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venerdì 19 ottobre 2018

Fondi Lega, parla l’ex segretaria di Bossi

Dissi a Salvini che i soldi stavano sparendo, ma lui non fece nulla

«Dissi a Salvini che i soldi stavano sparendo, ma lui non fece nulla»
Daniela Cantamessa ha accusato il vice premier salvini, 
all’epoca vice segretario federale del Carroccio, 
di essere stato informato sugli ammanchi.



Daniela Cantamessa, ex segretaria storica di Umberto Bossi, ha accusato Roberto Maroni di aver dilapidato il patrimonio della Lega e Matteo Salvini di esserne al corrente, ma di non aver fatto nulla. È quanto ha detto l’ex dipendente della Lega in una video intervista pubblicata da The Post Internazionale, in cui sostiene che tutto cominciò dopo il 5 aprile 2012, all’indomani delle dimissioni dell’allora segretario della Lega Umberto Bossi. «Quando Bossi si è dimesso aveva lasciato nelle casse del partito circa 40 milioni di euro», ha raccontato Cantamessa. 

Poi con la «gestione Maroni», ci fu un cambio di organizzazione delle attività: «Maroni, invece di usare la struttura storica della Lega, utilizzava strutture esterne che avevano dei costi molto alti», ha proseguito Cantamessa. «Il 18 aprile (2012, otto giorni dopo le dimissioni di Bossi, ndr) è stato fatto un contratto all’avvocato di Maroni di qualche centinaio di euro all’ora. Poi è stato portato lì un commercialista, anche lui esterno e presentava fatture su fatture, nonostante la Lega avesse la sua struttura contabile che funzionava». L’ex segretaria ha poi aggiunto che i consulenti esterni a cui si affidò il partito in quel periodo erano tutti vicini a Maroni, divenuto segretario federale della Lega Nord nel luglio di quello stesso anno, ricoprendo l’incarico fino al dicembre 2013. Cantamessa ha detto inoltre di aver avvertito l’attuale ministro dell’Interno e vice premier, allora vice segretario federale della Lega, di quanto stava accadendo: «A Salvini segnalai tutto, lui era vice segretario federale, e con lui avevo un rapporto cameratesco. Era uno di noi. Gli dissi di fare qualcosa perché stavano sparendo tutti i soldi. Ma non si sbilanciò molto quando glielo dissi. Tutto questo disastro è stato impostato dal 2012 in poi». Come sono spariti i 49 milioni della Lega Nord ???



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sabato 6 ottobre 2018

Lega, Bossi e Belsito condannati per truffa

L’ex leader della Lega Nord Umberto Bossi è stato condannato a due anni e sei mesi al processo sulla     truffa da 56 milioni ai danni dello Stato. Condannato a 4 anni e dieci mesi anche l’ex tesoriere     Francesco Belsito. Il giudice ha disposto la confisca di 48 milioni alla Lega.


L’ex leader della Lega Nord Umberto Bossi è stato condannato a due anni e sei mesi al processo sulla truffa da 56 milioni ai danni dello Stato. Condannato a 4 anni e dieci mesi anche l’ex tesoriere 
Francesco Belsito. Il giudice ha disposto la confisca di 48 milioni alla Lega. Per l’accusa, nel periodo tra il 2008 e il 2010 sarebbero stati presentati rendiconti irregolari al Parlamento per ottenere 
indebitamente fondi pubblici che per l’accusa sarebbero stati usati, in gran
parte, per spese personali della famiglia Bossi.

Inchiesta truffa, condannati Bossi e Belsito 
Il pm aveva chiesto la condanna a quattro anni per Bossi e quattro e mezzo per Belsito. Condannati 
anche i tre ex revisori contabili del partito Diego Sanavio, Antonio Turci e Stefano Aldovisi 
(rispettivamente a due anni e otto mesi, due
anni e otto mesi e un anno e nove mesi) 
e i due imprenditori Paolo Scala e Stefano Bonet (cinque anni ciascuno). 
Tutti sono accusati di truffa. L’inchiesta era deflagrata nel 2012 e aveva portato alle 
dimissioni di Bossi e dei suoi collaboratori. Belsito e i due imprenditori sono accusati anche di riciclaggioperché avrebbero portato oltre confine, a Cipro e in Tanzania, 
parte dei soldi illecitamente ottenuti.

Quasi 1 mln euro a Camera e Senato 
Il tribunale di Genova ha anche stabilito, a carico dei condannati, il pagamento di quasi un milione di 
euro a titolo di provvisionale a favore di Camera e
Senato. I due rami del parlamento si erano costituiti parte civile nel processo sulla maxi truffa dei 
rimborsi elettorali. In particolare, alla Camera spetteranno circa 225 mila euro, mentre al Senato 
andranno circa 755 mila euro. I giudici hanno inoltre stabilito l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per Belsito, perpetua invece per i due imprenditori Scala e Bonet.

La condanna per appropriazione indebita 
A inizio luglio i giudici milanesi avevano condannato l’ex tesoriere a due anni e sei mesi, 
il senatur a due anni e tre mesi e il figlio Renzo Bossi a un anno
e sei mesi per le spese sostenute dalla famiglia Bossi con i fondi pubblici. In un altro processo anche 
Riccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Nord Umberto, è stato condannato a un anno e 
otto mesi per il reato di appropriazione indebita aggravata per le spese personali con i fondi del 
Carroccio. Secondo l'accusa tra il 2009 e il 2011, l’ex tesoriere si sarebbe appropriato di circa mezzo 
milione di euro, mentre l’ex leader del Carroccio avrebbe speso
 con i fondi del partito oltre 208mila euro. 

