tassa sugli animali domestici
Dopo anni di proposte, smentite, allarmismi e passi indietro, la
tassa sugli animali domestici sembra destinata ad andare in porto.
L’imposta che equipara cani e gatti a beni di lusso incontra infatti il
favore del governo, che concorda «in linea di principio» con il nuovo
balzello, per usare le parole rivolte dal sottosegretario all’Economia
Gianfranco Polillo
alla Commissione Bilancio della Camera riunita per esaminare la
proposta “Nuove norme in materia di animali d'affezione, di prevenzione e
controllo del randagismo e di tutela dell'incolumità pubblica".
Secondo quanto previsto dal disegno di legge, le singole
amministrazioni comunali potranno stabilire la tariffa che i proprietari di pets dovranno versare e che servirà a finanziare la
lotta al randagismo e all’abbandono,
attraverso “incentivi per l'adozione di animali d'affezione;
prestazioni medico-veterinarie di base erogate da medici veterinari
liberi professionisti, in regime di convenzione con i comuni;
l'espletamento dei piani di controllo delle nascite; il controllo della
popolazione delle colonie feline”.
Insomma, tassare gli animali “ricchi” per aiutare quelli “poveri”
sembrerebbe il principio ispiratore delle nuova imposta, dal cui
pagamento sono esentati i cittadini che hanno adottato i loro pelosi
presso strutture comunali o convenzionate.
Le reazioni degli animalisti non si sono fatte attendere. «Una tassa di
questo tipo, oltre ad essere discutibile sul piano etico - ha
commentato la presidente dell’
Enpa Carla Rocchi -
finirebbe per essere un vero e proprio boomerang poiché non solo
favorirebbe nuovi abbandoni, ma disincentiverebbe anche le adozioni dei
canili, con un conseguente aggravio di spesa per le casse degli enti
locali».
I dubbi sollevati da Rocchi non sono affatto infondati. In un paese ancora alle prese con un
problema di mentalità e di cultura,
dove gli animali vengono abbandonati per andare in ferie o perché
troppo cresciuti e vagano nell’indifferenza generale 600-700 mila cani
randagi, pensare di far pagare una tassa ai padroni potrebbe fornire
loro una motivazione più che sufficiente per sbarazzarsi dei loro amici.
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