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martedì 19 novembre 2013

Svizzera : Referendum sul Reddito di Cittadinanza


Svizzera : Referendum sul Reddito di Cittadinanza

Il comitato promotore ha raccolto le firme, 
ora il governo deve stabilire una data: 

si propone di dare 2000 euro al mese a tutti, 
non solo i disoccupati

Venerdì 4 ottobre un comitato svizzero ha presentato le oltre 100mila firme necessarie per indire un referendum sull’introduzione del reddito di cittadinanza: la proposta, che si voterà in una data ancora da stabilire, prevede che la Svizzera conceda 2500 franchi svizzeri al mese (pari a circa 2000 euro) a ogni cittadino maggiorenne e l’equivalente di 500 euro mensili a chi non ha ancora compiuto 18 anni. I promotori dell’iniziativa hanno festeggiato il raggiungimento del numero necessario di firme con un’azione dimostrativa particolare: hanno versato letteralmente otto milioni di monete da cinque centesimi nella piazza del Parlamento di Berna, la capitale della Svizzera (una moneta per ogni persone che vive in Svizzera, hanno spiegato).

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Il reddito di cittadinanza proposto dall’iniziativa popolare non è “subordinato ad alcuna contro prestazione” e non è “sostitutivo di un salario o di un’indennità perduti”. È “individuale”, nel senso che si prevede venga dato alle singole persone, e non alle famiglie. L’introduzione del reddito di cittadinanza dovrebbe costare, secondo i promotori, circa 400 miliardi di franchi svizzeri (circa 326 miliardi di euro). La maggior parte dei soldi dovrebbe arrivare dal sistema di assicurazione sociale svizzero, quindi rielaborando del tutto il welfare: verrebbero a quel punto eliminati assegni famigliari, sussidi per malati, borse di studio, eccetera. Secondo alcuni critici, comunque, questa soluzione potrebbe non essere sufficiente a finanziare l’intera iniziativa.

Enno Schmidt, uno dei fondatori dell’iniziativa sul reddito di cittadinanza, ha detto a Russia Today: «Potrebbe essere un momento storico, come per l’abolizione della schiavitù o il movimento dei diritti civili. Certamente quelli che non lo vorranno troveranno delle scuse, ma quelli che lo vogliono troveranno soluzioni». Lo scorso maggio, quando già il gruppo promotore aveva annunciato di avere raggiunto le 100mila firme necessarie per il referendum, Repubblica aveva intervistato Bernard Kundig, esponente svizzero della piattaforma mondiale Basic Income Earth Network (BIEN). Kundig aveva spiegato: «Con il reddito di base garantito i cittadini sarebbero sollevati dalla necessità di trovare un lavoro, peraltro sempre più raro, ad ogni costo, disponendo della possibilità di scegliere l’attività a loro più congeniale, per contribuire al processo sociale e a porre le basi di una società postindustriale rispettosa della natura»

Il diritto di iniziativa popolare è previsto dalla Costituzione svizzera dal 1891. La Costituzione prevede per questo tipo di referendum una doppia maggioranza, di popolo e di cantoni. In Svizzera l’iniziativa popolare è uno strumento utilizzato piuttosto spesso: nel marzo di quest’anno la stampa di tutto il mondo si è molto occupata della decisione di imporre un tetto agli stipendi dei manager, approvata dalla grande maggioranza dei cittadini svizzeri in un referendum, malgrado l’opposizione di tutte le maggiori forze politiche. Il 24 novembre gli svizzeri voteranno per un altro referendum, sulla cosiddetta “iniziativa 1:12″, che prevede che lo stipendio mensile di un manager non possa superare la paga annuale del dipendente di più basso livello della società.

da http://www.ilpost.it/ .



NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://www.mundimago.org/

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LA FOTO


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mercoledì 15 maggio 2013

BLOG DI CIPIRI: Sabato 18 maggio i metalmeccanici si mobilitano e ...


Sabato 18 maggio i metalmeccanici si mobilitano e scendono in piazza a Roma



Appello per la manifestazione
Per aderire invia una mail a fiom18maggio@fiom.cgil.it


L'appello di Stefano Rodotà a partecipare alla manifestazione della Fiom di sabato 18 maggio 2013

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leggi tutto ...
BLOG DI CIPIRI: Sabato 18 maggio i metalmeccanici si mobilitano e ...: Appello per la manifestazione Per aderire invia una mail a  fiom18maggio@fiom.cgil.it   l'evento su facebook Diritt...

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giovedì 9 maggio 2013

Sabato 18 maggio i metalmeccanici si mobilitano e scendono in piazza a Roma



Appello per la manifestazione
Per aderire invia una mail a fiom18maggio@fiom.cgil.it





Diritto al lavoro, all'istruzione, alla salute, al reddito, alla cittadinanza, per la giustizia sociale e la democrazia

Sabato 18 maggio i metalmeccanici si mobilitano e scendono in piazza a Roma perché cinque anni fa con il governo Berlusconi ci avevano detto che la crisi non c'era, era passeggera, addirittura superata.

Negli ultimi due anni col governo Monti, visto che la crisi non si poteva più negare, si è passati a un uso della crisi per legittimare le politiche di austerità in tutta Europa.

La scelta di non intervenire sulle cause ha determinato che il 10% della popolazione ha il 50% della ricchezza: i responsabili hanno quindi continuato ad aumentare le proprie rendite. Inoltre le banche hanno ridotto il credito e investito in titoli spazzatura e la Confindustria ha puntato sulla cancellazione dei diritti e la riduzione del salario.

Risultato?

Hanno cancellato l'articolo 18, derogato ai contratti e alle leggi, tagliato la spesa sociale, chiuso ospedali e per 9 milioni di persone non è più garantito il diritto alla salute, chiuso scuole e università, posticipate e ridotte le pensioni. Hanno addirittura provato a generare una guerra tra inoccupati, disoccupati e precari, giovani e non, donne e uomini.

