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giovedì 4 maggio 2017

Il Gioco d’Azzardo strega gli italiani.


 Business record da 95 miliardi
Gratta&Vinci, slot machine e videopoker: nel 2016 giro d’affari cresciuto del 7 per cento Un milione i ludopatici, non c’è intesa per la regolamentazione più severa del settore
Videopoker e casinò on line hanno visto un’impennata nel 2016 rispetto allo scorso anno quanto a numero di giocate e soldi spesi
Nemmeno il Pil della Cina cresce così. Il 7 per cento in un anno è un incremento record e la cifra di 95 miliardi rappresenta il 4,4 del nostro prodotto interno lordo, più di quanto lo Stato investa sull’istruzione (poco più del 4%) e poco meno di quanto gli italiani, tutti, spendano per mangiare. Il cardinale Angelo Bagnasco ha appena tuonato contro il gioco d’azzardo «legale» («una nuova droga, un cancro che lo Stato non solo non contiene, ma favorisce e ci lucra»), che i bilanci di fine anno superano le cifre record che ha appena enunciato.

Dice Bagnasco: «L’affare azzardo rende più di 88 miliardi di euro all’anno: è stato studiato per far perdere, produce povertà e malattia». Quel dato si riferisce al 2015. Poche ore dopo arrivano i risultati del 2016 appena concluso e i miliardi sono diventati 95: ovvero, il 7% in più.

Giocano tutti. Le stime dicono che il 54,4 per cento degli italiani, quasi 30 milioni, si concede ogni anno almeno una volta il gusto dell’azzardo legale; se si fa il calcolo solo sulla popolazione adulta, si sfiora il 70 per cento. Quasi un milione di loro appartiene alla schiera dei patologici: da curare. In mezzo c’è un’area grigia di chi trascorre ore nei bar, nelle tabaccherie, tra slot, gratta e vinci e lotto istantaneo. Due milioni e mezzo di giocatori che, pur non compulsivi, investono cifre consistenti di denaro nella speranza del colpo di fortuna che possa cambiare la loro vita.

La fotografia di un’Italia ancora in crisi vede un comparto in continua crescita. Quello del 2016 è un nuovo record (persino sorprendente, se si considera la lotta all’azzardo intrapresa ormai da decine di amministrazioni locali) e l’altro dato monstre è rappresentato dal paragone con il non lontano 2008: in questi otto anni, la spesa per i giochi è raddoppiata. Le slot machine e le nipotine videolottery di nuova generazione fanno ancora la parte del leone, anche se l’incremento è modesto e il maggior gettito per lo Stato è stato determinato solo dall’aumento delle imposte. Ma crescono vorticosamente, analizza l’agenzia specializzata Agipro, tutti i giochi di scommesse e quelli online. Risfodera appeal persino il SuperEnalotto, che viaggia al 52% in più sul 2015 grazie alla lunga caccia al 6, finita il 27 ottobre scorso con la maxi vincita di Vibo Valentia (163 milioni), e il restyling che ha garantito un jackpot ancora più ricco e la possibilità di vincere anche con il 2. S’impennano Poker e casinò online di quasi il 20 per cento rispetto all’anno precedente.

«Di fronte a questi dati - commenta il parlamentare Lorenzo Basso - davvero non si capisce la ritrosia degli operatori ad accettare le nostre proposte: divieto assoluto di pubblicità e riduzione drastica, se non l’abolizione, degli apparecchi da gioco dai bar, dalle tabaccherie, da tutti i luoghi non dedicati».

Basso, deputato Pd, area cattolica, da anni combatte una battaglia per la regolamentazione severa del settore, insieme a una pattuglia di colleghi bipartisan. Un riordino del settore atteso da anni, da mesi in attesa di un accordo nella conferenza Stato-Regioni, mai giunto all’approdo definitivo. Dopo decine di rinvii, è di nuovo in calendario alla fine di gennaio. Contiene anche, quel provvedimento, la riduzione di un terzo delle slot machine presenti sul territorio che era stata annunciata dall’ex premier Renzi. Risultato: per ora non pervenuto, mentre Comuni e Regioni vanno avanti in ordine sparso. Le accuse di non voler arrivare a un accordo sono respinte al mittente dal vice presidente di Confindustria Sistema Gioco, che rappresenta gli operatori del settore. Attacca il vicepresidente Massimiliano Pucci: «Non siamo noi a non voler chiudere, ogni volta che siamo a un passo, gli enti locali aggiungono un tassello in più. Allora diciamo pure che l’azzardo legale in Italia è del tutto vietato, che noi dobbiamo essere esposti alla pubblica gogna e che tutto deve tornare a com’era prima di queste leggi, quando il comparto era tutto nelle mani della criminalità.
Proviamo, sperimentiamo quel che succede».
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martedì 10 gennaio 2017

Boss delle Slot Machine


Il boss delle slot machine Francesco Corallo e l'ex parlamentare del Pdl Amedeo Labocetta sono stati
arrestati. L'accusa è di aver riciclato in tutto il mondo il mancato pagamento delle imposte sul gioco
d'azzardo legalizzato, per un giro d'affari stimato di oltre 200 milioni di euro. L'accusa della Procura di Roma è quella di una associazione per delinquere transnazionale. L'operazione ha portato a diverse perquisizioni e sequestri da parte della Guardia di Finanza di numerosi beni e conti correnti in diversi
Stati tra cui Antille, Olanda, Regno Unito, Canada e Francia. Nell'ambito dell'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma sono stati indagati anche Sergio e Giancarlo Tulliani, suocero e cognato dell'ex presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Nell'inchiesta rientra infatti anche la famosa vicenda della casa di Montecarlo, già al centro di una
indagine che nel 2010 coinvolse Gianfranco Fini. Secondo quanto accertato dai pm di Roma, Giancarlo Tulliani avrebbe messo a disposizione di uno degli arrestati, Rudolf Baetsen, legato all'imprenditore Corallo, due società offshore per poter far transitare i soldi destinati alle Antille. In base all'impianto accusatorio Baetsen si sarebbe mosso per finanziare l'acquisto dell'appartamento di Montecarlo che era stata di proprietà di Alleanza Nazionale attraverso tre società offshore riconducibili a Giancarlo Tulliani.

