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venerdì 8 aprile 2016

Olanda : Vietate Auto a Benzina e Gasolio dal 2025



Olanda verso divieto vendita auto benzina e gasolio dal 2025
Il Governo olandese ha iniziato il cammino legislativo per arrivare a vietare, dal 2025, la vendita di 
automobili con alimentazione a benzina o a gasolio. Il provvedimento è sostenuto dal partito Laburista PvdA, che ha ottenuto - nonostante la forte opposizione della Destra VVD - una prima approvazione in Parlamento. A sostenere l'iniziativa del PvdA, si sono affiancati anche i deputati dei Liberal Democratic D66, dei verdi GroenLinks e del partito ChristenUnie. Già nel 2013 il Governo olandese aveva siglato un 'accordo sull'energia' con una quarantina di organizzazioni indipendenti, al fine di promuovere iniziative 'verdi' nell'ambito dell'energia, dell'isolamento termico degli edifici e della riduzione della CO2. 
Nello scorso dicembre l'Olanda, assieme ad altre quattro nazioni e otto Stati del Nordamerica avevano formato la Zero-Emission Vehicle Alliance per arrivare entro al 2050 
alla esclusiva vendita di automobili eco-compatibili.


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ENERGIA DALLE ONDE DEL MARE

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giovedì 24 dicembre 2015

Auto Elettrica Perche' non si Usa e si Muore di SMOG


Auto Elettrica , Perche' non si Usa e si Muore di SMOG


Usare l' automobile in città , tra un semaforo e l'altro non si superano i 30 km orari.
In autostrada ci sono i limiti di velocita'.
Per le strade extraurbane ci sono i controlli Autovelox.
Quindi mi sembra inutile l' automobile a Petrolio.

Forse non tutti sanno che le automobili elettriche non sono figlie delle nuove tecnologie: esse esistono da ben prima che Tesla Motors o General Motors lanciassero i loro prototipi, vent’anni fa. Infatti prima dell’invenzione della combustione interna, diversi pionieri (e anche qualche sognatore) si sono dedicati a sviluppare quest’impresa con molta passione, qualche difficoltà e diversi successi. La mancanza di prospettiva storica porta però a non capire come siano veramente andate le cose e ad appiattire la storia dell’auto alla sola combustione a petrolio. Nelle prossime pagine cercheremo di fare chiarezza su 12 passaggi fondamentali della storia delle auto elettriche. Iniziamo scoprendo l’origine di tutto: chi realizzò il primo prototipo di auto elettrica?
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domenica 27 settembre 2015

Volkswagen, Truffa ai Tempi di Hitler



 Volkswagen, quella prima truffa ai tempi di Hitler
Nel 1938 venne promessa un’auto a milioni di tedeschi per 5 marchi alla settimana, ma nessuno vide mai ciò per cui aveva pagato (eccetto Hitler)

Anche l’inizio della Volkswagen è segnata da una vicenda poco edificante, per non dire di peggio. Migliaia di tedeschi pagarono buona parte del prezzo dell’auto ma non videro mai la loro vettura. Con lo scoppio della guerra la fabbrica creata per costruire “l’auto del popolo” che avrebbe dovuto motorizzare la Germania (fino ad allora solo un tedesco su 50 aveva un’automobile) venne riconvertita alla produzione militare e i clienti rimasero con in mano un pugno di mosche. La fabbrica era stata inaugurata da Adolf Hitler nel 1938 e, su iniziativa di Ferdinand Porsche, aveva in progetto di realizzare l’antesignana del Maggiolino.


«Un’auto capace di portare due adulti e due bambini a cento chilometri l’ora», aveva ordinato il Führer. La Volkswagen, da costruire in almeno un milione di esemplari, sarebbe costata 990 marchi e la gente l’avrebbe pagata con uno schema di risparmio settimanale:«Funf Mark die Woche musst du sparen, willst du im eigenen Wagen fahren», Cinque marchi alla settimana devi risparmiare se la tua macchina vuoi guidare. Gli acquirenti avevano in mano un libretto sul quale venivano attaccati i buoni che certificavano i versamenti. Si iscrissero più di trecentomila tedeschi, che pagarono regolarmente le loro quote. Con il 1939 e l’invasione della Polonia, i programmi della fabbrica cambiarono. Si iniziarono a produrre (in buona parte grazie al lavoro degli schiavi prelevati dai campi di concentramento) le Kübelwagen, vetturette militari che la Wehrmacht usò su tutti I fronti. Nessuno vide mai una Volkswagen, a parte Hitler al quale prima della guerra ne venne consegnato un prototipo in una cerimonia ripresa dai cinegiornali. Agli acquirenti rimasero solo i libretti con sopra attaccati i buoni pagati.

