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martedì 26 gennaio 2010

Global forum 2001. Il commento di Amnesty

Global forum 2001. Il commento di Amnesty

La Sezione Italiana di Amnesty International ha espresso soddisfazione per il fatto che il processo relativo ad azioni realizzate dalla polizia a Napoli nel marzo 2001 in occasione del Global Forum sia giunto alla sentenza di primo grado, emanata il 22 gennaio dal Tribunale del capoluogo
campano.

La conduzione di indagini imparziali e l’accertamento della verita’ giudiziaria costituiscono infatti importanti strumenti di protezione delle vittime di violazioni dei diritti umani e, al contempo, salvaguardano la reputazione di agenti di polizia erroneamente accusati.

Il Tribunale di Napoli ha riconosciuto in primo grado le responsabilita’ di alcuni agenti e funzionari delle forze di polizia per gli abusi commessi nei confronti dei manifestanti, cosi’ confermando la gravita’ di quanto accaduto in quei giorni, rispetto a cui Amnesty International
espresse sin da subito preoccupazione scrivendo all’allora Ministro dell’Interno Enzo Bianco e ricordando il diritto di ognuno di manifestare pacificamente, senza timori per la propria incolumita’.
In questi anni, sottolinea l’organizzazione per i diritti umani, la ricerca della verita’ non e’ stata agevolata dall’istituzione di strumenti di monitoraggio, quali una commissione indipendente, o di una commissione parlamentare d’inchiesta, e non sono state espresse da parte delle
istituzioni competenti condanne esplicite per quanto accaduto.

Un esame attento della sentenza emessa dal Tribunale di Napoli potra’ consentire di valutare se un verdetto diverso sarebbe stato possibile in caso di esistenza del reato di tortura e maltrattamenti, mai introdotto nel codice penale italiano nonostante le richieste avanzate da Amnesty International e da vari organismi internazionali. A causa di questa lacuna, a oltre 20 anni dalla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura da parte dell’Italia, i maltrattamenti commessi dai pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni vengono
perseguiti attraverso figure di reato ordinarie (lesioni, abuso d’ufficio, falso etc.), sono puniti con pene non adeguatamente severe e risultano soggetti a prescrizione.

Amnesty International ha espresso piu’ volte preoccupazione per i rischi di impunita’ delle forze di polizia derivanti dal contesto complessivo, caratterizzato anche dal fatto che l’Italia non si e’ sinora dotata di meccanismi di prevenzione dei maltrattamenti quali l’introduzione di
regole per l’identificazione degli agenti di polizia durante le operazioni di ordine pubblico e l’istituzione di un organismo indipendente di monitoraggio sui luoghi di detenzione.
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venerdì 6 novembre 2009

Ecco il commento del Forum italiano dei movimenti per l’acqua


Acqua.

il commento del Forum dei movimenti sul testo approvato dal Senato
Ieri sera, il senato ha approvato l’articolo 15 del decreto 135 del 2009. E’ l’articolo che apre i servizi idrici pubblici italiani a una nuova ondata di privatizzazioni.

Ecco il commento del Forum italiano dei movimenti per l’acqua.

«Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua giudica gravissima la privatizzazione dell’acqua, avvenuta ieri al Senato con l’approvazione dell’Art.15 del DL 135/09. Mentre continua a giacere nei cassetti istituzionali la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, che ha raccolto oltre 400.000 firme, i Senatori decidono la rapina dell’acqua, consegnandola ai privati e alla speculazione finanziaria. Consideriamo questa approvazione illegittima ed incostituzionale, in quanto si espropriano i cittadini di un bene comune e “diritto umano universale”!
Se la Camera dei Deputati non ribalterà il misfatto del Senato, davanti agli occhi attenti del Paese si sarà celebrata la delegittimazione delle Istituzioni.
Alle forze politiche di opposizione diciamo con chiarezza che stante la posta in gioco, consideriamo l’azione parlamentare di contrasto e il voto contrario solo l’avvio di una attività che va sviluppata a tutto campo e in ogni direzione per la ripubblicizzazione dell’acqua.
Ai Sindaci e agli Enti Locali che da tempo sono scesi in campo per l’acqua pubblica chiediamo di far sentire forte la propria voce, dichiarando da subito che non ottempereranno ad una legge che li espropria di una titolarità stabilita dalla Costituzione.
Chiamiamo da subito la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria partecipando alla manifestazione davanti al Parlamento in occasione del dibattito alla Camera».



Le denunce dell’ingiustizia e della furfanteria politica correlate al tradimento di Stato operato dal governo , che oramai apertamente e direttamente legalizza il non rispetto della volontà referendaria di 27 milioni di Italiani in materia d’acqua, non sono mai troppe. Per questo bisogna condividere e diffondere l’ultimo appello dell’amico Alex Zanotelli e e dei suoi compagni napoletani e campani.

