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mercoledì 17 aprile 2013

Stefano Rodotà: Costituente dei beni comuni



 Stefano Rodotà battezza
la Costituente dei beni comuni

Al Teatro Valle inedita alleanza giuristi-movimenti per una nuova azione sociale. Presenti centinaia di realtà di base. Primo atto, sei proposte di legge: acqua pubblica, reddito minimo garantito, fine vita e democrazia diretta

«Ho lottato tutta la mia vita contro la censura e adesso non posso certo impedire che si faccia il mio nome sui giornali». Passeggiando in direzione del teatro Valle, dov'è atteso per iniziare i lavori della «costituente dei beni comuni», Stefano Rodotà commenta il titolo de il Manifesto di ieri («Un bene comune») che riporta la notizia della petizione promossa da Ugo Mattei e Carlo Freccero per chiederne l'elezione alla presidenza della Repubblica.
Tra strette di mani, e l'affetto di chi fa la fila per sedersi in uno dei 666 posti del Valle, Rodotà continua: «Sono sempre stato contrario alla personalizzazione - spiega - parliamo di azione sociale. Ho appena saputo che vogliono privatizzare il teatro di Marcello a Roma, chiuderlo e imporre il biglietto ai turisti. È una nuova sottrazione di un bene comune alla cittadinanza. Ecco la cosa che mi interessa in questo momento: spersonalizzare la battaglia per i beni comuni come facemmo nel 2007 insieme a Ugo Mattei, Eligio Resta, Salvatore Settis nella commissione per la riforma del terzo libro del codice civile. Oggi lo possiamo fare con la costituente dei beni comuni». La costituente intende riprendere i lavori della «commissione Rodotà» che pose le basi giuridiche del vittorioso referendum sull'acqua nel 2011. Da allora si sono moltiplicate le occupazioni dei teatri, cinema o atelier da Milano (Macao) a Roma (Valle, Nuovo Cinema Palazzo, Cinema America), da Pisa (Municipio dei beni comuni e teatro Rossi) a Napoli (ex Asilo Filangieri) a Palermo, Messina e Catania. Oltre al Sale Docks di Venezia, alla costituente parteciperanno anche i movimenti che si battono per la ricostruzione de L'Aquila, oltre alla rete di associazioni che difendono il territorio toscano rappresentati da Alberto Asor Rosa.
Quella proposta al Valle è un'inedita alleanza tra giuristi e i movimenti. Ai parlamentari la costituente ha inviato un pacchetto di sei proposte di legge di cui chiede l'approvazione. Tra l'altro, il pacchetto contiene la proposta di legge popolare sull'acqua votata da 400 mila persone ed è rimasta lettera morta; quella sul reddito minimo che ha raccolto 50 mila firme, una proposta di legge sul fine vita e la riforma dei regolamenti parlamentari per rendere i referendum, le petizioni e le iniziative di leggi popolari un «potere dello stato». L'obiettivo è di formularne altrettante, a stretto contatto con i movimenti territoriali che si muovono sui temi dei beni comuni, dei diritti fondamentali della persona, e dei diritti sociali. L'alleanza tra i movimenti e i giuristi vuole essere un lavoro in presa diretta sulle istituzioni, ma che non si chiude nelle istituzioni. Ugo Mattei e Maria Rosaria Marella, il vicepresidente emerito della Corte costituzionale Paolo Maddalena e il giurista Gaetano Azzariti, sostengono che i beni comuni hanno una portata rivoluzionaria. Mettono in discussione la divisione tra diritto privato e pubblico e la primazia della proprietà privata nell'ordinamento giuridico vigente. «In quanto formula di successo i beni comuni rischiano di slabbrarsi e diventare altro da sé - ha detto Azzariti - non credo che l'intera Italia sia un bene comune, altrimenti il bene comune non è nulla». L'idea della «costituente» è invece quella di un diritto vivente, espressione di ciò che si muove nella società e rompe i confini della legalità per imporre un nuovo criterio di legittimità. «I movimenti sui beni comuni si muovono su un piano di riconosciuta legittimità - afferma Guido, un attivista del Valle - Noi crediamo che il nuovo diritto sia generato dai conflitti in atto, come dimostrano le occupazioni e la mobilitazione permanente dei cittadini che difendono i loro territori e propongono nuovi modelli di sviluppo e di socialità. I beni comuni devono essere finanziati in funzione di questa utilità sociale».
Una sfida ambiziosa, al tempo del grillismo come forma telematica della democrazia diretta, condotta nel rispetto della costituzione che, all'articolo 46 che permette a lavoratori e utenti di diventare gestori di servizi. «Oggi è nato un nuovo rapporto tra cittadini, politica e diritto, che bisogna valorizzare», ha concluso Rodotà.
I lavori proseguiranno anche con tavoli di lavoro tematici. Si pensa ad una piattaforma online dove elaborare le proposte. «Non pensiamo più ad una politica dei due tempi: ci sono i movimenti e poi vengono le istituzioni - ha detto Daniela, attivista del Nuovo Cinema Palazzo di Roma - Pensiamo invece ad un nuovo principio, quello dell'autogoverno, per creare nuove istituzioni". Prossimo appuntamento in Sicilia, dove ci sono tre teatri occupati.

