere le violazioni dei diritti umani che rendono le persone povere e le intrappolano nella poverta’. L’organizzazione per i diritti umani sollecita tutti i governi a porre fine agli sgomberi forzati, garantendo uguale accesso ai servizi pubblici alle persone che vivono negli insediamenti abitativi precari e la loro attiva partecipazione alle decisioni che influenzano la loro vita. La campagna mobilita persone di ogni parte del mondo affinche’ chiedano ai governi, alle grandi aziende e ad altri soggetti di ascoltare la voce di chi vive in poverta’ e riconoscere e proteggere i loro diritti. -

lunedì 7 settembre 2009

Funerali di Teresa Sarti, presidente di Emergency





Migliaia di persone per i funerali di Teresa Sarti, presidente di Emergency, e molto di più
Capita di rado di sentire tanto parlare di futuro in occasione di un funerale, ma nel salutare del popolo di Emergency (e non solo) al suo presidente Teresa Sarti, all'Arena Civica di Milano, lo sguardo era rivolto in avanti. E questo lei lo avrebbe apprezzato.

Un impegno, già da subito, per i domani che verranno preso da tutti coloro che piangeranno per molto tempo ancora la scomparsa di Teresa, avvenuta il 1 settembre scorso, e che si sono rinnovati la promessa di portarne avanti il lavoro infaticabile svolto nei quindici anni di vita di Emergency.
Tante persone, tutte di fronte al palco allestito per gestire un flusso costante di amici. Fa gli onori di casa Nico Colonna di Smemoranda. Si alternano sul palco Vauro, Gianni Mura, Lella Costa, Moni Ovadia, Erri De Luca e i Modena City Ramblers. Anche altri personaggi noti tra i presenti, che oggi, come tutti gli altri, hanno un ricordo personale di Teresa, un momento privato da condividere. Capita anche di sentir cantare Erri De Luca, per lei. Sono solo amici, oggi. E tanta era la gente comune, che con lei ha condiviso l'idea di fare qualcosa di concreto per gli altri. Persone come tante, che magari si son trovati una sera a mangiare un po' di gorgonzola con Teresa, parlando dei diritti di tutti.

Compagni e sostenitori di un viaggio che, come racconta Carlo Garbagnati, per anni vice presidente di Emergency, ha portato Teresa a girare senza sosta, in Italia e all'estero, armata di un sorriso con il quale chiedeva anche agli altri di credere in un'idea. E riuscita a farlo così bene, che a salutarla è parso di vedere più di tre milioni di persone, curate gratuitamente in tutto il mondo in quindici anni dalla sua associazione. Un'idea che, come ha raccontato Maso Notarianni, direttore di PeaceReporter e genero innamorato, riesce a unire nel commosso saluto a Teresa, Montezemolo e i militanti della Fiom. Assieme agli ambasciatori di Sudan e Afghanistan, che per una volta hanno conosciuto un Occidente diverso. Che aveva un volto nuovo, due occhi verdi e una fiamma di capelli rossi. E un sorriso disarmante. Che costruiva (e costruisce) la pace, senza limitarsi a parlarne e basta.

La figlia Cecilia, in un contesto che parla di tutto il mondo, restituisce la Teresa privata, delle lezioni di cucina e di grammatica. La madre e il presidente di Emergency, mai differenti tra di loro, che la pace la insegnava con la poesia. Costringendo tutti a continuare a farlo, perché la morte è inutile solo quando non incita a seguire gli insegnamenti di una vita, passando combattendo quelli che per tanti sono mulini a vento, ma per Teresa sono ospedali d'eccellenza. Per tutti.

Chiude Gino Strada. Mai come oggi il marito di Teresa, prima di tutto il resto.

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Zoosk

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