A Renzo sono stati addebitati, invece, più di 145mila euro: migliaia di euro in multe, i cui «verbali 
originali» sono stati trovati nella disponibilità di Belsito «in una logica di pagamento da parte della 
Lega», tremila euro di assicurazione auto, 48mila euro per comprare una macchina,
(un'Audi A6) e 77mila euro per la «laurea albanese».

Se io ho il reddito di cittadinanza e commetto una violazione dei regolamenti, posso subire una 
condanna fino a 6 anni di carcere. Se un partito come la lega ruba 49mln di euro di denaro pubblico 
accertato con sentenza, non va in galera nessuno anzi, lo agevolano a rimborsare con comode rate da 
pagare in 81 anni. La domanda e': vi sembra una giustizia giusta questa? E tenete conto che la Lega, 
accettando la rateizzazione, 
ha confermato che i soldi li ha rubati davvero e i 5 stelle continuano a tacere. 
Onesta' ???


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martedì 3 aprile 2018

Anche Salvini ha usato i soldi che hanno messo nei guai Bossi


Secondo il settimanale "l’attuale leader della Lega" ed "anche Maroni" avrebbero utilizzato parte dei 48 milioni di euro per cui sono finiti sotto accusa il Senatur e Belsito. Lo dimostrerebbero le carte del partito tra la fine del 2011 e il 2014, denuncia esplosiva de L'Espresso.

Stando alla inchiesta di Giovanni Tizian e Stefano Vergine  pubblicata da L’Espresso anche Matteo Salvini avrebbe utilizzato i soldi per cui sono finiti nei guai Bossi e Belsito. E come lui Roberto Maroni. “Gli eredi del Senatùr sostengono di non aver visto un euro di quegli oltre 48 milioni  - fa presente il settimanale  - ma i documenti ottenuti da L’Espresso" dimostrerebbero che "esiste un filo diretto tra la truffa firmata dal fondatore e i suoi successori”.

Secondo L’Espresso (testualmente) “tra la fine del 2011 e il 2014, infatti, prima Maroni e poi Salvini hanno incassato e usato i rimborsi elettorali frutto del reato commesso dal loro predecessore. E lo hanno fatto quando ormai era chiaro a tutti che quei denari rischiavano di essere sequestrati”.

L'accusa
Per meglio comprendere occorre tornare al 5 aprile del 2012, allorché, "a poche ore dalla perquisizione della Guardia di Finanza nella sede di via Bellerio, a Milano, il Senatur si dimette da segretario del partito. A metà maggio molti giornali riportano che a essere indagato non è solo il tesoriere Francesco Belsito, ma anche il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi. Si parla ovviamente del reato di truffa ai danni dello Stato in relazione ai rimborsi elettorali".

L'elezione di Maroni
Il 1 luglio “Maroni viene eletto nuovo segretario del partito. E quattro mesi dopo, il 31 ottobre, passa per la prima volta alla cassa. Come certifica un documento inviato dalla ragioneria del Senato alla Procura di Genova, quel giorno l’attuale governatore della Lombardia riceve 1,8 milioni di euro. È il rimborso che spetta alla Lega per le elezioni politiche del 2008, quelle vinte da Berlusconi contro Veltroni. Il primo di una lunga serie. Da qui in poi a Maroni verranno intestati parecchi bonifici provenienti dal Parlamento”, scrive L’Espresso.

In questo modo – si legge sul settimanale – alla fine del 2013, al termine del mandato di segretario, Maroni  aveva “ricevuto 12,9 milioni di euro. Tutti rimborsi relativi a elezioni comprese tra il 2008 e il 2010, quando a capo del partito c’era Bossi e a gestire la cassa era Belsito. Insomma, proprio i denari frutto della truffa ai danni dello Stato”.

Con Maroni le cose non cambiano, “solo le cifre”, precisa il settimanale diretto da Tommaso Cerno. Intanto l’inchiesta procede. A giugno del 2014 arrivano le richieste di rinvio a giudizio. Si chiede il processo per il Senatur. “Un mese e mezzo dopo, il 31 luglio – riporta l’inchiesta de L’Espresso - Salvini incassa 820mila euro di rimborsi per le elezioni regionali del 2010”.

La costituzione di parte civile
Eppure dopo aver messo in saccoccia gli oltre 800 mila euro, "Salvini e la Lega si costituiscono parte civile contro i compagni di partito. I nuovi – fa notare il settimanale – sono dunque consapevoli della provenienza illecita del denaro accumulato sotto la gestione di Bossi. Ma il 27 ottobre Salvini fa qualcosa che appare in netta contraddizione con quella scelta: ritira altri soldi. Questa volta la somma è piccola, poco meno di 500 euro: l’ultima tranche di rimborso per le elezioni regionali del 2010”.

Due giorni dopo l’ultimo prelievo Salvini avrebbe ricevuto persino una lettera dall’avvocato di Umberto Bossi. “Ti diffido dallo spendere quanto da te dichiarato corpo del reato”, si leggerebbe nella stessa.

"Un mese dopo essersi dichiarato con gli altri responsabili del partito vittima di una truffa Salvini fa marcia indietro e ritira la costituzione di parte civile davanti al giudice. Successivamente tuttavia, lui e Maroni, vengono meno al patto di non belligeranza e danno mandato all’avvocato di procedere con la costituzione di parte civile".

