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lunedì 13 febbraio 2017

Niente Medaglia ai Poliziotti che Uccisero il Terrorista


Terrorismo, la Germania non premierà
 i due agenti di polizia che fermarono il Terrorista a Sesto:
apologia di fascismo
“hanno le Foto di Mussolini sui loro profili social”

Il governo tedesco voleva dare una medaglia ai due "eroi" di Sesto San Giovanni che uccisero l'attentatore ma ha preferito rinunciare dopo aver scoperto che nei loro profili c’erano
"frasi Fasciste e foto di Mussolini"

Hanno messo fine alla fuga di Amri, autore della strage di Berlino. E all’imbarazzo delle autorità tedesche per esserselo fatto sfuggire sotto il naso. Ma i poliziotti di Sesto San Giovanni celebrati come “eroi” in Italia non riceveranno nessuna medaglia
dalle autorità tedesche per apologia di fascismo.

Ieri, il quotidiano Bild ha rivelato che il governo tedesco stava considerando l’idea di dare una medaglia a Cristian Movio e a Luca Scatà. In effetti, le autorità della Germania avevano tirato un respiro di sollievo quando avevano avuto la notizia che il ventiquattrenne Anis Amri – il quale quattro giorni prima, alla guida di un camion, aveva ucciso 12 persone e ferite altre 55 – era stato fermato alle porte di Milano. Le sollevava da una ricerca della quale avevano perso il filo. Permetteva loro di tranquillizzare i cittadini. Le toglieva da un notevole imbarazzo.

La stessa Angela Merkel aveva subito ringraziato la polizia italiana e i due agenti. Ora, però, la Bild dice che, secondo due ministri, l’onorificenza è fuori questione. Sui profili di Facebook e di Instagram, presto oscurati dalla Questura di Milano dopo lo scontro di Sesto San Giovanni, i due poliziotti avevano pubblicato fotografie e commenti di chiara ispirazione Fascista,
qualcosa su cui nessun governo tedesco può passare sopra.

Dell’orientamento dei due agenti si è appreso qualche giorno dopo l’azione, celebrata dal Ministro Minniti come atto eroico esemplare, tanto da non indugiare sulla diffusione dei loro nomi (salvo doverli trasferire). Proprio grazie a questa scelta è stato possibile scorrere i loro profili social e incappare nella foto di Scatà, l’agente che ha materialmente sparato ad Amri, che su Istagramm fa il saluto romano e di Mussolini definito “tradito” e infami i suoi traditori in un post del 25 Aprile, giornata che celebra la Liberazione nazionale dal nazifascimo.

Idem per Movio, il poliziotto ferito da un colpo sparato da Amri, che pare invece che condividesse su Facebook post tratti da siti che inneggiavano alla razza ariana , in più avrebbe pubblicato la fotografia di una bottiglia di Cxxa-Cxxa, quelle con i nomi propri sull’etichetta, con la scritta Adolf.


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mercoledì 2 dicembre 2015

FRANCIA: Sospensione dei Diritti Cedu



LA FRANCIA RINUNCIA ALLA CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO
La sospensione sarà in vigore nei prossimi tre mesi e riguarderà diversi diritti fondamentali come quello a un equo processo e alla libertà d'espressione

Sebbene la notizia fosse nell’aria da tempo, la modalità d’azione francese è stata spiazzante. Attraverso un banale comunicato indirizzato a Thorbjorn Jagland, segretario generale della Corte europea dei Diritti dell’Uomo, la Francia ha annunciato che per i prossimi tre mesi non rispetterà la Cedu, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
Parigi non sarà tenuta a rispettare il diritto a un equo processo e quello alla tutela della libertà 
d’espressione, della libertà di associazione e del rispetto della vita privata. 
Con questa iniziativa, la Francia rinuncia alla salvaguardia dei diritti fondamentali per mettere in pratica una persecuzione senza controllo.
L’atto francese formalizza sulla carta tutte le infrazioni già commesse sul campo, come per esempio la violazione della libertà di riunione e di associazione.
Il termine della sospensione sarà a totale discrezione del governo e rimarrà in vigore fino a quando 
l’esecutivo intenderà mantenere lo stato d’emergenza nazionale.
Le regole per la sospensione dei diritti fondamentali hanno in ogni caso un limite ben preciso, stabilito dall’articolo 15 della stessa Cedu. Il diritto alla vita e i divieti ai lavori forzati, di irretroattività della legge penale e di tortura (quest’ultimo particolarmente importante nei momenti di grande impatto emotivo successivi ad azioni terroristiche) restano comunque validi qualunque sarà l’iniziativa del governo francese.

