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sabato 27 giugno 2015

IL TERRORISMO ISLAMICO NON ESISTE



Spegnete la TV e la radio, chiudete i siti web della stampa detta “main stream” e prendetevi qualche minuto per svuotare la testa dalle immagini viste in questi ultimi anni e soprattutto dalle parole sentite.

“Terrorismo islamico”, “Attentato di matrice musulmana”, “Guerra religiosa”,
 “Caccia ai cristiani”…fermiamoci un po’ a riflettere su queste frasi senza preconcetti.
Ieri un lettore di questa pagina, che ringrazio, mi ha fatto riflettere su una cosa importante, ovvero che il dato di fatto incontrovertibile degli attentati di ieri è che non possono essere di matrice islamica anzi, ancora di più, che non esiste un Islam terrorista.

Ecco il suo messaggio che riporto integralmente:
"Atei o no non lo sa nessuno. Islam è uno solo, e questi attentati non ci riguardano.
 Sono mercenari e sul fatto che si divertano facendo attentati giustificandosi con l'Islam penso proprio che sia da copione. Questi  attentati sono stati ovviamente pianificati. Nel venerdì giorno di preghiera musulmana e nel mese sacro di Ramadan. È una prova che si tratta di un gruppo criminale che non rispetta la sacralità della vita e nemmeno quella delle circostanze. Ripeto non esiste terrorismo di matrice religiosa. Le prime vittime sono gli Islamici, hanno voluto colpire apposta durante il mese sacro.”

Parole semplici che mi hanno fatto riflettere, il venerdì musulmano, 
specie di Ramadan, è come il sabato per gli ebrei (Shabbat). 

Una giornata dedicata esclusivamente alla preghiera in cui addirittura, durante il Ramadan, non si mangia e beve fino al tramonto.
 In passato si sono interrotte guerre tra paesi musulmani per rispettare il Ramadan.

Con questo voglio dire che non esista una guerra di religioni in corso? No! Non sto dicendo questo e penso che esista da 2000 anni. Sto dicendo però che dietro il nome di Stato Islamico c’è un’accozzaglia di mercenari che usano la religione per fare proselitismo.
Esattamente come i generali degli eserciti occidentali che si battono il petto in chiesa ogni domenica e poi massacrano milioni di civili inermi come in Iraq o Afghanistan. 
Eppure nessuno, ringraziando il cielo, davanti a migliaia di morti civili, si permette di dire “Terrorismo Cristiano”, “Strage di matrice cristiana”, "Attentato ebraico".
 Perché in effetti sarebbe una forzatura mistificatrice.

Chi uccide non rispetta nessuna religione,
 non segue nessun libro sacro 
che sia esso Corano, Bibbia o Torah. 
Chi uccide è solo un criminale.

Non prestiamo il fianco a chi vuole questa guerra tra poveri, non alimentiamo l’islamofobia vedendo nei musulmani i nostri nemici, anche loro, si dividono in persone per bene e criminali e questi ultimi vanno perseguiti con durezza. 

Ora non riaccendete la TV, prendetevi ancora qualche minuto per digerire queste frasi, 
capite queste, avremo capito tanto.






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mercoledì 22 febbraio 2012

Afghanistan : Corani bruciati sono solo benzina sul fuoco




Non c’è solo la sensibilità religiosa ferita (e una certa dose di fanatismo) dietro la rabbia popolare degli afgani scatenatasi dopo la notizia degli ennesimi Corani bruciati dai militari Usa nella base americana di Bagram (rabbia contrastata a fucilate dalle truppe Nato e dalla polizia afgana, con un bilancio provvisorio di 4 dimostranti morti e decine di feriti). L’ennesimo atto ‘sacrilego’ è la goccia che fa traboccare un vaso stracolmo di rabbia e frustrazione per un’occupazione militare decennale che non ha portato nessun miglioramento alle condizioni di vita della popolazione. Anzi.



Non lontano dalla superbase Usa di Bagram (un’oasi americana trapiantata nel cuore dell’Afghanistan, con shopping center, fast-food, pizzerie, palestre e gioiellerie, dove vivono oltre 20mila soldati) c’è il campo profughi di Nasaji Bagrami. Anche qui vivono circa 20mila persone: donne, anziani e tantissimi bambini sfollati dai combattimenti di questa ‘missione di pace’ e completamente abbandonati a loro stessi, senza cibo, medicine e coperte.
Ismail aveva solo 30 giorni quando è morto di freddo alla fine di gennaio. Naghma e Nazia, due gemelline di tre mesi, se ne sono andate insieme come sono venute: morte di freddo nella stessa notte del 15 gennaio. Abdul è morto congelato poche notti prima: aveva un anno e camminava da pochi giorni.
Sono alcune delle storie, raccolte dal New York Times, dei tanti bambini decimati dal freddo nel campo di Nasaji Bagrami dove, anche quando il gelo e la neve non peggiorano le cose, il tasso di mortalità infantile è del 144 per mille (in Italia è del 3 per mille).
Una strage di innocenti che non si limita ai campi profughi, visto che la mortalità infantile media in Afghanistan è del 120 per mille. E non è dovuta solo al freddo invernale, ma soprattutto alla mancanza di cibo. Un recente servizio della Msnbc ricorda che il 60 per cento dei bambini afgani (ovvero 15 milioni di bambini) soffrono di denutrizione, e ogni anno ne muoiono circa 30mila, vale a dire oltre 80 bambini al giorno.
“Com’è possibile – si chiede l’articolista del New York Times – che i bambini afgani muoiano per una causa prevedibile come il freddo dopo dieci anni di presenza internazionale con duemila Ong, dopo almeno 3,5 miliardi di dollari di aiuti umanitari e 58 miliardi di aiuti allo sviluppo?”.
Forse perché, a fronte di queste spese ‘buone’, i soli Stati Uniti di miliardi di dollari finora ne hanno spesi ben 2 a settimana (sì, a settimana!) per condurre questa guerra. Soldi spesi per le bombe che hanno distrutto i villaggi da cui erano sfollati Ismail, Naghma, Nazia e Abdul, ma anche per il Burger King e il Pizza Hut della base di Bagram.
I Corani bruciati sono solo benzina sul fuoco.

DI : Enrico Piovesana

http://www.eilmensile.it/2012/02/22/afghanistan-le-vere-ragioni-della-rabbia/

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http://informarexresistere.fr - http://facebook.com/informareXresistere

Clip della campagna NATO Game Over 2012 promossa da Vredesactie e Action pour la Paix (due organizzazioni Belghe).

Per più d'informazioni e per registrarsi: www.warstartshere.eu

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