Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta annuncia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta annuncia. Mostra tutti i post

sabato 7 novembre 2015

Ignazio Marino amministrazione OTTIMA per Fitch



Fitch annuncia: "I conti di ROMA migliorano"
Outlook migliora, era negativo. Il piano di rientro dell'ex assessore
 al Bilancio Silvia Scozzese ha funzionato. 
Marino: "Le cose a Roma sono cambiante"

Per la prima volta dopo tre anni i conti del Campidoglio migliorano. Fitch ha migliorato l'outlook sul 
debito della città di Roma da negativo a stabile e ha confermato il rating BBB di lungo termine. Lo 
comunica l'agenzia di rating, precisando che la decisione tiene conto del sostegno del governo ma 
anche dell'andamento dei conti, che presentano un "basso indebitamento diretto". Il piano di rientro 
dell'ex assessore al Bilancio Silvia Scozzese ha funzionato. "Le cose a Roma stanno cambiando: la 
valutazione di Fitch dà ragione al nostro lavoro. E sono convinto che sia un primo passo a cui 
seguiranno presto altri", ha commentato soddisfatto l'ex sindaco di Roma, 

Ignazio Marino.
"L'agenzia di rating internazionale, che certo non può essere tacciata di parzialità nei confronti di Roma - continua Marino - cambia le prospettive per la città (sia per i conti dell'amministrazione che per gli andamenti economici) da negativa a stabile, valorizzando i numeri e le azioni politiche 
dell'amministrazione. Le riforme profonde che abbiamo messo in campo vengono giudicate positive e i frutti si vedranno presto: penso alle aziende e ai servizi forniti ai cittadini che si stanno allontanando dagli anni opachi della vecchia amministrazione. In questi giorni, durante i miei molti incontri negli Stati Uniti con operatori economici, con le aziende e i professionisti che si occupano di cittaà, ho colto un grande interesse economico. Non solo la tradizionale simpatia o ammirazione per la bellezza della città ma una vera e nuova attenzione alle opportunità economiche che Roma, col cambiamento di rotta che abbiamo impostato in questi anni, offre agli investitori. L'appuntamento straordinario del Giubileo è una occasione ulteriore che, ne sono certo, offrirà occasioni di sviluppo anche al di là delle previsioni positive di Fitch".

"Insomma - continua Marino - nei primi due anni dell'amministrazione abbiamo lavorato per riportare legalità e trasparenza negli atti del Comune e per impostare il cambiamento. Questo lavoro sta dando i suoi frutti che coglieremo ancora di più a partire dai prossimi mesi. Sono ottimista e questo ottimismo nasce dalle cose fatte e dall'opinione verso la città che colgo in Italia e all'estero".

Roma. Record debito: Rutelli, Veltroni, Alemanno? 
Roma, debito fuori controllo, chi è stato il peggior amministratore?
 Rutelli record ma è con Alemanno che la gestione non è più trasparente: da commissario del debito decideva lui quanto era debito pregresso da mettere nella bad company, ma alla fine le cifre erano più alte dei bilanci ufficiali pre bad company.
 Debito e poste fuori bilancio, gestione contabile poco trasparenti,
 commissari che si alternano. 

Il passivo accumulato negli anni (diciamo dal primo sindaco eletto dal popolo, Rutelli a fine ’93) da 
Roma capitale peserà sui contribuenti con tasse e addizionali almeno fino al gennaio 2048. Tra Tesoro e addizionali, più la tassa di un euro per ogni biglietto aereo per Roma, il Comune riceve un assegno perpetuo di mezzo miliardo di euro l’anno. Ma, nonostante tutti i controlli, negli anni sono emersi nuovi debiti fuori bilancio, crediti non esigiti: la vera dimensione totale forse non è ancora conosciuta. Chi fra i sindaci ha contribuito di più all’accumulo del debito? Sul Sole 24 ore Gianni Dragoni propone una classifica giornaliera dell’aumento medio attribuito ai quattro sindaci: Rutelli ha prodotto un aumento giornaliero di 892.937 euro, Veltroni di 416.476 euro, Alemanno e di 450.160 euro, Ignazio Marino è l’unico con il segno meno, avendo diminuito il debito ogni giorno di 13mila euro. Rutelli. Secondo il bilancio del Comune, a fine 2000 i debiti finanziari erano 5,93 miliardi di euro. 