Il commento più significativo su questa vicenda, è indubbiamente quello di Guido Rapetto, l'ex ufficiale della Guardia di Finanza che rassegnò le dimissioni proprio per gli ostacoli che gli venivano frapposti nelle indagini sul business del gioco d'azzardo. Rapetto ricorda gli inviti a “desistere dall’occuparmi delle investigazioni sulle slot machine. La mia squadra – sola contro tutti – arrivò a ricostruire uno scenario sconfortante sul gioco d’azzardo nel nostro Paese”. Con l'arresto di Corallo e Labocetta le indagini seguite da Rapetto si confermano come lungimiranti. “A distanza di quattro anni e mezzo gli stessi personaggi che hanno animato quella straordinaria indagine saltano di nuovo fuori”. Rapetto come più della gioia sia più forte “il ricordo delle mortificazioni del mio reparto e mie personali nel vedere il signor Amedeo Laboccetta diventare deputato della Repubblica, sedere quindi in Commissione Finanze e poi diventare membro di quella parlamentare Antimafia, dove si portò come assistente Francesco Corallo.

Lo stesso Francesco Corallo che alla fine del 2013 mi denunciò
 per diffamazione e non si presentò all’udienza”.

Ma il verminaio politico e finanziario intorno al gioco d'azzardo legalizzato dallo Stato, è indubbiamente più ampio di quello per ora emerso con gli arresti.

Quattro anni fa, sempre Laboccetta e Corallo, furono protagonisti di un'altra vicenda giudiziaria.

Figuravano infatti nelle oltre 60 pagine dell'ordinanza con la quale i giudici del Tribunale di Milano
avevano messo agli arresti domiciliari – per tangenti e corruzione – l'ex presidente della Banca Popolare di Milano (ed ex presidente di Impregilo),
Massimo Ponzellini e il suo collaboratore Antonio Cannalire.

La vicenda di Amedeo Laboccetta deputato del Pdl, riguarda la perquisizione nell'appartamento di
piazza di Spagna a Roma dell'imprenditore Francesco Corallo avvenuta il 10 novembre del 2011. La
Guardia di Finanza quel giorno si presentò nell'abitazione per conto dei magistrati che indagavano sul finanziamento di 148 milioni di euro dalla Bpm ad Atlantis, ossia la società di Francesco Corallo che si occupa di macchine per il gioco d'azzardo legale. I finanzieri però furono lasciati fuori dalla porta per molto tempo con la scusa che l'imprenditore godeva di immunità diplomatica. Contestualmente furono fatti entrare nella casa quattro avvocati e, appunto, Amedeo Laboccetta. Il parlamentare impedì il sequestro di un computer portatile sostenendo di esserne il proprietario e se lo portò via senza nemmeno dare il tempo di segnare il codice identificativo. Ma sulla proprietà di quel computer furono date tre versioni diverse: la prima fornita da Corallo fu che il pc era della sua collaboratrice.

Ma la stessa aveva invece raccontato che era di un'assistente di Amedeo Laboccetta. Alla fine però il
parlamentare ammise che il computer era suo. Una vicenda emblematica per la quale la procura di
Milano iscrisse nel registro degli indagati il parlamentare del Pdl arrestato ieri. Labocetta venne però
assolto dal Tribunale di Roma nel luglio 2016 dall'accusa di favoreggiamento verso Corallo mossagli dai magistrati milanesi.

Adesso i due sodali arricchitisi con il business delle slot e dei casinò online, sono stati nuovamente
indagati e arrestati insieme. Al centro dell’indagine – secondo l’accusa sostenuta dai magistrati Michele Prestipino e Barbara Sargenti– c’è proprio il gruppo finanziario di Corallo, il quale grazie alla concessione statale per l’impianto e l’utilizzo delle slot ed a una rete di società off-shore nei cosiddetti paradisi fiscali, ha “costruito un impero economico, sfruttando la posizione di concessionario pubblico del gioco legale, commettendo sistematiche violazioni della legge penale, prima tra tutte il reiterato peculato attraverso l’appropriazione delle somme di denaro che avrebbe dovuto versare all’amministrazione dello Stato a titolo di prelievo unico erariale”.

Un bel passo in avanti dunque, ma sullo sfondo resta sempre il buco dei 98 miliardi che le società
concessionarie del gioco d'azzardo dovrebbero versare all'erario e che era stato portato alla luce dal
colonnello Guido Rapetto, costretto a dimettersi dalla Guardia di Finanza.

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lunedì 29 giugno 2015

98 Miliardi dello Stato ai Concessionari di Slot Machine


Ricordate il regalo da 98 miliardi dello stato ai concessionari di slot machine?
Guardate cosa è stato scoperto.
Ecco la notizia censurata da tutti i media.