Volkswagen, ecco cosa deve fare chi ha uno dei modelli incriminati
Gli automobilisti in possesso di un’auto con motore 2.0 diesel Tdi (chiamato EA 189) immatricolata prima del 1 settembre 2015, riceveranno una lettera di richiamo. 
In concessionaria la centralina verrà “ripulita” e l’auto restituita.

Il complotto Volkswagen

L’affaire Volkswagen diventa sempre più complicato. Il laboratorio tedesco che ha scoperto la truffa VW si è dato  molto da fare: è andato in America a comperare le auto, e poi ha fatto i suoi esami. Con i risultati che sappiamo. E già questo solleva un certo  sospetto. Si tratta di un ente no-profit che probabilmente non nuota nell’oro, ma ha trovato i mezzi per fare quello che poi si è  visto. Legittimo ilo sospetto chenduietro9 ci possa essere qualsiasi cosa: guerra interna alla VW, guerra fra marchi, guerra Usa-Germania.

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lunedì 25 agosto 2014

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lunedì 7 maggio 2012

Regione, il rimborso auto RUBATO


Regione, 

 il rimborso auto RUBATO

Ai consiglieri regionali, oltre allo stipendio, viene dato un bel gruzzolo per gli spostamenti in auto fino al palazzo. Ovviamente non ai prezzi delle tabelle chilometriche Aci, per carità.
Ma l'aspetto più incredibile è che i viaggi vengono remunerati anche se i politici poi non li fanno.
È una scelta discrezionale quindi: il consigliere può esserci sempre, ogni giorno, o non esserci mai. Ma riceverà comunque dai 550 ai 3 mila e 400 euro al mese. È l’attività legislativa che è troppo scarsa o è l’assegno che è sproporzionato? Insomma è un privilegio ingiustificato? Qualche giorno fa l’Ufficio di presidenza ha messo mano all’indennizzo che, per assurdo, rischiava di aumentare, adeguando i parametri di riferimento a un’automobile di un’altra cilindrata.



 Rimborsi per le spese di trasporto. Una piccola voce fra le varie indennità e la diaria che ogni consigliere regionale d'Italia percepisce mensilmente, ma una spesa che a guardarla bene non è poi così minuta. In Emilia Romagna negli scorsi giorni è scoppiato lo scandalo: non solo il rinvio a giudizio del consigliere Pdl Alberto Vecchi per aver falsificato la propria residenza così da aumentare i costi del tragitto per le sedute, ma anche i rimborsi chilometrici più alti d'Italia. Erano 0,81 centesimi a chilometro, il doppio della media delle tariffe Aci, fino a qualche giorno fa. Ora la giunta di Errani ha approvato una riduzione a 0,50 cents per le sole effettive presenze dei consiglieri. Ma com'è messo il resto d'Italia? Molto bene, per i consiglieri, un po' meno per i contribuenti. Un consiglio al neo commissario Bondi su dove, forse, si può andare a risparmiare.

Presenze miracolose
Per il rimborso delle spese di trasporto molte regioni assumono un numero di ingressi forfettario cui fare riferimento. In Lombardia, Toscana, Molise, Lazio e Basilicata i consiglieri vengono rimborsati per diciotto viaggi al mese. Il record lo detiene il Friuli Venezia Giulia, che presume i suoi consiglieri arrivino a palazzo almeno 21 volte.

Peccato che dall'inizio dell'anno i giorni effettivi di lavoro del consiglio Trieste siano stati solo 40 (in tutto): meno della metà di quelli rimborsati.

Lo stesso vale per le altre Regioni. Nel 2011 il consiglio regionale lombardo si è riunito in tutto l'anno 26 volte. Ci sono i lavori delle commissioni, è vero, 206 riunioni registrate, ma il più delle volte accorpate negli stessi giorni perché nelle regioni d'Italia, si sa, raramente si lavora il lunedì e il venerdì.