http://www.teatrovalleoccupato.it/
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martedì 24 gennaio 2012

Reddito, Beni Comuni, Democrazia / Income, Commons & Democracy



Reddito, Beni Comuni, Democrazia / Income, Commons & Democracy
 Creato da
    • Quando
      venerdì 10 febbraio 2012 alle ore 17.30 fino a domenica 12 febbraio 2012 alle ore 20.30
  • Dove
    Teatro Valle
  • Descrizione
    Forum europeo / European forum
    10-12 febbraio / February
    Teatro Valle, Roma

    ***ITA***

    >> Scroll down for English <<

    Più info e agenda su: http://www.euroalter.com/
ppp/events/474/

Dalla Grecia alla Spagna, da Londra a Roma, i cittadini europei sono sempre più coscienti della necessità di un modello alternativo di globalizzazione. Da quanti resistono le privatizzazioni delle risorse (per esempio il referendum sull’acqua in Italia) alle recenti occupazioni di spazio pubblico contro il neoliberalismo (ad esempio in Spagna o Grecia), questo è il momento di costruire un’Europa alternativa, non semplice prodotto delle politiche neoliberali ma espressione della volontà politica dei cittadini europei.

Il forum europeo di Roma vedrà la partecipazione di oltre quaranta organizzazioni, reti, e movimenti sociali da otto paesi europei per costruire un fronte comune per la costruzione di un'altra Europa. La tre-giorni del forum porrà l'enfasi nella costruzione di campagne comuni transnazionali sui temi dei beni comuni e del reddito minimo e la lotta alla precarietà, utilizzando anche il nuovo strumento dell’Iniziativa dei cittadini europei. L’evento sarà un'opportunità concreta per lavorare alla costruzione di reti e campagne europee, e vedrà un importante follow-up in incontri in Spagna, Regno Unito, Romania, Bulgaria, e Francia nei prossimi tre mesi per continuare il percorso iniziato a Roma. L’enfasi su campagne concrete vuole essere punto di partenza per un discorso più ampio sulla revisione dei trattati e la costruzione di un’altra Europa.

Fra gli organizzatori della tre giorni ci sono European Alternatives - Alternative per l'Europa, l’International University College Turin. il Centro Studi per l’Alternativa Comune, l’Assessorato ai Beni Comuni del Comune di Napoli, il Teatro Valle, l'ARCI, il BIN, Tilt, Il Manifesto, la Rete della Conoscenza, Altramente, l'Osservatorio Europa, il Cilap-eapn, MFE. L’organizzazione si vuole orizzontale e partecipata, con l’obiettivo di riunire quante più forze si ritrovino sugli obiettivi di una campagna europea per i beni comuni e una campagna europea per il reddito.

***********

ENG

More information and agenda: http://www.euroalter.com/
ppp/events/474/

From Greece to Spain to London and Rome, the European people are increasingly aware of the need for a different model of globalization. From those resisting the privatisation of resources (for example in Italy with the water referendum) to the recent occupations of public spaces against neoliberalism (for example in Spain and Greece), the moment is ripe for the building of an alternative Europe, one which is not merely the product of neoliberal economic policies but rather the political will of the European people.

The Rome forum brings together over forty organisations, networks and social movements from eight European countries to continue building a common front for an alternative Europe. The three-day transnational forum will have a special emphasis in the construction of transnational campaigns on the themes of the commons and minimum income, relying also on the new instrument of the European Citizens' Initiative. The event will be a real opportunity to build European networks and campaigns that will take concrete forms in follow-up meetings in Spain, the UK, Romania, Bulgaria and France in the following months to continue the work begun in Rome.

The forum is organised by European Alternatives, the International University College Turin, Centro Studi per l'Alternativa Comune, Teatro Valle, Municipality of Naples, ARCI, Basic Income Network, Tilt, Il Manifesto, Rete della Conoscenza, Altramente.

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