L'Italia continua a essere il paese con la massima evasione fiscale e la minore tassazione delle rendite finanziarie mentre attraverso le politiche fiscali hanno continuato a spremere pensionati e lavoratori dipendenti.

I risultati di questa scelta sono: licenziamenti, aumento delle disuguaglianze sociali, impoverimento e inaccessibilità al lavoro.
Questa condizione di solitudine ha addirittura portato persone a togliersi la vita.
Adesso Basta! Non vogliamo più essere divisi e ricattati, è il momento di cambiare
Il 18, a Roma, manifestiamo per:
- riconquistare il diritto del e nel lavoro;
- la riconversione ecologica del nostro sistema industriale per valorizzare i beni comuni acqua, aria e terra;
- un piano straordinario d'investimenti pubblici e privati e il blocco dei licenziamenti anche attraverso l'incentivazione della riduzione dell'orario con i contratti di solidarietà e l'estensione della cassa integrazione;
- un contratto nazionale che tuteli i diritti di tutte le forme di lavoro con una legge sulla democrazia che faccia sempre votare e decidere i lavoratori;
- un reddito per una piena cittadinanza di inoccupati, disoccupati e studenti;
- fare in modo che la scuola, l'università e la sanità siano pubbliche e per tutti;
- combattere le mafie e la criminalità organizzata che si sono infiltrate sia nella finanza che nell'economia;
- la rivalutazione delle pensioni e per un sistema pensionistico che riconosca la diversità tra i lavori;
- un'Europa fondata sui diritti sociali e contrattuali, su un sistema fiscale condiviso e sul diritto di cittadinanza e sulla democrazia delle istituzioni.

Per queste ragioni ci rivolgiamo a tutte le donne, gli uomini, i giovani, i precari, i disoccupati, i migranti, i pensionati, perché noi operaie, operai, impiegate e impiegati metalmeccanici, come voi, vogliamo una democrazia che ci permetta di partecipare e decidere del nostro futuro.

http://www.fiom.cgil.it/eventi/2013/13_05_18-manifestazione/


Landini (Fiom) contro gli aiuti pubblici alle scuole private Intervenendo a Bologna ad un incontro per il referendum sul finanziamento alle scuole dell’infanzia private (a cui, invitato, non ha partecipato Rodotà), il segretario nazionale della FIOM, Maurizio Landini (reggiano) ha tirato in ballo anche il comune di Reggio Emilia, il cui sindaco, Graziano Delrio, è stato nominato alcuni giorni fa ministro nel Governo Letta.
"Non mi interessa di che tipo di referendum si tratta, se consultivo o abrogativo - ha detto Landini - il referendum c'è e quindi il risultato parla a Bologna e fuori da Bologna. Se vince l'opzione B (il mantenimento dei finanziamenti comunali alle materne private, ndr) ci sarà un motivo in più per i nostri governanti per dare i soldi pubblici, cioè di tutti noi, alla scuola privata. Quello che fate a Bologna lo fate per voi, ma anche per tutto il Paese. Anche a Reggio Emilia, la città con gli asili migliori del mondo, questo processo di privatizzazione sta andando avanti in maniera preoccupante". .
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martedì 22 maggio 2012

Beppe Grillo: Reddito di cittadinanza per tutti


Beppe Grillo: "Reddito di cittadinanza per tutti"



 Beppe Grillo dal suo blog propone "un reddito di cittadinanza che consenta di vivere dignitosamente a ogni persona va introdotto al più presto. Non è più derogabile. I suicidi per disperazione, come quello di Brescia dove un uomo si è ucciso con i suoi bambini, sono omicidi sociali. Nessuno deve essere lasciato indietro. A chi obietta che non ci sono i soldi va risposto sul muso che i soldi ci sono e anche tanti - sottolinea Grillo - Tagliamo le spese militari, i contributi elettorali, gli stipendi dei consiglieri regionali, le pensioni d'oro, i finanziamenti ai giornali. La lista dei tagli è infinita, ma Monti non la puo' attuare. Il Sistema non può riformare se stesso, e intanto la gente muore. Reddito di cittadinanza. Subito!"

 Un reddito di cittadinanza che consenta di vivere dignitosamente a ogni persona va introdotto al più presto. Non è più derogabile. I suicidi per disperazione, come quello di Brescia dove un uomo si è ucciso con i suoi bambini, sono omicidi sociali. Nessuno deve essere lasciato indietro. A chi obietta che non ci sono i soldi va risposto sul muso che i soldi ci sono e anche tanti. Tagliamo le spese militari, i contributi elettorali, gli stipendi dei consiglieri regionali, le pensioni d'oro, i finanziamenti ai giornali. La lista dei tagli è infinita, ma Monti non la può attuare. Il Sistema non può riformare sé stesso, e intanto la gente muore. Reddito di cittadinanza. Subito!
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On. Antonio Mazzocchi, Questore Camera dei Deputati


se vuoi leggi e firma qui

http://cipiri.blogspot.it/2012/04/reddito-minimo-di-cittadinanza.html
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lunedì 14 maggio 2012

REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA



RACCOLTA ADESIONI ONLINE PER L'INTRODUZIONE DEL REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA DI 600 EURO MENSILI 

INDICE: A) OBIETTIVO E MOTIVAZIONI B) COME PUOI AIUTARCI C) STRUTTURA ORGANIZZATIVA E PARTECIPAZIONE D)STRATEGIA DI COMUNICAZIONE

A) Obiettivo e motivazioni.
L'obiettivo è naturalmente una legge che istituisca il reddito di cittadinanza. In tutti i paesi europei c'è la crsii, ma dove esiste una rete di sicurezza economica per momenti di difficolta' che tutti potremo avere, non ci sono 3 cose: suicidi per la disperazione economica, code davanti alla caritas e offerte di lavoro per 300 euro al mese. In Italia purtroppo....