Così i consiglieri lombardi si vedono comunque in busta paga un bel gruzzolo relativo a 212 presenze. A guadagnare di più in questo modo sono però i consiglieri della Basilicata, che ricevono 0,63 centesimi al chilometro per il doppio della distanza da casa. Assumendo che abiti a 50 chilometri dal capoluogo, un consigliere si trova così 13.600 euro l'anno di rimborso spese, una mancia di 1.134 euro al mese solo per muoversi in macchina.

Il mercato dei prezzi
Solo sei regioni su ventuno si basano sulle tariffe aggiornate dall'Aci. In molti casi nelle leggi istitutive o nei decreti dell'ufficio di Presidenza viene indicato genericamente il valore relativo al costo di un litro di benzina. In quest'articolo abbiamo tenuto come riferimento la cifra di 1,897 euro al litro, media nazionale per Quotidiano Energia al 30 aprile 2012. In tutta Italia i prezzi così calcolati variano dagli 0,25 centesimi al km stabiliti dalla Regione Puglia agli 0,63 della Basilicata. In media i valori si aggirano fra 0,37 e 0,47 cents a chilometro.

Sembrano briciole, ma bastano un paio di moltiplicazioni per ottenere dei rimborsi che assomigliano a veri e propri stipendi. Stando in Lombardia, si passa da un minimo di 295 a un massimo di 2.360 euro al mese per la distanza limite di 240 chilometri da Milano. In Calabria, ad esempio, i residenti nelle zone del Nord della regione vengono rimborsati per 300 chilometri: sono 120 euro in tasca al giorno. Bisogna poi stabilire qual è invece il tragitto minimo che bisogna esser costretti a compiere per aver diritto al rimborso: in Puglia sono 40 chilometri, nel Lazio 15, in Liguria si restituiscono le spese di traspoto anche a chi risiede nel capoluogo.

Facciamo a forfait
I conti sono più semplici quando le regioni stabiliscono un forfait corrispondente alle varie distanze. Lo fa, abbiamo visto, il Friuli Venezia Giulia. Ma i numeri li dà sul serio la Sicilia: per le spese di trasporto ferroviario, aereo e marittimo prevede per i suoi deputati un rimborso "forfetario" di 10.095 euro l'anno. Non basta, perché naturalmente comanda il trasporto su gomma. Siamo così a 13.293 euro l'anno per chi percorre al massimo 100 km, 15.979 per chi li supera. Non si vorrà negare qualcosa anche a chi è residente a Palermo, nonostante la macchina forse la prenda ben poco: infatti, sono 6.646 euro all'anno. Cifre, in realtà, simili alle spese delle altre regioni, se non fosse per l'attenzione riservata ai deputati palermitani.



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giovedì 26 aprile 2012

ITALIA : LO STATO compra 400 auto blu



 Il bando è stato già emesso dal ministero dell’economia: lo Stato vuole acquistare nuove ‘berline’ per una spesa di dieci milioni di euro. Indispensabili ??? in giro ce ne sono già 60 mila (e altre 800 giacciono inutilizzate nei garage)


