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giovedì 15 aprile 2010

LE AUTO BLU IN ITALIA

Scandalo auto blu
di Tommaso Cerno
Un'invasione di 259 ammiraglie per i funerali degli alpini. Nonostante i tagli promessi dai governi, lo stato ha speso cento milioni di euro per le nuove vetture di servizio. Senza contare quelle di Regioni, Comuni, Province, Asl


Al funerale romano dei due alpini uccisi a Herat c'è una bambina. Tiene la madre per mano: "Voglio andare più vicino", dice a voce alta. Ma non appena ci prova, un poliziotto fa segno di no: "Per cortesia, rimanete indietro. Ci facciamo male, qui devono entrare le auto blu". Ed ecco che in un mattino di lutto nazionale, nell'Italia in ginocchio per la crisi economica, chi lavora a pieno ritmo è il posteggiatore dei soliti eccellenti: allontana la folla e fa spazio alle ammiraglie, il simbolo della supremazia di politici e grand commis scivolato indenne lungo le due Repubbliche. Sulle note del Silenzio, la carovana di Audi A6, Lancia Thesis, Alfa 166 e Bmw scure sfreccia con i lampeggianti accesi e scarica ministri e dirigenti, funzionari e generali, crocerossine e portaborse sul sagrato di Santa Maria degli Angeli: "Onore', da questa parte". Così, mentre nella chiesa romana si onora il sacrificio del sergente Massimiliano Ramadù e del caporal maggiore Luigi Pascazio morti in Afghanistan, fuori va in scena l'ingorgo delle vetture di Stato.

Alla faccia dei tagli annunciati e del rigore invocato dal ministro Giulio Tremonti, lo spettacolo ha inizio alle 9 del mattino: un puzzle blu e grigio riempie lentamente la piazza, fino a disegnare sui sampietrini la mappa dell'italico privilegio. Sui parabrezza collezioni di pass e permessi speciali: dalla Ztl, a Palazzo Chigi, al Senato, ai vari ministeri. Fra l'altro tutti palazzi a poche centinaia di metri dalla basilica. A guardar bene, c'è un ordine che regna in quel disordine: più sei potente, più l'automobile sarà vicina quando dovrai ripartire. "Vede laggiù? Quelli sono di Palazzo Madama. Quello più alto invece sta con Fini, l'altro laggiù coi capelli brizzolati è un uomo del premier. È sempre così, in questi casi", racconta un vigile urbano, veterano delle grandi occasioni. E la scure? "Macché, si guardi attorno". In effetti se giri la testa, la scena non cambia. Ce n'è dappertutto. Una cinquantina di macchine sono sistemate a destra della fontana delle Naiadi, altrettante a sinistra, altri due spiazzi riservati stanno di fronte all'hotel Exedra, un quarto parcheggio vip s'affaccia su via Nazionale. Solo davanti alla facciata della chiesa "L'espresso" conta 156 auto blu, senza considerare volanti e gazzelle. Ma lo spazio non basta per tutti. Anche il posteggio di fronte alle terme di Diocleziano è segnato con il nastro giallo. Una ventina di Audi sono schierate davanti al Grand Hotel, una decina in via Parigi e ancora sul viale che porta alla stazione Termini e nelle strade lì attorno. Fanno 259 in meno di un chilometro quadrato, una densità da concessionaria. Tutte in attesa che la "personalità" riaccenda il cellulare e dia il segnale: è ora di imboccare un'altra preferenziale.

Alle 9 e 45 arriva pure il ministro Renato Brunetta, il grande censore dello spreco pubblico. Scende da una Bmw grigio chiaro metallizzato e tira dritto verso la navata principale. Peccato, perché se soltanto si fosse voltato un attimo si sarebbe fatto un'idea sull'annunciato censimento delle vetture di servizio. A dimostrare che in Italia gli sprechi a quattro ruote sono fuori controllo, basta un dato: nemmeno il governo sa quante ce ne siano. Tanto che sta cercando di fare una radiografia con la promessa di dimezzare i costi. Intanto, però, i numeri crescono ogni anno. A colpi di milioni di euro per le casse dello Stato. Le ultime gare assegnate dalla Consip, la Spa del ministero dell'Economia, sforano i 100 milioni fra noleggi di berline piccole e grandi, acquisti di mezzi commerciali e basse cilindrate, city car e modelli 4x4. Una decina di forniture comprese fra i 5 e i 33 milioni di euro l'una. Senza contare la gara per le ammiraglie della flotta blu, che è ancora in corso ed elenca una serie di optional di lusso che vanno dal satellitare ultima generazione ai sedili in pelle chiara.

Sarà che l'auto in Italia è la seconda casa di politici e potenti vari. Ma secondo la stima dell'associazione Contribuenti italiani nel 2010 s'è toccata quota 624.330, con un incremento del 2,7 per cento proprio negli ultimi mesi. Quelli a cui fanno riferimento le gare Consip. Fra proprietà e leasing lo Stato, le Regioni, le Province, le Asl e i Comuni battono ogni record, surclassando i grandi della Terra. Un confronto è sufficiente per verificarlo: negli Stati Uniti non si arriva a 73 mila auto di servizio, in Francia sono meno di 63 mila, in Gran Bretagna appena 56 mila. In media una contro dieci. Da noi basta fare due passi in piazza per rendersi conto che così fan tutti. La sfilata di Pantalone si apre con il ministro Carlo Giovanardi, che trattiene l'autista dell'A6 qualche istante in più per recuperare il trench dal sedile posteriore. Poi è la volta di un gruppo di ufficiali alpini, con penna bianca e vettura scura, seguito dai vertici della Marina e dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che si presenta alle esequie con quattro auto in fila indiana. Seguono un paio di Thesis per un paio di generaloni, un'Alfa 166 per Piero Fassino, il codazzo di Gianfranco Fini e quello di Umberto Bossi. Poi avanti così per quasi un'ora. Bis all'uscita, con gas di scarico e rombo di pistoni in anticipo di dieci minuti: "Che vuole fare? Fa caldo e dobbiamo raffreddare l'abitacolo", spiega un autista piuttosto navigato.




C'è una classifica in cui l'Italia stravince su tutti gli altri Paesi del Mondo. Si tratta del numero di "auto blu" in dotazione a politici nazionali e locali. I numeri sono davvero impressionanti e per certi versi inspiegabili. In Italia la flotta di auto blu è di ben 626.760 unità, numero che fa ancora più impressione se si pensa che al secondo posto della classifica si pongono gli Stati Uniti con appena 72.000 vetture. Sul terzo gradino del podio si colloca la Francia con 61.000 unità. Medaglia di legno per il Regno Unito (55.000 auto) seguito da Germania, Turchia, Spagna, Giappone, Grecia e Portogallo.

ALLA FACCIA DELLO SPRECO , DISOCCUPAZIONE , CASSINTEGRAZIONE ECCCCCC ......
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