Strumenti...Come?

1) La raccolta firme online(partecipazione all'evento) e la sua diffusione...per divenire una massa critica ed un movimento d'opinione rilevante.
2) diffusione di notizie e documenti sul reddito di cittadinanza(ad esempio il fatto che in una regione, il friuli è stato adottato per 2 anni con ottimi risultati.
3) Coinvolgimento di partiti, associazioni ,media singole personalita'...

Chi simao, quali partiti ci rappresentano.

L'obiettivo è talmente preciso che ogni partecipante associazioe ecc che faccia qualcosa per raggiungerlo ci rappresenta tutti....in quel momento per quell'argomento.
Per i partiti...ci rappresentera'...non un partito ma la coalizione che mettera' nel suo programma, l'immediata istituzione del reddito di cittadinanza. Non ci sara' nessun Daniele Compagni o tizio caio candidato che rappresentera' singolarmente questa richiesta.

Le 2 fasi della campagna

La prima è per l'appunto l'azione di lobbing sui programmi delle coalizioni che si presenteranno alle elezioni politche, probabilmente entro fine 2012(il programma). Il secondo step sara' il controllo attento ed attivo pe rl'istituzione della legge entro 'il 2013

Che dire d'altro...Aiutaci anche tu..

B) COME PUOI AIUTARCI
Alcune azioni utili che ognuno di noi puo' fare per sostenere la campagna Online per il Reddito di Cittadinanza
1) Invitare amici su questa pagina
2) Condividere per piu' giorni(ogni nostro post viene letto mediamente dal 3% dei nostri amici) il link dell'iniziativa sulla propria bacheca
3) Contattare singolarmente amici particolarmente attivi su facebook
4) Condividere documenti, post sul reddito di cittadinanza, sia sulla vostra bacheca che qui.

Come condividere i link, le pagine, i documenti. Copiate l'indirizzo sul vostro Browser (Modzilla...explorer Google Crome ecc) che inizia con https:// ed incollatelo sulla vostra bacheca. L'indirizzo da copiare per questa pagina ad esempio è: https://www.facebook.com/

events/206994722742864/
Per invitare tutti gli amici (se hai Chrome) scarica facebook inviter a questo link https://chrome.google.com/
webstore/detail/ofcnbnhefnmjancehemliplicihbcjjb/related

C) STRUTTURA ORGANIZZATIVA

1) Raccolta adesioni( rimane per ora l'attivita' principale)
https://www.facebook.com/
events/206994722742864/

2) Pagina Movimento....servira' a diffondere piu' informazioni possibili e nel modo piu' ordinato sul reddito di cittadinanza e su iniziative.

https://www.facebook.com/
MovimentoPerLintroduzioneDelRedditoDiCittadinanza

3) Ci sono 2 gruppi di lavoro, Comunicazione RdC e Cultura RdC, ai quali chiunque vogli dare una mano puo' partecipare. Il primo si occupa della raccolta adesioni e lobbing su partiti ed associazioni, il secondo si occupa di diffondere aggiore conoscenza, intgeragire con assoc che gia' lo promuovono ed in particolare della Pagina sopracitata.
il link a Comunicazione RdC
https://www.facebook.com/
groups/368700153175568/
Il link a Cultura RdC
https://www.facebook.com/
groups/326724410726265/

D) STRATEGIA DI COMUNICAZIONE

1) L'obiettivo è chiaro, non siamo un partito nascente ma un movimento con un obiettivo chiaro ed una scadenza precisa, il reddito di cittadinanza e la sua istituzione entro il 2013(passaggio intermedio...che sia un punto chiaro del programma di coalizione progressista)
2) L'investimento di tempo ed impegno è quindi prima ancora nella comunicazione e diffusione di conoscenza che sul lato organizzativo.
3) Facebook viene defiita la Internet in Luce, nel senso che è un'area molto frequentata e che richiede un investimento minore per rendersi visibili. Anche perchè attraverso i suoi amci ed il suo profilo ognuno di noi è puo' essere attivo nella divulgzione. Sui siti internet questo non è possibile, l'unica forma di pubblicita' è gestita dai motori di ricerca...a pagamento. Questo non vuol dire che non si stia lavorando per un sito...ma stiamo cercando di aggregarci ad altre realta' che lavorano per lo stesso obiettivoe vi faremo sapere presto novita'. Un ultima cosa finora tra inviti e condivisioni si puo' pensare di aver informato ca 30.000 persone...su FB credo si sia oltre i 10.000.000 abbiamo ampio spazio di crescita.
4) Infine ma non meno importante, e che nelle nostre pagine FB non vedete è l'attivita' di informazione che stiamo costruendo(sempre nel nostro piccolo) verso associazioni partiti media e gruppi FB. L'effetto lo vedete nei ca 60 circoli di partiti associazioni e sindacati che hanno aderito. Come gia' detto per fortuna non siamo soli gia' partiti e sindacati, associazioni, intellettuali stanno richiedendo questo diritto. Noi vogliamo dare ulteriore forza ed un indirizzo chiaro alla richiesta....perchè se una coalizione progressista si presentasse alle elezioni senza questo punto...che la si vota a fare?


Reddito minimo di cittadinanza




SEI DISOCCUPATO? 
LO SAPEVI CHE ANCHE IN ITALIA PUOI OTTENERE IL REDDITO MINIMO GARANTITO?