A quanto pare alla pubblica amministrazione sessantamila vetture ancora non bastano. Non si potrebbe spiegare altrimenti la necessità di comprare quattrocento nuove auto blu alla modica cifra di circa dieci milioni di euro. E poco importa se nel parco auto di proprietà statale ci sono centinaia di vetture inutilizzate.
Un bando di gara pubblicato lo scorso gennaio sul sito del Ministero dell’Economia prevede infatti l’acquisto di un massimo di 400 “berline medie” di cilindrata fino a 1.600 cc, per un limite di spesa di poco meno di 10 milioni di euro.
L’annuncio in questione è stato nei giorni scorsi anche oggetto di un’interrogazione parlamentare da parte del deputato dell’Italia dei Valori Antonio Borghesi, che ha chiesto spiegazioni sulla spesa al viceministro dell’economia Vittorio Grilli.
“Chiediamo come sia giustificabile un’asta di questo tipo, quando con provvedimenti successivi è stata prevista la riduzione di vetture: sia con decreti del 2010 entrati in vigore nel 2011, sia con un decreto del 2011 che ha ulteriormente previsto la riduzione dell’uso di auto blu, sia con due decreti del Presidente del Consiglio dei ministri “, si legge nel testo dell’interrogazione, “Ma come è compatibile una spesa di 10 milioni di euro per acquistare nuove auto blu quando se ne devono dismettere migliaia?”.
La spiegazione da parte del governo non è però arrivata, dato che il viceministro si è limitato a illustrare il funzionamento di un bando pubblico e i suoi riferimenti normativi senza spendere una parola sull’opportunità politica di questo investimento in un momento in cui agli italiani sono chiesti importanti sacrifici.
Ma la spesa di dieci milioni di euro per le nuove auto blu risulta ancora più incredibile alla luce di due elementi.
Innanzitutto l’ultimo monitoraggio del Formez sul parco auto della Pubblica Amministrazione, pubblicato lo scorso febbraio ha indicato la presenza di circa 800 vetture non utilizzate, su un numero complessivo di diecimila auto blu (quelle per ministri e alti dirigenti) e altre cinquantamila auto di servizio che costano complessivamente quasi due miliardi di euro l’anno al contribuente. Lo stesso monitoraggio del Formez indicava poi tra i fattori problematici del parco auto statale l’eccessivo numero di vetture di proprietà della pubblica amministrazione. “Il parco auto della PA”, si legge nel documento, “risulta ancora eccessivamente sbilanciato sulle auto di proprietà (79%), seguito dal noleggio senza conducente (19%), mentre leasing e comodato sono all’1%”. Secondo una stima del Formez a parità di chilometraggio le auto noleggiate garantirebbero infatti un risparmio di spesa tra il 15 e il 18%.
Non è quindi un caso che anche il ministro per la Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi, in un’audizione al Senato dello scorso 25 gennaio, abbia dichiarato l’intenzione di privilegiare in futuro il noleggio a lungo termine per le auto blu. E visto che le promesse non sono retroattive, o forse per un’incredibile coincidenza, il bando per l’acquisto delle vetture è stato pubblicato il 24 gennaio: appena un giorno prima di queste dichiarazioni. 

 Il governo boccia il fondo per i disabili. L’assistenza a carico delle famiglie, ma i soldi per le auto blu li trova
Fonte



RETTIFICA DEL GOVERNO 

AUTO BLU, VINCE IL WEB. 

IL GOVERNO:
"NON LE ACQUISTEREMO PIÙ"

La protesta scoppiata sul web stavolta vince, contro l'ennesimo spreco ai danni dei contribuenti. Dopo la rabbia in seguito alla pubblicazione del bando del ministero dell'Economia per oltre 400 auto blu di media cilindrata (spesa totale di quasi 10 milioni di euro), il governo ha fatto marcia indietro, affermando che l'esistenza del bando non implica che quelle auto saranno acquistate. «Il Governo non acquisterà nuove 'auto blu' nel 2012 e auspica, per le amministrazioni territoriali, l'adozione di un'analoga impostazione», si legge in una nota di Palazzo Chigi, nella quale si precisa che il bando di gara della Consip sulle auto blu «non determina automaticamente l'acquisto di nuove autovetture».

IL BANDO Il bando per presentare le offerte è stato pubblicato il 24 gennaio dal ministero dell'Economia ed è scaduto l'8 marzo, ma la vicenda è ritornata alle cronache grazie a due articoli pubblicati sul Giornale e l'Espresso giovedì e che in poche ore hanno ottenuto migliaia di "consiglia" su Facebook, a dimostrazione del fatto che l'argomento è molto sentito dall'opinione pubblica in un momento di ristrettezze diffuse.
A fomentare la rabbia dei contribuenti, i dati del Formez (Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l'ammodernamento delle Pubblica amministrazione) che assicurano la presenza di 10mila vetture di fascia alta, riservate a ministri e alti dirigenti, e altre 50 mila auto più modeste, che costano complessivamente quasi 2 miliardi di euro l'anno ai cittadini. Tra queste, ce ne sarebbero 800 ferme in garage, a causa delle difficoltà di gestione del parco macchine dovute all'eccessivo numero di vetture di proprietà rispetto a quello a noleggio o in leasing.

