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mercoledì 14 settembre 2011

Messina, Ponte sullo Stretto, al via gli espropri



Messina

 

Ponte sullo Stretto

 

al via  gli espropri


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 http://cipiri.blogspot.com/2011/07/leuropa-sta-per-cancellare-i-fondi-per.html

Messina

Ponte sullo Stretto:

al via il procedimento

per gli espropri

 

Gli abitanti delle sponde dello Stretto di Messina spiazzati dalla notifica che avvia il procedimento per gli espropri a 586 cittadini di Villa San Giovanni oltre che a un centinaio di proprietari di suoli e fabbricati a Campo Calabro.

ponte stretto messina
In attesa sulle sponde dello Stretto la notifica di confische per 586 cittadini di Villa San Giovanni
Lo scorso 8 settembre, con la pubblicazione del progetto degli espropri e del relativo avviso per il pubblico, è partito il procedimento finalizzato alla “Dichiarazione di Pubblica Utilità” del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina. La notifica di espropri per 586 cittadini di Villa San Giovanni (oltre a un centinaio di proprietari di suoli o fabbricati a Campo Calabro) - pertinenti a terreni, fabbricati, o attività imprenditoriali - ha spiazzato gli interessati.
Ci sono i piani particellari con l’indicazione di tutte le zone interessate sia dagli espropri sia dalle occupazioni d'urgenza e l’elenco delle ditte. Nonostante da qualche tempo fosse stato già firmato un accordo sul piano degli stessi, quando lo scorso 29 giugno la Commissione europea declassò il Corridoio 1 Berlino-Palermo, dirottandolo dal naturale percorso attraverso Calabria e Sicilia per raggiungere, invece, Malta dall'Adriatico, era nata in taluni la speranza che, venendo meno il finanziamento Ue, il ponte potesse restare sulla carta.
Sulle sponde dello Stretto si pensava che di espropri non si sarebbe parlato prima di un deprecato esito positivo dei fondi destinati dal Cipe, la cui pronuncia era attesa entro la fine di questo mese. Almeno così si era detto a inizio 2011, quando la Società Ponte di Messina dichiarò di aver ricevuto il 20 dicembre 2010 dalla Eurolink il progetto definitivo del ponte fra la Sicilia e la Calabria, con le opere connesse comprensive di 40 chilometri di raccordi stradali e ferroviari.
Uno dei dati assunti come certi nelle vicende del Ponte sullo Stretto di Messina è l’affidamento all'archistar Daniel Libeskind del progetto sulle principali opere connesse alla struttura. Si tratta dell'area del centro direzionale presso la località Piale (Villa San Giovanni), la fascia dal blocco di ancoraggio alla torre del ponte (Cannitello), il lungo mare di Villa San Giovanni; tutte sul versante calabrese. La notizia è stata resa ufficialmente nota a i primi di gennaio 2011. Non si conoscono ancora i disegni.
daniel libesdink
L’architetto Daniel Libeskind è autore di un maestoso progetto messo a punto nel 2004 per la ricostruzione di Ground Zero
L’autore a inizio anno affermò che “il progetto architettonico deve comunicare l'integrità spazio temporale della memoria del Mediterraneo, testimoniando la sua importanza come epicentro della storia e della cultura europea e del mondo”. L’architetto Daniel Libeskind, statunitense nato in Polonia, figlio di due sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, è autore di un maestoso progetto messo a punto nel 2004 per la ricostruzione di 'Ground Zero', un intero quartiere in cui primeggia la Freedom Tower, un grattacielo che dovrebbe raggiungere l’altezza di 1776 piedi (secondo l’unità di misura lì adottata), in ricordo dell'anno della dichiarazione d'indipendenza americana.