Uno “smacco a Bossi, a cui poco dopo segue un altro colpo di scena – precisa L’Espresso - . A novembre durante l’udienza preliminare contro B&B, l’avvocato Aiello ritira l’atto di costituzione. In pratica la Lega non chiede più i danni per la truffa. Un’idea di Salvini con una particolare motivazione ufficiale: “Non abbiamo né tempo né soldi per cercare di recuperare soldi che certa gente non ha”.

Una ritirata strategica per rappacificare le opposte fazioni ed evitare rivelazioni scomode. Soprattutto in merito ai soldi lasciati in cassa da Bossi, quelli finiti al centro delle inchieste di tre procure?

I bilanci
I bilanci della Lega dicono “che le cose andavano molto meglio, almeno dal punto di vista finanziario, quando al comando c’era Bossi. Con lui i bilanci degli ultimi anni si sono infatti chiusi sempre in positivo. Le cose cambiano nel 2012, quando arriva Maroni: per la prima volta la Lega chiude i conti in rosso, con una perdita di 10,7 milioni di euro. L’anno seguente, il primo interamente firmato da Bobo, le cose vanno persino peggio: il bilancio evidenzia una perdita di 14,4 milioni. Colpa della diminuzione dei rimborsi elettorali e del calo delle donazioni private, si legge nei resoconti padani”. Inoltre, nonostante i dipendenti diminuiscano, i costi sostenuti dalla Lega aumentano, fa notare il settimanale.

Perché allora si sono spesi tanti soldi in avvocati? I bilanci non lo spiegano, ma un documento ottenuto da L’Espresso, un contratto datato 18 aprile 2012, aiuterebbe a comprendere.

“Bossi si è dimesso da due settimane e il Carroccio è retto dal triumvirato Maroni-Dal Lago-Calderoli. Sono loro ad affidare la consulenza legale allo studio Ab di Domenico Aiello. Nel contratto si specifica che la consulenza riguarderà proprio i procedimenti penali che coinvolgono Bossi e i rimborsi truccati. Si tratta delle indagini in corso a Milano, Napoli, Genova e Reggio Calabria, ciascuna segnalata con il relativo numero di fascicolo”.

I bilanci spiegano anche “perché oggi i conti del partito sono a secco. E quale la strategia scelta per evitare il sequestro effettivo dei soldi. Nel 2015, quando è Salvini a comandare, la ricchezza della Lega cala, infatti, vistosamente. Il patrimonio netto passa da 13,1 milioni dell’anno precedente a 6,7 milioni. Il motivo è spiegato chiaramente nella relazione sulla gestione finanziaria: i soldi del partito sono stati trasferiti alle sezioni locali, 13 in tutto, dotate nel frattempo di codici fiscali autonomi”. I magistrati comunque sequestrano le ricchezze del Carroccio.

La questione singolare
Anche se c’è una questione singolare da risolvere. “Il tribunale di Genova, di recente, ha deciso di bloccare il sequestro – spiega L’Espresso - I giudici hanno annunciato di aver congelato poco meno di 2 milioni. Eppure, come detto, alla fine dell’anno scorso sui conti della Lega c’erano 4,3 milioni. Mancano dunque all’appello oltre 2 milioni. Possibile che la Lega li abbia spesi in questo 2017. O anche che siano stati trasferiti su altri conti. Un’ipotesi, questa, impossibile da verificare. Perché “Noi con Salvini”, il movimento creato tre anni fa dal nuovo leader del Carroccio per conquistare il Centro-Sud, non ha mai pubblicato un bilancio”.

"I bossiani non dimenticano"
"Per Salvini comunque  – notano gli autori dell’inchiesta - non si prospetta vita facile. I bossiani non dimenticano. E i mal di pancia iniziano a diventare veri e propri tumulti silenziosi. Pare che siano persino pronti a muoversi autonomamente per le prossime elezioni politiche. Cosa che potrebbe portar via al novello Alberto da Giussano una forza valutata sul 2-3 per cento”.

L'attacco del M5S
La bomba lanciata da L'Espresso viene ripresa dal M5S. "A due anni dalla prima denuncia del Movimento 5 Stelle, emerge sempre più con forza che anche Salvini e Maroni hanno utilizzato parte dei 48 milioni di euro pubblici frutto della truffa orchestrata da Umberto Bossi e l'ex tesoriere Belsito, entrambi già condannati per la vicenda 'Tanzania & diamanti'", scrive il M5s sul blog di Beppe Grillo in un post rivolto a Salvini e Maroni: "Toc, toc. Vi ricordate di quando avete utilizzato i soldi pubblici rubati da Bossi e Belsito? Parliamo di un partito, la Lega, che mentre gridava Roma ladrona in 20 anni ha incassato oltre 180 milioni di euro di finanziamento ai partiti-rimborsi elettorali. Il tutto senza mai rinunciare ad un solo privilegio o tagliarsi stipendi. Nelle Regioni come in Parlamento".

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lunedì 29 gennaio 2018

Salvini Ricandida Bossi



Salvini Ricandida Bossi
 (ANCHE CON L' APPROPRIAZIONE INDEBITA
 DEI SOLDI DEL PARTITO) :


 promette dazi e sforamento 3%

Umberto Bossi ce l'ha fatta: il fondatore della Lega è stato candidato a Varese. A renderlo noto, oggi, è stato Matteo Salvini, che ha deciso di dare ancora spazio all'anziano leader. La candidatura di Bossi non era scontata dopo le dure critiche che da mesi il senatur riserva alla linea politica nazionale impressa da Salvini. Ma il segretario, alla fine, ha deciso di non allargare la frattura. «Bossi c'è, Maroni ha fatto un grande lavoro e continuerà a darci una mano. Altri hanno scelto la poltrona rispetto alla comunità, liberi di farlo. Bossi è candidato a Varese», ha annunciato oggi il leader del Carroccio nel faccia a faccia di Giovanni Minoli su La 7.

Sciolto il nodo del posto in lista per Bossi, Salvini è tornato a concentrarsi sulla campagna elettorale con la sua dose giornaliera di fendenti. Il leader leghista è tornato a dire come sia necessario abolire il vincolo del 3% imposto dall'Ue perché «ha portato in Italia fame e povertà». «Se vado al governo - ha aggiunto - ho il dovere di tutelare la mia gente superando questo vincolo. Per 20 anni ci hanno detto che bisognava tagliare, tagliare e sacrificare e il debito è cresciuto a dismisura. Bisogna fare il contrario, lasciare che la gente lavori, che spenda e che paghi». Salvini ha anche affermato di essere pronto a «mettere i dazi come Trump» pur di difendere i lavoratori e gli imprenditori italiani. «Vuoi licenziare in Italia, produrre sottocosto all'estero e rivendere in Italia? - ha chiesto retoricamente - Allora paghi il 50% di tasse in più». Immediate le reazioni. Al leader della Lega va «il premio per la proposta più fessa e irrealizzabile», ha replicato il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda. «Tre anni a Bruxelles a 20mila euro al mese in Commissione Commercio e non sa che i dazi li può mettere solo la Ue e che l'Italia ha un surplus superiore a 50 miliardi mentre gli Usa un deficit di 500».

Quindi, secondo Calenda, l'«obiettivo è distruggere il Made in Italy». Sulla linea del ministro Calenda, anche il segretario del Pd Matteo Renzi: «Se metti i dazi quelli che perdono i posti di lavoro, quelli che vanno a casa, sono quelli che fanno export. Possiamo creare posti di lavori aprendoci, non chiudendoci». Salvini, dal canto suo, ha aggiunto che «se devo scegliere all'interno del partito Popolare Europeo, scelgo il modello austriaco o il modello ungherese che difende il lavoro. Il premier Orban difende i confini, difende le banche, difende la moneta e blocca l'immigrazioni. Se devo scegliere un paese ben governato scelgo quello». Poi ha confermato la sua ammirazione nei confronti del presidente degli Usa, Donald Trump: «Sta mantenendo tutto quello che aveva promesso in campagna elettorale. Ha vinto le elezioni dicendo prima l'America e difende le aziende e gli operai americani. Anzi, averne di Trump». Infine, alla domanda se sia meglio Trump o Putin, ha risposto: «Entrambi, perché difendono la loro gente. Le sanzioni alla Russia hanno danneggiato l'Italia per 6 miliardi».

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giovedì 28 maggio 2015

Lega Nord: Truffa allo Stato per 40 milioni di euro


Lega nord, verso il processo Bossi e figli. “Truffa allo Stato per 40 milioni di euro”

Chiuse le indagini sullo scandalo che ha travolto il Carroccio: in qualità di legale rappresentante al Senatur è contestato l'intero ammontare del finanziamento pubblico. Lui e i figli devono rispondere di appropriazione indebita per 500mila euro: 77mila per la laurea in Albania. 
Richiesta di archiviazione per Roberto Calderoli, Matteo Brigandì e Manuela Marrone

Quaranta milioni di finanziamento pubblico alla Lega. Cifra maggiore rispetto ai 18 milioni di euro venuti alla luce finora. La Procura di Milano contesta al fondatore della Lega Umberto Bossi – nuovamente in corsa per la segreteria del partito contro Matteo Salvini il prossimo 7 dicembre – la “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche” ossia i rimborsi elettorali ricevuti dal Carroccio in base ai rendiconti al Parlamento del 2008 e 2009. Una truffa allo Stato commessa, secondo i pubblici ministeri, in concorso con Maurizio Balocchi, segretario amministrativo della Lega ormai deceduto, per quanto riguarda il rendiconto dell’esercizio 2008 e con Francesco Belsito, ex tesoriere leghista per il 2009 e 2010. Con tanto di inganno ai presidenti di Camera e Senato e ai revisori pubblici delle due assemblee che autorizzavano i rimborsi basandosi su rendiconti volontariamente falsati “in assenza di documenti giustificativi di spesa e in presenza di spese effettuate per finalità estranee agli interessi del partito politico”.

La Procura di Milano ha chiuso le indagini relative all’inchiesta “The family” in vista del prossimo passo: la richiesta di rinvio a giudizio per dieci persone, tra cui Umberto Bossi e i suoi due figli Riccardo e Renzo. Al centro, la gestione dei fondi della Lega, caso scoppiato nella primavera del 2012. Tra gli indagati, anche l’ex vicepresidente del Senato Rosi Mauro, l’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito e l’imprenditore veneto Stefano Bonet, l’uomo degli investimenti in Tanzania con i soldi del partito.

Chiuse le indagini anche nei confronti di Rosi Mauro, l’ex senatrice del Carroccio, che ora è accusata di una appropriazione indebita di 99.731,50 euro, denaro proveniente dalle casse del partito. Tra i soldi di cui l’ex esponente lumbard si è appropriata, secondo l’accusa, ci sono anche 77.131,50 euro “per acquisto titolo di laurea albanese (in sociologia) – si legge nel capo di imputazione – presso l’Università Kristal di Tirana a favore di Pierangelo Moscagiuro”, ex guardia del corpo della Mauro. Laurea presa il 29 giugno 2011 nella stessa università scelta da Renzo Bossi, detto ‘il Trota’, che consegue il titolo (in Gestione aziendale) il 29 settembre 2010 con un “corso di studi” durato un solo anno, senza tuttavia mettere mai piede in Albania.