LE PROTESTE Il deputato dell'Idv Antonio Borghesi ha posto, a proposito del bando, un'interrogazione parlamentare, chiedendo spiegazioni sulla nuova spesa al viceministro dell'Economia Vittorio Grilli. «Chiediamo come sia giustificabile un'asta di questo tipo, quando con provvedimenti successivi è stata prevista la riduzione di vetture: sia con decreti del 2010 entrati in vigore nel 2011, sia con un decreto del 2011 che ha ulteriormente previsto la riduzione dell'uso di auto blu, sia con due decreti del premier», si legge nel testo dell'interrogazione. Nessuna risposta chiara in Parlamento, mentre ieri sera dalla Funzione pubblica hanno comunicato che «non di un vero e proprio acquisto si tratta, ma di una convenzione della Consip, che imporrà alle singole amministrazioni di acquistare le vetture di cui avranno bisogno nei prossimi mesi al prezzo a cui si attesterà la migliore offerta che si aggiudicherà la gara». Il ministro per la Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi ha anche affermato che in futuro sarà privilegiato il noleggio a lungo termine, ma per ora si continua con l'acquisto.


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mercoledì 28 marzo 2012

FREE - WEB: Ford Hemp Car : l'auto ecologica esisteva già 70 a...

Ford Hemp Car : l'auto ecologica esisteva già 70 anni fa


Ford Hemp Car

l'auto ecologica esisteva già 70 anni fa



FREE - WEB: Ford Hemp Car : l'auto ecologica esisteva già 70 a...: Ford Hemp Car l'auto ecologica esisteva già 70 anni fa   Quasi tutti sanno che nel 1903 Henry Ford fondò una delle case automobi...

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martedì 18 ottobre 2011

La polizia manifesta e chiede aiuto ai cittadini



La polizia manifesta e chiede aiuto ai cittadini
"Costretti a chiedere un contributo alla gente per comprare la benzina!"




17/10/2011 "A seguito degli ulteriori tagli determinati dall’ultima manovra finanziaria, questa Organizzazione Sindacale si vede costretta ad organizzare una nuova importante mobilitazione per far conoscere alla cittadinanza, che non sono stati, e non saranno forniti, i mezzi necessari per concretizzare il proprio lavoro di prevenzione e repressione dei reati in genere.
I tagli non riguardano solo la Polizia di Stato che pochi giorni fa aveva già manifestato pubblicamente a mezzo stampa il proprio dissenso, ma anche la Polizia Penitenziaria, il Corpo Forestale dello Stato ed i Vigili del Fuoco.
Per rendere ancora più efficace il messaggio, facendo toccare con mano l'assoluta insensibilità di questo Governo e della sua maggioranza ai problemi della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico che hanno dirette conseguenze sul benessere dei cittadini, nonché alle problematiche di noi addetti a questi comparti, abbiamo intenzione di chiedere alla gente di contribuire concretamente per l’acquisto di carburante.

Martedì 18 Ottobre 2011  dalle ore 10.00 sarà fatta una capillare opera di sensibilizzazione nel centro storico della nostra città, dove saranno distribuite delle cedole dove sottoscrivere una donazione per l'acquisto della benzina.
In cambio della donazione sarà rilasciato un simbolico attestato quale titolare ad honorem di obbligazione per la sicurezza, la legalità e lo sviluppo del nostro paese, visto che l'attuale Governo non vi provvede più.
Se siamo stati costretti ad un gesto così eclatante è solo perché il Governo non ha voluto ascoltare e confrontarsi con chi materialmente produce sicurezza in questo Paese ed è in grado di dire dove tagliare gli sprechi e le duplicazioni, a cominciare dalle “auto blu” e dai privilegi della politica.
Vogliamo far capire alle persone che siamo vicine a loro e alle loro esigenze e che comunque lotteremo per continuare garantire quella sicurezza che un popolo civile e democratico è obbligato a difendere."