ACQUA: TRADIMENTO DI STATO

Quello che è avvenuto il 21 aprile alla Camera dei Deputati è un insulto alla democrazia. Quel giorno i rappresentanti del popolo italiano hanno rinnegato quello che 26 milioni di italiani avevano deciso nel Referendum del 12-13 giugno 2011 e cioè che l’acqua deve uscire dal mercato e che non si può fare profitto su questo bene. I Deputati invece hanno deciso che il servizio idrico deve rientrare nel mercato, dato che è un bene di “interesse economico”, da cui ricavarne profitto. Per arrivare a questa decisione(beffa delle beffe!), i rappresentanti del popolo hanno dovuto snaturare la Legge d’Iniziativa Popolare (2007) che i Comitati dell’acqua erano finalmente riusciti a far discutere in Parlamento. Legge che solo lo scorso anno (con enorme sforzo dei comitati) era approdata alla Commissione Ambiente della Camera, dove aveva subito gravi modifiche, grazie agli interventi di Renzi-Madia.Il testo approvato alla Camera obbliga i Comuni a consegnare l’acqua ai privati. Ben 243 deputati (Partito Democratico e Destra) lo hanno votato, mentre 129 (Movimento Cinque Stelle e Sinistra Italiana) hanno votato contro. A nulla è valsa la rumorosa protesta in aula dei Pentastellati.

Ora il Popolo italiano sa con chiarezza sia quali sono i partiti che vogliono privatizzare l’acqua, ma anche che il governo Renzi è tutto proteso a regalare l’acqua ai privati. “L’obiettivo del governo Renzi-afferma giustamente R.Petrella- è il consolidamento di un sistema idrico europeo , basato su un gruppo di multiutilities su scala interregionale e internazionale, aperte alla concorrenza sui mercati europei e mondiali, di preferenza quotate in borsa , e attive in reti di partenariato pubblico-privato.” Sappiamo infatti che Renzi vuole affidare l’acqua a quattro multiutilities italiane:Iren, A2A,Hera e Acea. Infatti sta procedendo a passo spedito l’iter del decreto Madia (Testo unico sui servizi pubblici locali) che prevede l’obbligo di gestire i servizi a rete (acqua compresa) tramite società per azioni e reintroduce in tariffa “l’adeguatezza della rimunerazione del capitale investito.” (la dicitura che il Referendum aveva abrogato!) Tutto questo è di una gravità estrema , non solo perché si fa beffe della democrazia, ma soprattutto perché è un attentato alla vita. E’ infatti Papa Francesco che parla dell’acqua come “diritto alla Vita “ (un termine usato in campo cattolico per l’aborto e l’eutanasia). L’acqua è Vita, è la Madre di tutta la Vita sul pianeta. Privatizzarla equivale a vendere la propria madre! Ed è una bestemmia!

Per cui mi appello a tutti in Italia, credenti e non, ma soprattutto alle comunità cristiane perché ci mobilitiamo facendo pressione sul Senato dove ora la legge sull’acqua è passata perché lo sgorbio fatto dai deputati venga modificato.

Inoltre mi appello:

Al Presidente della Repubblica , perché ricordi ufficialmente al Parlamento di rispettare il Referendum;

Alla Corte Costituzionale ,perché intervenga a far rispettare il voto del Popolo italiano;

Alla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), perché si pronunci ,sulla scia dell’enciclica Laudato Si’, sulla gestione pubblica dell’acqua;

Ai parroci e ai sacerdoti, perché nelle omelie e nelle catechesi, sensibilizzino i fedeli sull’acqua come “diritto essenziale, fondamentale, universale” (Papa Francesco)

Ai Comuni e alle città, perché ritrovino la volontà politica di ripubblicizzare i servizi idrici come Napoli (Penso a città come Trento, Messina, Palermo, Reggio Emilia..).

Il problema della gestione dell’acqua è oggi fondamentale: è una questione di vita o di morte per noi, ma soprattutto per gli impoveriti del pianeta, per i quali, grazie al surriscaldamento del pianeta, l’acqua sarà sempre più scarsa. Se permetteremo alle multinazionali di mettere le mani sull’acqua, avremo milioni e milioni di morti di sete. Per questo la gestione dell’acqua deve essere pubblica, fuori dal mercato e senza profitto, come sta avvenendo a Napoli, unica grande città italiana ad aver obbedito al Referendum.

Diamoci tutti da fare perché vinca la Madre, perché vinca la Vita:l’Acqua.
L’ultimo appello di Alex Zanotelli: “Acqua, tradimento di Stato”
Scritto il 26 aprile 2016

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