IL CLAMOROSO REGALO DELLO STATO AI PADRONI DEL GRATTA & VINCI – LOTTOMATICA DIVENTA GTECH, VA A LONDRA PER NON PAGARE LE TASSE ITALIANE, MA LA CONCESSIONE VIENE PROROGATA ALLA NUOVA SOCIETÀ. SENZA FIATARE

QUINDI LA SOCIETÀ DI SCOMMESSE E GIOCHI PAGHERÀ LE TASSE ALLA REGINA ELISABETTA, E MOLLERÀ PIAZZA AFFARI PER QUOTARSI IN AMERICA – EPPURE L’ESCAMOTAGE FISCALE NON HA IMPOSTO UNA NUOVA GARA PER LA CONCESSIONE, CHE È STATA PROROGATA FINO AL 2016…


 GTECH VA A LONDRA MA LA CONCESSIONE IN ITALIA RESTA. 
LA POLITICA TACE E LA LOBBY NE APPROFITTA

Carmine Gazzanni per la Notizia

GTECH

Partiamo da un dato. Il giro d’affari del gioco, secondo gli ultimi dati, supera di gran lunga i 70 miliardi. Una cifra incredibile. E ciò spiegherebbe perchè l’attenzione dello Stato deve essere massima. La domanda allora sorge spontanea: perchè mai si permette che una concessione, senza che venga indetta nuova gara pubblica, passi di mano, motu proprio, da una società ad un’altra? Il riferimento è al colosso del gioco GTech (meglio nota come ex Lottomatica) che sta concludendo il passaggio di fusione con Igt (leader mondiale nel settore dei casinò) per poi lasciare l’Italia ed emigrare in Inghilterra. Non solo: la società abbandonerà anche Piazza Affari per poi quotarsi solo e soltanto negli States.

CORNUTI E MAZZIATI

Nulla di sbagliato, certo. Scelte imprenditoriali importanti, dato che la fusione proietterà il gruppo De Agostini (attuale proprietario di GTech) a regnare sul mondo del gioco con un fatturato previsto superiore ai 6 miliardi di dollari. Quello che però puzza è il fatto che, nonostante la società abbia deciso di emigrare all’estero, fondersi con Igt e dar vita ad una nuova holding, la Georgia Wordlwide, la concessione non è stata ritirata.

Anzi: in barba a qualsiasi legge e spirito di buon senso, si andrà fino al 2016 in prorogatio. In poche parole: un regalo di Stato. Bello e buono. Non potrebbe essere altrimenti se pensiamo che centinaia di milioni non entreranno più nelle casse italiane dato che la società non avrà più residenza in Italia e dunque non sarà più soggetta alla nostra imposizione fiscale. E, nonostante questo, lo Stato comunque le assicura la concessione. Senza indire una nuova gara pubblica, ma andando avanti di proroga. Insomma, cornuti e mazziati.

 L’ALLARME

Il motivo per cui, allora, lo Stato abbia deciso di muoversi in questo modo (o, meglio, di non muoversi affatto) resta oscuro. Anche perchè la stessa Agenzia delle Entrate aveva presentato al governo forti dubbi sulla proroga della concessione. In risposta ad un’interpellanza parlamentare, è stato lo stesso ex sottosegretario dell’Economia Giovanni Legnini a ricordare che secondo l’Agenzia “una valutazione circa eventuali perdite di gettito derivanti dal trasferimento all’estero della residenza fiscale della società in questione potrà essere effettuata solo in base alla analisi della situazione patrimoniale nonché dei dati contabili e fiscali della società”.Insomma, i Monopoli diretti da Giuseppe Peleggi hanno preferito garantire la concessione. Così: a scatola chiusa.

L’ESCAMOTAGE

Una giustificazione in realtà è stata cercata. Come confermatoci dagli stessi Monopoli, la GTech ha comunicato lo scorso 5 settembre “la richiesta di autorizzazione preventiva” delle concessioni ad una nuova società, “Italian Holding”, che assumerebbe in questo modo il ruolo di capogruppo in sostituzione della GTech. Se così è, si penserà allora, il problema è evitato. Ma attenzione. Se “la nuova concessionaria dei servizi del lotto sarà controllata direttamente da Italian Holding”, è anche vero che questa sarà “controllata a sua volta al 100% dalla holding di nuova costituzione di diritto inglese con sede nel Regno Unito”. Insomma, altro non è che un escamotage per mantenere la concessione in proroga, dato che la nuova società detentrice si sposta. Fuori dall’Italia. Nel silenzio di tutti. Connivenza o negligenza che sia.

GTECH AZZARDA E VA A LONDRA. MA LO STATO SALVA CHI LO BEFFA

Antonio Acerbis per la Notizia

Era Lottomatica. È GTech. Sarà Georgia Worldwide. E, soprattutto, lo sarà lontano dall’Italia, dato che la nuova holding del gioco avrà sede legale in Regno Unito e sarà quotata solo e soltanto al New York Stock Exchange, negli Usa. Dopo l’annuncio fatto a luglio della fusione tra GTech e il leader mondiale nel settore dei casinò Internatioal Game Technology (Igt) e della loro incorporazione nella NewCo Georgia Wordlwide, infatti, due giorni fa è arrivato l’ok anche da parte dell’assemblea degli azionisti del colosso della ex Lottomatica.

VIA LIBERA

Ok, dunque, all’operazione da 6,4 miliardi di euro. A tanto ammonta la portata della fusione. Una cifra gigantesca, di molto superiore – per capire la portata – anche a quella compiuta dalla Fiat che per 4,35 miliardi di dollari ha acquisito il 41,5% di Chrysler. Eppure se quella fusione ha fatto tanto discutere, quella del duo Marco Sala (Ad di GTech) e Lorenzo Pelliccioli (presidente) sta ricevendo solo plausi e paginoni dai giornali che esaltano la nascita del “colosso dei giochi”.

Nessuno che si accorga (o che si voglia accorgere) che agli evidenti vantaggi economici per la società si contrappone una enorme fuoriuscita di imposte, dato che GTech non sarà più soggetta all’imposizione fiscale italiana. Pur conservando – ecco l’assurdo – la concessione da parte dei Monopoli. Una concessione che lo Stato dovrebbe rimettere in gara, incassando molti soldi a cui oggi rinuncia a vantaggio della stessa GTech.