All’arrivo di Rutelli, secondo quanto ricostruito dal Sole 24 Ore (sul sito non si trova il bilancio prima del 1997), il Comune aveva circa 3,6 miliardi di debiti finanziari: quindi sotto Rutelli il debito è aumentato di circa 2,31 miliardi . Veltroni lascia il Comune con debiti finanziari, secondo il bilancio a fine 2007, per 6,95 miliardi, cioè un miliardo e 21 milioni in più rispetto all’addio di Rutelli .  Veltroni, che chiama in causa per la crisi di liquidità l’ex governatore del Lazio (di destra) 
Francesco Storace a causa del buco nella sanità la Regione non ha versato a Roma contributi per un 
miliardo. Alemanno evita il dissesto del Comune, che porterebbe al commissariamento, grazie a un 
accordo con Berlusconi e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Con un decreto legge viene 
costituito il commissario per il «debito pregresso» che si prende in carico tutto il debito fino al 28 aprile 2008, cioè fino all’elezione di Alemanno. 

Si crea la bad company dei debiti di Roma, il sindaco di destra parte leggero. Nel bilancio a fine 2008 apparirà che il debito finanziario del Comune è ridotto a soli 1.028 milioni. E nel 2010 Alemanno può scaricare ulteriori 644,2 milioni di debiti nella gestione commissariale. Per due anni Alemanno è anche commissario del debito del Comune, può quindi decidere consultando solo se stesso, fatta salva la verifica con Tremonti, quanto debito è «pregresso» e va scaricato nella bad company. È qui che la partita si fa meno trasparente. Solo a metà del 2013 arriva la prima relazione al Parlamento del nuovo commissario al debito, Varazzani. Secondo i dati di Varazzani, il debito di Roma Capitale trasferito al commissario e «accertato» alla data del 26 luglio 2010 ammonta a 8,64 miliardi di debiti non finanziari, più 7,12 miliardi di debiti finanziari. Cifre molto più alte di quelle che apparivano dai bilanci ufficiali fino al 2007. 
(Gianni Dragoni, Il Sole 24 Ore).

QUINDI 
Ignazio Marino ha messo i conti a posto per Roma
HA LAVORATO BENE ,
 non capisco ancora perchè l'hanno sfiduciato ???
Il Prossimo Sindaco si trovera' i CONTI IN ORDINE.

LEGGI ANCHE
MARINO SFIDUCIATO PER UNO SCONTRINO
.



Sono Web Designer, Web Master e Blogger, creo siti internet e blog personalizzati
 a prezzi modici e ben indicizzati. 
Studio e realizzo i vostri banner pubblicitari con foto e clip animate. 
Mi diletto alla creazione di loghi per negozi , aziende, studi professionali,
 campagne di marketing e vendite promozionali.

MIO SITO  :  http://www.cipiri.com/



FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .

MUNDIMAGO


.

mercoledì 16 settembre 2009

Impregilo annuncia l'apertura a gennaio dei cantieri del Ponte

poster canvas art riproduzione quadri
.
Impregilo annuncia l'apertura a gennaio dei cantieri del Ponte