Per la laurea del Trota a Tirana 77mila euro – A Renzo e Riccardo Bossi, i due figli del ‘Senatur’ Umberto, viene contestato di aver usato a fini personali circa 303mila euro di soldi pubblici ottenuti dalla Lega come rimborsi elettorali. Renzo detto ‘il Trota’, accusato come Riccardo di appropriazione indebita, avrebbe speso tra le altre cose oltre 77mila euro per l’“acquisto” dell’ ormai famosa laurea albanese “presso l’Università Kristal di Tirana”. Ma non solo. Il secondo figlio di Bossi, che, nel 2010, a 21 anni diventa il più giovane consigliere regionale mai eletto in Lombardia, pare avere una passione per le auto e per la velocità. Con la sua Audi A5 scorrazza per la Lombardia accumulando oltre 7mila euro di multe. Contestazioni che vengono pagate con i soldi del partito. E nonostante la cattiva condotta automobilistica, il Trota passa a una macchina più potente, un’Audi A6 pagata 48mila euro più 3mila di assicurazione. Ovviamente a spese dei contribuenti. Il 10 aprile 2012 Renzo è costretto alle dimissioni dalla sua carica in Regione. Lo scandalo dei soldi pubblici girati dall’ex tesoriere Francesco Belsito agli esponenti del Carroccio fa terminare l’incarico tre anni prima del previsto. Tuttavia, i due anni trascorsi al Pirellone gli fruttano, secondo la legge, 40mila euro di indennità.

La passione per le auto di lusso di Riccardo Bossi - Il primo figlio del Senatur avuto nel 1979 dalla prima moglie Gigliola Guidali, i giudici contestano 52 pagamenti. Soprattutto multe – per oltre 2mila euro – ma non solo: con i soldi del partito Riccardo paga anche il mantenimento della moglie, l’affitto con tanto di bollette, il veterinario, l’abbonamento Sky, il garage e le spese di carrozzeria, nonché le rate per l’Università dell’Insubria. E poi debiti personali, bonifici, assegni circolari. Infine, le auto: 20mila euro per il riscatto del contratto di leasing per la Bmw X5 e oltre 21mila per una Mercedes.

Per Belsito, oltre due milioni di appropriazione indebita – E’ di diverse pagine il dettaglio delle spese contestate all’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito tra cui, oltre a multe varie, risultano spese per bar, ristoranti, rosticcerie ed enoteche, nonché composizioni floreali, abiti, hotel, scontrini di rivenditori di elettronica e serramenti, 1.500 euro per acquisto di armi e munizioni, ricariche telefoniche, pagamenti di parcheggi, cartelle esattoriali, diversi prelievi dalle casse del partito. E, per non farsi mancare nulla, anche un servizio di bonifica ambientale e telefonica per un valore di 8200 euro.

Richiesta di archiviazione per Calderoli e moglie di Bossi - Richiesta di archiviazione per Roberto Calderoli, Matteo Brigandì e Manuela Marrone, moglie di Umberto Bossi. Una archiviazione parziale, solo per alcuni episodi, è stata richiesta inoltre per Francesco Belsito, Umberto Bossi e Rosy Mauro. “Pagare le spese di un’abitazione a Roma, luogo dove principalmente si svolge l’attività politica e parlamentare, a un esponente di punta del partito, può in definitiva a nostro giudizio essere una scelta di impegno finanziario legittima (salvo il dovere di darne conto in contabilità, qui non rispettato, non decisivo ai fini del reato di appropriazione indebita)”, scrivono i magistrati in riferimento alla posizione di Calderoli. Per quanto riguarda, invece, la posizione della Marrone, si ricorda come fin dalla prima relazione del procuratore generale, la moglie di Bossi sia stata inserita, insieme alla Mauro e ad altri famigliari del leader del Carroccio, all’interno del “cosiddetto ‘cerchio magico’ che sarebbe stato alimentato con favoritismi ed elargizioni a danno del patrimonio della Lega”. “Certo – scrivono i pm di Milano – non si può escludere che delle somme corrisposte per la scuola Bosina in denaro contante la Marrone possa aver profittato a titolo personale. Ma per tutti gli indagati, come in questo caso per la Marrone, è stata applicata una rigorosa regola probatoria”.

LEGGI ANCHE : http://cipiri.blogspot.it/2015/04/salvini-lo-paghiamo-dal-1993.html

UN VECCHIO PARTITO TENTA DI RICICLARSI

LA LEGA DAL 1988 AD OGGI 
SI E' INTASCATA 180 MILIONI DI EURO DI SOLDI NOSTRI!

Quanti esodati si potrebbero aiutare con 180 milioni di euro? Quanti pensionati minimi? Quante imprese strozzate ? Quante borse di studio potremmo dare a quei giovani che non possono permettersi l'università...
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venerdì 17 aprile 2015

Salvini lo Paghiamo dal 1993 il Fannullone


cercano i voti al sud

LA LEGA DAL 1988 AD OGGI 
SI E' INTASCATA 180 MILIONI DI EURO DI SOLDI NOSTRI!

Quanti esodati si potrebbero aiutare con 180 milioni di euro? Quanti pensionati minimi? Quante imprese strozzate ? Quante borse di studio potremmo dare a quei giovani che non possono permettersi l'università?
Ma come si può credere alla propaganda anti-sistema di chi - grazie al sistema - si è arricchito?

