Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta #ludopatia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #ludopatia. Mostra tutti i post

martedì 10 gennaio 2017

Azzardo di Stato



Gioco d’azzardo? Una gallina dalle uova d’oro per lo Stato
Una poderosa inchiesta è stata pubblicata dal quotidiano la Repubblica. Inchiesta
interessante e il titolo è, a sua volta, molto esplicito: “Azzardo di Stato”.

Assistiamo periodicamente da parte dell’informazione massmediatica ad un interesse, una sorta di
“sussulto”, che possiamo definire di “stampo moralistico”. Parliamo della vicenda che da anni sta
sempre più interessando, e caratterizzando dal punto di vista medico-sanitario, un vasto settore di
popolazione e imprese, le quali, hanno sempre più una funzione di “biscazzieri” siano esse Stato o
ministero delle Finanze compreso, o associazioni e società quotate in Borsa (presenti anche nelle
associazioni di categoria confindustriali e affini), comprese finanche associazioni illegali di carattere
mafioso o camorristico.

La favola leggendaria della “gallina dalle uova d’oro”, in questa vicenda pare prendere una sua forma concreta a tal punto che lo stesso stato, attraverso le sue varie articolazioni (legislative regionali e
nazionali) intende promuovere normative e disposizioni atte a scongiurare una pur minima limitazione o penalizzazione di questo affare. Affare del tutto vantaggioso,
 almeno dal punto di vista economico,
poiché nel 2013 le entrate erariali da piccole e grandi slot machine hanno portato nelle casse dell’erario la cifra di 4,3 miliardi di euro, secondo Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato.

Una cifra simile è stata riscossa anche l’anno precedente (2012), comportando di fatto un
alleggerimento della posizione italiana in chiave europea; poiché grazie all’introito della cifra di 274
milioni di euro, attraverso il “gioco d’azzardo”, si è evitata la procedura per deficit eccessivo che
avrebbe costretto il governo Renzi a nuove e pesanti correzioni di bilancio. Correzioni di bilancio evitate attestandosi al 3,033%, il rapporto fra deficit pubblico e prodotto lordo nel 2014 (il superamento di tale indice avrebbe comportato nuovi tagli pesanti
sia ai servizi che alla già disastrata economia nostrana).

In questo “business” il nostro paese conferma un primato, non invidiabile dal punto di vista sia
“impiegatizio” sia sociale, avendo in assoluto la più alta densità di slot machine di vario tipo con una di queste macchine ogni 143 abitanti, in Germania invece una ogni 261,
mentre negli USA una ogni 372.

Dunque il nostro paese ospita, da solo, ufficialmente 414.158 slot, che rappresentano circa la metà di
quelle presenti in tutto il territorio degli Stati Uniti d’America!

Da questo specchietto riportato dall’inserto R2 di Repubblica del 5 marzo 2015, si nota l’invadenza delle slot-machine e il risvolto sanitario e sociale che interessa il territorio nazionale:

Il solo aspetto economico (non si sono ancora spente le indignazioni dovute al condono ed alla
cancellazione della sanzione di 98mld di euro, commissionata nel 2012 dal Tar del Lazio, alle
concessionarie delle slot-machine), non è in grado di nascondere l’altro aspetto, cioè quello sociale e
sanitario dovuto alla nuova dipendenza: la “ludopatia” (patologia assimilabile ad una
tossicodipendenza). Sappiamo che su base nazionale sono presenti pochissimi dati, si sa solo che nel
Lazio dall’inizio del 2014 fino al primo agosto dello stesso anno (8 mesi d’indagine), almeno 333 erano gli assistiti, o erano stati in cura per dipendenza dal gioco d’azzardo presso i suoi servizi sanitari; su questo fenomeno suggerisce la stessa agenzia che ha effettuato l’indagine, gli italiani affidati alla sanità pubblica per curarsi dalla “ludopatia” devono essere almeno cinquemila ogni anno. Forse settemila, se si tiene conto che alcune Asl non rispondono ai questionari.

E’ tale la pervasività che sta prendendo questo fenomeno che ormai ogni angolo di strada non è
sprovvisto di quest’opportunità e di questo sistema utile solo ad erodere bilanci familiari (già scarsi di per sé) attraverso il gioco d’azzardo.

La Regione Lazio fornisce una stima secondo la quale i costi sanitari diretti causati dalle “ludopatie”
ammontano a 85 milioni di euro l’anno. Cifra che va aumentata a causa dei costi “indiretti”, dovuti al
crollo della capacità lavorativa o alla perdita del posto di lavoro per chi è catturato dal gioco (quasi 5
miliardi di euro). Nel 2013 i malcapitati scommettitori italiani, spesso di ceto basso o medio-basso (per lo più uomini e di mezza età, o pensionati) hanno fatto scivolare nelle “tasche” dello stato e dei biscazzieri un totale di 9,4 miliardi di euro.

Per la prossima settimana (per il 20 marzo) è prevista una riunione governativa che dovrà decidere, nel decreto di attuazione della legge delega fiscale, se modificare la tassazione su questa parte del gioco d’azzardo e ridurre il numero delle slot-machine nelle città. Sembra certo che non taglierà le
videolottery, quelle che pesano di più sulle tasche di chi vi si imbatte.

Una breve ricognizione del sistema

Le slot machine non sono la sola fonte di ricavi dell’azzardo di Stato. Fra Lotterie, Gratta&Vinci, Bingo, giochi in rete e altro, le entrate erariali nel 2013 hanno superato gli otto miliardi.

Le sole slot di vario tipo pesano per oltre metà di questi ricavi; recentemente il governo ha imposto sulle 13 società concessionarie una sovrattassa da 1.200 euro per ogni macchina che abbia operato anche un solo giorno in una periferia italiana nel 2014, per un totale di mezzo miliardo, poiché questo Paese si fregia di una particolarità che lo rende unico in Europa e in tutto l’Occidente: secondo stime sui dati di Euromat, l’Italia ha in assoluto la più alta densità di slot machine di vario tipo.

Le concessionarie attive sono Igt (ex Gtech ed ex Lottomatica), Snai, Bplus, Cogetech, Gamenet, Sisal, Hbg, Gmatica, Codere, Cirsa, Intralot, Nts Network, Netwin Italia. Tutte queste aziende sono di fatto esattori di un prelievo non dichiarato, da cui infatti nascerebbero poi, da parte del governo o dall’erario, quelle sanzioni e multe sempre più esose (come ad es. i 98mld di euro mai riscossi), e richieste di versamenti una tantum utili poi a condonare o ridurre le penali .

LEGGI TUTTO QUI
http://cipiri.blogspot.it/2013/01/scandalo-delle-slot-machine-non.html

Che queste società non navighino poi in acque calme si evince dai dati di un’analisi dei loro bilanci
2013; dagli ultimi disponibili, emerge che un anno fa avevano cumulato debiti per 5,4 miliardi di euro. La Sisal con Snai, Intralot e Codere sono tra le società più esposte, che con gli attuali risultati
impiegherebbero tra 4 e 8 anni per coprire il loro debito netto. Le 13 concessionarie, con la notevole
eccezione di Igt, la più grande e che fa capo alla famiglia De Agostini, sono quasi tutte in mano a fondi chiusi, ossia ai private equity.

Stanno forse passando i tempi delle “vacche grasse”, i margini di guadagno si stanno riducendo, sicuramente ciò è dovuto sia alla presenza di un socio famelico come lo Stato, con il quale un’alleanza in affari costa cara, sia al rilancio e alla ripresa delle organizzazioni illegali e criminali che nel settore del gioco d’azzardo hanno da tempo una solida presenza ed esperienza. “Piatto ricco mi ci ficco”, diceva e dice ancora un vecchio detto presente nelle meno esose serate familiari del gioco innocuo e svagante!
In bocca ad associazioni di stampo e forme meno innocue
 (Stato e crimine organizzato), risulta avere un sapore molto più amaro e pernicioso.

LEGGI ANCHE

I BOSS DELLE SLOT MACHINE

http://cipiri.blogspot.it/2017/01/boss-delle-slot-machine.html
.
COSA TI PORTA IL 2017 ?



lunedì 29 giugno 2015

98 Miliardi dello Stato ai Concessionari di Slot Machine


Ricordate il regalo da 98 miliardi dello stato ai concessionari di slot machine?
Guardate cosa è stato scoperto.
Ecco la notizia censurata da tutti i media.