Antonello Mangano www.terrelibere.it


A gennaio 2010 partiranno i lavori del Ponte: dopo l’annuncio di Anas e governo arriva quello dell’impresa vincitrice. Ma l’avvio non riguarda il cantiere principale – di cui ancora non esiste il progetto definitivo – ma quelli preliminari. «Come realizzare una scala esterna per una casa che ancora non c’è». Nel frattempo, Impregilo lamenta l’eccesso di burocrazia in Italia. E tace del suo imbarazzante curriculum, fatto di autostrade mai finite in Calabria, smaltimento illegale di rifiuti in Toscana, ecoballe campane… Agli annunci dei politici ed ai proclami dell’Anas non crede più nessuno. Ma adesso parla Alberto Rubegni, amministratore delegato di Impregilo: «Tra pochi mesi iniziamo il lavori del Ponte». Più esattamente i «cantieri preliminari», cioè i lavori a terra annunciati per gennaio. Si tratta del delirio di strade e ferrovie che stravolgeranno l’area urbana dello Stretto, e che risulteranno perfettamente inutili fino al completamento del Ponte. Al momento, tuttavia, non è stato neanche completato il progetto definitivo. «E se dovesse essere valutato come inattuabile, a cosa saranno servite opere che si giustificano solo ed esclusivamente in funzione del Ponte?», si chiede Guido Signorino, docente di economia, uno dei massimi esperti dei conti della mega-infrastruttura. «Cosa ne sarebbe di lavori frettolosamente realizzati con un anticipo di 6-7 anni? È come realizzare una scala esterna per una casa che non c’è. Insomma, una follia, che potrebbe finire col costituire un danno erariale di proporzioni gigantesche».
Alle strutture secondarie, si affiancano le «opere compensative»: un fiume di soldi finalizzato teoricamente a ripagare dei danni sociali ed ambientali dei cantieri, in pratica a «comprare» il territorio e sopirne le proteste, l’ultima delle quali ha portato inaspettatamente in piazza a
Messina 8 mila manifestanti.

«Il recupero del fronte-mare, lo spostamento della stazione, la metropolitana del mare, eccetera non hanno alcuna connessione ‘tecnica’ col
Ponte e servono alla città di Messina non ‘a causa’ del ponte, ma ‘indipendentemente’ da esso; meglio ancora: ‘invece’ del Ponte», dice ancora Signorino. «Considerando il prezzo che la città ha pagato alla sua funzione di snodo per l’attraversamento dello Stretto, la ‘compensazione’ è dovuta per la funzione svolta nell’ultimo cinquantennio a servizio del sistema nazionale dei trasporti, non per la morte civile che le si vuole regalare in omaggio alla realizzazione di un’opera faraonica quanto inutile».

Come molte imprese italiane, Impregilo ama sputare nel piatto in cui mangia. Vive della rendita delle commesse statali, ma si lamenta dell’«eccesso di burocrazia». Secondo Rubegni, ci sarebbe «più certezza dei diritti» all’estero, dove la società di Sesto San Giovanni ha ottenuto l’appalto per l’allargamento del Canale di Panama, un contratto da 3 miliardi di dollari, ed è in corsa per un dissalatore a Dubai ed uno in Arabia Saudita, finanziato coi petrodollari della famiglia reale.

Eppure in Italia la società non se la passa male: ha in tasca i contratti del Ponte, della Pedemontana Veneta, della Tem [Tangenziali Esterne di Milano] e probabilmente riuscirà a strappare ancora qualcosa dall’Alta Velocità, altra vicenda di cantieri eterni. Forse, quando parlano di «eccesso di burocrazia», i dirigenti Impregilo pensano ai provvedimenti della magistratura nelle vicende campane, tra ecoballe ed inceneritori; o il cantiere lumaca della Salerno – Reggio Calabria, avviato nel 1997, perennemente infiltrato dalle ‘ndrine storiche del reggino e segnato da sette inchieste giudiziarie; le polemiche seguite al crollo dell’ospedale dell’Aquila; la condanna [in primo grado] di Rubegni per «smaltimento
illecito di rifiuti» durante i lavori di costruzione della tratta ferroviaria dell’Alta velocità Firenze-Bologna; per finire con la meno nota vicenda della Milano-Genova, il cui terzo valico è stato lanciato nell’ottobre 1991 come ramo secondario dell’Alta velocità e che nel 2009 è ancora fermo per un contenzioso tra Impregilo e Ferrovie. Un curriculum imbarazzante di cui qualcuno, ad esempio Anas, dovrebbe chiedere conto. Ma non accadrà nulla del genere, anzi proseguirà la strategia delle «mucche da mungere», il neo-interventismo statale finalizzato alla socializzazione delle perdite ed alla costruzione di partnership pubblico-privato, utili a portare profitto a pochi contractors, a prescindere da tutto e tutti, a cominciare dai movimenti accusati di miopia ed egoismo ed invece al momento unica forma di opposizione allo sciacallaggio di poche aziende.
.
OROSCOPO

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru