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lunedì 29 giugno 2015

Slot Machine: La Grande Truffa.


Slot Machine: La grande truffa.

La grande truffa delle Slot Machine, 
tutti i danni che provocano alla psicologia e alla”tasca”umana.

Ecco cosa c’è dietro e le testimonianze che aiutano.

Solo in Italia non sappiamo chi c’è dietro le società concessionarie del gioco d’azzardo, gli azionisti sono quasi tutti schermati in paradisi fiscali, solo in Italiachi gestisce il mercato delle slot machine può evadere 2,5 mld di tasse senza che accada nulla, solo in Italia un deputato (Labboccetta, pdl) può essere legato mani a piedi a discusse (e indagate) società caraibiche in mano alla famiglia Corallo (mafia), solo in Italia chi ha scoperto la grande truffa delle slot machine, il colonello della Finanza Umberto Rapetto è stato costretto a dare le dimissioni. Oggi mi vergogno molto di essere italiano. 
Ecco il Servizio de l’ultima parola, rai 2, di vittorio romano .

Slot machine, la grande truffa.
. .

Ed ora eccovi un pò di storie di chi ha raccontato di se riguardo la dipendenza dalle slot machine,con la speranza di essere di aiuto agli altri…

C’è Marcello che in dieci anni ha sperperato 100 mila euro. 

Alberto in 13 anni ha ne ha bruciati 150mila, ma se avesse avuto più soldi – dice – ne avrebbe giocati di più. Da Bolzano a Pescara, da Mantova a Udine,
 i giocatori d’azzardo patologici si raccontano.
 Di una cosa Marcello è sicuro:


 «In questo gioco non si vince mai». 

Lui, 49enne, sposato e padre di una bimba, è diventato dipendente dalle slot machine. «Avevo letteralmente perso il controllo – racconta – una volta sono arrivato a spendere 3mila euro in un’ora nella stessa macchinetta, con puntate da dieci euro. Mi dicevo “Può darsi che adesso vinco qualcosa e poi smetto” ma alla fine perdevo sempre. Quando hai accumulato anni di gioco e stai quasi per toccare il fondo, scatta il bisogno di recuperare il denaro perduto. 
E allora continui a buttare soldi senza fermarti. La voglia diventa esigenza e si va a caccia costante di questi apparecchi».

Poi c’è una lettrice della Gazzetta di Mantova che noi chiameremo Ada. Ada ha 50 anni, e ha scritto al suo giornale per mettere a nudo la propria dipendenza, con la speranza di essere di aiuto a chi – scrive – «è preso dal vortice del gioco, e non riesce a chiedere aiuto». Ada con le sue righe ci trascina dentro al bar dove entra abitualmente. Parla di sè in seconda persona: «Hai le mani che non vedono l’ora di scambiare i 20 euro nel cambiamonete, che poi diventano 40-60-80-100 perché non riesci più a fermarti, anche se sai che sono gli ultimi soldi e hai fatto fatica a guadagnarli e che dopo devi umiliarti con mille bugie per chiedere in prestito un po’ di denaro per arrivare a fine mese». Fa autocritica. Ma lancia anche accuse: «Su una cosa sono molto arrabbiata e indignata che lo stato sovvenziona dei progetti per aiutare le persone a uscire dal tunnel, ma permette che ogni 10 metri, trovi delle slot. Negozi, con insegne “Compro oro” di fianco a sale slot, bar o tabaccherie che senso hanno?».


Con Antonio ci spostiamo dalle parti di Udine. Pensionato, separato da poco, inizia ad andare nei casinò in Slovenia. «Gettavo in quelle maledette macchinette migliaia e migliaia di euro. Pensavo tutto il giorno a quando sarei potuto tornare al casinò e ho cominciato a rovinarmi. Non pagavo più l’affitto, il mio frigo era costantemente vuoto e non avevo più rapporti con nessuno. Nemmeno con mio figlio di appena 17 anni». Antonio a un certo punto trova la forza di chiedere aiuto. La terapia dura dieci anni, e ora si dice guarito dalla sua dipendenza. 


Alberto, 35 anni di Bolzano, è arrivato all’ultimo giorno di terapia. Ha vissuto 3 mesi e mezzo in una clinica per disintossicarsi dal gioco. E’ contento di tornare a casa da sua moglie e da suo figlio piccolo, ma ha molta paura di ricaderci. Per 13 anni le slot sono state la sua ossessione, traducendosi in 150 mila euro di soldi svaniti. Tredici anni di isolamento: «Volevo un rapporto esclusivo con la macchina. Quando inizi a isolarti vuol dire che sta iniziando la dipendenza».Tredici anni di bugie: 

«Siamo i più abili bugiardi. Ci creiamo un castello di carta, menzogna su menzogna, 
ma a un certo punto questo castello cade». 

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