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giovedì 24 marzo 2011

Più tumori con l’atomo Dossier choc dei Verdi



LA DENUNCIA. Il Sole che ride rilancia tre studi epidemiologici condotti in Germania, Gran Bretagna e Spagna: chi abita vicino alle centrali si ammala di più. Bonelli: «Sbugiardato Veronesi».

Tre indagini epidemiologiche confermano l’aumento del rischio di ammalarsi di cancro per chi abita vicino ad una centrale nucleare. Gli studi sono stati condotti in Spagna, Gran Bretagna e Germania da organizzazioni governative. I risultati sono stati raccolti dai Verdi in un dossier e presentati ieri in una conferenza stampa a Roma in concomitanza con il Consiglio dei ministri nella quale il governo annunciava una moratoria sul nucleare. Ed è proprio questa decisione a provocare la dure reazione del presidente del Sole che ride Angelo Bonelli: «è una moratoria da bari. L’ultima mossa disperata di un governo che teme il risultato delle urne. Ma, passata la consultazione, tornerà a sostenere l’opzione atomica».
E sull’inconsistenza giuridica della moratoria ha insistito l’avvocato Valentina Steffutti: «Il referendum si terrà regolarmente. L’unico modo per impedirlo sarebbe abrogare la legge 99 del 2009». Ma è sui rischi sanitari che i Verdi hanno richiamato l’attenzione, rilanciando i risultati degli studi epidemiologici condotti dal Dipartimento delle scienze sanitarie dell’Università Alcalà di Madrid, dall’Icfr, l’Unità epidemiologica e clinica di Oxford, e dall’Ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni. In particolare, lo studio spagnolo è stato condotto sui pazienti nell’ospedale di Guadalajara nel periodo 1988-1999 scelti in base alla distanza di residenza dalle centrali nucleari (10, 20 e 30 km).

Il risultato ha evidenziato che i rischi di contrarre un tumore correlato a un’esposizione radiologica ha un incremento lineare in relazione alla distanza di residenza per la centrale di Trillo. L’indagine di Oxford ha invece analizzato 11 cause di morte tra il 1969 e il 1978. Uno dei parametri era la prossimità a 15 impianti ed è emersa una significativa correlazione per leucemia, leucemia linfoide e la sindrome di Hodgkin’s. Il lavoro condotto in Germania, infine, dimostra che il rischio del cancro, in particolare leucemie, sta aumentando per bambini che crescono nelle vicinanze di centrali. Sono stati inagati i casi di cancro dal 1980 al 2003, coinvolgendo 1.592 bambini d’età inferiore ai 5 anni che hanno preso la malattia e 4.735 bambini sani.

Il risultato ha mostrato un rischio significativamente più alto di contrarre il cancro se abitavano nei pressi degli impianti. Secondo i normali valori statistici nazionali ci sarebbero 48 casi di cancro e 17 casi di leucemia dentro il sopracitato raggio di 5 km intorno alle centrali. Sono stati riscontrati, invece, 77 casi di cancro (60% più del previsto) e 37 casi di leucemia (più 117%). Questi risultati, ha attaccato Bonelli, «sbugiardano Umberto Veronesi e chi, come lui, ha sostenuto per anni la bugia che il nucleare non fa male. è ora che lui e la Prestigiacomo si dimettano». Sul ruolo degli enti locali è intervenuto Nando Bonessio, presidente del Sole che ride del Lazio, che ha denunciato come «la presidente Polverini non abbia ancora trasmesso al governo la volontà del Consiglio regionale che ha votato la nostra mozione contro l’atomo».


http://www.terranews.it/news/2011/03/%C2%ABpiu-tumori-con-l%E2%80%99atomo%C2%BB-dossier-choc-dei-verdi

 Michele Scotti

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mercoledì 16 marzo 2011

Wikileaks, Tokio sapeva delle centrali a rischio

 

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L’Aiea denunciò i problemi seri in caso di terremoto nel 2008


Il Giappone sapeva da oltre due anni che i suoi impianti nucleari non sarebbero stati in grado di reggere l’urto di un potente terremoto. A rivelarlo è un cablogramma Usa diffuso da Wikileaks, secondo cui nel dicembre 2008 un funzionario dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) informò Tokyo che le norme di sicurezza delle sue centrali erano obsolete e che un violento sisma avrebbe posto “problemi seri” agli impianti.

LA SENTENZA PER CHIUDERE

- Nel documento riportato oggi dal Telegraph si afferma inoltre che le autorità giapponese si opponevano alla sentenza emessa da una corte per chiudere una centrale, perchè ritenuta insicura in caso di sisma. “L’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare e industriale ritiene che il reattore sia sicuro e che tutti i test di sicurezza siano stati condotti in modo appropriato”, riferirono i diplomatici Usa. Nel 2009, Tokyo riuscì a far revocare la sentenza. Il cablogramma riporta anche la denuncia fatta nell’ottobre 2008 da un deputato giapponese ai diplomatici Usa, secondo cui il governo stava “insabbiando” gli incidenti nucleari. Il tribunale ha stabilito che c’era la possibilità che la popolazione locale potesse essere esposta a radiazioni, in caso incidente presso l’impianto, che è stato costruito solo per sostenere un terremoto di “6.5 magnitudo” . Tuttavia, un cable datato marzo 2006 ha riferito che le preoccupazioni della Corte non sono state condivise dall’agenzia per la sicurezza nucleare del paese.

UN ALTRO CABLE 

– Dice: “L’autorità crede che il reattore sia sicuro e che tutte le analisi di sicurezza siano state adeguatamente condotte.” Un altro cable riferisce a Washington delle preoccupazioni locali che una nuova generazione di centrali giapponesi che riciclano  il combustibile nucleare potesse compromettere la sicurezza. Il cavo, citando un quotidiano locale, riferisce: “Abbiamo visto troppi casi di concorso di riduzione dei costi attraverso l’efficienza più elevata. Si rischia di compromettere la sicurezza”. I cavi rivelano come Taro Kono, un membro di alto profilo della camera bassa del Giappone, ha detto ai diplomatici statunitensi nel mese di ottobre 2008 che il governo ha deciso di “coprire” gli incidenti nucleari. Il governo ha anche ignorato forme alternative di energia, come l’energia eolica.


Giovanni Percolla



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