MANIFESTAZIONE 18 OTTOBRE 
 I problemi del Governo e della maggioranza non fermano il SAP e i principali Sindacati dei Comparti Sicurezza e Soccorso pubblico che scenderanno in piazza a Roma e in tutta Italia nella giornata del 18 ottobre. Una manifestazione congiunta che vede insieme le sigle più importanti e rappresentative della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco. La situazione è purtroppo difficilissima e, come abbiamo più volte evidenziato anche nelle nostre denunce pubbliche sui giornali, alcuni nodi stanno arrivando al pettine, come la situazione del carburante per le volanti e gli automezzi. La nostra iniziativa congiunta, infatti, porrà forte l’accento su questi temi, cercando di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica, dei media e ovviamente della classe politica. E chiederemo ai cittadini di dare un contributo concreto per l’acquisto della benzina… La battaglia del Sindacato Autonomo di Polizia, naturalmente, non finisce qui. Infatti è partita la nostra campagna in tutte le città italiane che servirà a raccogliere migliaia e migliaia di cartoline da consegnare al Presidente della Repubblica con le firme di colleghi e cittadini. Le nostre Segreterie Regionali e Provinciali stanno predisponendo le varie iniziative che si concretizzeranno dopo la manifestazione congiunta del 18 ottobre. Il varo del DPCM relativo al pagamento di assegni di funzione, scatti e avanzamenti non può aspettare ol-tre. E questa è solo la prima di una serie di rivendicazioni fondamentali che dobbiamo portare a casa. Pronti a continuare in modo permanente la mobilitazione. Il SAP lotta e combatte 365 giorni all’anno. Perché noi siamo l’unica, vera, grande organizzazione autonoma della Polizia di Stato. Da oltre trent’anni.


http://www.blognotizie.it/news.php?id=4980

 http://cipiri.blogspot.com/2011/06/berlusconi-ha-fottuto-litalia.html

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giovedì 15 aprile 2010

LE AUTO BLU IN ITALIA

Scandalo auto blu
di Tommaso Cerno
Un'invasione di 259 ammiraglie per i funerali degli alpini. Nonostante i tagli promessi dai governi, lo stato ha speso cento milioni di euro per le nuove vetture di servizio. Senza contare quelle di Regioni, Comuni, Province, Asl


Al funerale romano dei due alpini uccisi a Herat c'è una bambina. Tiene la madre per mano: "Voglio andare più vicino", dice a voce alta. Ma non appena ci prova, un poliziotto fa segno di no: "Per cortesia, rimanete indietro. Ci facciamo male, qui devono entrare le auto blu". Ed ecco che in un mattino di lutto nazionale, nell'Italia in ginocchio per la crisi economica, chi lavora a pieno ritmo è il posteggiatore dei soliti eccellenti: allontana la folla e fa spazio alle ammiraglie, il simbolo della supremazia di politici e grand commis scivolato indenne lungo le due Repubbliche. Sulle note del Silenzio, la carovana di Audi A6, Lancia Thesis, Alfa 166 e Bmw scure sfreccia con i lampeggianti accesi e scarica ministri e dirigenti, funzionari e generali, crocerossine e portaborse sul sagrato di Santa Maria degli Angeli: "Onore', da questa parte". Così, mentre nella chiesa romana si onora il sacrificio del sergente Massimiliano Ramadù e del caporal maggiore Luigi Pascazio morti in Afghanistan, fuori va in scena l'ingorgo delle vetture di Stato.

Alla faccia dei tagli annunciati e del rigore invocato dal ministro Giulio Tremonti, lo spettacolo ha inizio alle 9 del mattino: un puzzle blu e grigio riempie lentamente la piazza, fino a disegnare sui sampietrini la mappa dell'italico privilegio. Sui parabrezza collezioni di pass e permessi speciali: dalla Ztl, a Palazzo Chigi, al Senato, ai vari ministeri. Fra l'altro tutti palazzi a poche centinaia di metri dalla basilica. A guardar bene, c'è un ordine che regna in quel disordine: più sei potente, più l'automobile sarà vicina quando dovrai ripartire. "Vede laggiù? Quelli sono di Palazzo Madama. Quello più alto invece sta con Fini, l'altro laggiù coi capelli brizzolati è un uomo del premier. È sempre così, in questi casi", racconta un vigile urbano, veterano delle grandi occasioni. E la scure? "Macché, si guardi attorno". In effetti se giri la testa, la scena non cambia. Ce n'è dappertutto. Una cinquantina di macchine sono sistemate a destra della fontana delle Naiadi, altrettante a sinistra, altri due spiazzi riservati stanno di fronte all'hotel Exedra, un quarto parcheggio vip s'affaccia su via Nazionale. Solo davanti alla facciata della chiesa "L'espresso" conta 156 auto blu, senza considerare volanti e gazzelle. Ma lo spazio non basta per tutti. Anche il posteggio di fronte alle terme di Diocleziano è segnato con il nastro giallo. Una ventina di Audi sono schierate davanti al Grand Hotel, una decina in via Parigi e ancora sul viale che porta alla stazione Termini e nelle strade lì attorno. Fanno 259 in meno di un chilometro quadrato, una densità da concessionaria. Tutte in attesa che la "personalità" riaccenda il cellulare e dia il segnale: è ora di imboccare un'altra preferenziale.

