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lunedì 24 dicembre 2012

La vera profezia dei Maya è la fine del capitalismo



 La vera profezia dei Maya è la fine del capitalismo.


“Vorrei dire che, secondo il Calendario Maya il 21 dicembre segna la fine del non-tempo e l’inizio del tempo. È la fine del Macha e l’inizio del Pacha. E’ la fine di egoismo e l’inizio della fratellanza. E’ la fine dell’individualismo e l’inizio del collettivismo … il 21 dicembre di quest’anno.
Gli scienziati sanno molto bene che questo segna la fine di una vita antropocentrica e l’inizio di una vita biocentrica. E’ la fine dell’ odio e l’inizio dell’amore. La fine della menzogna e l’inizio della verità. E’ la fine della tristezza e l’inizio di gioia. È la fine della divisione e l’inizio dell’unità."

Evo Morales (discendente Maya) 



Cosa può significare la congiunzione che andiamo a incontrare all' inizio di Dicembre?
Non voglio certo fare previsioni, lasciamo sempre all' universo il compito di intessere la trama del nostro sentiero e vediamo alcuni suggerimenti che mi vengono spontanei.
Innanzitutto è un invito a riscoprire la Dea.
Abbiamo visto i riferimenti alla meravigliosa Iside,,,

 continua a leggere  http://cipiri21.blogspot.it/2012/12/allineamento-planetario-di.html

Tutte le "fine del mondo"
* 31 dicembre 999: "mille anni dopo la nascita di Cristo", è la data della fine del mondo secondo i vangeli apocrifi;
* settembre 1186: secondo l'astrologo Giovanni di Toledo, che aveva calcolato un allineamento dei pianeti per quel periodo;
CONTINUA A LEGGERE http://cipiri21.blogspot.it/2012/12/21122012-la-fine-del-mondo.html

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lunedì 12 novembre 2012

21/12/2012: La fine del mondo è vicina?



 L'Apocalisse del 2012 è una balla. Il video ci spiega che la profezia Maya intesa come fine del mondo è priva di senso. L'ultimo giorno della terra si sposta a data da destinarsi. I Maya, avevano una vera ossessione per il trascorrere del tempo, infatti l'intero territorio con le sue centinaia di città di pietra può essere classificato come un enorme monumento in stretta relazione con il tempo. I loro calendari sono ciclici e collegati, ma non parlano di fine del mondo. Possiamo stare tranquilli, abbiamo ancora la possibilità di vivere le bellezze o le bruttezze di questo nostro mondo.

La fine del mondo è vicina? No, avevano solo letto male

Una seconda interpretazione della famosa tavoletta maya rivela che il messaggio non contiene nulla di apocalittico. Ancora una volta, la fine del mondo può aspettare

La fine del mondo si allontana, ancora una volta. 
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 Analizzando la tavoletta di pietra scoperta anni fa a Tortuguero, nello Stato messicano di Tabasco, la conclusione è che l'iscrizione descrive il ritorno del misterioso dio maya Bolon Yokte alla fine del tredicesimo periodo di 400 anni, ovvero il 21 dicembre 2012. Il messaggio non contiene quindi niente di apocalittico, bensì indica il termine di una fase di 5.125 anni dall'inizio del calendario maya detto del Grande Ciclo, che prende il via nel 3113 a.C..

"La data  ha acquisito un valore simbolico perché è stata pensata come un riflesso del giorno della creazione. Ma si tratta pur sempre del passaggio di un dio e non necessariamente di un grande salto per l'umanità".

Recentemente, l'Istituto nazionale di antropologia del Messico ha annunciato la scoperta di una seconda iscrizione che fa riferimento alla data del 2012, scolpita su un mattone trovato nelle rovine di Comalcalco, vicino al sito di Tortuguero. Molti esperti negano tuttavia che sia un riferimento preciso alla possibile fine del mondo, sostenendo che nel messaggio non c'è la marcatura di un tempo futuro come in quello di Tortuguero. -
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il caso innova e la necessità conserva.


COSI' COMINCIA L' AVVENTURA DELLE IMAGO

DURANTE LA FASE ONIRICA

MI APPARVE
UNO GNOMO
DICENDO 

" CODESTO SCRIGNO CONTIENE LE CAUSE DELLA VITA "

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Ho creato un mazzo di carte ispiratomi dai tarocchi , mantenendo la giusta numerazione degli arcani maggiori , ma ho cambiato
l' iconografia rendendola piu' attuale al mondo che ci circonda . Pur essendo in bianco e nero sono riuscito a dare equilibrio alle immagini ed al titolo di ogni singola carta , rendendo semplicissima la lettura anche in solitario . Si possono giocare anche con amici , senza pero' abusarne potrebbero non rispondervi .
SE INTERESSATI ALL' ACQUISTO

SCRIVETEMI

NELLO SPAZIO COMMENTI
GRAZIE


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giovedì 14 aprile 2011

La profezia del Caimano - Processo breve



La profezia del Caimano
Processo breve


Processo breve
La profezia del Caimano


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di Paolo Flores d’Arcais, da il Fatto quotidiano, 14 aprile

Quando uscì cinque anni fa “Il Caimano” di Nanni Moretti, a destra fu tutto un “dagli all’untore”, per quel finale in cui il presidente eversore faceva esplodere di fuochi il palazzo di giustizia. Eversivo era solo immaginare che eversore potesse essere Berlusconi, questo il refrain di pasdaran e cheerleader mediatiche del corruttore di Arcore. E anche a sinistra, non nascondiamocelo, molti pensarono che Nanni esagerasse, o andasse metabolizzato come “licenza poetica”: Berlusconi andava contrastato politicamente, programma contro programma, senza scomposte accuse di “regime” o – Dio ne scampi – appelli a scendere in piazza per difendere la democrazia in pericolo.

Da alcune settimane stiamo invece vivendo esattamente il finale di quel film, alla lettera. Proclama eversivo dopo proclama eversivo. Minaccia eversiva dopo minaccia eversiva. Legge eversiva dopo legge eversiva. L’assuefazione delle coscienze al veleno di regime è tale che neppure si misura più l’enormità di un capo di governo che tratta ogni giorno i magistrati da brigatisti, e che dopo aver fatto comprare una sentenza con cui scippava un impero editoriale, accusa di rapina a mano armata l’indagine, il processo e infine la sentenza che ha restituito verità (e forse risarcimento). Basterebbe provare a raccontare detti e fatti dell’ignominia quotidiana berlusconiana, attribuendoli ad un Obama, una Merkel, un Sarkozy, per sentire immediatamente la mostruosità politica in cui viviamo oggi in Italia, visto che nulla, ma proprio nulla, di ciò che qui è normalità, sarebbe in quei paesi immaginabile, e meno che mai tollerabile.

La ripugnante volgarità di un omuncolo privo ormai anche di pannolone inibitorio, senza residuo alcuno di senso del ridicolo, avvitato nell’escalation del delirio di onnipotenza e nell’overdose della menzogna, a troppe persone fa dimenticare la tragicità – per la democrazia – di una situazione in cui il “golpe strisciante” (espressione dovuta ad un intellettuale tanto grande quanto solitamente cauto) è invece ormai sbandierato, e oggi con il processo breve conoscerà una nuova tappa di “implementazione”.

Circola insensato ottimismo sull’implosione prossima ventura del regime. E’ vero che la grottesca nullità cui è ormai ridotta l’attività “imperiale” spinge ancor più grotteschi aspiranti diadochi a moltiplicare cene di spartizione, ma intanto il paese è un deserto di macerie morali. Prepotenza ignoranza e servilismo sono le uniche virtù riconosciute, e non si profila – organizzata – l’imprescindibile alternativa di moralità ed efficienza.

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