FAI VALERE I TUOI DIRITTI; FIRMA QUI http://
www.petizionionline.it/petizione/applicazione-anche-in-liguria-del-reddito-minimo-garantito/6832
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venerdì 13 aprile 2012

Reddito minimo di cittadinanza




SEI DISOCCUPATO? 

LO SAPEVI CHE ANCHE IN ITALIA PUOI OTTENERE IL REDDITO MINIMO GARANTITO?

FAI VALERE I TUOI DIRITTI; FIRMA QUI http://
www.petizionionline.it/

petizione/
applicazione-anche-in-liguria-del-reddito-minimo-garantito/6832

Il reddito minimo garantito, detto anche reddito di cittadinanza, è una misura di sostegno sociale adottata in tutta Europa che si applica - in genere - a categorie di cittadini che vivono un momento di difficoltà rispetto al lavoro: giovani in attesa di prima occupazione, ultracinquantenni disoccupati con difficoltà di reinserimento, persone in condizione di marginalità sociale.

SCOPRIAMO CHE ANCHE IN ITALIA ESISTE QUESTA REALTA’ ed è già applicata in alcune regioni, (Lazio, Campania, Basilicata, Friuli, Trentino, Valle d’Aosta, Puglia) peccato che nessuno ne parli. Se ci fosse stata una volontà di occultamento di questa realtà, essa non avrebbe potuto raggiungere meglio il suo obiettivo.

FIRMA IL TUO FUTURO!!! Stiamo raccogliendo firme, partendo dalla Liguria, per chiedere alle Regioni di applicare (come la legge prevede) IL REDDITO MINIMO GARANTITO.

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FIRMA

Per chi volesse approfondire un minimo il tema ecco una semplice tabella Reddito minimo in Europa,  tanto per dare un'idea di ciò di cui si sta parlando. Ho omesso Svezia e Finlandia dove il reddito minimo viene pagato anche a chi lavora nel caso non raggiungesse  una soglia minima, diversa a seconda delle regioni. , ma comunque intorno ai 13 mila euro l'anno. E così pure ho tralasciato Spagna e Portogallo in cui il reddito minimo è stabilito anno per anno (circa 8000 mila euro nel 2011) che funge anche da salario minimo e in cui sono le Regioni ad occuparsi in via diretta dei sussidi.

Reddito minimo di cittadinanza



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Ragazzi lo sapete che in tutta l'UE (tranne Italia e Grecia) è riconosciuto un reddito minimo di cittadinanza (almeno 350€+spese affituali) a ogni maggiorenne con meno di 12mila euro di reddito annuo?

Altri dati welfare (ma sono solo alcuni, di esempi ce ne sono molti altri):

1)Indennità disoccupazione:
-Per avere l'indennità di disoccupazione in Italia occorrono almeno due anni di contributi, oppure 52 contributi settimanali negli ultimi due anni. In Francia per aver diritto all'indennità è necessario aver lavorato almeno 6 degli ultimi 22 mesi. L'ammontare dell'indennità viene stabilito con una media della retribuzione degli ultimi 12 mesi, secondo un sistema che salvaguarda i redditi più bassi. La durata dell'indennità varia da un minimo di 7 mesi ad un massimo di 60. A ciò si aggiungono circa 10 euro fissi al giorno, in determinate circostanze.
-In Germania l'indennità di disoccupazione si chiama Arbeitslosenhilfe. Viene calcolata in base al netto dell'ultimo stipendio (il 60% e con figli il 67%), e non è una voce soggetta a tassazione. Fino al 2002 si aveva diritto alla sovvenzione dell'Arbeitslosenhilfe anche con un'occupazione di sole 12 ore alla settimana. Sarà sopravvissuta alla riforma restrittiva questa opportunità? Diciamo che per noi cambia veramente poco. La durata dell'indennità di disoccupazione varia dai 6 ai 32 mesi (per chi ha 57anni). Ma a partire dal 31.01.06 si porterà a 12 mesi con un massimo di 18 mesi per chi ha più di 55 anni. Dopo questi 12 mesi gli Arbeitslosen tedeschi dovranno "accontentarsi" dell'Arbeitslosengeld II che di fatto è illimitata.

2)Aiuti affittuali:
Quante volte si è chiacchierato del problema del costo degli alloggi? Qui veramente i numeri parlano da soli. L'Italia spende un ridicolo 0,1%, mentre la Francia spende il 3,1% e l'Inghilterra il 5,5.

FONTI:
Situazione europea:

http://www.redditodicittadinanza.com/articoli/Redditominimogarantito_MicroM05...

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- di Giovanni Perazzoli  – MicroMega -

La trasmissione sullo stato sociale di Michele Santoro è stata un’altra occasione persa per parlare dello stato sociale.
Per me che vivo in Olanda appare assolutamente incomprensibile che non si ponga in Italia alcuna attenzione ai sussidi di disoccupazione europei.
I giornali parlano di un “modello tedesco” che è frutto più di fantasia che di realtà. Tanto più, allora, perché non informare l’opinione pubblica italiana che in Germania (come in tutta Europa) non sono, attenzione, coloro che sono stati licenziati ad avere dallo stato l’affitto dell’alloggio e un sussidio illimitato, ma tutte le persone maggiorenni disoccupate, indipendentemente dal fatto che abbiamo o meno mai lavorato? Il sussidio termina, in mancanza di un’occupazione, con la pensione. Non è assolutamente vero quello che scrivono i giornali italiani che sia a tempo determinato. Confondono per ignoranza o in modo intenzionale l’indennità di disoccupazione e il sussidio di disoccupazione.
Come si fa a ignorare in Italia un aspetto così importante della vita di ogni cittadino europeo? Non me ne capacito. In Italia non si sa neanche che chi in Europa (Francia, Germania, Gran Bretagna e non solo Danimarca, Svezia…) non guadagna abbastanza ottiene un’integrazione del reddito, e anche chi lavora part time ottiene un’integrazione del reddito. Poi si scopre che in Italia il reddito medio è da miseria. E tutti si sorprendono. Ma veramente in Italia si ignora l’abc dello stato sociale? Mi pare strano da credere.

