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lunedì 19 marzo 2018

Ecco la Primavera dal 20 Marzo al 20 Giugno




Equinozio di Primavera 2018: ecco perché quest’anno è il 20 Marzo e non il 21
Equinozio di Primavera 2018: l'inizio della primavera astronomica avviene il 20 Marzo e non il 21, ecco perché.

Nel 2018 l’Equinozio di Primavera, l’inizio della primavera astronomica, 
avviene il 20 Marzo alle 16:15 UTC.
Comunemente si dice che le stagioni cominciano sempre il giorno 21 di marzo, giugno, settembre e dicembre, ma in realtà le date esatte di equinozi e solstizi dipendono dalla rivoluzione della Terra: fino al 2102 l’equinozio di primavera non sarà il 21 marzo, ma il 20 o il 19.

Nel momento dell’equinozio, “il Sole nel suo moto apparente nel cielo, da Sud verso Nord lungo lo Zodiaco, viene a trovarsi all’incrocio tra equatore celeste ed eclittica, che è la proiezione nel cielo dell’orbita terrestre,” ha spiegato l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.

La data non è sempre uguale ma varia tra il 19 e il 21 marzo a causa del calendario: “L’introduzione di un giorno ogni 4 anni nell’anno bisestile può far oscillare questa data anche di molte ore,” dichiara Paolo Volpini, dell’Unione astrofili italiani. “Per tutto il secolo l’equinozio di primavera si verificherà il giorno 19 e 20 marzo e perché accada di nuovo il 21 marzo bisognerà attendere il 2102“.

“Proviamo a seguire il percorso apparente che il Sole compie nel cielo, lo vediamo sorgere a est, poi culminare quindi tramontare a ovest. Questo percorso apparente, che lo vede passare da un segno zodiacale all’altro, si chiama eclittica e incrocia l’equatore celeste in 2 punti: l’equinozio di primavera e l’equinozio d’autunno. Il Sole viaggia da sotto a sopra l’equatore e, nel nostro emisfero, aumentano le ore di luce e quindi il calore mentre nell’emisfero australe avviene il contrario,” spiega l’astrofisica dell’Inaf Daria Guidetti. “La Terra, a causa del moto di precessione, per compiere un’orbita completa intorno al Sole ci mette 365 giorni più 6 ore. Gli anni bisestili cercano di correggere questo sfasamento, facendo in modo che l’equinozio di primavera
 si verifichi sempre tra il 19 e il 21 marzo“.

Analogamente ai solstizi, gli equinozi sono considerati convenzionalmente il momento di avvicendamento delle stagioni astronomiche sulla Terra. Il nostro pianeta ruota sul suo asse polare una volta ogni 24 ore, determinando in questo modo la consueta alternanza tra giorno e notte; ma la Terra ruota anche lungo la sua orbita intorno al Sole una volta ogni 365,25 giorni, determinando così il ciclo annuale delle stagioni. Quando questi due movimenti si intersecano, ecco i due equinozi: quello di primavera tra 20 e 21 marzo, e quello di autunno tra 20 e 21 settembre. Due volte l’anno, quindi, la nostra Stella attraversa l’equatore celeste, passando dall’emisfero nord a quello sud o viceversa. In entrambi gli equinozi (boreale e australe), il Sole passa a sud del tropico del Cancro e a nord di quello del Capricorno; allo Zenit equatoriale il Sole si trova declinato di 66°33′ su entrambi i tropici e di 23° 27′ su entrambi i circoli polari.



EQUINOZIO PRIMAVERA 
Come noto, la Terra gira su se stessa ed intorno al Sole lungo un’orbita particolare che si sviluppa sul piano dell’eclittica. Se l’asse di rotazione fosse perpendicolare a questo, il giorno e la notte avrebbero sempre la stessa durata in ogni zona del pianeta (ai poli ci sarebbe sempre luce).
L’asse di rotazione della Terra, però, è inclinato rispetto all’orbita di circa 67°, con tutto ciò che ne consegue. La parola “equinozio” deriva dal latino “equi” e “nox”, da intendersi come “notte uguale al dì”, definizione puramente teorica in quanto gli effetti della rifrazione atmosferica, il semidiametro del Sole e la parallasse solare fanno sì che negli equinozi la lunghezza del giorno ecceda quella della notte. L’equinozio in realtà dura un istante, e non può coincidere con un’intera giornata. Nei momenti degli equinozi, il giorno è sempre un po’ più lungo rispetto alla notte.

Gli equinozi di marzo e settembre sono quindi i due giorni dell’anno nei quali ha inizio la primavera e l’autunno. Si chiama equinozio di primavera o Punto Gamma o nodo ascendente o Punto d’Ariete, il punto d’intersezione tra eclittica ed equatore celeste in cui il Sole passa dall’emisfero australe a quello boreale (cioè il Sole appare salire a nord dell’equatore celeste). Invece, è detto equinozio d’autunno o punto Omega o nodo discendente o primo punto della Libra, il punto di intersezione tra eclittica ed equatore celeste in cui il Sole passa dall’emisfero boreale a quello australe (cioè il Sole appare scendere a sud dell’equatore celeste).




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giovedì 20 marzo 2014

Giornata Internazionale della Felicità


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Oggi, 20 marzo, si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della felicità, ricorrenza istituita il 28 giugno 2012 dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite allo scopo di riconoscere il benessere e la felicità quali aspirazioni universali della persona umana e dunque obiettivi fondamentali delle politiche pubbliche.

« L’Assemblea generale consapevole che la ricerca della felicità è un scopo fondamentale dell’umanità, [...] riconoscendo inoltre di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti gli stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, e altri organismi internazionali e regionali, così come la società civile, incluse le organizzazioni non governative e i singoli individui, a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica »

Ma non è tutto. In occasione della Giornata Internazionale della Felicità 2014 l’Amministrazione postale delle Nazioni Unite (APNU) emetterà infatti un set di 6 francobolli sul tema “Giornata Internazionale della Felicità”. I disegni utilizzati sono ovviamente immagini che richiamano il concetto di felicità e su ognuno di essi sarà riportata la parola “Felice” nelle sei lingue ufficiali delle Nazioni Unite – inglese, francese, spagnolo, arabo, cinese e russo.

Insomma, per quanto sia giunta solo alla seconda edizione, la Giornata Internazionale della Felicità sta davvero, e per fortuna, spopolando. Una decisione coraggiosa quella presa dall’ONU, ma che sta riscuotendo consensi da ogni parte. Un indicatore della precisa presa di coscienza comune che un paese con un alto numero di persone felici è un paese felice e di conseguenza è un paese più produttivo.


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mercoledì 20 marzo 2013

20 marzo : giornata mondiale della felicità



Il 20 marzo è la prima giornata mondiale della felicità, voluta dalle Nazioni Unite. "È la solidarietà che promuove la felicità", scrive nel suo messaggio il Segretario generale Ban Ki-moon.



  "Un cambiamento profondo di mentalità è in corso in tutto il mondo. Le persone ora riconoscono che il 'progresso' non dovrebbe portare solo crescita economica a tutti i costi, ma anche benessere e felicità". Inizia così il comunicato delle Nazioni Unite, con cui nel luglio scorso ha fissato per il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità. Che nel 2013 si festeggia per la prima volta. Perché una nazione più felice è anche una nazione più produttiva.

I SOLDI NON FANNO LA FELICITA'. A Palazzo di Vetro l'idea è venuta partendo dalla consapevolezza che i soldi non fanno la felicità. "Felicità è aiutare gli altri. Quando con le nostre azioni contribuiamo al bene comune, noi stessi ci arricchiamo. È la solidarietà che promuove la felicità", scrive nel suo messaggio il Segretario generale Ban Ki-moon.

IL PIL NON E' LUNICO INDICATORE DI BENESSERE. Uno dei primi ad ammettere che né il fine di una nazione né la soddisfazione di una persona risiedesse nel benessere economico fu Robert Kennedy nel 1968, durante un incontro con gli studenti dell’Università del Kansas. "Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro Paese - disse - Il Pil misura tutto eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta".

L'ESEMPIO DEL BHUTAN. Promotore iniziale della felicità tra la popolazione come parametro di sviluppo è stato il Bhutan, piccola nazione asiatica di 740mila abitanti tra le vette dell'Himalaya, in cui si misura il "Gross National Happiness", la "Felicità nazionale lorda", dagli anni Settanta. Un sistema di sviluppo innovativo, un processo che cerca non tanto di favorire la crescita economica ma di puntare all’incremento della felicità degli abitanti. "Un modello che costringe a una crescita infinita, su un pianeta con risorse limitate, non ha senso economico, mentre è la causa di azioni immorali e autodistruttive", aveva dichiarato Jigmi Y. Thinley, primo ministro del Bhutan nel corso della conferenza delle Nazioni Unite.

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