IL CLAMOROSO REGALO DELLO STATO AI PADRONI DEL GRATTA & VINCI – LOTTOMATICA DIVENTA GTECH, VA A LONDRA PER NON PAGARE LE TASSE ITALIANE, MA LA CONCESSIONE VIENE PROROGATA ALLA NUOVA SOCIETÀ. SENZA FIATARE

QUINDI LA SOCIETÀ DI SCOMMESSE E GIOCHI PAGHERÀ LE TASSE ALLA REGINA ELISABETTA, E MOLLERÀ PIAZZA AFFARI PER QUOTARSI IN AMERICA – EPPURE L’ESCAMOTAGE FISCALE NON HA IMPOSTO UNA NUOVA GARA PER LA CONCESSIONE, CHE È STATA PROROGATA FINO AL 2016…


 GTECH VA A LONDRA MA LA CONCESSIONE IN ITALIA RESTA. 
LA POLITICA TACE E LA LOBBY NE APPROFITTA

Carmine Gazzanni per la Notizia

GTECH

Partiamo da un dato. Il giro d’affari del gioco, secondo gli ultimi dati, supera di gran lunga i 70 miliardi. Una cifra incredibile. E ciò spiegherebbe perchè l’attenzione dello Stato deve essere massima. La domanda allora sorge spontanea: perchè mai si permette che una concessione, senza che venga indetta nuova gara pubblica, passi di mano, motu proprio, da una società ad un’altra? Il riferimento è al colosso del gioco GTech (meglio nota come ex Lottomatica) che sta concludendo il passaggio di fusione con Igt (leader mondiale nel settore dei casinò) per poi lasciare l’Italia ed emigrare in Inghilterra. Non solo: la società abbandonerà anche Piazza Affari per poi quotarsi solo e soltanto negli States.

CORNUTI E MAZZIATI

Nulla di sbagliato, certo. Scelte imprenditoriali importanti, dato che la fusione proietterà il gruppo De Agostini (attuale proprietario di GTech) a regnare sul mondo del gioco con un fatturato previsto superiore ai 6 miliardi di dollari. Quello che però puzza è il fatto che, nonostante la società abbia deciso di emigrare all’estero, fondersi con Igt e dar vita ad una nuova holding, la Georgia Wordlwide, la concessione non è stata ritirata.

Anzi: in barba a qualsiasi legge e spirito di buon senso, si andrà fino al 2016 in prorogatio. In poche parole: un regalo di Stato. Bello e buono. Non potrebbe essere altrimenti se pensiamo che centinaia di milioni non entreranno più nelle casse italiane dato che la società non avrà più residenza in Italia e dunque non sarà più soggetta alla nostra imposizione fiscale. E, nonostante questo, lo Stato comunque le assicura la concessione. Senza indire una nuova gara pubblica, ma andando avanti di proroga. Insomma, cornuti e mazziati.

 L’ALLARME

Il motivo per cui, allora, lo Stato abbia deciso di muoversi in questo modo (o, meglio, di non muoversi affatto) resta oscuro. Anche perchè la stessa Agenzia delle Entrate aveva presentato al governo forti dubbi sulla proroga della concessione. In risposta ad un’interpellanza parlamentare, è stato lo stesso ex sottosegretario dell’Economia Giovanni Legnini a ricordare che secondo l’Agenzia “una valutazione circa eventuali perdite di gettito derivanti dal trasferimento all’estero della residenza fiscale della società in questione potrà essere effettuata solo in base alla analisi della situazione patrimoniale nonché dei dati contabili e fiscali della società”.Insomma, i Monopoli diretti da Giuseppe Peleggi hanno preferito garantire la concessione. Così: a scatola chiusa.

L’ESCAMOTAGE

Una giustificazione in realtà è stata cercata. Come confermatoci dagli stessi Monopoli, la GTech ha comunicato lo scorso 5 settembre “la richiesta di autorizzazione preventiva” delle concessioni ad una nuova società, “Italian Holding”, che assumerebbe in questo modo il ruolo di capogruppo in sostituzione della GTech. Se così è, si penserà allora, il problema è evitato. Ma attenzione. Se “la nuova concessionaria dei servizi del lotto sarà controllata direttamente da Italian Holding”, è anche vero che questa sarà “controllata a sua volta al 100% dalla holding di nuova costituzione di diritto inglese con sede nel Regno Unito”. Insomma, altro non è che un escamotage per mantenere la concessione in proroga, dato che la nuova società detentrice si sposta. Fuori dall’Italia. Nel silenzio di tutti. Connivenza o negligenza che sia.

