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giovedì 20 marzo 2014

Giornata Internazionale della Felicità


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Oggi, 20 marzo, si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della felicità, ricorrenza istituita il 28 giugno 2012 dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite allo scopo di riconoscere il benessere e la felicità quali aspirazioni universali della persona umana e dunque obiettivi fondamentali delle politiche pubbliche.

« L’Assemblea generale consapevole che la ricerca della felicità è un scopo fondamentale dell’umanità, [...] riconoscendo inoltre di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti gli stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, e altri organismi internazionali e regionali, così come la società civile, incluse le organizzazioni non governative e i singoli individui, a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica »

Ma non è tutto. In occasione della Giornata Internazionale della Felicità 2014 l’Amministrazione postale delle Nazioni Unite (APNU) emetterà infatti un set di 6 francobolli sul tema “Giornata Internazionale della Felicità”. I disegni utilizzati sono ovviamente immagini che richiamano il concetto di felicità e su ognuno di essi sarà riportata la parola “Felice” nelle sei lingue ufficiali delle Nazioni Unite – inglese, francese, spagnolo, arabo, cinese e russo.

Insomma, per quanto sia giunta solo alla seconda edizione, la Giornata Internazionale della Felicità sta davvero, e per fortuna, spopolando. Una decisione coraggiosa quella presa dall’ONU, ma che sta riscuotendo consensi da ogni parte. Un indicatore della precisa presa di coscienza comune che un paese con un alto numero di persone felici è un paese felice e di conseguenza è un paese più produttivo.


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mercoledì 20 marzo 2013

20 marzo : giornata mondiale della felicità



Il 20 marzo è la prima giornata mondiale della felicità, voluta dalle Nazioni Unite. "È la solidarietà che promuove la felicità", scrive nel suo messaggio il Segretario generale Ban Ki-moon.



  "Un cambiamento profondo di mentalità è in corso in tutto il mondo. Le persone ora riconoscono che il 'progresso' non dovrebbe portare solo crescita economica a tutti i costi, ma anche benessere e felicità". Inizia così il comunicato delle Nazioni Unite, con cui nel luglio scorso ha fissato per il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità. Che nel 2013 si festeggia per la prima volta. Perché una nazione più felice è anche una nazione più produttiva.

I SOLDI NON FANNO LA FELICITA'. A Palazzo di Vetro l'idea è venuta partendo dalla consapevolezza che i soldi non fanno la felicità. "Felicità è aiutare gli altri. Quando con le nostre azioni contribuiamo al bene comune, noi stessi ci arricchiamo. È la solidarietà che promuove la felicità", scrive nel suo messaggio il Segretario generale Ban Ki-moon.

IL PIL NON E' LUNICO INDICATORE DI BENESSERE. Uno dei primi ad ammettere che né il fine di una nazione né la soddisfazione di una persona risiedesse nel benessere economico fu Robert Kennedy nel 1968, durante un incontro con gli studenti dell’Università del Kansas. "Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro Paese - disse - Il Pil misura tutto eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta".

L'ESEMPIO DEL BHUTAN. Promotore iniziale della felicità tra la popolazione come parametro di sviluppo è stato il Bhutan, piccola nazione asiatica di 740mila abitanti tra le vette dell'Himalaya, in cui si misura il "Gross National Happiness", la "Felicità nazionale lorda", dagli anni Settanta. Un sistema di sviluppo innovativo, un processo che cerca non tanto di favorire la crescita economica ma di puntare all’incremento della felicità degli abitanti. "Un modello che costringe a una crescita infinita, su un pianeta con risorse limitate, non ha senso economico, mentre è la causa di azioni immorali e autodistruttive", aveva dichiarato Jigmi Y. Thinley, primo ministro del Bhutan nel corso della conferenza delle Nazioni Unite.

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