Tornando alla faccenda degli espropri, l'amministratore delegato dello Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha dichiarato che al fine di mettere a disposizione degli espropriandi su entrambe le coste un percorso chiaro, trasparente, agevolato e vigilato, “con anticipo, rispetto all'approvazione da parte del Cipe del progetto definitivo e la conseguente dichiarazione di pubblica utilità (necessaria per dare l'avvio agli espropri) abbiamo individuato un percorso che privilegia la mediazione ed il confronto fra le parti per raggiungere accordi consensuali con ciascuno espropriato. Il tutto dovrà essere finalizzato ad una tempestiva individuazione del giusto indennizzo in tempi congrui per trovare altre soluzioni abitative o produttive”.
Gli interessati – informa la Società Stretto di Messina - potranno prendere visione degli elaborati espropriativi, pubblicati anche sul sito della Eurolink. Saranno a disposizione del pubblico per 60 giorni.
Pubblicato anche l’avviso relativo all’aggiornamento dello Studio di Impatto Ambientale, lo Studio di Incidenza sui Siti di Interesse Comunitario (SIC) e sulle Zone di Protezione Speciale (ZPS), messi a disposizione del pubblico per trenta giorni presso la Regione Calabria (Dipartimento Politiche dell’Ambiente Ufficio VIA) e presso la Regione Siciliana (Dipartimento Regionale dell’Ambiente, Servizio VAS/VIA).
stretto messina
Sulle sponde dello Stretto si pensava che di espropri non si sarebbe parlato prima di un deprecato esito positivo dei fondi destinati dal Cipe
Entro la fine di settembre la Società Stretto di Messina dichiara che invierà il progetto definitivo al Ministero delle Infrastrutture e a tutte le Amministrazioni ed Enti centrali e locali che dovranno esprimere il proprio parere di competenza nell’ambito della Conferenza di servizi. Successivamente il Ministero delle Infrastrutture potrà convocare e aprire la Conferenza di servizi che dovrà concludersi entro 60 giorni. Alla Struttura Tecnica di missione del Ministero spetterà quindi il completamento dell’istruttoria sul progetto definitivo per trasmetterla al Cipe. L’approvazione del Cipe del progetto definitivo e la conseguente “Dichiarazione di Pubblica Utilità” darà il via agli espropri.
Ma gli abitanti delle due sponde non sono gli unici cui lo Stretto di Messina riserva novità. Dal 5 settembre è entrato in vigore l'Ecopass, il 'ticket' per il suo attraversamento, a seguito del protocollo d'intesa firmato lo scorso 29 agosto dal Sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, e quello di Villa S. Giovanni, Rocco La Valle. Queste le tariffe: 3 euro per gli autocarri, 1 euro per le autovetture, 30 euro per i mezzi superiori alle 3,5 tonnellate che passeranno dai porti del centro, quello storico e la rada San Francesco. Cifre che si sommano al costo del biglietto normalmente rilasciato dalle diverse compagnie. L’obbligo del pagamento per i viaggiatori deriva da un’ordinanza del Sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, a conclusione di un iter che ha coinvolto anche Tar e consiglio di Stato.
Del preventivato incasso annuale dell'amministrazione messinese, atteso per circa 6 milioni di euro, al Comune di Villa dovrebbe essere destinata una quota pari al 35%. L’accordo, valevole fino al 31 dicembre 2011 per la parte operativa e al 15 gennaio 2012 per quella amministrativa, vuole – secondo le dichiarazioni rese dai due sindaci - “garantire, forse per la prima volta, risposte reali e tangibili a due comunità che per lungo tempo hanno sofferto i disagi ed i costi, non solo economici, del traffico da attraversamento”. A originarlo, ci sarebbe la volontà politica dei due Comuni di avviare un percorso unitario sulle politiche della mobilità che interessano l’area dello Stretto.

