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domenica 4 febbraio 2018

Genocidio in Congo. 6 Milioni di Morti nel Silenzio Mediatico



Dal momento che la guerra sembra sull’interna Africa, nessuno può accusare gli Stati Uniti e altre 
potenze occidentali di sfruttare le risorse e le ricchezze del Congo.

Un genocidio è in corso, più di 6 milioni di persone (la metà sono bambini sotto i 5 anni!). Sono stati 
massacrati tra l’indifferenza generale e con il sostegno degli Stati Uniti e dell’Europa! 

Centinaia di migliaia di donne e bambine sono state violentate e mutilate dagli eserciti occupanti. 

E tutto questo per un motivo principale: per cogliere la ricchezza eccezionale 
di minerali che detiene il sottosuolo del paese.

Conosciamo il metodo, si amplificano alcune notizie e se ne nascondono altre orribili. Si parla molto 
della crisi dei migranti e del Medio Oriente in questo momento, con la lotta al terrorismo (?), Una lotta piuttosto preoccupante con l’entrata della Russia, che ha detto ad Assad, che non sarà un pizzo, in vista (a tutti?) gli oppositori del presidente siriano. Nel frattempo nascondono deliberatamente ciò che sta accadendo in Congo, però, circolano immagini utili anche a spostare l’attenzione delle anime buone, piangere per la sorte dei migranti poveri rifugiati, dovrebbero tenere qualche lacrima per un genocidio in corso, di cui non parleranno nei vostri media preferiti, che così assumono lamenti selettivi.Genocidio di cui sono complici i nostri dirigenti e la comunità internazionale.
Nel cuore dell’Africa, il Congo è ricco, pieno di materie prime (diamanti, oro, stagno, gas, petrolio, 
uranio, coltan …), foreste, acqua, donne e uomini di molte tribù riunite sotto una nazione fumetto dei 
coloni, e che corrisponde storicamente molto poco. In seguito al genocidio in Ruanda, i paesi confinanti hanno beneficiato maggiormente della sfocatura politica e istituzionale del Congo (al confine con il Ruanda) per attaccare da tutte le parti questo enorme paese pieno di tesori.

E gli occidentali in tutto questo? La colpa dei dirigenti americani ed europei in merito al genocidio in 
Ruanda è stata quella di spingere a condurre una politica filo-Ruandese, lasciando sconfinare i ribelli 
ruandesi, lato congolese, liberi di fare quello che volevano, aiutati da alleati ugandesi e del Burundi.

Ancora più importante, le molte risorse naturali nella RDC sono di vitale importanza per le economie 
occidentali, in particolare nel settore automobilistico, aerospaziale, high-tech ed elettronico, gioielli … 

soprattutto il Coltan (il Congo detiene almeno il 60 % delle risorse mondiali) è essenziale nella 
fabbricazione di componenti elettronici che si trovano nei televisori, computer, smartphone, ma anche alcune armi come i missili! La RDC ha sofferto anche una massiccia deforestazione. I principali 
importatori? Stati Uniti d’America, Europa, Cina. Non c’è da meravigliarsi.

Ma dal momento che la guerra sembra sull’interna Africa, nessuno può accusare gli Stati Uniti e altre potenze occidentali di sfruttare le risorse e le ricchezze del Congo. No, è ancora più conveniente 
lasciare che i popoli se la sbroglino tra loro. Parallelamente, gli Stati Uniti appoggiano le dittature che crescono nel Congo e la milizia ruandese e ugandese. Allegria.

La povertà sostenuta e le condizioni di vita abiette, lo stupro incessante (e tasso di AIDS ha raggiunto il 20% della popolazione nelle province orientali), spostamenti di popolazione, insulti, epidemie …: sono la strategia della disumanizzazione posta per renderli vittime indifese, una situazione terribile e non ci sono parole abbastanza forti per descriverla.

I dirigenti occidentali hanno così sete di ricchezze da lasciare perpetrare un altro genocidio? Sì, il punto di partenza è perpetrare ed anche coprire un nuovo genocidio. Con le armi, con addestramenti militari svolti dai nostri corpi d’élite. Una cosa: ciò che sta accadendo in Congo, affari politici ed economici nel genocidio, non è determinata unicamente dai congolesi, ma anche da poteri carnivori, avidi di ricchezze e senza considerazione per la gente.

La situazione in Congo potrà essere risolta solo dai congolesi stessi. Ma la comunità internazionale 
deve urgentemente smettere di sostenere i ruandesi, gli ugandesi e tutte le milizie che perpetuano 
questo stato di guerra insopportabile, che gli permette loro di mettere le mani sulla ricchezza di un 
paese, senza dover rendere conto a nessuno.6 milioni di morti. La metà di loro bambini. Il mondo cosa dice? Libertà? – noi – è indispensabile per guardare in faccia questa vicenda? liberarli? Lasciarli fare. Perché tanta violenza e così poco rumore da parte dei media?

Non è interessante per gli europei? Non è abbastanza sensazionale, questo massacro di milioni di 
persone? E ‘troppo lontano? Da casa?, Si applica ancora questo atto odioso? Atto nelle vicinanze? 

Perché nessuna reazione, nessun impatto nell’immaginario collettivo, o di sdegno, rabbia o emozione?Il nostro dovere come cittadini del mondo è quello di ottenere il messaggio. Far conoscere al mondo. Prima che il mondo si muove. Ci sono colpevoli in Europa, come ci sono in Africa. Il silenzio uccide potente come il suono delle mitragliatrici. 
Mettiamo tutti gli assassini di fronte alle loro responsabilità.


Il conflitto in Congo: The Truth Unveiled
26 minuti riferiti sulla situazione in Congo. 
Attenzione questo documentario
 include immagini difficili da sopportare.


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Previsioni per il 2018






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sabato 18 agosto 2012

Mafia e l'Ilva di Taranto




Cosa c’entra la mafia con l’Ilva?
Cosa c’entra Totò Riina con l’ing. Riva?
C’entra, c’entra.
L’Ilva oggi nell’occhio del ciclone per il provvedimento del Gip è stata fondata nel 1905 e dopo diversi cambi di proprietà tra pubblico e privato è stata acquisita nel 1995, nel suo polo siderurgico più significativo, quello di Taranto, dal gruppo Riva.
Oltre ad aver dato lavoro a centinaia di operai l’Ilva ha iniettato nell’aria della cittadina di Taranto così tanta diossina da causare la morte e gravi malattie ad un’intera area della provincia.
E’ sufficientemente provato che il cielo di Taranto è un cielo cancerogeno.
Quando il governatore della Puglia Vendola era ancora un resistente, un antimafioso doc guidava le proteste contro i padroni dell’Ilva in difesa dei poveri lavoratori ricattati tra il lavoro e la salute, oggi invece che è diventato un borghese in giacca e cravatta, tratta con la famiglia Riva così come lo Stato trattò con la mafia nel 1992.
Facendosi pure prendere per i fondelli dai Riva come ben raccontano le intercettazioni.
(Si dice... si vende fumo, (a Vendola) non so come dire! Sì, l'Ilva collabora con la Regione, tutto bene...)
Quindi che c’entrano Riina e Riva?
Vengo e mi spiego.
Totò Riina il capo di Cosa Nostra è rinchiuso in una cella di sicurezza e sta scontando il suo sacrosanto ergastolo per le decine di omicidi che ha commesso e ordinato ai danni di uomini, donne e bambini.
L’ing. Riva che con la complicità dello Stato ha causato la morte di ben più gente di Riina invece non è stato nemmeno sfiorato da una denuncia per omicidio colposo.
Ecco cosa c’entra.
I giudici che oggi si vedono ingiustamente additati non hanno fatto altro che rispettare la legge alla lettera limitandosi al fermo dello stabilimento, in altri tempi, con governatori un po’ più rivoluzionari sarebbe stata di tutt’altra specie l’accusa e così la pena.
Avviso ai lettori credenti cristiano cattolici. Cosa pensate avrebbe fatto Gesù Cristo di fronte al caso Ilva?
Io credo che avrebbe accusato i padroni assassini e criminali, disconosciuto tutti i cosiddetti credenti che siedono nel consiglio di amministrazione dell’Ilva, curato i malati e rimesso le cose al loro giusto posto.
E avviso anche ai lettori laici non credenti.
Cosa pensate avrebbe fatto Ernesto Guevara detto il “Che”, ministro dell’economia e dell’agricoltura della sua Cuba (oggi lo sarebbe anche dell’ambiente) di fronte al disastro dell’Ilva?
Io credo avrebbe confiscato lo stabilimento, fatto incarcerare i padroni accusandoli di omicidio, e usato i loro beni per risarcire le famiglie danneggiate, bonificare gli impianti e ridato i posti di lavoro ai tanti cittadini di Taranto.
Lo chiedo anche al comunista, governatore della Puglia, Nichi Vendola, cosa avrebbe fatto il “Che”?
Vorrei proprio che mi rispondesse nel merito della questione sociale, umana e ambientale!
A Monti invece chiedo: vogliamo lasciare liberi i magistrati di lavorare affinché possano portare a termine le indagini nella maniera più completa così da giungere alla confisca dei beni dei Riva per strage, genocidio, devastazione, disastro ambientale e risarcire le vittime, dotarla di anti-inquinanti e ridare lavoro agli operai che lo hanno perso?

 di Giorgio Bongiovanni

http://www.antimafiaduemila.com/2012081638585/giorgio-bongiovanni/la-mafia-e-lilva.html
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mercoledì 13 luglio 2011

Il Presidente del Sudan al-Bashir, da anni in stato d'accusa per genocidio





Il Presidente del Sudan al-Bashir, da anni in stato d'accusa per genocidio e omicidio di massa, ha appena lanciato un altro attacco sanguinario contra la sua gente, bombardando interi villaggi e andando porta a porta a massacrare famiglie. Ora è arrivato il momento di dire basta: chiediamo ai nostri leader di arrestare Bashir, di imporre forti sanzioni contro il suo regime e di proteggere il popolo soggiogato del Sudan.