GTECH AZZARDA E VA A LONDRA. MA LO STATO SALVA CHI LO BEFFA

Antonio Acerbis per la Notizia

Era Lottomatica. È GTech. Sarà Georgia Worldwide. E, soprattutto, lo sarà lontano dall’Italia, dato che la nuova holding del gioco avrà sede legale in Regno Unito e sarà quotata solo e soltanto al New York Stock Exchange, negli Usa. Dopo l’annuncio fatto a luglio della fusione tra GTech e il leader mondiale nel settore dei casinò Internatioal Game Technology (Igt) e della loro incorporazione nella NewCo Georgia Wordlwide, infatti, due giorni fa è arrivato l’ok anche da parte dell’assemblea degli azionisti del colosso della ex Lottomatica.

VIA LIBERA

Ok, dunque, all’operazione da 6,4 miliardi di euro. A tanto ammonta la portata della fusione. Una cifra gigantesca, di molto superiore – per capire la portata – anche a quella compiuta dalla Fiat che per 4,35 miliardi di dollari ha acquisito il 41,5% di Chrysler. Eppure se quella fusione ha fatto tanto discutere, quella del duo Marco Sala (Ad di GTech) e Lorenzo Pelliccioli (presidente) sta ricevendo solo plausi e paginoni dai giornali che esaltano la nascita del “colosso dei giochi”.

Nessuno che si accorga (o che si voglia accorgere) che agli evidenti vantaggi economici per la società si contrappone una enorme fuoriuscita di imposte, dato che GTech non sarà più soggetta all’imposizione fiscale italiana. Pur conservando – ecco l’assurdo – la concessione da parte dei Monopoli. Una concessione che lo Stato dovrebbe rimettere in gara, incassando molti soldi a cui oggi rinuncia a vantaggio della stessa GTech.

VANTAGGI E SILENZI

Lo stesso Pelliccioli lunedì scorso ha ribadito che il trasloco della sede legale dall’Italia all’Inghilterra “non è assolutamente motivata da ragioni di tipo fiscale. Potrebbero esserci dei vantaggi fiscali che non sono stati però valutati nel momento della scelta della sede”. Dichiarazione quanto meno poco credibile. A meno di voler immaginare che un gruppo di tali dimensioni cambi niente di meno che la sede senza valutarne gli effetti. Che si voglia o meno credere a Pelliccioli, i vantaggi sono sotto gli occhi di tutti.

Come osserva Il Sole 24 Ore, infatti, per attrarre gli investimenti esteri, Londra ha ridotto dal 2010 le tasse al 21%, in attesa di una ulteriore riduzione prevista dall’aprile 2015 (guarda caso proprio quando si concretizzerà il passaggio) al 20%. Molto meno della media dei Paesi del G20 che è intorno al 30. Insomma, l’El Dorado per Sala e compari. E l’Italia? Pace: con un escamotage ad hoc (si veda l’articolo nella pagina accanto) GTech non perderà le sue entrate, dato che la concessione non verrà ritirata e andrà avanti in prorogatio fino al 2016. Un illecito palese. Su cui tutti tacciono. Monopoli, politica, magistratura. Tanto c’è chi brinda. In volo tra gli Usa e Londra. Comunque lontano dall’Italia.



LEGGI ANCHE


Slot machine, la grande truffa.
In questo gioco non si vince mai. 

.


.

Abbiamo creato un App
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

 ANCHE

PER CELLULARE

DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
.

.

Slot Machine: La Grande Truffa.


Slot Machine: La grande truffa.

La grande truffa delle Slot Machine, 
tutti i danni che provocano alla psicologia e alla”tasca”umana.

Ecco cosa c’è dietro e le testimonianze che aiutano.

Solo in Italia non sappiamo chi c’è dietro le società concessionarie del gioco d’azzardo, gli azionisti sono quasi tutti schermati in paradisi fiscali, solo in Italiachi gestisce il mercato delle slot machine può evadere 2,5 mld di tasse senza che accada nulla, solo in Italia un deputato (Labboccetta, pdl) può essere legato mani a piedi a discusse (e indagate) società caraibiche in mano alla famiglia Corallo (mafia), solo in Italia chi ha scoperto la grande truffa delle slot machine, il colonello della Finanza Umberto Rapetto è stato costretto a dare le dimissioni. Oggi mi vergogno molto di essere italiano. 
Ecco il Servizio de l’ultima parola, rai 2, di vittorio romano .

Slot machine, la grande truffa.
. .

Ed ora eccovi un pò di storie di chi ha raccontato di se riguardo la dipendenza dalle slot machine,con la speranza di essere di aiuto agli altri…

C’è Marcello che in dieci anni ha sperperato 100 mila euro. 

Alberto in 13 anni ha ne ha bruciati 150mila, ma se avesse avuto più soldi – dice – ne avrebbe giocati di più. Da Bolzano a Pescara, da Mantova a Udine,
 i giocatori d’azzardo patologici si raccontano.
 Di una cosa Marcello è sicuro:


 «In questo gioco non si vince mai». 

Lui, 49enne, sposato e padre di una bimba, è diventato dipendente dalle slot machine. «Avevo letteralmente perso il controllo – racconta – una volta sono arrivato a spendere 3mila euro in un’ora nella stessa macchinetta, con puntate da dieci euro. Mi dicevo “Può darsi che adesso vinco qualcosa e poi smetto” ma alla fine perdevo sempre. Quando hai accumulato anni di gioco e stai quasi per toccare il fondo, scatta il bisogno di recuperare il denaro perduto. 
E allora continui a buttare soldi senza fermarti. La voglia diventa esigenza e si va a caccia costante di questi apparecchi».

Poi c’è una lettrice della Gazzetta di Mantova che noi chiameremo Ada. Ada ha 50 anni, e ha scritto al suo giornale per mettere a nudo la propria dipendenza, con la speranza di essere di aiuto a chi – scrive – «è preso dal vortice del gioco, e non riesce a chiedere aiuto». Ada con le sue righe ci trascina dentro al bar dove entra abitualmente. Parla di sè in seconda persona: «Hai le mani che non vedono l’ora di scambiare i 20 euro nel cambiamonete, che poi diventano 40-60-80-100 perché non riesci più a fermarti, anche se sai che sono gli ultimi soldi e hai fatto fatica a guadagnarli e che dopo devi umiliarti con mille bugie per chiedere in prestito un po’ di denaro per arrivare a fine mese». Fa autocritica. Ma lancia anche accuse: «Su una cosa sono molto arrabbiata e indignata che lo stato sovvenziona dei progetti per aiutare le persone a uscire dal tunnel, ma permette che ogni 10 metri, trovi delle slot. Negozi, con insegne “Compro oro” di fianco a sale slot, bar o tabaccherie che senso hanno?».


Con Antonio ci spostiamo dalle parti di Udine. Pensionato, separato da poco, inizia ad andare nei casinò in Slovenia. «Gettavo in quelle maledette macchinette migliaia e migliaia di euro. Pensavo tutto il giorno a quando sarei potuto tornare al casinò e ho cominciato a rovinarmi. Non pagavo più l’affitto, il mio frigo era costantemente vuoto e non avevo più rapporti con nessuno. Nemmeno con mio figlio di appena 17 anni». Antonio a un certo punto trova la forza di chiedere aiuto. La terapia dura dieci anni, e ora si dice guarito dalla sua dipendenza. 


Alberto, 35 anni di Bolzano, è arrivato all’ultimo giorno di terapia. Ha vissuto 3 mesi e mezzo in una clinica per disintossicarsi dal gioco. E’ contento di tornare a casa da sua moglie e da suo figlio piccolo, ma ha molta paura di ricaderci. Per 13 anni le slot sono state la sua ossessione, traducendosi in 150 mila euro di soldi svaniti. Tredici anni di isolamento: «Volevo un rapporto esclusivo con la macchina. Quando inizi a isolarti vuol dire che sta iniziando la dipendenza».Tredici anni di bugie: 

«Siamo i più abili bugiardi. Ci creiamo un castello di carta, menzogna su menzogna, 
ma a un certo punto questo castello cade». 

LEGGI ANCHE


http://cipiri.blogspot.it/2013/05/no-slot-ludopatia-una-trappola-per-tutti.htmlLe macchinette vlt, le cosiddette “video lottery”, evoluzione delle slot-machine presenti nelle sale giochi e sempre più numerose nelle nostre città, pagano al fisco circa il 3 per cento in termini di tassazione fiscale. Sul pane si paga una tassazione del 4 per cento pieno...

leggi anche

 BIMBI E SLOT...



http://cipiri17.blogspot.it/2015/10/carnaval-fantasias-bimbi-e-slot.html



Abbiamo creato un App
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

 ANCHE

PER CELLULARE

DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
.

.

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru