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domenica 20 luglio 2014

Capire il Processo Bunga Bunga



Dunque non era un reato, 
ma solo una gigantesca figura di CACCA. 

Prima che, sull’onda della sentenza di assoluzione, l’isteria superficiale dei media trasformi il fu reprobo Silvio in un martire, ci si consenta (direbbe lui) di ricordare che il bunga bunga potrà anche essere legale, ma rimane politicamente incompatibile con un ruolo istituzionale quale quello che il sant’uomo rivestiva all’epoca dei fatti.

Tocca ricorrere al solito esempio stucchevole, ma non c’è purtroppo altro modo per fare intendere a certe crape giulive il nocciolo della questione.
Se il capo di qualsiasi governo occidentale, poniamo Obama, avesse telefonato dalla Casa Bianca a un funzionario della polizia di New York per informarlo che la giovane prostituta da lui fermata per furto era la nipote del presidente messicano e andava subito consegnata a Paris Hilton invece che ai servizi sociali – e si fosse poi scoperto che Obama medesimo nella sua casa privata di Chicago si intratteneva in dopocena eleganti con la medesima prostituta e una fitta schiera di «obamine» – forse il presidente americano sarebbe stato costretto a dimettersi l’indomani, ma più probabilmente la sera stessa. E allora quell’erotomane di John Kennedy che si intratteneva con due donne al giorno? Intanto è morto prima che lo si scoprisse, ma soprattutto agiva con discrezione, appunto, presidenziale.

Non è moralismo. E’ la consapevolezza di rappresentare un Paese senza mettersi nelle condizioni di sputtanarlo a livello planetario. E’ senso dello Stato. Qualcosa che Berlusconi e i suoi seguaci non comprenderanno mai.

BUNGABURLA (Massimo Gramellini)

Processo Ruby, il magistrato Fabio Roia: "Berlusconi assolto per una legge che protegge i clienti delle prostitute minorenni"

Era stato il primo magistrato ad accorgersene alla fine del 2012, quando il Parlamento aveva appena recepito la convenzione di Lanzarote sui reati sessuali nei confronti dei minori: tra le pieghe di quella legge era stato infilato un cavillo che potrebbe essere stato fondamentale per l'assoluzione di Silvio Berlusconi dall'accusa di prostituzione minorile con Ruby Rubacuori.

Il magistrato è Fabio Roia, pubblico ministero presso il Tribunale di Milano, esperto di processi dove le vittime sono donne e bambini. A quell'epoca, intervistato dall'Huffington Post, aveva affermato che inspiegabilmente era stata introdotta una scappatoia per i clienti delle prostitute minorenni, uno strumento giuridico chiamato "ignoranza inevitabile":

"Poiché l'età della vittima è fondamentale per capire se sono stati commessi questi reati, prima del recepimento della convenzione di Lanzarote il giudice doveva semplicemente capire se l'accusato si fosse reso effettivamente conto di quanti anni avesse la persona che aveva davanti". Il cambiamento, ora, è enorme: "Oggi invece la cosiddetta ignoranza inevitabile è stata estesa a tutti i reati che coinvolgono minorenni, e per le vittime è un indebolimento della loro tutela. L'imputato infatti ha maggiori strumenti per dimostrare di avere fatto ogni accertamento possibile per capire che età avesse la persona, normalmente una prostituta, prima di avere un rapporto sessuale".
Oggi, pochi minuti dopo la sentenza di secondo grado che ha assolto l'ex premier dalle accuse di concussione e prostituzione minorile, l'avvocato Fausto Coppi ha squadernato una prima spiegazione:"Se mai avesse avuto rapporti con Ruby, almeno per un certo periodo di tempo, non ne conosceva l'età". Ecco perché, secondo Coppi, i giudici hanno deciso che con la ragazza marocchina il reato non c'è stato: ""Quando si usa la formula 'il fatto non costituisce reato' di solito c'è la mancanza dell'elemento soggettivo". Cioè è mancato il dolo, la volontà di compiere il reato di prostituzione minorile.

Raggiunto nuovamente dall'HuffPost, Roia conferma che l'istituto giuridico inserito nel 2012 "può aver aiutato Berlusconi a essere assolto perché molto probabilmente è riuscito a dimostrare di aver fatto di tutto per conoscere la vera età" di Ruby. "Naturalmente occorre attendere le motivazioni ma rimane valido quanto detto a proposito della convenzione di Lanzarote: purtroppo si è indebolita la lotta a favore delle vittime che si dedicano alla prostituzione in quanto i loro clienti possono convincere i giudici che non possono essere rimproverati di non aver accertato l'età".

Non è detto che questo cavillo fosse ad personam, sta di fatto che nel 2012 il processo Ruby era già cominciato e Berlusconi era reduce dal bunga bunga mediatico.

LEGGI ANCHE : http://cipiri.blogspot.it/2014/07/silvio-berlusconi-assolto-in-appello.html


Silvio Berlusconi è stato assolto in Appello nel processo sul caso Ruby.

L’ex premier è stato assolto dall’accusa di prostituzione minorile perché “il fatto non costituisce reato” dall’accusa di concussione perchè “il fatto non sussiste”.



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