Il Presidente del Sudan al-Bashir è il più feroce assassino al mondo. Messo in stato d'accusa dalla Corte penale internazionale per genocidio, è da 20 anni che massacra tutte le comunità che si oppongono al suo regime. E ora sta succedendo di nuovo: a meno che non riusciremo a fermarlo una volta per tutte.

In questo momento sta bombardando donne e bambini delle montagne di Nuba, mentre le sue milizie stanno andando porta a porta a sgozzare intere famiglie. Per decenni, i leader di tutto il mondo hanno vergognosamente permesso ad al-Bashir di portare avanti la sua inenarrabile brutalità, così da garantirsi l'accesso ai vasti giacimenti di petrolio del regime. Ma questa settimana le cose stanno cambiando: il Sudan si sta dividendo, l'inflazione e i prezzi alimentari sono alle stelle, e il potere di Bashir è ai minimi storici.

Mandiamo un messaggio enorme ai nostri leader che è arrivato il momento di dire basta e che chiediamo di mettere fine ora alla loro vergognosa inerzia: devono arrestare questo mostro, imporre sanzioni significative al suo regime e proteggere il popolo del Sudan contro il genocidio. Clicca sotto per firmare e dillo a tutti - consegneremo la petizione ai membri del Consiglio di Sicurezza dell'ONU non appena avremo raggiunto le 300.000 firme:

http://www.avaaz.org/it/sudan_enough_is_enough/?vl

Le montagne di Nuba sono sotto assedio. Nel 1990 al-Bashir ha sterminato un'intera generazione di uomini, donne e bambini della zona, e ora vuole sferzare un nuovo attacco contro i sopravvissuti. Ma fra qualche giorno il martoriato Sud Sudan otterrà finalmente l'indipendenza, insieme a gran parte del petrolio che al-Bashir utilizza per comprare l'accondiscendenza internazionale ai suoi efferati crimini. Bashir sta anche fronteggiando le manifestazioni pro-democrazia, un'economia a terra, e relazioni tese con il protettore di sempre, la Cina. Questo è il momento migliore che abbiamo da decenni per organizzare l'azione internazionale necessaria per mettere fine al sanguinario regime di Bashir.

Forti sanzioni internazionali, un piano globale concertato per arrestare al-Bashir e gli altri condannati dalla Corte penale internazionale e un impegno stringente per proteggere il popolo sudanese da ulteriori crimini contro l'umanità, manderebbero un segnale inequivocabile ad al-Bashir che la partita è chiusa, indebolirebbero la sua posizione all'interno del regime e mostrerebbero alla popolazione sudanese che l'impunità per i suoi crimini è finita. I Sudanesi - nel Sud, nel Darfur, a Nuba, e in molti altri posti - hanno aspettato fin troppo a lungo perché il mondo si mettesse dalla parte dell'umanità e della giustizia. Mettiamoci ora dalla loro parte:

http://www.avaaz.org/it/sudan_enough_is_enough/?vl

La disperazione e il terrore delle donne e dei bambini di Nuba per noi è quasi impossibile da immaginare, come il dramma del Darfur prima di loro. E' un'enorme macchia sulla coscienza del mondo intero che non abbiamo fatto il necessario per fermare il regno del terrore di al-Bashir. Mettiamo fine a quel regno ora, con un grido enorme ai governi per agire.

Con speranza,

Ricken, Stephanie, Nicola, Alice, Morgan, Rewan e il resto del team di Avaaz


FONTI

Sudan, genocidio contro il popolo dei Nuba. Decine di esecuzioni e raid sui villaggi
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/15/sudan-genocidio-contro-il-popolo-dei-nuba-decine-di-esecuzioni-e-raid-sui-villaggi/118346/

Sud Sudan, Onu: 2.300 morti per violenze tribali e ribellione
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE76606I20110707

Ex ribelli accusano il Sudan di Bashir di aver bloccato l'accordo per il cessate il fuoco (in inglese)
http://avaaz.org/afp_sudan

Il 9 luglio (dopo oltre due milioni di morti) nasce il Sud Sudan. Viaggio nella nuova capitale Juba
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-04/luglio-oltre-milioni-morti-163913.shtml?uuid=AaKiaFlD

Sudan, Bashir a Bbc: Abyei può essere motivo di conflitto
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE76A03820110711


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