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lunedì 4 marzo 2013

Berlusconi ineleggibile : firma la legge


Una legge sul conflitto di interessi, che rende Berlusconi ineleggibile, esiste già. Vittorio Cimiotta, Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Dario Fo, Margherita Hack, Franca Rame, Barbara Spinelli chiedono al nuovo Parlamento che venga finalmente applicata, e Berlusconi non avrà più nessuna immunità di impunità.

Berlusconi non era e non è eleggibile. Lo stabilisce la legge 361 del 1957, che è stata sistematicamente violata dalla Giunta delle elezioni della Camera dei deputati. Nel 1994 (maggioranza di centro-destra) e nel 1996 (maggioranza di centro-sinistra, primo governo Prodi), un comitato animato da Vittorio Cimiotta (“Giustizia e libertà”) e composto da Roberto Borrello, Giuseppe Bozzi, Paolo Flores d’Arcais, Alessandro Galante Garrone, Ettore Gallo, Antonio Giolitti, Paolo Sylos Labini, Vito Laterza, Enzo Marzo, Alessandro Pizzorusso, Aldo Visalberghi, e sostenuto da una campagna stampa del settimanale “l’Espresso”, organizza i ricorsi dei cittadini elettori, ricorsi che vengono respinti dalla Giunta delle elezioni della Camera (con l’unico voto in dissenso dell’on. Luigi Saraceni, che il centro-sinistra non confermerà nella Giunta del 1996) con la motivazione che l’articolo 10 comma 1 della legge dichiara in effetti che non sono eleggibili “coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica”, ma che “l’inciso ‘in proprio’ doveva intendersi ‘in nome proprio’, e quindi non applicabile all’on. Berlusconi, atteso che questi non era titolare di concessioni televisive in nome proprio”.

Palese interpretazione da azzeccagarbugli, poiché come scrisse il presidente emerito della Corte Costituzionale Ettore Gallo “ciò che conta è la concreta effettiva presenza dell’interesse privato e personale nei rapporti con lo Stato”.
Tanto è vero che la “legge Mammì” del 6 agosto 1990, n° 223 sulla disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato stabiliva all’art. 12 il “Registro nazionale delle imprese radiotelevisive” e all’art. 17 comma 2 precisava che “qualora i concessionari privati siano costituiti in forma di società per azioni ecc. … la maggioranza delle azioni aventi diritto di voto e delle quote devono essere intestate a persone fisiche, o a società ecc. … purché siano comunque individuabili le persone fisiche che detengono o controllano le azioni aventi diritto al voto”.

MicroMega decide perciò di riprendere quella battaglia di legalità ormai ventennale attraverso due iniziative: un appello di un gruppo di personalità della società civile, sui cui raccogliere on line le adesioni di tutti i cittadini (con l’obiettivo di migliaia e migliaia di firme), e il fac-simile del ricorso, che potrà essere attivato da ogni elettore del collegio senatoriale per il quale opterà Berlusconi. Nell’ultimo giorno valido (20 giorni a partire dalla proclamazione degli eletti), MicroMega organizzerà la consegna di massa dei ricorsi alla Presidenza e alla Giunta delle elezioni del Senato.

Vittorio Cimiotta, Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Dario Fo, Margherita Hack, Franca Rame, Barbara Spinelli

FIRMA L'APPELLO




FACSIMILE DI ESPOSTO

(con firma autenticata presso notaio o ufficio del Comune) da parte dei cittadini elettori della Circoscrizione del Senato per la quale avrà optato Berlusconi

Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Presidente della Giunta delle elezioni del Senato della Repubblica

Oggetto: ineleggibilità di un neo-eletto al Senato della Repubblica

Il sottoscritto ***** *******, nato a ***** (prov. di *****) il */**/**** e residente a *******, via ************ n.**

premesso

che sono iscritto alla lista elettorale della Circoscrizione ********

premesso

che alle elezioni del 24 e 25 febbraio 2013 in detto Collegio risulta eletto Senatore il signor Berlusconi Silvio

tenuto conto che

il signor Berlusconi Silvio è il referente economico di una società concessionaria di frequenze televisive e che pertanto si trovava e si trova in condizioni di ineleggibilità al Parlamento italiano secondo l’articolo 10, comma 1, numero 1 del DPR 30/3/1957 n°361

chiedo che sia dichiarata l’ineleggibilità del signor Berlusconi Silvio da membro del Senato della Repubblica e la conseguente decadenza dal mandato.

Con ossequio
****** **********

lì, ******* **marzo 2013

(1 marzo 2013)


 BUNGA BUNGA ARCORE


LEGGI ANKE : http://cipiri8.blogspot.it/2013/03/arcore-sistema-prostitutivo.html

sistema prostitutivo


Arcore : sistema prostitutivo


Nella villa succedeva di tutto.

 La requisitoria del pm in aula: si trafficava sesso

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sabato 17 dicembre 2011

Bossi , Il tricolore lo uso per pulirmi il culo



“Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”, dopo 14 anni annullata l’immunità parlamentare per Bossi!


La Corte Costituzionale ha annullato, con una sentenza pubblicata oggi, la delibera con la quale la Camera aveva dichiarato coperte da immunità parlamentare alcune dichiarazioni con le quali Umberto Bossi nel 2008 aveva pesantemente criticato il giudice di Cantù, Paola Braggion, che lo aveva condannato per vilipendio della bandiera a seguito di dichiarazioni del leader della Lega sul tricolore da utilizzare come carta igienica.
Braggion aveva chiesto il risarcimento danni a Bossi e la Corte d’appello di Brescia lo aveva condannato a pagare 40mila euro al magistrato, sentenza impugnata dal leader leghista.
Il fatto incriminato risale al 26 luglio 1997, durante un comizio a Cabiate (Como), dove il leader leghista Umberto Bossi riferendosi alla bandiera tricolore affermò “quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”.
Dopo la condanna arrivata nel 2008 (e gli insulti al giudice Braggion, come scritto sopra), a quel punto intervenne la Camera dei Deputati che adottò una delibera per definire insindacabili le parole di Umberto Bossi, in quanto espresse nell'esercizio delle “funzioni parlamentari” …
Cioè vi rendete conto? siamo all’assurdo! Un parlamentare dice che “con il tricolore ci si pulisce il culo” (parole testuali), e la Camera lo salva dalla condanna? Insultare il tricolore è una “funzione parlamentare”? Roba da matti! Roba da Italia! E il brutto è che li stipendiamo anche …
Adesso la palla passa alla Consulta che dovrà decidere sul ricorso contro la sentenza di condanna fatto da Umberto Bossi. Niente di eclatante, ma già è una piccola soddisfazione!

 

http://cipiri.blogspot.com/2010/08/quando-per-bossi-silvio-era-il.html

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