Alle 9 e 45 arriva pure il ministro Renato Brunetta, il grande censore dello spreco pubblico. Scende da una Bmw grigio chiaro metallizzato e tira dritto verso la navata principale. Peccato, perché se soltanto si fosse voltato un attimo si sarebbe fatto un'idea sull'annunciato censimento delle vetture di servizio. A dimostrare che in Italia gli sprechi a quattro ruote sono fuori controllo, basta un dato: nemmeno il governo sa quante ce ne siano. Tanto che sta cercando di fare una radiografia con la promessa di dimezzare i costi. Intanto, però, i numeri crescono ogni anno. A colpi di milioni di euro per le casse dello Stato. Le ultime gare assegnate dalla Consip, la Spa del ministero dell'Economia, sforano i 100 milioni fra noleggi di berline piccole e grandi, acquisti di mezzi commerciali e basse cilindrate, city car e modelli 4x4. Una decina di forniture comprese fra i 5 e i 33 milioni di euro l'una. Senza contare la gara per le ammiraglie della flotta blu, che è ancora in corso ed elenca una serie di optional di lusso che vanno dal satellitare ultima generazione ai sedili in pelle chiara.

Sarà che l'auto in Italia è la seconda casa di politici e potenti vari. Ma secondo la stima dell'associazione Contribuenti italiani nel 2010 s'è toccata quota 624.330, con un incremento del 2,7 per cento proprio negli ultimi mesi. Quelli a cui fanno riferimento le gare Consip. Fra proprietà e leasing lo Stato, le Regioni, le Province, le Asl e i Comuni battono ogni record, surclassando i grandi della Terra. Un confronto è sufficiente per verificarlo: negli Stati Uniti non si arriva a 73 mila auto di servizio, in Francia sono meno di 63 mila, in Gran Bretagna appena 56 mila. In media una contro dieci. Da noi basta fare due passi in piazza per rendersi conto che così fan tutti. La sfilata di Pantalone si apre con il ministro Carlo Giovanardi, che trattiene l'autista dell'A6 qualche istante in più per recuperare il trench dal sedile posteriore. Poi è la volta di un gruppo di ufficiali alpini, con penna bianca e vettura scura, seguito dai vertici della Marina e dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che si presenta alle esequie con quattro auto in fila indiana. Seguono un paio di Thesis per un paio di generaloni, un'Alfa 166 per Piero Fassino, il codazzo di Gianfranco Fini e quello di Umberto Bossi. Poi avanti così per quasi un'ora. Bis all'uscita, con gas di scarico e rombo di pistoni in anticipo di dieci minuti: "Che vuole fare? Fa caldo e dobbiamo raffreddare l'abitacolo", spiega un autista piuttosto navigato.




C'è una classifica in cui l'Italia stravince su tutti gli altri Paesi del Mondo. Si tratta del numero di "auto blu" in dotazione a politici nazionali e locali. I numeri sono davvero impressionanti e per certi versi inspiegabili. In Italia la flotta di auto blu è di ben 626.760 unità, numero che fa ancora più impressione se si pensa che al secondo posto della classifica si pongono gli Stati Uniti con appena 72.000 vetture. Sul terzo gradino del podio si colloca la Francia con 61.000 unità. Medaglia di legno per il Regno Unito (55.000 auto) seguito da Germania, Turchia, Spagna, Giappone, Grecia e Portogallo.

ALLA FACCIA DELLO SPRECO , DISOCCUPAZIONE , CASSINTEGRAZIONE ECCCCCC ......
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mercoledì 14 gennaio 2009

AUTO E MOTO ELETTRICHE






AUTO ELETTRICA





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