COS’È LA CEDU E QUANDO SI PUÒ SOSPENDERE
La Cedu, resa vincolante per tutti i Paesi europei nel 2009 grazie all’articolo 6 del Trattato di Lisbona, prevede che ogni cittadino possa rivolgersi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per denunciare le violazioni commesse dai singoli stati.
Il rispetto della convenzione è legato alla ratifica, nello stato, del suo trattato di applicazione. Tuttavia, la Convenzione può essere soggetta a due tipi di limitazioni: le restrizioni e le deroghe.
Le restrizioni sono connesse a specifiche fattispecie di reato e hanno carattere continuativo. Un 
esempio tutto italiano è l’articolo sul “carcere duro” riservato ai reati di mafia, il 41 bis, che limita 
fortemente alcune garanzie procedurali e i diritti dei detenuti.
Le deroghe, come quella richiesta dalla Francia dopo gli attentati del 13 novembre, sono connesse 
invece a emergenze nazionali temporanee e rispondono al delicato equilibrio tra la limitazione dei diritti del singolo e le esigenze della collettività. La Cedu prevede che si possa procedere a formulare 
deroghe alle sue norme solo in due eventualità: in caso di guerra o per pericolo pubblico che “minaccia la vita della nazione”.
La scelta francese non può lasciare indifferenti. I diritti dell’uomo sono stati scritti per proteggere i 
singoli individui dagli abusi dei governi proprio in casi di emergenza, in situazioni, cioè, simili a quella che oggi è chiamata ad affrontare Parigi. In particolare deve essere rispettato, soprattutto in periodi di paura e irrazionalità, il diritto a un equo processo.
Quando l’irruenza di chi vuole tutelare le libertà occidentali infrange paradossalmente le libertà dei 
cittadini, la difesa della democrazia rischia di degenerare in qualcos’altro.


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lunedì 23 novembre 2015

Verità sul Terrorismo in Video



Maurizio Crozza La verità sul terrorismo

Parigi, il monologo di Crozza: “Noi li abbiamo armati, lo dice la Clinton ”

“‘Le persone che oggi combattiamo, le abbiamo create noi 20 anni fa’.  l’ha detto una che si candida per fare il presidente degli Stati Uniti, Hillary Clinton”. Il monologo di Maurizio Crozza sugli attentati di Parigi a ‘Crozza delle Meraviglie’
Crozza nel Paese delle Meraviglie 

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venerdì 20 novembre 2015

Islam e Terrorismo sono due cose Separate


L’Islam e il terrorismo sono due cose separate
Collegare l'Islam al Terrorismo, e come Collegare il Cattolicesimo alla Pedofilia 
 bisogna dialogare con i Mussulmani per sconfiggere l' ISIS dall'interno ,
 altre bombe non servono 

La notte del 13 novembre quasi non ho dormito per l’ansia. Come spiegherò che non è colpa mia? Che questo non è l’Islam? Che non credo nelle stesse cose in cui credono questi terroristi? Che gli assassini non hanno religione?
Un musulmano non può condannare gli eventi e basta. Non può semplicemente cambiare la foto profilo con una in cui compare la bandiera francese. Non può twittare #PrayingForParis, no. Deve scrivere #NotInMyName. Deve giustificarsi. Deve spiegare la differenza tra musulmano e fanatico 100 volte al giorno.
Il mio cellulare non ha smesso di vibrare da quella sera. C’è chi mi ha mandato un messaggio, chi ha telefonato e anche chi si è presentato sotto casa. Perché? Per dirmi che mi vuole bene. Per dirmi che sa che io con quei pazzi fanatici che hanno massacrato quasi 130 persone a Parigi la sera del 13 novembre non c’entro niente. Vero, ma è ovvio che c’è un errore nel sistema se hanno tutti sentito il bisogno di dirmelo.
Nel mio mondo ideale questa cosa sarà così scontata che nessuno mai dovrà ribadirla. Io non sarò costretta a dover espiare i peccati altrui, ma soltanto i miei. Anche perché gli “altri” di cui parliamo, i fanatici, sono solo l’1 per cento circa degli 1,6 miliardi di musulmani nel mondo.
L’Isis ha sete di nuove reclute, ha bisogno di attirare a sé altri disadattati, altri individui confusi ed emarginati. Vuole aumentare quella minuscola percentuale, ma noi possiamo fermarli.
La strage di Parigi è quello di cui avevano bisogno l’estrema destra, gli xenofobi, gli islamofobi e le Oriana Fallaci di turno. Si possono aggrappare a questa tragedia, strumentalizzarla e mancarle di rispetto usandola per predicare le loro idee piene di odio, per promuovere l’idea di un NOI e un VOI che non esistono. Queste persone non sono tanto diverse dai terroristi che hanno compiuto gli attacchi a Parigi, anzi, in parte è anche loro la colpa di ciò che è avvenuto.


Un account Twitter dell’Isis ha infatti condiviso la prima pagina dell’edizione di Libero del giorno dopo l’attentato di Parigi, con il titolo “Bastardi Islamici”, per reclutare altri combattenti e promuovere sentimenti “anti-occidente”.
“Musulmani occidentali, guardate cosa pensano di voi. Guardate come vi trattano. Non meritate questo, venite da noi…”

E così, proprio dalla nostra terra, è partita l’ennesima propaganda del sedicente Stato islamico, composto in gran parte proprio da combattenti europei. Noi stessi, con un titolo del genere, abbiamo gettato le basi per chissà quanti altri massacri.
Il vero schiaffo in faccia all’Isis sarebbe mostrare solidarietà. Restare uniti. Dirgli che sappiamo che l’Islam non è quello che loro sostengono. Che musulmani, ebrei, cristiani, buddisti, siamo tutti uniti contro di loro, che sono l’unico vero nemico dell’occidente e del mondo.
Sentiamo sempre il bisogno di dare la colpa a qualcuno o qualcosa per poter sfogare la nostra rabbia e certo non aiuta che questi fanatici si autodichiarano musulmani, ma basterebbe leggere l’ABC dell’Islam per capire che di musulmano hanno ben poco.
Non lasciate che la paura e la rabbia vi rendano ciechi. Sfoghiamo la nostra frustrazione in altri modi, indirizziamola alle persone giuste, ai terroristi, agli assassini, ai fomentatori dell’odio, agli islamofobi, ai fanatici, agli estremisti religiosi o politici che siano, ai razzisti.
Restiamo uniti. Restiamo umani.
L’opinione della giornalista italiana e musulmana Sabika Shah Povia dopo gli attentati di Parigi

FIRMA LA PETIZIONE
AUTORE DEL TITOLO
CITATO NELL'ARTICOLO
radiazione immediata dall' 
ORDINE DEI GIORNALISTI

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sabato 27 giugno 2015

IL TERRORISMO ISLAMICO NON ESISTE



Spegnete la TV e la radio, chiudete i siti web della stampa detta “main stream” e prendetevi qualche minuto per svuotare la testa dalle immagini viste in questi ultimi anni e soprattutto dalle parole sentite.

“Terrorismo islamico”, “Attentato di matrice musulmana”, “Guerra religiosa”,
 “Caccia ai cristiani”…fermiamoci un po’ a riflettere su queste frasi senza preconcetti.
Ieri un lettore di questa pagina, che ringrazio, mi ha fatto riflettere su una cosa importante, ovvero che il dato di fatto incontrovertibile degli attentati di ieri è che non possono essere di matrice islamica anzi, ancora di più, che non esiste un Islam terrorista.

Ecco il suo messaggio che riporto integralmente:
"Atei o no non lo sa nessuno. Islam è uno solo, e questi attentati non ci riguardano.
 Sono mercenari e sul fatto che si divertano facendo attentati giustificandosi con l'Islam penso proprio che sia da copione. Questi  attentati sono stati ovviamente pianificati. Nel venerdì giorno di preghiera musulmana e nel mese sacro di Ramadan. È una prova che si tratta di un gruppo criminale che non rispetta la sacralità della vita e nemmeno quella delle circostanze. Ripeto non esiste terrorismo di matrice religiosa. Le prime vittime sono gli Islamici, hanno voluto colpire apposta durante il mese sacro.”