VANTAGGI E SILENZI

Lo stesso Pelliccioli lunedì scorso ha ribadito che il trasloco della sede legale dall’Italia all’Inghilterra “non è assolutamente motivata da ragioni di tipo fiscale. Potrebbero esserci dei vantaggi fiscali che non sono stati però valutati nel momento della scelta della sede”. Dichiarazione quanto meno poco credibile. A meno di voler immaginare che un gruppo di tali dimensioni cambi niente di meno che la sede senza valutarne gli effetti. Che si voglia o meno credere a Pelliccioli, i vantaggi sono sotto gli occhi di tutti.

Come osserva Il Sole 24 Ore, infatti, per attrarre gli investimenti esteri, Londra ha ridotto dal 2010 le tasse al 21%, in attesa di una ulteriore riduzione prevista dall’aprile 2015 (guarda caso proprio quando si concretizzerà il passaggio) al 20%. Molto meno della media dei Paesi del G20 che è intorno al 30. Insomma, l’El Dorado per Sala e compari. E l’Italia? Pace: con un escamotage ad hoc (si veda l’articolo nella pagina accanto) GTech non perderà le sue entrate, dato che la concessione non verrà ritirata e andrà avanti in prorogatio fino al 2016. Un illecito palese. Su cui tutti tacciono. Monopoli, politica, magistratura. Tanto c’è chi brinda. In volo tra gli Usa e Londra. Comunque lontano dall’Italia.



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Slot machine, la grande truffa.
In questo gioco non si vince mai. 

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Slot Machine: La Grande Truffa.


Slot Machine: La grande truffa.

La grande truffa delle Slot Machine, 
tutti i danni che provocano alla psicologia e alla”tasca”umana.

Ecco cosa c’è dietro e le testimonianze che aiutano.

Solo in Italia non sappiamo chi c’è dietro le società concessionarie del gioco d’azzardo, gli azionisti sono quasi tutti schermati in paradisi fiscali, solo in Italiachi gestisce il mercato delle slot machine può evadere 2,5 mld di tasse senza che accada nulla, solo in Italia un deputato (Labboccetta, pdl) può essere legato mani a piedi a discusse (e indagate) società caraibiche in mano alla famiglia Corallo (mafia), solo in Italia chi ha scoperto la grande truffa delle slot machine, il colonello della Finanza Umberto Rapetto è stato costretto a dare le dimissioni. Oggi mi vergogno molto di essere italiano. 
Ecco il Servizio de l’ultima parola, rai 2, di vittorio romano .

Slot machine, la grande truffa.
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Ed ora eccovi un pò di storie di chi ha raccontato di se riguardo la dipendenza dalle slot machine,con la speranza di essere di aiuto agli altri…

C’è Marcello che in dieci anni ha sperperato 100 mila euro. 

Alberto in 13 anni ha ne ha bruciati 150mila, ma se avesse avuto più soldi – dice – ne avrebbe giocati di più. Da Bolzano a Pescara, da Mantova a Udine,
 i giocatori d’azzardo patologici si raccontano.
 Di una cosa Marcello è sicuro:


 «In questo gioco non si vince mai». 

Lui, 49enne, sposato e padre di una bimba, è diventato dipendente dalle slot machine. «Avevo letteralmente perso il controllo – racconta – una volta sono arrivato a spendere 3mila euro in un’ora nella stessa macchinetta, con puntate da dieci euro. Mi dicevo “Può darsi che adesso vinco qualcosa e poi smetto” ma alla fine perdevo sempre. Quando hai accumulato anni di gioco e stai quasi per toccare il fondo, scatta il bisogno di recuperare il denaro perduto. 
E allora continui a buttare soldi senza fermarti. La voglia diventa esigenza e si va a caccia costante di questi apparecchi».

Poi c’è una lettrice della Gazzetta di Mantova che noi chiameremo Ada. Ada ha 50 anni, e ha scritto al suo giornale per mettere a nudo la propria dipendenza, con la speranza di essere di aiuto a chi – scrive – «è preso dal vortice del gioco, e non riesce a chiedere aiuto». Ada con le sue righe ci trascina dentro al bar dove entra abitualmente. Parla di sè in seconda persona: «Hai le mani che non vedono l’ora di scambiare i 20 euro nel cambiamonete, che poi diventano 40-60-80-100 perché non riesci più a fermarti, anche se sai che sono gli ultimi soldi e hai fatto fatica a guadagnarli e che dopo devi umiliarti con mille bugie per chiedere in prestito un po’ di denaro per arrivare a fine mese». Fa autocritica. Ma lancia anche accuse: «Su una cosa sono molto arrabbiata e indignata che lo stato sovvenziona dei progetti per aiutare le persone a uscire dal tunnel, ma permette che ogni 10 metri, trovi delle slot. Negozi, con insegne “Compro oro” di fianco a sale slot, bar o tabaccherie che senso hanno?».


Con Antonio ci spostiamo dalle parti di Udine. Pensionato, separato da poco, inizia ad andare nei casinò in Slovenia. «Gettavo in quelle maledette macchinette migliaia e migliaia di euro. Pensavo tutto il giorno a quando sarei potuto tornare al casinò e ho cominciato a rovinarmi. Non pagavo più l’affitto, il mio frigo era costantemente vuoto e non avevo più rapporti con nessuno. Nemmeno con mio figlio di appena 17 anni». Antonio a un certo punto trova la forza di chiedere aiuto. La terapia dura dieci anni, e ora si dice guarito dalla sua dipendenza. 