 La Lega ci è costata 180 milioni di euro di rimborsi elettorali, la Padania 61 milioni di euro di finanziamento pubblico all'editoria.
Prima il Nord? Balle, prima i soldi. E sono soldi nostri, soldi dei cittadini.



Belsito : Appropriazione Indebita e truffa ai Danni dello Stato ,
Rapporti con la Malavita Organizzata
Trota: Falsa Laurea Pagata con Soldi Pubblici.
Rosy Mauro: Comprava ORO e DIAMANTI con Soldi dei Finanziamenti Pubblici.

Alessandro Di Battista dice
La Lega si allea ancora con Berlusconi, si mette assieme ad un ladro della collettività come B. capo di un partito che ha approvato le peggiori porcate della storia (tra cui la Legge Fornero che la Lega “dice” di voler cancellare). W la coerenza!

La Lega è un Partito ,  Salvini,
(lo paghiamo con soldi pubblici dal '93, quando io ero al liceo).

Salvini ha “lavorato” in vita sua solo come cronista de La Padania, un giornale pagato dalle tasse dei cittadini. Un giornale che – dal '97 al 2013 – si è intascato 61 milioni di euro,
circa 9800 euro al giorno!

Salvini ridacci tutti i soldi, restituisci i 61 milioni di euro di finanziamento all'editoria (lui che parla dello Stato che ruba ) che si è presa La Padania; restituisci gli oltre 180 milioni di euro di finanziamento pubblico ai partiti che vi siete pappati come tutti gli altri.
Sono soldi dei cittadini, non vostri.
La Lega è tutto questo, una cosa sono le frasi dette in TV un'altra la realtà dei fatti!

Quando sento parlare di Salvini, segretario della Lega Nord, capisco che si è persa ogni speranza nella memoria storica di chi ne parla.
Potrei dire tutto quello che la Lega ha fatto assieme a Berlusconi nei suoi governi e quello che la Lega ha combinato in Comuni, Province e Regioni che governa ma mi limiterò solo a dirvi questo che riguarda l'oggi:
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Marco Travaglio: a "lezione di economia padana"

Qualcuno si ricorda della storiaccia legata al nome dell’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito, accusato di frequentazioni con gente poco raccomandabile e soprattutto di aver trasformato i soldi dei rimborsi elettorali del partito (soldi dei cittadini!) in investimenti a Cipro e in Tanzania, ma anche in diamanti. Il segretario Matteo Salvini ha dato mandato agli avvocati che rappresentano la Lega, di revocare la costituzione di parte civile nel processo che vede imputato il suo vecchio cassiere.
(cioe' non presentarsi e lasciare perdere tutto)

Sapete, meglio non tirare fuori certe storie che potrebbero far parlare e svelare altri retroscena. Meglio ritirarsi nel silenzio vero?!




Meglio "infinocchiare" gli italiani con slogan contro euro ed immigrazione perché funzionano sempre e portano voti.
Strano ma a me, che un po di memoria cerco di conservarla.


L' ODIO RAZZIALE E' UN CRIMINE CONTRO L'UMANITA' 

Associazione Nazione Rom ha denunciato Matteo Salvini e la Lega Nord per minacce, occupazione abusiva suolo pubblico, ingiurie, diffamazione, istigazione all'odio ed alla violenza... 

http://cipiri.blogspot.it/2015/04/a-n-rom-denuncia-matteo-salvini-e-la.html
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LEGGI ANCHE

LEGA LADRONA

http://cipiri.blogspot.it/2015/03/matteo-salvini-e-le-mutande-verdi.html
MA I SOLDI
DOVE SONO FINITI ?
mutande verdi
26 dicembre 2014 alle ore 6.57
presentata al festival del rimborso elettorale della padana bollente
mutande verdi di citaristi greganti stefanini lusi fiorito belsito
dirige l'ochestra bossi con il coro dei salvSUini
Mi ricordo mutande verdi
avete sistemato tutti i parenti
e la truffa allo stato
con il finaziamento illecito ai partiti
con il fondo Krispa a Cipro
e in uno in Tanzania in tutto
sei milioni fottuti a noi italiani
che ci chiami coglioni
i 12 diamanti in cassaforte
continua....

GUARDA IL VIDEO

http://cipiri.blogspot.it/2014/01/strasburgo-tarabella-salvini-fannullone.html

Strasburgo, l'attacco di Tarabella a Salvini: Fannullone
guarda il VIDEO
"È una vergogna sentirla in Aula. Per un anno e mezzo abbiamo lavorato con gli altri correlatori ma lei non l'abbiamo mai vista. Sei un fannullone". Così l'eurodeputato socialista Marc Tarabella, belga di origine italiana
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PERCHE' SALIAMO SU UNA BARCA

http://cipiri.blogspot.it/2015/04/immigrati-perche-saliamo-su-una-barca.html


ECCO DA DOVE SCAPPIAMO

PERCHE' SALIAMO SU UNA BARCA -- di Awas Ahmed

A chi chiede: “Non era meglio rimanere a casa piuttosto che morire in mare?”, rispondo: “Non siamo
stupidi, né pazzi. Siamo disperati e perseguitati. Restare vuol dire morte certa, partire vuol dire morte
probabile. Tu che sceglieresti?
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bufala dei "40 euro al giorno

http://cipiri.blogspot.it/2014/11/bufala-40-euro-al-giorno-agli-immigrati.html

La bufala dei "40 euro al giorno agli immigrati". 
Sono soldi erogati per la gestione dei centri, che vanno a chi si prende la responsabilità di gestirli. Servono dunque a pagare gli operatori, l’affitto ai privati degli immobili, i fornitori di beni di consumo. 
E TUTTO CIO' E' UN GRANDE BUSINESS PER GLI ITALIANI GLI IMMIGRATI NON RICEVONO SOLDI E SPESSO GLI DANNO SOLO DEL RISO BIANCO DA MANGIARE
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LEGGI ANCHE

REGOLAMENTO DI DUBLINO FIRMATO DA MARONI - LEGA NORD
E SCAIOLA - FORZA ITALIA
http://cipiri.blogspot.it/2015/04/regolamento-di-dublino.html


Il Regolamento di Dublino obbliga il rifugiato politico
(che abbiamo comunque il dovere di accogliere) a permanere nel primo Paese in cui arriva. 
Firmata, guarda un po', da Pdl e Lega nel 2003.
Bossi e Berlusconi ( Salvini informati )
I rifugiati che arrivano in Italia quasi mai vi vogliono rimanere.
Va data loro la possibilità di scegliere si avete letto bene di scegliere il Paese europeo dove stabilirsi, in conformità con Schenghen che permette la libera circolazione delle persone nell'area UE.

Il regolamento Dublino II (formalmente regolamento 2003/343/CE) è un regolamento dell'Unione Europea, in tema di diritto di asilo.

http://cipiri.blogspot.it/2015/04/regolamento-di-dublino.html
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leggi anche
http://cipiri.blogspot.it/2014/10/in-africa-abbiamo-solo-depredato-per.html

400 anni di schiavitu'
200 anni di colonizzazzione
se l' Europa , il continente
senza risorse naturali oggi sta bene
e' grazie a cio' che tuo nonno 
ha preso ( o rubato )
dall' Africa.

Se gli africani vengono qui
è perché avete rubato
le loro risorse per
600 anni



AIUTIAMOLI A CASA LORO DICONO TUTTI
MA QUALE CASA HANNO
NON SONO PADRONI DELLA LORO TERRA
IL MONDO GLI HA RUBATO PER ANNI 
ORO E DIAMANTI
AD IN CAMBIO 
GLI REGALIAMO ( VENDIAMO ) LE ARMI PER COMBATTERSI


http://cipiri.blogspot.it/2015/03/matteo-salvini-da-casapound-fratelli.html

DIFENSORE DELLA FAMIGLIA
 TRADIZIONALE MA...
Sposato nel 2001 con Fabrizia, giornalista presso una radio privata, di origini pugliesi, ha avuto da lei il primogenito nel 2003. Dopo aver divorziato dalla moglie, Salvini ha convissuto con la compagna Giulia, dalla quale ha avuto, nel dicembre 2012, una bambina.

Matteo
c’è chi lo accusa  di aver agevolato l’assunzione della ex...

ANCHE

http://cipiri.blogspot.it/2015/03/salvini-bossi-belsito-e-la-padania.html

Oggi la procura di Genova ha chiesto per l’ex segretario della Lega Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito il rinvio a giudizio per la presunta truffa sui rimborsi elettorali ai danni dello Stato da circa 40 milioni di euro. Oltre a Bossi e a Belsito, è stato chiesto il giudizio anche per altri tre componenti del comitato di controllo di secondo livello del Carroccio: Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci.
ANCHE
http://cipiri.blogspot.it/2015/03/matteo-salvini-e-le-mutande-verdi.html
MA I SOLDI
DOVE SONO FINITI ?
26 dicembre 2014 alle ore 6.57
presentata al festival del rimborso elettorale della padana bollente
mutande verdi di citaristi greganti stefanini lusi fiorito belsito
dirige l'ochestra bossi con il coro dei salvSUini
Mi ricordo mutande verdi
avete sistemato tutti i parenti
e la truffa allo stato
.





martedì 17 marzo 2015

SALVINI: BOSSI , BELSITO e La Padania



Oggi la procura di Genova ha chiesto per l’ex segretario della Lega Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito il rinvio a giudizio per la presunta truffa sui rimborsi elettorali ai danni dello Stato da circa 40 milioni di euro. Oltre a Bossi e a Belsito, è stato chiesto il giudizio anche per altri tre componenti del comitato di controllo di secondo livello del Carroccio: Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci. A chiedere il rinvio a giudizio è stato il pm Paola Calleri che ha ereditato l’inchiesta dalla procura di Milano, che l’ha trasferita per competenza territoriale.

COME MAI SALVINI NON CHIEDE INDIETRO I SOLDI A BOSSI E BELSITO PER SALVARE IL GIORNALE DI PARTITO E TUTTI I LAVORATORI?

Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega Nord, è accusato anche di appropriazione indebita aggravata oltre che di truffa sui rimborsi elettorali ai danni dello Stato. E’ quanto si legge nella richiesta di rinvio a giudizio fatta oggi dal pm Paola Calleri nei confronti dell’ex segretario del Carroccio Umberto Bossi e dei tre componenti del comitato di controllo di secondo livello del partito. In particolare, Belsito si sarebbe impossessato della somma complessiva di 5,7 milioni di euro. Una prima tranche (pari a 1,2 milioni di euro) sarebbe stata stornata ‘‘dal conto corrente della Lega attraverso un bonifico in favore della società inglese Krispa Enterprices della quale Paolo Scala era titolare effettivo, presso la banca di Cipro, somma della quale una parte pari a 850 mila euro è stata restituita nel febbraio 2012”. Un secondo importo (pari a 4.500.000 euro) sarebbe stato trasferito, sempre tramite bonifico, dal conto del Carroccio a quello ”intestato a Stefano Bonet presso la Fbme Bank della Tanzania, somma non accreditata per il rifiuto di quest’ultima banca, la quale non aveva ritenuto sufficiente la documentazione allegata, ma restituita soltanto nel febbraio 2012”. Nel provvedimento vengono indicate come parti offese la Camera dei Deputati, il Senato e la Lega Nord. Eppure, come è risaputo, la Lega Nord nella persona del suo attuale segretario Matteo Salvini ha rinunciato a chiedere questi soldi indietro a Belsito e a Bossi. Belisto è stato di recente graziato con la rinuncia alla costituzione di parte civile che ha ha salvato anche altri protagonisti dello scandalo dei rimborsi elettorali 2008-2009: Stefano Bonet e Paolo Scala, accusati di aver riciclato 5,7 milioni di euro della Lega. Domenico Aiello, avvocato della Lega Nord, annunciò all’epoca che la decisione di Salvini è di natura politica.

