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venerdì 4 dicembre 2015

Preti e Cardinali Milionari: Pubblicato il Dossier

guarda il vero volto di cristo

Cardinali milionari: pubblicato il dossier censurato dal Vaticano!!!

Vaticash, clero e ricchezza: ecco i cardinali milionari
Appartamenti, edifici, terreni: in un libro, le fortune di tutti i cardinali, dati aggiornati ad aprile 2014.

“San Pietro non aveva conto in banca” ha detto papa Francesco I di recente, il cui nome certo esprime un’intenzione quanto meno a ispirarsi alla povertà, a quella “chiesa dei poveri” tanto cara al fondatore dell’ordine mendicante per eccellenza.

Un conto in banca sembrano averlo però molti sotto la mano di Santa romana Chiesa. E anche bello cospicuo, senza contare le proprietà e i beni. Precisiamo, moltissimi ottenuti in modo assolutamente lecito, per eredità familiari o lasciti testamentari, molti dei quali raccontati dal giornalista Mario Guarino, su Vaticash, il suo nuovo libro di inchiesta edito da edizioni Koinè.

Condensati in queste pagine vi sono mesi di ricerche catastali, sui patrimoni personali di oltre cento alti prelati, dati aggiornati all’aprile 2014, tutti dichiarati regolarmente al fisco. Insomma, nessuno scandalo giudiziario, nessun libro denuncia, ma una riflessione su ricchezza e povertà religiosa, con frequenti rimandi ai vangeli e citazioni di Bergoglio.

Tra i nomi che compaiono nel libro, molto ricco e ben documentato, compare anche Monsignor Liberio Andreatta, il responsabile dell’Opera Romana Pellegrinaggi, con 38 fogli di visure immobiliari al catasto, terreni coltivati tra la Maremma e le campagne di Treviso, un edificio di 1432 metri quadrati e tre immobili in usufrutto e una serie di fabbricati rurali tra Fibbianello e Semproniano. Oppure l’arcivescovo di Palermo, cardinale Paolo Romeo, con 8 appartamenti e sei monolocali monolocali, 22 vani abitativi, edifici residenziali, terreni coltivati, tra cui un vastissimo agrumeto.

L’arcivescovo ciellino Ettore Balestrero, classe ’66, pur ricoprendo il ruolo di nunzio apostolico in Colombia., conserva numerose proprietà in Italia, tra cui una residenza di dieci vani a Roma, in via Lucio Afranio, altre quattro unità immobiliari a Genova e un appartamento in nuda proprietà a Stazzano, nell’Alessandrino, dove risulta anche possessore di molti terreni agricoli e boschi da taglio.

Passando per il vescovo Giorgio Corbellini, comproprietario di circa 500 ettari di boschi, due fabbricati e altre centinaia di ettari di pascoli e terreni seminativi sulle colline di Bettola (Piacenza).

Il cardinale Domenico Calcagno presidente dell’Apsa, intestatario di un appartamento di 6,5 vani in via della Stazione di San Pietro e altri quattro edifici residenziali nel suo paese natale.Inoltre, insieme a due parenti, è comproprietario di oltre 70 ettari di campi e vigneti in Piemonte.

E ancora gli appartamenti di Camillo Ruini, di Carlo Maria Viganò e, per terminare in bellezza, un caso a dir poco “singolare”: quello di don Agostino Coppola, ex parroco di Carini, arrestato e condannato perché complice del clan mafioso dei corleonesi. Fu lo stesso che sposò in segretoTotò Riina quando era in latitanza. Smessi i panni da uomo di Chiesa, a don Coppola vennero sequestrati tutti i beni scoperti dai giudici di Palermo. Eppure, ad oggi, misteriosamente l’ex prete risulta proprietario di 83 ettari di uliveti e 14 di agrumeti a Carini. A nome del defunto e dei suoi familiari è registrato pure il possesso perpetuo (con l’antico sistema dell’enfiteusi) di altri 49 ettari di campagne e due fabbricati a Partinico.

Un viaggio attraverso nomi più o meno noti, che di certo riserverà non poche sorprese.
da http://lapillolarossa15.altervista.org/


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LO STIPENDI CHE VORREBBE DARE IL PAPA AI PRETI


PETIZIONE A PAPA BERGOGLIO
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Quanto Guadagnano i Preti della Chiesa Cattolica



Quanto guadagna un cardinale?
Un vescovo?
E il papa?
Ecco tutti gli stipendi,i tagli di Papa Francesco 
e la rinuncia del suo stipendio!

Quando guadagna un parroco al mese? 
E quanto prende un cardinale?
 E Papa Francesco: ha uno stipendio?

Il Messaggero pubblica un’inchiesta sul rapporto tra soldi e Chiesa, 
elencando punto per punto tutti i “guadagni” del clero.

Un semplice prete prende circa mille euro netti al mese, poi vengono i parroci (che non possono guadagnare più di 1.200 euro al mese). I mensili dei sacerdoti e dei vescovi sono basati su una specie di punteggio che dipende dall’anzianità. I parroci con più esperienza possono arrivare fino a 1.200 euro al mese, mentre per i vescovi si arriva fino a 3.000 euro circa. Se un prete è anche insegnante di religione , l’istituto versa solo la quota che manca per raggiungere il tetto stabilito dall’anzianità.

Più in alto si collocano gli arcivescovi capi di dicastero o di pontifici consigli: in questo caso, gli stipendi variano dai 3.000 ai 5.000 euro. Più in alto ancora i cardinali, che in media guadagnano circa 5.000 euro (i quali però sono stati “colpiti” da Papa Francesco con tagli significativi dei gettoni di presenza descritti di seguito), a cui vanno aggiunte le offerte dei benefattori.
Sul fronte papale, si sa che Benedetto XVI godeva di una rendita di 2.500 euro (meno di un cardinale), più le somme per i diritti d’autore dei suoi tanti libri. Francesco, invece, non percepisce alcuno stipendio, pur avendo la facoltà di attingere liberamente all’Obolo di San Pietro (fondo dello Ior che raccoglie donazioni per sponsorizzare progetti benefici).

Da quando è diventato Papa. Bergoglio ha applicato una sorta di spending review vaticana. Innanzitutto ha abolito il tradizionale bonus per i dipendenti della Santa Sede (senza perdersi in chiacchiere e false promesse di abolizione)durante la sede vacante e l’elezione papale (circa 1.000 euro in più al mese). Poi ha bloccato gli stipendi di tutti i dipendenti, congelando scatti di anzianità e promozioni. Ha anche tagliato i gettoni di presenza dei cinque cardinali membri della commissione di vigilanza dello Ior (25.000 euro all’anno). In Italia la principale fonte di entrate per la Chiesa continua a essere l’8 per mille: nel 2012 sono entrati nelle casse della Cei 1 miliardo 148 milioni 76 mila e 594 euro. A questo bisogna aggiungere le donazioni e le elargizioni dei fedeli.

Ovviamente i media nazionali non vi parlano della spending review adottata da Papa Francesco,sarebbe oggetto di confronto ,paragone con l’attuale governo che taglia sanità,servizi pubblici vari ai cittadini pur di non toccare direttamente gli stipendi di senatori,deputati,ministri e dipendenti vari.


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