Alberto, 35 anni di Bolzano, è arrivato all’ultimo giorno di terapia. Ha vissuto 3 mesi e mezzo in una clinica per disintossicarsi dal gioco. E’ contento di tornare a casa da sua moglie e da suo figlio piccolo, ma ha molta paura di ricaderci. Per 13 anni le slot sono state la sua ossessione, traducendosi in 150 mila euro di soldi svaniti. Tredici anni di isolamento: «Volevo un rapporto esclusivo con la macchina. Quando inizi a isolarti vuol dire che sta iniziando la dipendenza».Tredici anni di bugie: 

«Siamo i più abili bugiardi. Ci creiamo un castello di carta, menzogna su menzogna, 
ma a un certo punto questo castello cade». 

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sabato 16 maggio 2015

Condonato 98 Miliardi alle Lobby delle Slot Machine





Perchè avete condonato 98 miliardi alle lobby delle slot machine? Domanda a bruciapelo agli esponenti del Pd e di Forza Italia, che cercano invano di svicolare la Risposta.

. .

Con data 19/12/2012, l’Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato, rifiutandosi però di fornirci copia dei documenti. Con tali “direttive” si è praticamente ANNULLATO l’accertamento di 98 miliardi di euro fatto dalla Guardia di Finanza nel 2007, su richiesta della Corte dei Conti. La Guardia di Finanza ha potuto infatti fare tale accertamento perché si è basata su quello che era previsto nel “contratto-concessione” ORIGINARIO del 2004., come ha ben spiegato il generale Umberto Rapetto , 
artefice dell’accertamento di 98 miliardi di euro, il 22 novembre 2012.

Nel 2008 è stata invece stipulata una “nuova Concessione”, FAVOREVOLISSIMA per le società, che è andata a “modificare” RETROATTIVAMENTE quella del 2004!!!
Visto che l’attuale Parlamento vuole “modificare-annullare” provvedimenti presi dal passato Parlamento ( legge Bossi-Fini, ecc…), ed anche provvedimenti presi recentemente 
può benissimo allora ANNULLARE la concessione del 2008, ripristinando l’accertamento del 2007 di 98 miliardi e dando così il “potere-possibilità” alla Corte dei Conti di APPLICARE, nella sentenza d’Appello (2014 ?), l’accertamento di 98 miliardi!!!


Altrimenti nella sentenza d’Appello le dieci società se la caveranno con il pagamento di circa 400 milioni di euro, invece dei 98 MILIARDI di euro!

Come si è arrivati a 98 MILIARDI di euro di penali

Ce lo ha "spiegato" l'Avv. Lino Barreca, legale della B PLUS (ex-Atlantis World), nella sua "diffida immediata rimozione e rettifica notizie diffamatorie" pubblicata da "Gioco&Giochi.com" il 28/10/2010 (clicca qui per leggerla), in risposta al "parere legale" espresso dall'Avv.Gian Paolo Vincenti, in ordine all'interpretazione del contenuto dell'ordinanza della Corte di Cassazione N° 25495 del 04/12/2009, sempre pubblicato da "Gioco&Giochi.com" il 27/10/2010, (clicca qui per leggerlo) e che, a sua volta, risponderà all'Avv. Barreca, appena le condizioni di salute glielo consentiranno.

PREMESSA: Nel 2004 lo Stato italiano decide di "regolarizzare" il gioco delle "macchinette" (slot-machine) e viene stipulata una "convenzione-concessione" con DIECI società che gestiscono le slot-machine, con un vero e proprio "contratto", con clausole e penali in caso di inadempienza.

Scrive l'Avv. Barreca: "...ritengo opportuno ribadire ancora una volta che in realtà, non si tratta affatto di evasione fiscale e che non ci sono somme "accumulate" che potrebbero essere recuperate, poiché il fantasioso importo di 98 miliardi di euro rappresenta solo la fantasiosa proiezione matematica della possibile astratta applicazione di penali "tecnico-contrattuali" in danno di tutti i 10 concessionari, proiezione assolutamente svincolata dalle previsioni contrattuali e dalle inadempienze tecniche che si vorrebbero attribuire ai concessionari. Forse è il caso di spiegare in dettaglio ai lettori come si arrivi a tali fantomatiche cifre. L'elemento che più di tutti ha influenzato il calcolo, facendo schizzare da pochi milioni di euro a cifre astronomiche, è l'ammontare della cd IV penale, ossia quella relativa al malfunzionamento del gateway. Il gateway è un sistema che consente ad AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato n.d.r.) un'interrogazione telematica diretta di un determinato apparecchio. Le previsioni convenzionali stabilivano che la risposta ad un'interrogazione del gateway doveva avvenire entro 30 minuti, dopo di che scattava un penale di ben 50 euro per ciascuna ora di ritardo". L'Avv. Barreca fa poi una lunga disquisizione (tutta leggibile nella "diffida" sopra citata) per "sostenere-dimostrare" che "questo assurdo criterio" avrebbe portato alla cifra di oltre 87 miliardi di euro e scrive: "...se già è grave pensare che queste siano "penali" effettivamente applicabili, è ancor più grave giungere ad affermare che tale somma rappresenti il frutto di una sorta di maxi evasione fiscale, come faziosamente e strumentalmente affermato in passato (ed oggi incredibilmente ribadito dall'Avv. Gian Paolo Vincenti). Tale fantasiosa "proiezione" peraltro, si basa su riferimenti convenzionali non più vigenti, in quanto modificati e ridotti a seguito delle risoluzioni parlamentari e governative che imponevano che l'ammontare delle penali fosse ricondotto a principi di ragionevolezza e proporzionalità, nonché in relazione a ben due pareri del Consiglio di Stato e sulla scorta di vari atti aggiuntivi e modificativi delle convenzioni di concessione medio tempore intervenuti".