Parole semplici che mi hanno fatto riflettere, il venerdì musulmano, 
specie di Ramadan, è come il sabato per gli ebrei (Shabbat). 

Una giornata dedicata esclusivamente alla preghiera in cui addirittura, durante il Ramadan, non si mangia e beve fino al tramonto.
 In passato si sono interrotte guerre tra paesi musulmani per rispettare il Ramadan.

Con questo voglio dire che non esista una guerra di religioni in corso? No! Non sto dicendo questo e penso che esista da 2000 anni. Sto dicendo però che dietro il nome di Stato Islamico c’è un’accozzaglia di mercenari che usano la religione per fare proselitismo.
Esattamente come i generali degli eserciti occidentali che si battono il petto in chiesa ogni domenica e poi massacrano milioni di civili inermi come in Iraq o Afghanistan. 
Eppure nessuno, ringraziando il cielo, davanti a migliaia di morti civili, si permette di dire “Terrorismo Cristiano”, “Strage di matrice cristiana”, "Attentato ebraico".
 Perché in effetti sarebbe una forzatura mistificatrice.

Chi uccide non rispetta nessuna religione,
 non segue nessun libro sacro 
che sia esso Corano, Bibbia o Torah. 
Chi uccide è solo un criminale.

Non prestiamo il fianco a chi vuole questa guerra tra poveri, non alimentiamo l’islamofobia vedendo nei musulmani i nostri nemici, anche loro, si dividono in persone per bene e criminali e questi ultimi vanno perseguiti con durezza. 

Ora non riaccendete la TV, prendetevi ancora qualche minuto per digerire queste frasi, 
capite queste, avremo capito tanto.






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mercoledì 16 maggio 2012

Terrorismo pilotato o anarchici




L'attacco agli anarchici inizio' con la strage di Piazza Fontana .



 La demonizzazione degli anarchici fu costruita con abilita' dai servizi e da buona parte delle istituzioni preposte alla repressione del terrorismo. Guardare al passato per capire il presente e prevedere il futuro, diceva lo storico Tucidide nel 450 avanti Cristo. Quello che e' accaduto 43 anni fa dovrebbe servire da lezione.

Ricordiamo la lezione degli anni di piombo.

 Terrorismo pilotato o anarchici.


Ricordiamo la lezione degli anni di piombo.

 Terrorismo pilotato o anarchici.

Certamente la situazione attuale è fortemente a rischio terrorismo. L’esasperazione alla quale è stato portato il Popolo Italiano prima dall’inettitudine del governo Berlusconi e ora dalla totale insensibilità sociale del governo Monti creano una situazione che, mescolandosi con una crisi economica e sociale che non ha precedenti recenti, si configura come esplosiva.

In Italia abbiamo già vissuto una stagione terribile di terrorismo di destra e di sinistra. Estremamente differenti sia nei motivi ispiratori che nel modus operandi, i due filoni eversivi hanno avuto un punto in comune: sono stati strumentalizzati dalla politica e utilizzati dai servizi segreti per fini politici ed economici. Oggi lo scenario consente di sospettare un ritorno di questo tipo di utilizzo dell’eversione o anche solo della contestazione estrema da parte di parti più o meno deviate dello Stato.

Il sospetto forte di questa strumentalizzazione è presente nell’attentato all’amministratore delegato di Ansaldo Energia Adinolfi. Il dirigente era ancora in ambulanza che già si parlava di matrice anarchico-insurrezionalista. Non ci sono state rivendicazioni immediate (cosa stranissima se pensiamo al terrorismo politico) e quelle che sono seguite sono state a dir poco sospette. Poniamo anche che, in questo istante, per placare gli animi degli Italiani esasperati, un motivo di coesione come la lotta al terrorismo potrebbe tornare molto utile. Consentitemi, quindi, di nutrire qualche dubbio, ferma restando la convinzione che stiamo vivendo un momento pericoloso e che è necessaria la massima attenzione.
Luca Craia

Il debito? E' della casta,



  Quello che e' accaduto 43 anni fa dovrebbe servire da lezione.

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