SALVINI E BOSSI, UN VECCHIO LEGAME

Roberto Maroni ha ufficialmente reagito con perplessità alla storia della rinuncia alla comparsa civile. E si capisce il perché, visto che Belsito non aveva grandi rapporti con Maroni e a lui non rispondeva: ha eventualmente ben poco da temere da eventuali leaks. Diverso il discorso nei confronti del resto della Lega. Che non si è nemmeno attivata per riavere qualcosa nel processo nei confronti di Umberto Bossi e del figlio Renzo, presto a giudizio per appropriazione indebita. D’altro canto che Salvini fosse legato a doppio filo al vertice della Lega Nord non è un mistero. Il Corriere della Sera giusto una decina d’anni fa raccontò uno dei più penosi casi di nepotismo ante litteram in cui furono coinvolti i seguaci del Carroccio. Sotto la lente c’era l’assunzione come assistenti parlamentari di Franco Bossi e Riccardo Bossi, rispettivamente fratello e primogenito del Senatùr. Particolare curiosità suscitò il caso di Franco, diplomato in terza media e poi dotato di un negozio di autoricambi a Fagnano Olona, ma piazzato a legiferare a Strasburgo «in aiuto» agli europarlamentari leghisti. E indovinate da chi fu assunto, il Franco? Già, proprio da Matteo Salvini.


 La Padania, l'ultimo giornale di partito, non sarà più in edicola. La chiusura, dopo 18 anni, del quotidiano della Lega, è stata annunciata sulla prima pagina di oggi, sabato 8 novembre: "A seguito di un incontro con il segretario federale Matteo Salvini e con il presidente del Cda dell'Editoriale Nord Ludovico Gilberti, è stato comunicato al Comitato di redazione l'avvio della cassa integrazione per tutti i dipendenti dal primo dicembre. Da quella data - si legge - il quotidiano non sarà più in edicola".

 - Nel comunicato si dà la colpa  alla "scelta politico-editoriale di via Bellerio" che "ha condotto alla cancellazione di una testata che da quasi 18 anni ha rappresentato l'unica voce delle battaglie del Movimento". Infine la bordata a Salvini: "La Lega - è scritto - nonostante le prospettive di crescita dei consensi che tutti i sondaggi le riconoscono ha deciso di non rinnovare il proprio contributo al bilancio dell'Editoriale Nord".

leggi anche :  http://cipiri.blogspot.it/2015/03/matteo-salvini-da-casapound-fratelli.html

DIFENSORE
 DELLA FAMIGLIA TRADIZIONALE MA...
HA 2 FIGLI CON 2 DONNE DIVERSE 
E FILA CON UNA DONNA DELLA TIVU'
Sposato nel 2001 con Fabrizia, giornalista presso una radio privata, di origini pugliesi, ha avuto da lei il primogenito nel 2003. Dopo aver divorziato dalla moglie, Salvini ha convissuto con la compagna Giulia, dalla quale ha avuto, nel dicembre 2012, una bambina.


Matteo ha sempre voluto donne che lavorano e sarà per questo che c’è chi lo accusa  di aver agevolato l’assunzione della ex ...




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domenica 1 dicembre 2013

Partito Lega Lombarda : BOSSI , il TROTA e RICCARDO.Appropriazione Indebita e Truffa allo STATO


BOSSI LADRONI: RINVIATA A GIUDIZIO MEZZA FAMIGLIA
 UMBERTO, IL TROTA E RICCARDO. 
APPROPRIAZIONE INDEBITA E TRUFFA ALLO STATO

Lega, chiuse indagini a Milano: verso rinvio a giudizio di Bossi e i suoi due figli

L’ex leader del Carroccio è indagato per appropriazione indebita e truffa allo Stato per circa 40 milioni di euro in merito alla gestione dei fondi del partito

La Procura di Milano ha chiuso le indagini in vista della richiesta di rinvio a giudizio per Umberto Bossi, i suoi due figli Riccardo e Renzo, e altre persone per la vicenda della gestione dei fondi della Lega. Le accuse per l’ex segretario del Carroccio sono di appropriazione indebita e truffa allo Stato per circa 40 milioni di euro.

Chiuse le indagini anche nei confronti di Rosi Mauro, l’ex senatrice del Carroccio, che ora è accusata di una appropriazione indebita di 99.731,50 euro, denaro proveniente dalle casse del partito. Tra i soldi di cui l’ex esponente lumbard si sarebbe appropriata ci sono anche 77.131,50 euro “per acquisto titolo di laurea albanese – si legge nel capo di imputazione – presso l’università Kristal di Tirana a favore di Pierangelo Moscagiuro” ex guardia del corpo.
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