OSSERVAZIONI:

COMUNQUE le nuove penali "più indulgenti" (secondo noi "pericolose", perché "inducono" a NON COLLEGARSI!) possono valere dal momento in cui sono state approvate, ma NON POSSONO ESSERE RETROATTIVE! E le precedenti "penali" furono "accettate" stipulando un contratto che va quindi rispettato! Ad un semplice Cittadino che non rispetta un contratto che prevede una penale, non fanno alcuna "rimodulazione" e si arriva anche al sequestro di mobili ed immobili. Non si capisce perché invece a società (con fior di avvocati!) che fatturano circa 30-50 MILIARDI di Euro all'anno devono essere fatte delle "rimodulazioni" sulle penali NON RISPETTATE ed accettate in un contratto!!


INOLTRE: nel periodo in cui decine di migliaia di slot-machine risultarono "non collegate", le stesse, conseguentemente ed evidentemente, 
NON HANNO NEMMENO PAGATO un euro di imposte!


Salvo5.0. Intervista con il Generale Umberto Rapetto. 09/09/2013

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Trasmesso dal vivo in streaming il 09 set 2013 Abbiamo fatto una chiacchierata con il generale Umberto Rapetto. Ci ha raccontato la sua carriera presso la Guardia di Finanza. L'inspiegabile comportamento dei vertici che anzichè premiarlo per aver scovato una colossale evasione fiscale, lo hanno di fatto costretto alla dimissioni.

INSPIEGABILE IL CONDONO

Ricordiamoci da che ITALIA proveniamo : Danni Creati all'Italia da Berlusconi .
Il fautore della più grave regressione antropologica, culturale, sociale economica 
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ECCO DOVE SI POTEVANO TROVARE I SOLDI PER

” REDDITO MINIMO di ESISTENZA " 
un “reddito da elargire a ciascun essere umano, da ricevere per tutta la vita ”. Un modo per sganciarsi dal lavoro in una società
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E le risorse ci sono ABOLIAMO le SPESE MILITARI ed ogni ESSERE UMANO
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venerdì 10 gennaio 2014

Recupero di 98 miliardi di Euro di Evasione Fiscale delle Società di gestione delle Slot Machine


Si richiede una raccolta di firme 
per il recupero di 98 miliardi di Euro di evasione fiscale 
delle Società di gestione delle slot machine.

Non è tollerabile che, a fronte di una millantata lotta all'evasione fiscale, in presenza di imprese che ogni giorno devono cessare l'attività e licenziare i propri dipendenti perché non riescono a far fronte ad una tassazione eccessiva, il Governo Italiano riduca per Decreto Legge l'importo dovuto dalle Società che gestiscono le slot machine e che hanno evaso il Fisco per ben 98 miliardi di Euro a soli 500 milioni di Euro.

A: Alessandro Di Battista
 -
 Deputato Movimento 5 Stelle Si richiede una raccolta di firme per il recupero di 98 miliardi di Euro di evasione fiscale delle
 Società di gestione delle slot machine. 
Cordiali saluti, [Il tuo nome]

Firmare questa petizione

http://www.change.org/it/petizioni/alessandro-di-battista-deputato-movimento-5-stelle-si-richiede-una-raccolta-di-firme-per-il-recupero-di-98-miliardi-di-euro-di-evasione-fiscale-delle-societ%C3%A0-di-gestione-delle-slot-machine?share_id=LPKdmvEggg&utm_campaign=friend_inviter_chat&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&utm_term=permissions_dialog_true
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mercoledì 13 febbraio 2013

Scandalo slot machine


1. Novantotto, cioè 98 miliardi di euro equivalgono a ben 5 manovre economiche. Sono i soldi che alcune concessionarie di slot machine avrebbero dovuto allo Stato secondo la condanna di primo grado. Di quei 98 miliardi lo Stato ne ha recuperato solo 2,5.  Gli altri 95,5 che potrebbero evitare molti tagli e sostenere molti investimenti per la crescita sono stati scontati
2. Prima del 2002 le slot machine (o videopoker, videogiochi) erano illegali e facevano gola alla criminalità organizzata che se l’è vista brutta quando lo Stato ha giustamente deciso di regolarizzare il settore.
3. Lo Stato infatti ha obbligato i gestori a collegare ogni macchina al sistema telematico di controllo della Sogei, società di Information and Communication Technology del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In questo modo non può sfuggire nessuna giocata al controllo e l’entrata delle tasse è garantita.
 4. Ma a quanto pare le società non hanno provveduto. Di chi è la colpa? Questo è uno dei temi del procedimento a loro carico. Di certo il mancato allacciamento ha permesso loro di evadere molte imposte.
 5. Le società concessionarie, a leggere la sentenza, si erano impegnate perché tutto funzionasse a puntino ed è per questo che parte cospicua della sanzione, oltre ai sospetti di evasione, è costituita da quelle che vengono definite “inadempienze contrattuali”
6. C’è poi il caso del colonnello Umberto Rapetto, per anni comandante del Nucleo speciale frodi telematiche,“dimessosi” recentemente dopo l’appello, che ha suscitato non poche perplessità soprattutto nel mondo di internet
7. Quei 98 miliardi rappresentano la condanna di primo grado poi scontati del 96% in appello che li riduce a 2,5
 8. Le società incriminate sono: Atlantis World Giocolegale limited (la maggiore, quella che fa capo alla “famiglia” Corallo, quella dello scandalo Banca Popolare di Milano), Snai spa, Sisal spa, Gmatica srl, Cogetech spa, Gamenet spa, Lottomatica Videolot Rete spa, Cirsa Italia srl, H.b.G. Srl e Codere spa.

LEGGI ANCHE http://cipiri.blogspot.it/2012/06/berlusconi-premia-le-concessionarie.html

Berlusconi premia le concessionarie delle slot machine


Il Fisco premia con 285 milioni di euro le concessionarie delle slot machine

Slot machine e i 98 miliardi DI EVASIONE FISCALE CHE FINE HANNO FATTO

Slot machine: e i 98 miliardi?
98 miliardi di euro = € 98.000.000.000


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mercoledì 9 gennaio 2013

scandalo delle slot machine non collegate in rete all'Anagrafe Tributaria


Alla guida del GAT - Gruppo Anticrimine Tecnologico della Guardia di Finanza da lui fondato e guidato, nel 2001 ha diretto le indagini che hanno portato alla condanna in via definitiva degli hacker protagonisti di attacchi sul web a danno del Pentagono e della NASA, nonché quelle delegate dalla Corte dei Conti sullo scandalo delle slot machine non collegate in rete all'Anagrafe Tributaria, inchiesta che ha portato alla condanna dei vertici dei Monopoli di Stato e delle società concessionarie  al pagamento di 2 miliardi e mezzo di euro.
È docente di "Tecniche di investigazioni digitali" nel Master in "Criminologia Forense" all'Istituto Universitario Cattaneo (LIUC) di Castellanza, di "Open Source Intelligence" alla NATO SCHOOL di Oberammergau (D) e di "Sicurezza nelle reti di telecomunicazioni" alla facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova.
Il 29 maggio 2012, in seguito alla rimozione dal suo incarico, ha rassegnato le dimissioni dalla Guardia di Finanza. La sua rimozione è oggetto di nove interrogazioni parlamentari. 


leggi anke ...http://cipiri.blogspot.it/2012/06/berlusconi-premia-le-concessionarie.html

Berlusconi premia le concessionarie delle slot machine


Il Fisco premia con 285 milioni di euro le concessionarie delle slot machine

leggi anke ... http://cipiri.blogspot.it/2012/09/free-web-slot-machine-e-i-98-miliardi.html

FREE - WEB: Slot machine e i 98 miliardi DI EVASIONE FISCALE K...

Slot machine e i 98 miliardi DI EVASIONE FISCALE KE FINE HANNO FATTO

Slot machine: e i 98 miliardi?


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domenica 9 settembre 2012

FREE - WEB: Slot machine e i 98 miliardi DI EVASIONE FISCALE K...

Slot machine e i 98 miliardi DI EVASIONE FISCALE KE FINE HANNO FATTO

Slot machine: e i 98 miliardi?
98 miliardi di euro = € 98.000.000.000



FREE - WEB: Slot machine e i 98 miliardi DI EVASIONE FISCALE K...: Slot machine: e i 98 miliardi? 98 miliardi di euro = € 98.000.000.000 In primo piano 06.11.2010: Il Pd: «Slot machin...

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http://cipiri.blogspot.it/2012/06/berlusconi-premia-le-concessionarie.html

Berlusconi premia le concessionarie delle slot machine


Il Fisco premia con 285 milioni di euro le concessionarie delle slot machine

Mentre lo Stato carica sulla benzina i costi della ricostruzione post terremoto in Emilia, due decreti del governo Berlusconi fanno piovere cifre da capogiro sulle società che gestiscono le "macchinette" dell'azzardo. Motivo, un "premio produttività" per il 2011 e il "raggiungimento del livello di servizio". Massima beneficiaria la Bplus di Corallo, latitante per associazione a delinquere


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domenica 3 giugno 2012

Berlusconi premia le concessionarie delle slot machine


Il Fisco premia con 285 milioni di euro le concessionarie delle slot machine

Mentre lo Stato carica sulla benzina i costi della ricostruzione post terremoto in Emilia, due decreti del governo Berlusconi fanno piovere cifre da capogiro sulle società che gestiscono le "macchinette" dell'azzardo. Motivo, un "premio produttività" per il 2011 e il "raggiungimento del livello di servizio". Massima beneficiaria la Bplus di Corallo, latitante per associazione a delinquere

Ci sono 285 milioni di euro che potrebbero essere destinati alla ricostruzione dell’Emilia. Sono lì nelle casse del governo, e potrebbero essere usati per aiutare le popolazioni colpite dal doppio sisma di martedì scorso e del 20 maggio. E invece il tesoretto sarà distribuito ai concessionari delle slot machine mentre il conto del terremoto sarà pagato dai soliti grazie all’aumento delle accise sui carburanti.
Il primo tesoretto da 62 milioni. Proprio il giorno dopo la prima scossa in Emilia, l’associazione di categoria delle imprese del settore slot, l’Assotrattenimento, ha emesso un comunicato entusiasta sintetizzato così dalle agenzie di stampa: “I gestori delle slot machine avranno un rimborso da 133 milioni di euro, grazie agli oltre 29,7 miliardi di euro raccolti dalle ‘macchinette’ nel 2011”. Il decreto anti-crisi del governo Berlusconi del novembre 2008 prevede, infatti , un meccanismo diabolico che riduce l’aliquota delle tasse sugli introiti delle slot machine, quando la raccolta aumenta. Il tesoretto deriva quindi dalla riduzione dell’aliquota dal 12,6 per cento al 12,15 della raccolta grazie al boom del gettito del 2011, più 8,3 miliardi rispetto al dato di riferimento del 2008.
In realtà, secondo i calcoli dell’Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato, il rimborso per i gestori sarebbe pari alla metà. Il direttore dell’Aams, Raffaele Ferrara, è in partenza. Per lui è pronta la poltrona di amministratore di Fintecna Immobiliare. Ma i tecnici dell’Aams raggiunti dal Fatto in questo clima di smobilitazione, spiegano che “la differenza tra gli acconti versati finora e quella dovuta sulla base dell’aliquota ridotta non è di 133 milioni ma solo di 61 milioni e 922 mila”. Una montagna di soldi comunque che dovrà essere girata dai concessionari delle slot alle imprese dei gestori che installano le slot nei bar e raccolgono le monetine. Ma non c’è alcuna ragione logica per attribuire i benefici della crescita delle giocate a chi già ha guadagnato tanto in questi anni grazie al boom del gioco mentre le conseguenze negative sul piano sociale ricadono sulla comunità.
Il secondo tesoretto da 233 milioni di euro. Sempre dall’Aams però fanno notare che ai 62 milioni bisogna aggiungere un secondo tesoretto ben più consistente che sta per essere restituito proprio ai concessionari delle slot: 223 milioni di euro (poco meno dei danni strutturali in Emilia della prima scossa del 20 maggio) che lo Stato pagherà per il raggiungimento dei livelli di servizio da parte dei concessionari . La somma è attribuita grazie a un decreto del precedente governo Berlusconi del dicembre 2005 che premiava con lo 0,5 per cento della raccolta le concessionarie che investivano sulla rete telematica attraverso la quale devono controllare le slot sparse nei bar della penisola. Grazie a questa norma, modificata nel 2008, sempre da Berlusconi, in seguito alle rimostranze dell’Unione europea, se le slot sono collegate correttamente alla rete dei concessionari e trasmettono i dati al cervellone della Sogei, cioè se fanno semplicemente il loro dovere rispettando gli obblighi della convenzione con i Monopoli, ai concessionari spetta un premio pari fino allo allo 0,5% della raccolta dell’anno. Questa somma per l’anno 2011 dovrebbe essere pari a 223 milioni.
Entrambi i tesoretti dovranno essere divisi tra i concessionari pro quota: alla BPlus di Francesco Corallo andrà il 24,3 per cento delle somme; a Lottomatica il 15 per cento; alla Hbg il 9,6 per cento; alla Gamenet il 12,8 per cento; alla Cogetech il 9,6 per cento; alla Snai il 7,1 per cento. Alla Gmatica il 5,3 per cento; a Codere il 2,6 per cento.
La condanna da 2,5 miliardi. Il paradosso è che la Corte dei conti nel febbraio scorso ha condannato i medesimi concessionari a pagare 2,5 miliardi perché molte slot non hanno trasmesso i dati alla rete controllata dalla Sogei per mesi, talvolta per anni, impedendo il controllo di legalità sulle giocate dalla fine del 2004 fino al 2006. Il leader del mercato delle slot, la Bplus di Francesco Corallo, inseguito da un mandato di cattura emesso lunedì scorso dal Gip di Milano per associazione a delinquere, è stata condannata in primo grado a pagare 845 milioni di euro. La sentenza è stata impugnata e la sua efficacia è sospesa, ma un’eventuale conferma del verdetto in via definitiva porterebbe probabilmente al dissesto di Bplus e di molti concessionari. Per la Corte dei conti, Cogetech deve 255 milioni; Sisal 245 milioni; Gamenet 23 milioni; Snai 210 milioni; Hbg 200milioni; Gmatica 150 milioni; Cirsa 120 milioni; Codere 115 milioni e Lottomatica 100 milioni.
Le stesse dieci concessionarie che incasseranno tra breve dall’Aams 223 milioni per l’assolvimento dei livelli di servizio nel 2011 devono ancora pagare – per i giudici contabili di primo grado – una somma dieci volte maggiore per l’inadempimento del periodo 2004-2006. Per fare un esempio, Bplus ha già incassato un centinaio di milioni di euro per il riconoscimento da parte di Aams dei livelli di servizio negli anni passati (secondo i bilanci, 51 milioni per il 2007-2008 e 37 milioni per il solo 2009) e potrebbe incassare altri 55 milioni di euro per il 2011 mentre – per la Corte dei conti – deve pagare 845 milioni per i suoi inadempimenti passati.
Compensazione per le slot. Il governo Monti – dopo aver fatto propria l’idea di Angelino Alfano della compensazione dei crediti tra Stato e imprese a favore delle imprese – potrebbe proporre ai concessionari una compensazione a favore stavolta dell’erario e quindi dei terremotati. Per chiudere la vertenza sulle maxi-multe che si trascina da cinque anni (la Procura chiedeva inizialmente 90 miliardi di euro) i re delle slot dovrebbero rinunciare ai loro crediti verso l’Aams destinando i 223 milioni di euro dei livelli di servizio all’aiuto dei terremotati. In cambio lo Stato rinuncerebbe alla sua pretesa sui 2,5 miliardi. D’altro canto, proprio con la scusa del reperimento di somme in occasione del terremoto in Abruzzo i concessionari delle slot machine hanno ottenuto il via libera al grande affare delle videolottery, le slot, simili a quelle dei casinò, che permettono di vincere fino a 500 mila euro con una giocata. E in Abruzzo stanno ancora aspettando i soldi promessi per la ricostruzione.
da Il Fatto Quotidiano del 2 giugno 2012
 http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/02/il-fisco-premia-con-285-milioni-di-euro-le-concessionarie-delle-slot-machine/250222/

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Slot machine e i 98 miliardi DI EVASIONE FISCALE CHE FINE HANNO FATTO

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98 miliardi di euro = € 98.000.000.000

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06.11.2010: Il Pd: «Slot machine, niente condoni»
04.11.2010: Penali slot: anche per il sen. Musso (Pdl) è danno erariale
27.10.2010: A proposito di libertà di espressione

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