L’esistenza di quello che di fatto è un reddito di cittadinanza in Europa spiega molte cose che in Italia vengono riproposte, lasciatemi dire, in modo del tutto assurdo. Spiega la flessibilità europea (peraltro di gran lunga minore che in Italia), spiega l’assenza di lavoro nero, spiega l’assenza delle massicce raccomandazioni, spiega anche il fatto che le persone competenti occupino in genere il posto che compete loro (mentre così non è in Italia). Non capisco perché nonostante l’Europa raccomandi dal lontano 1992 all’Italia di introdurre un reddito di cittadinanza questo non succede neanche con la crisi. E soprattutto è incomprensibile che a sinistra nessuno ne parli chiaramente. A chi giova? Evidentemente a qualcuno gioverà.
Certo non giova agli operai che si danno fuoco, alle famiglie che resteranno senza un reddito, e senza una casa di cui Santoro mostra ogni volta il dramma. Ma senza mostrare le soluzioni che in altri paesi hanno adottato da decenni, la denuncia mi pare parziale e anche un po’ ambigua. Non mi pare che sia uno scoop scoprire quello che per diversi milioni di persone è assolutamente normale. La Francia è stata l’ultimo paese in Europa ad adottare una forma di sussidio che di fatto è un reddito di cittadinanza ben venti anni fa. La rivista “Esprit” dedicò un numero speciale all’evento. Possibile che in Italia nessuno ne sappia nulla?
Le persone giudicano per paragoni e confronti. Se il confronto con gli altri paesi viene loro negato non ci si può lamentare che non cambi nulla. La primavera araba è iniziata con la possibilità di guardare con la televisione e con internet fuori del recinto nazionale. Lo stesso avvenne nei paesi dell’Est.
Forse non si vuole la democrazia europea e si guarda ad altro? In ogni caso, per scegliere bisognerebbe conoscere. Sapere che un’altra società non solo è possibile, ma già esiste da diversi decenni, impegnerebbe diversamente le forze politiche, e i sindacati. Questo sarebbe “rivoluzionario”, e sarebbe europeo. L’unico che in Italia sta ponendo con coerenza il problema del reddito di cittadinanza sul modello europeo è Maurizio Landini; temo però sia un outsider, una scheggia impazzita del sistema.
Ichino ha detto in trasmissione che l’indennità di disoccupazione che vorrebbe introdurre il governo Monti è di qualche mese più lunga dell’indennità di disoccupazione tedesca (12 o 18 mesi). Ma non ha spiegato bene (anche perché nessuno glielo ha chiesto) che dopo l’indennità di disoccupazione in Germania (e in tutta Europa) c’è un altro sussidio, meno “ricco”, per modo dire, ma che è illimitato (ovvero limitato solo dalla pensione e, ovviamente, da una nuova eventuale occupazione) e che copre anche l’affitto dell’alloggio. Vi pare poca cosa? Vi sembra un dettaglio trascurabile? Una donna sola e disoccupata con figli ha in Germania dallo stato più di 1800 euro mensili. Non mi fermo qui sulle cifre e sulla tipologia dei benefici che hanno le persone che non lavorano nei paesi europei e in particolare in Germania: l’ho fatto nel numero in uscita su MicroMega.
Io mi chiedo sgomento: come è possibile dedicare un’intera trasmissione sullo stato sociale, far iniziare la Fornero con la sua proposta di riforma degli “ammortizzatori sociali”, e non parlare dei sussidi di disoccupazione che esistono in Europa? Possibile che nessuno ritenga importante ricordare che è dal 1992 che l’Europa raccomanda all’Italia di adottare il reddito di cittadinanza? Possibile che nessuno abbia notato che anche nella famosa lettera della Bce (sic!) si rinnova al governo italiano l’invito a introdurre i sussidi di disoccupazione sul modello europeo e che la stessa cosa viene ripetuta nelle famose domande di chiarimento dell’Europa?
Una breve ricerca su internet: ecco una parte del testo della raccomandazione 92/441 CEE pubblicato anche sulla Gazzetta ufficiale. Leggo:

Ogni lavoratore della Comunità europea ha diritto ad una protezione sociale adeguata e deve beneficiare, a prescindere dal regime e dalla dimensione dell’impresa in cui lavora, di prestazioni di sicurezza sociale ad un livello sufficiente.

Le persone escluse dal mercato del lavoro, o perché non hanno potuto accedervi o perché non hanno potuto reinserirvisi, e che sono prive di mezzi di sostentamento devono poter beneficiare di prestazioni e di risorse sufficienti adeguate alla loro situazione personale.

Poi leggo:
(12) … il Parlamento europeo, nella sua risoluzione concernente la lotta contro la povertà nella Comunità europea (5), ha auspicato l’introduzione in tutti gli Stati membri di un reddito minimo garantito, inteso quale fattore d’inserimento nella società dei cittadini più poveri;

O anche
il Comitato economico e sociale, nel suo parere del 12 luglio 1989 in merito alla povertà (6), ha anch’esso raccomandato l’introduzione di un minimo sociale, concepito ad un tempo come rete di sicurezza per i poveri e strumento del loro reinserimento sociale

E dunque l’Europa raccomanda a tutti gli stati membri:
di riconoscere, nell’ambito d’un dispositivo globale e coerente di lotta all’emarginazione sociale, il diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana e di adeguare di conseguenza, se e per quanto occorra, i propri sistemi di protezione sociale ai principi e agli orientamenti esposti in appresso.

E questo significa che al reddito minimo garantito si può avere accesso
senza limiti di durata, purché il titolare resti in possesso dei requisiti prescritti e nell’intesa che, in concreto, il diritto può essere previsto per periodi limitati, ma rinnovabili (eur-lex.europa.eu)
In tutti i Paesi dell’Europa questo è realtà. Non in Italia, in Grecia e in Ungheria.
Possibile che nessuno abbia capito che quello che manca in Italia è quella sicurezza economica che viene dalla rete dei sussidi che permette alle persone di cambiare lavoro con relativa tranquillità soprattutto da giovani? Un mio giovane amico olandese ha fatto un’infinità di mestieri; è stato, tra le altre cose, maestro di sci, ha aperto una scuola di windsurf, ha aperto un Hotel, poi lo ha chiuso e aperto una ditta di costruzioni. È questo che si chiama “flessibilità”, non la macelleria sociale che hanno in mente in Italia destra e sinistra.
Possibile che non si capisca il significato di apertura del mercato e della protezione sociale? Non significa licenziare in massa la gente, significa fare in modo che i giovani possano sperimentare le loro possibilità e le loro idee in un mercato aperto e non controllato dalla corporazioni e dalle varie rendite (vera potenza italiana). È per questo che l’Europa chiede le liberalizzazioni, non certo per perseguitare i tassisti (una delle cose, non so se più ridicole o drammatiche, è stata la farsa sui tassisti, come se da loro dipendesse lo spread. Magari si voleva solo alzare un gran polverone e mandare tutto il resto in caciara?).
Liberalizzare significa aprire l’accesso alle professioni senza doversi fare un tessera di partito, pagare tangenti, essere parte di un sistema di potere, di una lobby famigliare, politica, religiosa ecc. Significa che in Italia uno che vuole fare il giornalista o il notaio non debba essere figlio di un giornalista o di un notaio, significa che se vuole aprire un negozio si viene aiutati (come avviene in tutta Europa) e non ostacolati. È così difficile da capire? Aprire il mercato significa andare un po’ a vedere come si fa carriera nella televisione di stato, alla Rai. Significa andare a vedere quanti sono i figli di papà dentro le università. Magari dei papà “riformisti”. Ma veramente nessuno capisce che una cosa è la precarietà con la certezza del reddito e dell’alloggio, e un’altra è la precarietà con il niente?
Ho capito che il reddito minimo garantito è come un punto archimedeo: sembra piccolo, ma in realtà è il punto d’appoggio di due concezioni della società completamente diverse.
Fonte: MicroMega
leggi anke : http://cipiri.blogspot.it/2012/05/reddito-minimo-di-cittadinanza.html

REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA



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martedì 22 novembre 2011

cittadinanza agli immigrati


Depositato DDL del PD 

sulla cittadinanza agli immigrati

 

Finocchiaro: "Ora legge entro il 2011". Marino: "Un bambino che nasce in Italia è italiano, punto"


"Il PD alla Camera e al Senato ha presentato disegni di legge sul tema della cittadinanza agli immigrati nati in Italia", ha ribadito Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del PD al Senato. "Io dico che in Parlamento ora ci sono le condizioni, grazie anche alla sollecitazione del Presidente della Repubblica, per una rapida approvazione di queste proposte entro la fine del 2011. Possiamo lavorare affinché il prossimo anno sia di speranza per molte famiglie immigrate".

"Il Capo dello Stato ha anche oggi colto un'importante occasione per pronunciare parole di saggezza e grande civiltà ispirate ai principi della nostra Costituzione - ha proseguito Anna Finocchiaro - è giunto il momento che l'Italia conceda la cittadinanza ad ogni nato sul proprio suolo, a prescindere dalle origini dei genitori. E' una norma di civiltà che apre il nostro Paese alle prospettive di multiculturalismo necessarie per affrontare i fenomeni della nostra epoca. Tanto più che in questo momento si possono costruire in Parlamento le condizioni per approvare in fretta una legge per il riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia".

"Un bambino senza cittadinanza sarà sempre uno straniero in un Paese che invece vive e sente come proprio. Con il disegno di legge presentato dal PD, si afferma un principio semplice: un bambino che nasce in Italia è italiano, punto". Così Ignazio Marino, senatore del Partito Democratico, che oggi ha depositato un disegno legge firmato da 113 senatori (e a seconda firma della capogruppo Anna Finocchiaro) che modifica la legge n. 91 del 5 febbraio 1992 e prevede l'attribuzione della cittadinanza ad ogni nato sul territorio italiano indipendentemente da quella dei genitori.

"Il multiculturalismo e il confronto fra diverse identità culturali sono risorse sulle quali investire - aggiunge Marino - discriminare l'infanzia, compromettere la crescita equilibrata dei bambini che nascono in Italia da genitori immigrati è incivile: il nostro Paese non può più permettersi di vivere nell'intolleranza e nell'arretratezza culturale. Con buona pace di quella parte del mondo politico che rifiuta la modernità, bisogna fare un passo avanti".

Accogliere appello di Napolitano

no a chiusure anacronistiche

 

Rinnovato appello di Napolitano per una legge di cittadinanza dei figli di immigrati nati in Italia. Il PD ha depositato un DDL che modifica la legge n. 91 che prevede l'attribuzione della cittadinanza ad ogni nato sul territorio italiano


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"L’invito del Presidente Napolitano per una legge di cittadinanza dei figli di immigrati nati nel nostro Paese è un monito rivolto al Parlamento che non può rimanere inascoltato", ha dichiarato Livia Turco, presidente del forun Immigrazione del PD, dopo l'ennesimo appello di Napolitano che oggi durante l'incontro con la federazione delle Chiese Evangeliche ha ribadito: "E' una follia che i bambini nati da noi non siano cittadini italiani".

"Si tratta di dare diritti e certezza di futuro a milioni di giovani che costituiscono la base dello sviluppo economico - ha proseguito Turco - ma anche sociale e culturale del nostro Paese. Chiusure e diffidenze non considerano le trasformazioni in atto nella società ormai da decenni. Il Partito Democratico è pronto a raccogliere al più presto l’appello del Presidente mettendo a disposizione le proposte di iniziativa popolare per le quali ha già raccolto centinaia di migliaia di firme. E al tempo stesso disponibile al confronto con tutto il Parlamento per trovare una soluzione condivisa".

"Le parole, come sempre determinate e sagge, del presidente della Repubblica sul riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini figli di immigrati nati in Italia, ci spingono a legiferare con urgenza". E' quanto ha affermato in una nota Dario Franceschini, presidente dei deputati PD.

"Il tema che Bersani ed io abbiamo posto in aula in sede di fiducia al governo Monti – ha dichiarato Franceschini - è talmente un'esigenza di civiltà che vorremmo non diventasse un tema di scontro politico ma invece un elemento unificante. Anche per questo, sin dal marzo scorso, il gruppo del Pd ha presentato una proposta di legge stralcio, a prima firma Bressa, dalle norme complessive sulla cittadinanza riguardante soltanto i diritti dei bambini nati in Italia".

“In attesa che il necessario ridisegno delle norme relative ai diritti degli immigrati trovi una intesa sufficiente per essere affrontato positivamente - dice ancora - noi crediamo che la norma stralcio su cui, ad eccezione della Lega, vi è sempre stata una larga condivisione di tutte le altre forze politiche, potrebbe essere approvata in aula alla Camera prima di natale. Ripeto, la nostra volontà è costruire un'intesa tra le forze che sostengono il governo Monti e non quella di inserire su un tema cosi' delicato un elemento di divisione".

Lo scorso week end c'è stata la seconda mobilitazione nazionale del Partito democratico, per raccogliere le firme a sostegno delle due proposte di legge del PD di iniziativa popolare, per riformare la norma sulla cittadinanza e introdurre il diritto di voto amministrativo agli stranieri residenti in Italia.

Anche Khalid Chaouki, responsabile nuovi italiani del PD ha espresso "un sincero ringraziamento al Presidente della Repubblica per il rinnovato appello di oggi sulla necessità di riconoscere un'intera generazione di bambini e giovani con il permesso di soggiorno nel Paese dove sono nati e cresciuti. Ci rivolgiamo ora al Parlamento e al neo ministro dell'integrazione Andrea Riccardi - ha dichiarato - affinché il tema della riforma della cittadinanza acquisisca una sua priorità nell’agenda delle riforme da attuare. I nuovi italiani, figli di immigrati sono fiduciosi e attendono con ansia risposte concrete, ovvero una nuova legge da approvare al più presto".

Il Partito Democratico è sempre stato sensibile a queste tematiche, proprio oggi Ignazio Marino, ha depositato un disegno legge firmato da 113 senatori (e a seconda firma della capogruppo Anna Finocchiaro), quindi un terzo dell'aula del Senato, che modifica la legge n. 91 del 5 febbraio 1992 e prevede l'attribuzione della cittadinanza ad ogni nato sul territorio italiano indipendentemente da quella dei genitori.


Raccolta firme 

per 

leggi sulla cittadinanza

http://beta.partitodemocratico.it/servizi/search.aspx?str=Raccolta+firme++per++leggi+sulla+cittadinanza&value=sempre 

Sabato 19 e domenica 20 raccolta firme a sostegno delle due proposte di legge del PD di iniziativa popolare, per riformare le norme sulla cittadinanza degli immigrati


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Secondo week end di mobilitazione del Partito democratico: sabato 19 e domenica 20 novembre raccolta firme a sostegno delle due proposte di legge del PD di iniziativa popolare, per riformare la norma sulla cittadinanza e introdurre il diritto di voto amministrativo agli stranieri residenti in Italia.

“Per la prima volta si può trovare una maggioranza in grado di votare una legge per la cittadinanza ai nuovi italiani - ha dichiarato Livia Turco, presidente del Forum Immigrazione del PD - un segnale che accoglie le parole del Presidente Napolitano perché la politica si faccia interprete delle trasformazioni della nostra società. Sabato 19 e domenica 20 saremo in molte piazze italiane - soprattutto a Nord - per raccogliere le firme per le leggi di iniziativa popolare proposte dalla campagna “L’Italia sono anch’io”.

 http://beta.partitodemocratico.it/doc/226336/immigrazione-touadi-cittadinanza-per-sviluppo-italia.htm


 LEGGI ANKE
http://cipiri.blogspot.com/2011/09/campagna-per-i-diritti-di-cittadinanza.html

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lunedì 26 settembre 2011

Campagna per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera


Campagna per i diritti di cittadinanza

e il diritto di voto

per le persone di origine straniera



1° OTTOBRE GIORNATA NAZIONALE DI RACCOLTA FIRME NELLE PIAZZE D’ITALIA. 
Invitiamo tutte le realtà  a promuovere i comitati locali e ad attivare banchetti e iniziative nelle città.



Campagna per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera



Oggi nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera. Molti di loro sono bambini e ragazzi nati o cresciuti qui, che tuttavia solo al compimento del 18° anno di età si vedono riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza, iniziando nella maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico. Questo genera disuguaglianze e ingiustizie, limita la possibilità di una piena integrazione, disattende il dettato costituzionale (art. 3) che stabilisce l’uguaglianza tra le persone e impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento.


La campagna nazionale è promossa da 19 organizzazioni della società civile: Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Tavola della Pace e Coordinamento nazionale degli enti per la pace e i diritti umani, Terra del Fuoco, Ugl Sei e dall’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del Comitato promotore è il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio.

FIRMA QUI :

http://www.litaliasonoanchio.it/index.php?id=537



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'L'Italia sono anch'io' Spot



Prosegue, dunque, la Campagna, promossa dalla CGIL unitamente ad altre 18 associazioni, legata al rispetto dei diritti dei migranti. Ieri, ha preso il via la raccolte di firme per due leggi di iniziativa popolare relative a cittadinanza e diritto di voto, da riconoscere ai migranti regolari. Nelle intenzioni dei promotori, si spera di raggiungere, in 6 mesi, 50.000 firme per ciascuna delle due leggi di iniziativa popolare.
 “la lotta per i diritti dei migranti è una questione che riguarda tutta la società e il futuro del nostro Paese”. Questo è quanto affermato – secondo quanto riportato dal sito web dell CGIL – da Kurosh Danesh, componente dell'ufficio immigrazione della CGIL nazionale. Nella fattispecie la campagna “L'Italia sono anch'io” mira a portare in parlamento due proposte di legge di iniziativa popolare, “già presentate in cassazione”, dedicate l'una alla possibile riforma della cittadinanza, mentre l'altra al possibile riconoscimento ai migranti regolari del diritto di voto con specifico riferimento alle consultazioni elettorali locali.
 Ulteriormente, lo stesso Danesh ha affermato “ per il sindacato è anche una battaglia di civiltà e per la democrazia nel nostro Paese”. La raccolte di firme proseguirà per sei mesi nella speranza, da parte dei promotori, di poter raggiungere un numero di firme sufficienti per presentare le leggi di iniziativa popolare in parlamento. Non solo cittadini comuni ma anche diversi esponenti del mondo culturale, politico e dello spettacolo hanno aderito alla campagna lanciata dal cartello di associazioni. La campagna “L'Italia sono anch'io” pone all'attenzione dell'opinione pubblica italiana dei fatti meritevoli di attenzione e sulla cui , auspicabile, risoluzione qualche governo dovrà prima o poi intervenire.
 Più di quattro milioni di stranieri abitano in Italia, pagano le tasse, lavorano nel nostro paese, fanno crescere e mandano i loro figli a scuola, contribuiscono alla crescita del PIL dell'Italia, lavorano per delle imprese e ne creano loro stessi. Insomma, un fetta di popolazione di questo paese, che pur non di nazionalità italiana, contribuisce a rendere questo paese “multiculturale”, con un evidente arricchimento della comunità italiana, e non invece a detrimento, come sovente da più parti si vuole prospettare. Un patrimonio di vite, persone storie ed esperienze personali, che reclama un adeguato accesso all'esercizio dei diritti civili e politici, baluardi insopprimibili di ogni moderno stato di diritto e di ogni democrazia che sia realmente rappresentativa.
 Sovente, sempre più spesso, l'affannato ricorso a politiche emergenziali dettate dalla contingenza di risolvere il problema dei flussi migratori in entrata, hanno distolto l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica italiana, su delle questioni, quali per l'appunto cittadinanza ed elettorato passivo/attivo, che costituiscono l'in sé del moderno governo delle politiche di accoglienza, integrazione e corretta risoluzione dei rapporti che intercorrono tra comunità nazionale, migranti e lo stato. Questione questa che prima o poi dovrà essere appieno regolamentata, magari in senso più estensivo, rispetto a quanto punto previsto dall'attuale legislazione italiana in materia, nella consapevolezza che rimandare il problema nel tempo, oltre a rendere più difficile l'oggettiva risoluzione dello stesso, mortifica le speranze e le attese di coloro i quali, dopo tanti anni, vogliono finalmente addivenire ad una piena integrazione nello stato che ormai da anni costituisce la loro vera “patria”.

Di Vito Campo
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mercoledì 14 settembre 2011

MILANO, MIGRANTI SALGONO SU UNA TORRE CONTRO LA SANATORIA TRUFFA




MILANO

MIGRANTI SALGONO SU UNA TORRE 

CONTRO LA SANATORIA TRUFFA

MILANO: LA LOTTA SULLA TORRE NON SI FERMA



Seconda notte e nuovo giorno di lotta sulla torre centrale di Piazza Selinunte a Milano per i due migranti che chiedono il rilascio nei confronti di coloro che hanno fatto richiesta all’interno della famigerata “sanatoria colf e badanti” del 2009, ma se la sono vista rigettare perchè truffati da finti datori di lavoro. Oltre a questo denunciano i ritardi dei rilasci per coloro che invece se lo sono vista accogliere, chiedendo quindi lo sblocco immediato delle pratiche ancora inevase da parte della prefettura meneghina. Sotto la torre prosegue anche il presidio permanente a sostegno della loro lotta promosso da realtà antirazziste, sindacali di base e di movimento. Da Milano l’aggiornamento pomeridiano con Younes, Coordinamento Immigrati della Cub. Ascolta
A Bologna stanotte invece un tunisino di 53 anni senza lavoro e senza permesso di soggiorno, che non riesce ad ottenere,è salito su una gru alta trenta metri e ha minacciato di buttarsi nel vuoto. Dopo circa mezz’ora l’uomo è stato convinto a scendere dalla polizia, che lo ha denunciato e deportato nel Cie di via Mattei.
Si registrano intanto nuovi sbarco di migranti a Lampedusa: in nottata 98 tunisini, tra i quali una donna, sono approdati al molo Favaloro. Il Cpa di Lampedusa torna quindi a scoppiare.  Al momento si trovano nella struttura circa 1.200 immigrati, mentre la capienza ufficiale sarebbe di circa 800 posti. Anche per questo il ministro Maroni ha annunciato l’intenzione del governo di aumentare del 30% i posti nei Cpa.

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