di Lucia Russo  http://www.ilcambiamento.it/territorio/ponte_stretto_messina_espropri.html

martedì 19 maggio 2009

All'Aquila proteste contro espropri e militarizzazione

All'Aquila proteste contro gli espropri e la militarizzazione
Enzo Mangini

La Protezione civile ha iniziato ad applicare la procedura prevista nel decreto del 28 aprile per requisire i terreni per i moduli abitativi. Proteste degli abitanti. I giornalisti aquilani contestano la militarizzazione della città. Martedì il decreto in aula al Senato.

E sono arrivati. Nonostante il testo definitivo del decreto deve ancora uscire dalle aule parlamentari, nonostante gli emendamenti proposti dal governo debbano ancora chiarire agli aquilani quale potrà essere il futuro della ricostruzione, sono arrivati. Pattuglie di tecnici della Protezione civile, accompagnate dalla Polizia e dalla Croce rossa, da ieri mattina hanno iniziato a ispezionare, misurare, recintare e infine espropriare le 20 aree dove, «nei prossimi sei mesi» dovranno sorgere i Complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili, i famigerati C.a.s.e.. Un acronimo beffardo per i primi proprietari di piccoli e medi appezzamenti di terreno, spesso il frutto del lavoro di una vita o di più generazioni, che senza essere stati informati preventivamente hanno ricevuto la poco cortese visita degli uomini di Bertolaso.
Si è iniziato a Santa Rufina di Roio, alle pendici del Gran Sasso, e poi a Pagliare di Sassa. Ma, primo problema, le mappe catastali in mano alle pattuglie della Protezione civile non sono aggiornate. A Pagliare di Sassa, per esempio, non risultava sulla mappa un centro commerciale, ancora incompiuto, che il comune voleva acquistare nel suo patrimonio. Ci sono state proteste, con i proprietari dei terreni individuati che hanno contestato il decreto di occupazione, la fase propedeutica all’esproprio. Hanno fatto notare alle pattuglie che vicino ai terreni «individuati» c’era un’area demaniale di una ventina di ettari che avrebbe potuto essere usata senza espropriare nessuno. Contestazioni ci sono state anche ad Assergi e a Sant’Elia, altre aree del vasto territorio dell’Aquila individuate per gli insediamenti delle C.a.s.e.. A nulla sono serviti finora gli appelli all’intervento del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e gli abitanti iniziano a sperimentare quanto la ricostruzione «centralizzata» escogitata dal governo possa diventare un rullo compressore: la Protezione civile non ha intenzione di mollare e vuole continuare con gli espropri, anche se nemmeno gli indennizzi sono stati quantificati e non si sa se dipenderanno dalla destinazione originaria del terreno espropriato e da quella successiva all’edificazione delle C.a.s.e.. Le proteste arrivano anche da parte delle amministrazioni locali perché gli espropri e le successive edificazioni modificano – è scritto nel decreto – i piani regolatori. Nulla, a quanto pare, è stato contrattato con le amministrazioni localie e meno che mai con i cittadini che hanno deciso di riunirsi in un nuovo comitato per contestare il merito e il metodo degli espropri.
Intanto, dopo dieci ore di maratona di lavori parlamentari, nella notte la Commissione ambiente del Senato ha dato il via libera al decreto 39, che è stato calendarizzato per la discussione in aula a partire da martedì 19 maggio.
E all’Aquila arriva forte la protesta dell’Ordine regionale dei giornalisti che denuncia il clima di pesante militarizzazione che si respira nel capoluogo abruzzese: «La volontà dei giornalisti abruzzesi di contribuire alla rinascita dell’Aquila cozza con una evidente militarizzazione della citta’», ha detto il segretario dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Sergio D’Agostino, secondo il quale «questa mattina si è arrivati all’assurdo di impedire perfino al presidente dell’Ordine abruzzese, Stefano Pallotta, di seguire le operazione di installazione del conteiner con l’ufficio provvisorio del Consiglio dell’Ordine. Quell’ufficio rappresenta un presidio per tutti i giornalisti abruzzesi ed italiani, che dal 6 aprile lavorano all’Aquila per consentire alla pubblica opinione di tenere costantemente i fari accesi sulla tragedia del capoluogo. La sua riapertura, che dovrebbe essere salutata come un contributo alla normalizzazione della vita cittadina, viene invece ostacolata di fatto con una incomprensibile militarizzare dell’area. Farlo, vuol dire impedire ancora la ripresa di un’attivita’ che tra le tante ha un evidente valore simbolico: come potranno mai entrare all’Aquila i giornalisti abruzzesi, se neppure il presidente dell’Ordine è in grado di varcare ceck-point degni piu’ di una localita’ mediorientale che di una citta’ in cui tutti gli abruzzesi vogliono tornare a vivere e operare normalmente?». «Non vorremmo altrimenti dover pensare -conclude il segretario dell’Ordine – che invece l’obbiettivo reale, come pure denunciato nei giorni scorsi anche dal servizio pubblico radio-televisivo, sia quello di avere nell’area aquilana giornalisti ‘embedded’, cioe’ sotto stretto controllo, arrivando perfino a limitare l’attività degli organismi rappresentativi dei giornalisti».
Di certo c’è che il clima di plauso continuo per il governo e per Bertolaso che si respirava nei primi giorni del terremoto è ormai definitivamente tramontato. Il capo della Protezione civile e il presidente del consiglio non possono più contare sull’emozione suscitata dall’emergenza per far passare qualsiasi decisione sopra la testa degli aquilani. Ci sarà proprio un bel clima, a luglio, per il G8.

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